L’ASSASSINIO DEL SECOLO RICOSTRUITO NOTA PER NOTA, AUTORE PER AUTORE

Il «duce» imperiale reso umano dai cronisti
Questo libro è il frutto della continua ricerca portata avanti dagli autori della ABE sui cronisti che raccontano i fatti da contemporanei. Dopo diverse biografie fiorentine non poteva mancare il seguito alla Casata degli Sforza, originata da un colpo di mano ai danni dei Visconti che trasferirono il patrimonio di famiglia al capostipite Francesco, sposo di Bianca, ultima erede di Milano.
Il prologo sulla nonna perugina, Lucia Tarzana da Torgiano; sul padre, Cavaliere alla corte dei Visconti; sulla madre Bianca, l’erede di Milano; sulla sorella Ippolita, sposina del Duca di Calabria, che di ferocia fu maestro; spunta finalmente il nome di Galeazzo, duchino crudele.
Con tali premesse, alla morte del padre, Galeazzo si liberò gradualmente della madre, in quegli anni in cui la cometa di Halley, fra sisma e peste, non preannunciava nulla di buono.
L’ultimo viaggio a Napoli fu fatale al genitore e provocò l’esilio di Bianca a Cremona, subito dopo il matrimonio con Bona di Savoia, sorella del beato Amedeo e orfanella di quel Ducato.
Da qui lo scontro velato con la madre, a colpi di veleni, nell’aria e nella minestra, che videro più volte preoccupata la sorella Ippolita, tornata da Napoli più volte, fino per assisterla in punto di morte. La vecchia Duchessa muore quasi nelle sue braccia: ma fu vero veleno? Fatto è che senza l’ultima dei Visconti i nemici crebbero in casa e anche fuori: la sorella fu quasi espulsa da Napoli con tutta la sua corte milanese al seguito; e i Veneziani si spinsero fino a Bologna, stuzzicati da Zio e Sforza fratello, passati col nemico, in uno scenario di guerre-lampo, dentro e oltre Italia, che portarono alla Battaglia di Negroponte vinta dai Turchi.
Nascono, e nel mentre crescono, Giangaleazzo ed Ermes, con Elisabetta presto sposa di Ercole d’Este. Sono eventi che rafforzano il Duca, illuso dai Francesi e pronto a scippare Firenze a Napoli, con la storica sfilata delle carrette milanesi in viaggio verso il Palazzo che fu di Cosimo dei Medici, dove i duchi ebbero ospitalità e meraviglie, percorrendo la Toscana in lungo e in largo.
Il Duca, del resto, fu costretto a sfidare lo Zio, passato nelle fila del Marchese, e perciò a ostentare sfarzo a tutti, per poi tornarsene a casa per la via di Lucca, Genova, Castelletto e Pavia. Fu l’occasione per stilare una serie di intrecci sulle Terre faentine, date ai papalini di Sisto, preparando la dote per le nozze della figlia Eleonora con Ercole d’Este, quella dello storico pranzo allietato da musici e teatranti, ma anche lo sposalizio del figlio Giangaleazzo con Isabella di Napoli.
L’addio per il cognato Amedeo di Savoia e il sisma, ritornato fra Adda e Ticino, sono il presagio all’orgoglio di chi vorrebbe diventare Re di un reame proprio, quello che trasformò subito il Duca in Duce, con l’avallo dell’Imperatore e tanto di saluto romano.
Il gioco fu però scoperto da frà Pietro da Roma. Da qui l’incubo del veleno, che il Cardinale avrebbe ordinato ai Veneziani, da somministrare al padre padrone di Milano, dopo gli strani matrimoni combinati messi su dalla Duchessa per i figli. Al di là della discussa immunità concessa al segretario Colletta, le nozze di Biancamaria e il rapimento della cognata Duchessa di Savoia, altra verve giunge in casa Sforza, fino alla congiura vera e propria, ordinata dagli ex parenti e che si concluse con il tragico fatto di sangue consumatosi in S.Stefano.
Qui il Dux venne assassinato dai Visconti e Giangaleazzo, eletto successore a 8 anni, fu costretto a sposare la cuginetta, orfanella napoletana, dopo la morte di Donna Ippolita, Regina senza corona che lasciò vedovo il crudele Alfonso II.
Ma il potere degli Aragonesi di Napoli fu tutto in discesa rispetto ai venti che soffiavano dalla Spagna quando l’erede Giangaleazzo sposò fiero «Isabelletta», ignaro di finire nella trappola dei parenti, divenendo presto prigioniero del Moro in quel di Pavia, mandando in frantumi i sogni del defunto genitore.
La colorita appendice al testo sugli sponsali di Galeazzo, dal contratto alle lettere, e agli intrecci fra casate, lanciano il lettore appassionato nel pieno dell’atmosfera di quei tempi. Tutto è pronto per i nuovi episodi di sangue e potere, come in un giallo a puntate sulle dinastie che fecero la storia degli stati italiani.
Sabato Cuttrera
1. Guido Ascanio Sforza nacque nel 1518. All’età di 16 anni fu eletto cardinale dall’avo papa Paolo III. Venne creato Patriarca di Alessandria nel 1541, indi Legato in Ungheria per la guerra contro il Turco. Paolo IV lo fece incarcerare come troppo partigiano di Spagna e per aver avuto parte nel trafugamento delle galee di suo fratello Carlo. Morì nell’ottobre del 1564. Fu gran mecenate degli uomini dotti; di Michelangelo soprattutto, e si servì di lui per l’erezione della cappella dell’Assunta in S. Maria Maggiore, ov’è sepolto. – Questo Guido è del ramo degli Sforza, dei conti di Santa Fiora. Ebbe per padre Giampaolo, il quale era figliuolo naturale di Lodovico il Moro. Dopo segnalati servigi venne fatto marchese di Caravaggio da Carlo V nel 1532. Giampaolo morì, come credesi, di veleno nel suindicato anno. Muzio Sforza fu buon soldato, si ammalò nell’assedio di Metz, e trasportato a Strasburgo vi morì nel 1552.
2. A.Bascetta, Il Capostipite di Milano, ABE Napoli 2023. Cajo Mario, famosissimo capitano romano, nacque da oscuri e poveri parenti. Passò la prima sua gioventù nel coltivare la terra, abituandosi così alla vita frugale e laboriosa, simile all’antica educazione romana. Vedi Plutarco: Vita di Cajo Mario.
3. Ivi. Vale a dire: Jacopo Pontano, napoletano, distinto letterato del secolo XVI. Cioè: il Castello di Milano. Non mal si apponeva il Giovio nel chiamarlo a’ suoi tempi: il più maraviglioso che si ritrovi nel mondo: venne costrutto nel 1368 da Galeazzo I Visconti, e demolito nell’anno 1378 alla morte del suddetto. Non passò però gran tempo che suo figlio Giovanni Galeazzo lo riedificò nel medesimo luogo, e assai più forte di prima. Ma nel 1447, alla morte di Filippo Maria, ammutinatasi la città con pensiero di reggersi da sè sola in repubblica, lo atterrò. Entrato poi in possedimento del ducato di Milano Francesco I Sforza, lo fece rialzare per la terza volta, e vi spese (a detta del Coiro) un milione d’oro, volendo forse intendere un milione di ducati o fiorini d’oro. Gli Spagnuoli vi aggiunsero parecchie fortificazioni le quali vennero demolite nel 1801 dai Francesi, lasciandovi solo quel che si vede al presente. Dopo la rientrata in Milano degli Austriaci, nel 1848, costoro vi aggiunsero alcuni fortini, e in varie parti lo riattarono. Chi fosse vago di vedere la pianta, ed una minuta descrizione dello stato di questo castello anteriormente al 1801, legga le opere del Giulini, del Lattuada e del Torre.
4. Giovio, cit. tradotto dal Fabi. Intende proprio Francesco II Sforza, Duca di Milano, che morì nel 1535, al quale era stato posto il nome dello zio paterno. Vedi intorno alla genealogia della famiglia Sforza, le tavole quinta e sesta dell’opera: Famiglie celebri italiane del Litta, articolo Sforza Attendolo. L’astrologia era a’ que tempi in grande venerazione. Gli stessi re, imperatori e pontefici tenevansi sempre a fianco un astrologo, che loro predicesse il futuro. Ai nostri giorni Napoleone consultò qualche volta la famosa madamigella Le Normant di Parigi. Le scienze occulte, dimentiche per quasi un secolo, ritornano oggidì in voga. Vedi Peisse: Histoire des sciences occultes. Parigi 1840.
5. Bascetta, Attendolo, cit. di Fabi su Giovio.
6. Lucia era di Terzana o Torsciano, «un castello della delegazione di Perugia. Morto il Fogliani, secondo suo marito, ella visse gli ultimi suoi anni col figliuolo Francesco, dal quale era amatissima. Morì in Milano nel 1461».
7. Antonio Campi (1523-1587) – Agostino Carracci (1557-1602) – David Laudi (fl. 1550-1599) – Giovanni Paolo Bianchi (ca. 1590- ca. 1646), Cremona fedelissima citta et nobilissima colonia de Romani:rappresentata in disegno col suo contato et illustrata d’una breve historia delle cose piu notabili … et dei ritratti … de duchi et duchesse di Milano e compendio delle lor vite / da Antonio Campo, Gio. Battista Bidelli (per Filippo Ghisolfi), Milano 1645, pag.128 e segg.
8.Michela Pugliese, Messer Cicco milanese eccellentissimo. Cfr. Wikipedia.
9. Nicola Ratti (abate romano), Memorie su la vita di quattro donne illustri della casa Sforza e di Monsignor D.Virginio Cesarini, presso Antonio Fulgoni, pagg.30-45, Roma 1785, cap. «Memorie su’ la vita d’Ippolita Sforza». Sugli Oratori, v. Tom.II. pag. 1380]. Sul Papa v. In un cod. man. Su Mansi, v. Pii II. Oration., scritto sig. L. n.69 in 4 vol.II, pag. 192. Sull’Anonimo Accademico v. Biblioth. scriptor., Parte I. pag.223, Mediol. tom. cit.
10. Laura Malinverni, Ippolita, da: https://www.storiamedievale.net/pre-testi/ippolita.htm.La promettente adolescenza. «Oggi fra i codici conservati a Milano alla Biblioteca Trivulziana, composta nel 1454 e che alla fine reca l’iscrizione: «Baldus Martorellus Piceni has regulas composuit pro illustri Comite Galeaz et inclita domina Hippolita sorore ejus qui non recusat ut quantum de hoc libello tantum de sui parvi nominis fama detrahatur». v. Gio.Bernardino Tafuri, Cronache del Coniger (con note di). In: Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura, Gio.Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò. Ristampat ed annotate da Michele Tafuri, Vol.II, dalla stamperia dell’Iride, Napoli 1851. Pagg.471 e segg. Francesco Senatore, Cerimonie regie e cerimonie civiche a Capua (secoli xv-xvi). V. nota. Lettera di Maletta, ivi, p.279. E’ riferito al matrimonio Aragona-Sforza (ottobre 1455).
11. M.Lucio Cardami, Diarii (con note di Tommaso Tafuri) in: Tommaso Tafuri, Diarii di L.Luio Cardami colla di oui vita, e note (composte da Tommaso Tafuri). In: Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura, Gio.Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò. Ristampat ed annotate da Michele Tafuri, Vol.II, dalla stamperia dell’Iride, Napoli 1851. Pagg.540 e segg. V. giorno 15 dicembre… Cfr. Raffaele Colapietra, in: Il ‘400 in Abruzzo e in Molise, Vol. VI, Storia del Mezzogiorno, pagg. 55-56. v.Muratori, Annali d’Italia,voll.31,pp.514-15, Venezia 1790. Nel tomo XXI (anni 1421-1480) così riporta: “Nel dì 5 di dicembre (1456), e in altri susseguenti giorni un sì terribil tremuoto scosse la terra nel Regno di Napoli, che fu creduto di non essersi da più secoli indietro provato un somigliante eccidio in quelle contrade…Le persone morte sotto le rovine chi le fece ascendere sino a centomila, con esserne perite nella sola città di Napoli, per attestato d’alcuni, venti, o trentamila”. Cfr. Antinori, Annali degli Abruzzi, nel XV volume. V. anno 1456. v. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 170 e segg. Cfr. Balla Enrico, Pereto, storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma 1986, pag. 98-99. In: http://www.pereto.info/terremoto_5dicembre1456.htm. Cfr.De Blasiis G. 1885Il terremoto del 1456Archivio storico prov. napoletano, anno X , Napoli. Cfr. GNGTS – Atti del 22° Convegno Nazionale / 05.04 / U. Fracassi, G. Valensise, E. Guidoboni e G. Ferrari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma e dello SGA, Storia Geofisica Ambiente srl, Bologna. LA SORGENTE DEL TERREMOTO DEL 1456: NUOVE IPOTESI DAL RIESAME CONGIUNTO DI DATI STORICI E STRUTTURALI. Così scrivono: “Nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dal MIUR l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la SGA hanno intrapreso un riesame della catastrofica sequenza sismica iniziata il 5 dicembre 1456. Per l’estensione della zona colpita e la severità dei danni questo terremoto è ancora oggi ritenuto il più forte terremoto della storia italiana. La ricerca si avvale di un’ampia reinterpretazione delle fonti storiche, di una nuova visone d’insieme dell’assetto profondo del settore crostale interessato dall’evento e di analogie con le caratteristiche di sorgente dei terremoti molisani del 31 ottobre-1 novembre 2002″. Cfr.Gio.Bernardino Tafuri, Cronache del Coniger (con note di). In: Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura, Gio.Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò. Ristampat ed annotate da Michele Tafuri, Vol.II, dalla stamperia dell’Iride, Napoli 1851. Pagg.471 e segg.
Così nel Diario: – A dì 5 Decembre die Dominico ad hore 11 venne pe tutto lo Reame no tremolizzo grande, che nullo se ricorda averene nteso simile. Rovinao tutta terra de Abbruzzo, s’aprìo in paricchi lochi la terra alla Campagna di Napoli, de Benivento, Esernia, Adice, et Ascoli; parecchi Cittati, et terre se rovinaro adfatto. In Provincia de Terra d’Otranto facio grande damno ad Brindesi, Oria, Alessano, Castro, Mandurio, Nerito, et Lezze. M.Lucio Cardami, Diarii (con note di Tommaso Tafuri) in: Tommaso Tafuri, Diarii di L.Luio Cardami colla di oui vita, e note (composte da Tommaso Tafuri). In: Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura, Gio.Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò. Ristampat ed annotate da Michele Tafuri, Vol.II, dalla stamperia dell’Iride, Napoli 1851. Pagg.540 e segg.
12. Francesco Senatore, Cerimonie regie e cerimonie civiche a Capua (secoli xv-xvi), nota, “Da una lettera di A. da Trezzo a F. Sforza, Giugliano 13.VI.1458, ivi, vol. I, p. 651; lettera degli ambasciatori sforzeschi a F.Sforza, Capua 31.VII.1458, ivi, vol. II, p.73. Sulla pergamena di Altavilla del febbraio del ‘58 v. P. Tropeano, CDV, cit. Ivi, lettera degli ambasciatori sforzeschi a F.Sforza, Capua 31.VII.1458, ivi, vol. II, p.73. cfr. Tristano Caracciolo, Genealogia Caroli Primi regis Neapoli. Tristani Caraccioli. Opuscola historica, pag.145. v. Roberto delle Donne, Regis servitium nostra mercatura. Culture e linguaggi della fislalità nella Napoli aragonese, In: Linguaggi e pratiche del potere. Genova e il Regno di Napoli tra Medioevo ed età moderna, a cura di Giovanna Petti Balbi e Giovanni Vitolo. Centro interuniversitario per la storia delle città campane nel medioevo. Quaderni (4).Laveglia editore, Salerno 2007, dal sito internet: www.fedoa.unina.it/1125. Nota 28.
13. Nicola Ratti, cit.
14. Laura Malinverni, Ippolita, da: https://www.storiamedievale.net/pre-testi/ippolita.htm.La promettente adolescenza. Cfr. S. Degli Arienti, op.cit. Cfr. Gio.Bernardino Tafuri, Cronache del Coniger (con note di). In: Opere di Angelo, Stefano, Bartolomeo, Bonaventura, Gio.Bernardino e Tommaso Tafuri di Nardò. Ristampat ed annotate da Michele Tafuri, Vol.II, dalla stamperia dell’Iride, Napoli 1851. Pagg.471 e segg. Da: https://www.nartea.com/guida-on-line/san-pietro-martire/ «Ritornati sul corso Umberto I lo si percorre verso piazza Bovio incontrando a sinistra nella piazza Ruggero Bonghi la facciata della chiesa di San Pietro Martire. Carlo II d’Angiò, volendo donare ai frati Predicatori domenicani, a cui già nel 1231 era stata affidata l’antica chiesa di San Michele a Morfisa, una nuova “basilica”, diede incarico di far costruire la Chiesa ed il Convento dedicati a San Pietro Martire, i cui lavori ebbero inizio nel 1294….».
15. Antonio Campi, Cremona, cit.; Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870. v. Gaudenzio Claretta, cit.Bernardino Corio, Historia, cit.
16. Relatione historica e politica delle differenze nate trà Paulo V e li Signori Venetiani l’anno 1605 [Ms. inedito], f.152 v. e segg.
17. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
18. Ivi.
19. Daniel M. Bueno De Mesquita, Bona di Savoia, duchessa di Milano, in: Dizionario biografico degli italiani, vol. 11, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1969. Cfr. Relatione historica e politica delle differenze nate trà Paulo V e li Signori Venetiani l’anno 1605 [Ms. inedito], f.152 v. e segg. Cfr. Antonio Campi, Cremona, cit.
20. Daniel M. Bueno De Mesquita, Bona di Savoia, duchessa di Milano, in: Dizionario biografico degli italiani, vol. 11, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1969.
21. Bernardino Corio (1459-1519 ca.), Viri clarissimi mediolanensis patria historia, Alessandro Minuziano, Milano 1503.
22. Antonio Campi, Cremona, cit.
23. Bernardino Corio, Historia, cit. V. Antonio Campi, Cremona, cit.
24. Abate Ratti, cit. A dire dell’abate Ratti riporta di Giovann’Antonio Summonte, Storia della città, e regno di Napoli, tom. IV., lib.vi. pag.565, il quale riferisce che la Duchessa restò con la madre fino all’estate del 1469, mentre in realtà morì nell’agosto del 1469, errando i calcoli di un anno.
25. Bernardino Corio, Historia, cit.
26. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
27. Bernardino Corio, Historia, cit.
28. Ivi.
29. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, Duchessa di Calabria, nelle corrispondenze diplomatiche tra Napoli e Milano. Una enclave lombarda alla corte aragonese di Napoli (1465-1488), pagg. 125-141.
30. Ivi.
31. Ivi.
32. Ivi.
33. Ivi.
34. Carolina Mautone, I Medici 3: Chi era Ippolita Sforza, la donna che salvò Lorenzo Il Magnifico. Da: https://www.comingsoon.it/serietv/news.
35. Ivi.
36. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, cit. Cfr. A.Bascetta – S.Cuttrera, La duchesca e il testamento di Alfonso II, ABE, Napoli 2017.
37. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, cit. Cfr. A.Bascetta , La duchessa di Milano, ABE, Napoli 2020. Cfr. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170.
38. Bernardino Corio, Historia, cit.
39. Antonio Campi, Cremona, cit. Cfr. Bernardino Corio, Historia, cit.
40. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870. Cfr. Bernardino Corio, Historia, cit. Cfr.
41. Antonio Campi, Cremona, cit.
42. «L’indiscrezione era stata raccolta da Giovanbattista Bentivoglio e riferita da Zaccaria Barbaro al governo di Venezia, Napoli 17.I.1472, Corrispondenze diplomatiche veneziane da Napoli, ed. Corazzol, pp. 137-138».In: Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, cit. Cfr. Antonio Cicinello a Francesco Sforza, Napoli 19.II.1465, ASM, Sforzesco, Napoli, 214, cc. 204-206.
43. Bernardino Corio, Historia, cit.
44. Ivi.
45. Ivi.
46. Cesare Cantù, Racconto vol. XII, in: Enciclopedia Storica, Storia Universale, Pomba & C, Torino 1843.
47. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870. Su Anna v. Ugo Calessini, Croniche, 1471-1494. V. Archi. St. Lomb., 1882, p. 483. Cfr. Wikipedia.
48. Bernardino Corio, Historia, cit.
49. Faragalia, Codice diplomatico sulmonese. In: Scandone, cit., pag.122 e segg. V. Pietro de Stefano, Descrittione dei luoghi sacri della città di Napoli, Napoli 1560. A cura di Stefano D’Ovidio ed Alessandra Rullo, cit.
50. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, Duchessa di Calabria, nelle corrispondenze diplomatiche tra Napoli e Milano. Una enclave lombarda alla corte aragonese di Napoli (1465-1488), pagg. 125-141, Mélanges de la Casa de Velázquez, 45-2, 2015.
51. Laura Malinverni, Ippolita, da: https://www.storiamedievale.net/pre-testi/ippolita.htm. Una “sotterranea” attività diplomatica?
52. Bernardino Corio, Historia, cit
53. Ivi.
54. Ivi
55. Ivi.
56. Ivi.
57. Ivi.
58. Relatione historica e politica delle differenze nate trà Paulo V e li Signori Venetiani l’anno 1605 [Ms. inedito], f.152 v. e segg.
59. Bernardino Corio, Historia, cit.
60. Bernardino Corio, Historia, cit
61. Ivi.
62. Ivi
63. Ivi.
64. Ivi.
65. Ivi.
66. Ivi
67. Ivi.
68. Ivi.
69. Ivi.
70. Ivi. L’epitaffio è in:Thomas Adolphus Trollope, A Decade of Italian Women, vol. 2, London 1859; cfr voll. sulla storia di Forlimpopoli, e pubblicati a Imola.
71. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
72. Ivi.
73. Ivi.
74. Ivi.
75. Ivi.
76. Antonio Campi, Cremona, cit.
77. Ivi.
78. Bernardino Corio, Historia, cit
79. Ivi.
80. Ivi.
81. Ivi.
82. Antonio Campi, Cremona, cit.
83. Bernardino Corio, Historia, cit
84. Ivi.
85. Ivi.
86. Ivi
87. Ivi.
88. Ivi.
89. Bernardino Zambotti, Diario Ferrarese, in: L.A.Muratori, Rerum italicarum scriptores, Raccolta degli storici italiani,Volume 24, a cura di, Tomo 24, parte 7, Zanichelli, Bologna 1934.
90. Antonio Campi, Cremona, cit.
91. Antonio de Rupalta, Annales placentini. Cfr. Bernardino Zambotti, Diario Ferrarese, cit.
92. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
93. Bernardino Corio, Historia, cit
94. Ripamontii, Rerum patriae. In: Bernardino Corio, Historia, cit.
95. Ivi.
96. Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
97. Ivi.
98. Ivi
99. Ivi.
100. Ivi.
100. Ivi.
101. Ivi.
102. A.Bascetta, Donna Sabella, ABE Napoli 2019.
103. Antonio Campi, Cremona fedelissima citta et nobilissima colonia de Romani, Gio. Battista Bidelli, Milano 1645, pagg.135-136.
104. Francesco Predari, Isabella d’Aragona, in: Iconografia italiana degli uomini e delle donne celebri, Vol.I, Locatelli, Milano 1836.
105. Antonio Campi, Cremona, cit.
106. Nicola Ratti (abate romano), Memorie su la vita di quattro donne illustri della casa Sforza e di Monsignor D.Virginio Cesarini, presso Antonio Fulgoni, pagg.30-45, Roma 1785.
107. V.Wikipedia. Cfr Isabella Sforza, Della vera tranquillità dell’animo, Venezia 1544. Cfr. Giulio Petroni, Della storia di Bari dagli antichi tempi sino all’anno 1856, Vol.I, Capo VII, Dall’anno 1466 al 1501, Napoli 1857. Dal sito internet: https://lauramalinverni.net, seconda vita isabella aragona. Cfr. Giulio Petroni, Della storia di Bari dagli antichi tempi sino all’anno 1856, Vol.I, Capo VII, Dall’anno 1466 al 1501, Napoli 1857. Dal sito internet: https://lauramalinverni.net, seconda vita isabella aragona. Cfr. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007. Carlo de Frede, L’impresa di Napoli di Carlo VIII, Editore De Simone, Napoli 1982. Raffaele Castagna, Isola d’Ischia – tremila voci titoli immagini, Edizioni de La Rassegna d’Ischia. Francesco Guicciardini, Storia d’Italia (1492-1534).
108. Arienti, cit.
109. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.165-167.
110. Leostello, Effemeridi.
111. Passero, cit., pag.51. Cfr. E.Percopo, Rime del Cariteo, II, 213.
112. Veronica Mele, Dietro la politica delle potenze: la ventennale collaborazione tra Ippolita Sforza e Lorenzo de’ Medici, in: «Bullettino dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo», 115 (Giugno 2013), pp. 375-423. V. Cronaca delle cerimonie di accoglienza per Ippolita e Federico d’Aragona da parte della Repubblica di Firenze,Firenze, Archivio di Stato (d’ora in poi ASF).Cfr. Carolina Mautone, I Medici 3: Chi era Ippolita Sforza, la donna che salvò Lorenzo Il Magnifico. Da: https://www.comingsoon.it/serietv/news.
113. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, Duchessa di Calabria, nelle corrispondenze diplomatiche tra Napoli e Milano. Una enclave lombarda alla corte aragonese di Napoli (1465-1488), pagg. 125-141.
114. Veronica Mele, La corte di Ippolita Sforza, cit.
115. Da: AsMi, Fondo Visconteo Sforzesco; Potenze estere (Napoli); A Autografi (Ippolita Sforza)].
116. Sabatino degli Arienti, Gynevera de le clare donne/31. De Hyppolita Sphorza, duchessa de Calabria.
117. Sabatino degli Arienti, Gynevera de le clare donne/31. De Hyppolita Sphorza, duchessa de Calabria.
118. Notargiacomo.
119. Leocastello, cit.
120. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli.
121. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 785 al 805, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
122. Passero, cit., pag.51.
123. Lettera all’abate Gazzera. In: Gaudenzio Claretta, Gli ultimi anni di Bona di Savoia duchessa di Milano, Cellini, Firenze 1870.
124. Ivi.
(1) 1451 – 20 dicembre – Contractus affinitatis inter Ill. D. Comitem Galeazmariam et Ill. D. Suxanam aut D. Dorotheam, cum ad legitimam etatem perveniret. (Mantova Archivio Gonzaga. D. III. 17).
(2) 1454 – 2 luglio- Contractus affinitatis inter Ill. Comitem Galeazmariam et Dorotheam.
(3) 1454 (Mantova Arch. Gonzaga. D. III. 18). 9 settembre Contractus affinitatis, etc. (Mantova Arch. Gonzaga).
4) 1457, 10 agosto, Lettera di Antonio Guidobono al Duca Francesco. Milano, Arch. di Stato, Potenze Estere: Mantova).
(5) 1458-14 novembre al 3 dicembre. (Mantova Arch. Gonzaga, copialettere ed F. II. 6).
(6) 1458 – 11 dicembre -Lettera di Galeazzo M. a Dorotea. (Mantova – Arch. Gonzaga, E XLIX, 2).
(7) 1461 – agosto (Mantova Arch. Gonzaga, copialettere v lib. 48).
(8) 1651 – novembre Mantova Arch. Gonzaga, copialettere v lib. 48).
(9) 1463-31 agosto – Lettera di Vincenzo Scalona alla Corte (Mantova – Arch. Gonzaga).
(10) 1463 – 17 settembre – Lettera di Galeazzo M . a Dorotea. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(11) 1463 – 22 settembre – Lettera della Marchesa al Marchese Lod. Gonzaga. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(12) 1463-24 settembre. Lettera di Lod. Gonzaga alla Marchesa (Mantova Arch. Gonzaga).
(13) 1463 – 25 settembre Lettera di Bianca Maria, dal Castrum Melegnani, alla Marchesa Barbara. (Mantova Arch. Gonzaga. E. XLIX. 2).
(14) 1463 – novembre Istruz. del Duca a Gerardo de Colli. (Parigi Biblioteca Nazionale. MSS ital. Cod. 1589, fol. 279).
(15) Idem.
(16) 1463 – 23 novembre – Lettere di Vinc. Scalona alla Mar (Mantova Arch. Gonzaga).
(17) 1463-23 novembre – Lettera di Gerardo de’ Colli al Duca.
(18) Idem. (Parigi – Biblioteca Nazionale. MSS ital. Cod. 1589, fol. 292).
(19) 1463-27 novembre – Biblioteca Nazionale. MSS ital. Cod. 1859, 13 giugno
(20) Lettera di Galeazzo M. al padre Fr. Arch. di Stato Castello Galeazo Maria). Responsio et protestatio secunda III.
(21) Dom. March. Mantua. (Parigi fol. 303). Biblioteca Nazionale. MSS ital. Cod. 1589,
(22) Idem. (23) 1463 – 5 dicembre – Lettera di Gerardo de’ Colli al Duca. (Parigi – Biblioteca nazionale. MSS ital. Cod 1589, fol. 309).
(24) Idem.
(25) 1463-9 dicembre – Lettera di Vinc. Scalona alla Mar
(29) 1460-11 dicembre – Lettera del Protonotario apostolico Fr. Gonzaga al padre Marchese Lodovico. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(30) 1464-14 febbraio -Lettera di Giacomo da Palazzo alla Marchesa Barbara. (Mantova Arch. Gonzaga).
(31) 1464-3 giugno – Lettera di Vinc. Scalona alla Marchesa Barbara. (Mantova Arch. Gonzaga).
(32) 1461 – 27 agosto – Lettera di Lod. Gonzaga alla Marchesa Barbara. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(33) 1461 – 28 agosto – Lettera della Marchesa Barbara. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(34) 1465-20 febbraio – Lettera di Lod. Gonzaga alla moglie.
(35) 1465 13 aprile Lettera di Lod. Gonzaga a Giacomo (Mantova – Arch. Gonzaga). da Palazzo. (Mantova – Arch. Gonzaga, copialettere lib. 52). (36) 1465-26 giugno Lettera della Marchesa Barbara al Cardinale Gonzaga.
(36) – Lettera della Marchesa Barbara al figlio Federico.
(37) 1465 (Mantova – Arch. Gonzaga, copialettere lib. 54). 14 giugno
(38) Idem.(Mantova – Arch. Gonzaga).
(39) 1465-26 giugno – Lettera della Marchesa Barbara al figlio Francesco. (Mantova Arch. Gonzaga, copialettere lib. 54).
(40) Idem.
(41) 1465 – 17 giugno — Lettera della Marchesa Barbara a Lod. Gonzaga. (Mantova – Arch. Gonzaga, copialettere lib. 54).
(42) 1466-15 marzo – Lettera della Marchesa Barbara a Marsiglio Andreasi. (Mantova – Arch. Gonzaga, copialettere lib. 55).
(43) 1466-23 aprile – Lettera della Marchesa Barbara a Lodovico Gonzaga. (Mantova – Arch. Gonzaga).
(44) Idem.
(45) 1457 – aprile Lettera di Marsilio Andreasi al Marchese. (Mantova – Arch. Gonzaga, copialettere lib. 59).
(46) 1467 – aprile (Mantova
(47) 1467 – 12 aprile (Mantova Lettera di Lod. Gonzaga alla Marchesa. Arch. Gonzaga. F. II. 6). Lettera di Marsilio Andreasi a Dorotea. Arch. Gonzaga).
(48) 1467 – 14 aprile – Lettera della Marchesa Barbara a Lo
(52) Idem.
(53) 1467 – 7 aprile – Procura di Bona di Savoia al conte di Longueville. (Milano – Arch. di Stato – Carteggio dei principi).
(54) 1467 – 4 maggio – Capitulorum per instrumentum contraendorum, ecc.(Milano – Arch. di Stato).
(55) 1468 – gennaio – Memoriale super agendis pro expeditione instrumentorum fiendorum Mediolani, pro matrimonio Ill.mi D. Galeatii, etc. (Milano – Arch. di Stato).
(56) 1468 – 7 marzo – Lettere da Vigevano, di Galeazzo Maria alla madre. (Milano – Arch. di Stato).
(57) Idem.
(58) 1468-8 marzo Lettera di Bianca Maria a Galeazzo. (Milano – Arch. di Stato).
(59) 1468-23 marzo Lettera di Tristano Sforza al Duca Galeazo M. Sforza. (Milano Arch. di Stato).
(60) 1468 – 28 aprile – Adjunctione de li capituli che si domandano per la maestà del Signore re di Franza, ecc.
(61) Idem.
(62) 1468 – 9 aprile – Lettera da Tours di Giov. Pietro Pastano.
(63) 1468- 28 aprile – Lettera da Genova di Sagromoro Visconti al Duca (Milano – A.S.)
(64) 1468 – maggio – Lista de cose se farano per Mad.a Ducissa.
(65) 1468 – 10 maggio – Lettera da Amboise, di Tristano a Galeazzo (Milano – A.S.)
(66) 1468 – maggio – Lettera di Galeazzo M. a Tristano. (Milano – A.S.)
(67) Idem.
(68) 1438 -10 maggio – Lettera di Tristano a Galeazzo succitata.
(69) 1438 -21 maggio – Lettera da Pavia, di Galeazzo a Tristano (Milano – Arch. di Stato).
(70) Idem. 30 maggio – Lettera da Genova, di Visconti Sagramoro al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(71) 1468 – 30 maggio – Lettera da Genova, di Visconti Sagramoro al Dica (Milano – A.S.)
(72) 1468 – 2 giugno – Lettera da Lione, di Giov. Ant. Moneta al Duca. (Milano – Arch. di Stato).
(73) Idem.
(74) 1468 – 5 giugno – Lettera di Lodovico M. Sforza alla madre Bianca M. (Milano – Arch. di Stato – carteggio dei principi).
(75) 1463 – 7 giugno – Lettera da Milano, di Franc. Pagnano al Duca. (Milano – A.S.)
(76) 1468 – 8 giugno sconti al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(77) 1468 – 9 giugno – Lettera da Genova, di Giacomo Bonarello al Duca. (Milano – Arch. di Stato).
(78) 1468 – 14 giugno – Lettera da Pavia del Duca a Giovan Paolo pa’rono duarum triremum sermi dom.i regis Ferdinandi. (Milano – Arch. di Stato).
(79) – 1468 – 16 giugno Lettera da Milano, di Giov. Giapano cameriere ducale a Galeazzo M. Sf. (Milano – Arch. di Stato).
(80) Idem.
(81) 1468 – 17 giugno – Lettera del Consiglio Segreto al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(82) 1468 -23 giugno – Lettera da Milano, di Giov. Simonetta al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(83) 1466 -23 giugno – Lettera da Genova, di Ant. Meraviglia
(85) 1468 23 giugno Lettera da Genova di Visconti Sagramoro al Duca. Per postas cito cito et volantissime die noctuque. (Milano – Arch. di Stato).
(86) 1468 – 25 giugno Lettera da Pavia, di Cicco Simonetta al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(87) – 1468 – 26 giugno Lettera da Savona, di Andrea Grifo al Duca raptissime. (Milano Arch. di Stato).
(88) 1468 – 28 giugno Lettere da Genova, di Giacomo Bonavello al Duca. (Milano – Arch. di Stato).
(89) Idem.
(90) 1468-29 giugno – Lettera di Giacomo da Seregno al Duca. (Milano – Arch. di Stato)
(91) 1468 – 29 giugno – L. di Giacomo da Seregno al Duca (ASMI)
(92) 1468 – 28 giugno – L. di Leonardo da Saratico al Duca (ASMI)
(93) 1468 – 29 giugno – L. di Giacomo da Seregno al Duca (ASMI)
(94) 1468 – 28 giugno – L. di Corrado Bigurro al Duca (ASMI)
(95) 1468-28 giugno – Lettera da Genova, di Guido Parati al Duca. (Milano Arch. di Stato – Carteggio generale).
(96) 1468-29 giugno – Lettera di Giacomo da Seregno al Duca. (Milano Arch. di Stato).
(97) 1468 – 29 giugno – Lettera di Giov. Castronovate e Giov. Giapano alla Duchessa Bianca Maria. (Milano Arch. di Stato). al Duca. Arch. di Stato).
(98) Idem.
(99) 1468 – 9 giugno – L. da Piacenza, di Lampugnano Princivallo al Duca (ASMI)
(100) Idem.
(101) 1468 – 1.° e 2 luglio – Lettera da Firenze, di Nicodemo (Milano – Arch. di Stato).
(102) Idem.
(103) 1468 – 3 luglio – Lettera del Duca a Giov. Pietro Pani
(104) Idem.
(105) Idem.
(106) – 3 luglio – Lettera del Duca ad Ant. di Piacenza, tesoriere ducale. (Milano – Arch. di Stato).
(107) 1468 – 5 luglio Lettera del Duca, dominis de utroque consilio, potestati et capitaneo justitiæ (Milano – Arch. di Stato).
(108) 1468 7 luglio- Atto di matrimonio.
(109) 1468 – 5 luglio – Lettera del Consiglio segreto al Duca (Milano, ASMI).
(110) 1468 – 23 luglio – Lettera da Genova, di Ant. Meraviglia alla Duchessa Bianca Maria. (Milano – Arch. di Stato).
(111) 1468 – 4 agosto – Lettera da Pavia, di Bona di Savoja a Bianca Maria.
(112) 1469 (Milano – Arch. di Stato – Carteggio dei principi). 3 giugno – Ordine secundo el quale el nostro Ill.mo Signore vole se depinga li infrascripti lochi del Castello di Pavia.
*. Luca Beltrami, Gli sponsali de Galeazzo Maria Sforza, mcccl-mccclxvii, TIP. F. PAGNONI, Milano 1893.
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