24. UNA MAMMA PER REGINA: Isabella del Balzo da Venosa e Ferdinando III Marchesino di Bisceglie isbn 9788872971444

In offerta!

39,00 29,00


Copertina posteriore

IL MARCHESINO DI BISCEGLIE IN VIAGGIO CON LA MADRE

Isabella del Balzo, born in 1465 into a noble family in Apulia, was destined to become the Queen of Naples when she married Frederick I of Aragon in 1479. This union marked the beginning of an extraordinary adventure that would lead Isabella to become the Queen consort in 1496, although for a brief period of only five years. Her journey to Naples represented an epic for herself, crossing lands and seas, a momentous change that would transform her into one of the most influential figures in that city’s history.
The words of «Lo Balzino», a valuable work of the period, offer us a unique window into the life and deeds of Isabella del Balzo. This historical text, written by Rogeri di Pacienzia in Nardò in 1499, allows us to immerse ourselves in the details of the Queen’s life, giving us an authentic and valuable perspective on her administration, political influence, and character.
In 1501, as King Louis XII of France and King Ferdinand II of Aragon fought over the succession to the throne of Naples and Sicily after the death of Charles VIII of France, Frederick was deposed and forced into exile, taking with him Isabella and their children.
This book is a journey through the extraordinary life of Isabella del Balzo, from her origins through her entry into the Neapolitan court, to the key years of her reign. Through historical research and the exploration of documents from the period, we will immerse ourselves in her skill in the art of administration, her influence on the political landscape, and her resolute character.
We will discover how Isabella, in a time of crisis and change, established herself as one of the central figures in the history of Naples. With her intelligence, strength, and commitment, Isabella del Balzo deserves to be redeemed from the oblivion of history.

Pierpaolo Tavino
Translator of the book

All’edizione inglese di ABE abbiamo aggiunto la traduzione in italiano con nuovi capitoli sul Marchesino di Bisceglie presente con la mamma lungo tutto il viaggio raccontato in questo fantastico libro di storia: una biografia incredibile che sembra un romanzo, ma vero.

note bibliografiche capitolo 1

1. Sono i versi di un poema coevo in otto canti chiamato Lo Balzino e scritto da Rogieri de Pacientia de Nerito, modernizzato in Ruggiero di Pacienzia da Nardò, spesso ignoto ai cronisti e perfino ai tanti Tafuro che trattarono delle cose di Nardò. Croce rinvenne il manoscritto nella Biblioteca Comunale di Perugia, dove poi lo studierà con eccellenza, il noto Mario Marti, al quale dobbiamo la trascrizione, sebbene successiva a quella parzialmente pubblicata da Croce. V.Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. Deputazione Napoletana di Storia Patria, Archivio Storico per le Province Napoletane, Società napoletana di Storia Patria, vol.22, Napoli 1897. Cfr. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza [di Nardò], Opere [cod.per. F27 conservato presso la Biblioteca Augusta] edito per la Biblioteca Salentina di Cultura dalle Edizioni Milella, Lecce 1977. Il poeta era discendente della famiglia del Domino Rogerius de Patientia, laico della Diocesi Neritensis, è citato durante la visita dell’ambasciatore aragonese Luigi Paladini a Roma nel 1493.
Il poema, in lingua volgare del Quattrocento mista a parola e forma dialettali, infiorita di molti ispanismi e qualche francesismo, fu appena trattato dal Croce, il quale, da letterato aristocratico, non lo ritenne valido di essere studiato per intero, sebbene pregno di spunti storici e di costume, essendo in uno stile non da letterato ma da cortigiano (quale era il Pacientia). Lo stesso autore, del resto, asseriva scrivere “piuttosto per le donne che per gli uomini”, precisando: Non son lo Chariteo, non sono Antonio, Né meno el vostro docto Thimoteo, riferendosi a Benedetto Gareth detto il Chariteo, Antonio Tibaldeo e Timoteo Bendedei, famosi rimatori cortigiani dell’epoca, come annunciava nella dedica ad Antonia del Balzo, e ben inquadrava quel suo poema da cantastorie, improntato come un poema cavalleresco diviso in otto canti (o libri) che iniziano con tre ottave di invocazione, a Dio, alla Vergine e ai tre Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, dal quale si fa discendere la famiglia del Balzo. Lo scritto è l’esaltazione delle doti di Isabella del Balzo, dalla nascita al matrimonio con Federico d’Aragona, da principessa come da regina, fino al suo arrivo a Napoli per la presa di possesso del trono.
Così il Sonetto è dedicato alla Illustrissima Signora Madama Antonia De Balzo: – Ecco, madamma, el fin de questa istoria..
Isabella è una regina che oppone la costanza all’avversa fortuna e l’autore narra la sua vita da cronista, fra aneddoti e descrizioni, come in un diario, compresi versi composti in suo onore. Un rozzo componimento, per forma e per concetto, di un autore che ama la sua regina, gode e soffre con lei. Annunziando il poema che iniziava: Or se apparecchia un’altra scaramuza, piu’ brava, piu’ animosa, piu’ gentile; ciascun fremendo li sui denti aguza…
Or seco ove vertu’ l’ha destinata, / or ecco ove vertu’ l’ha ben reducta, / or ecco ove vertu’ l’ha sublimata, / or ecco ove vertu’ l’have producta, / or ecco ove vertu’ l’have exaltata, / or ecco ove vertu’ l’have conducta…
2. Dal poema si ricava che Pacientia bazzicava alla corte di Isabella, con innumerevoli faccende da sbrigarsi, come egli stesso scriveva alle dame leccesi, alle quale annuncerà altrove di aver scritto il poemetto non con breve intermissione et poco disconzo de le faccende a le quale per debito era obbligato. Dedicò poi il poema alla sorella della regina, Antonia del Balzo, pudicissima consorte di Giovan Francesco Gonzaga, como premicij et tirocinij del suo studio, ma scritto soprattutto per le affannose richieste della dama leccese Giulia Paladini, figli di Luigi, moglie del barone Belisario Maremonte in Campi, con lo stemma del quale fu miniato il testo manoscritto, accompagnato da una lettera per la moglie e da un sonetto di lode accanto alla dedica per Isabella.
3. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza [di Nardò], Opere [cod.per. F27 conservato presso la Biblioteca Augusta] edito per la Biblioteca Salentina di Cultura dalle Edizioni Milella, Lecce 1977.
4. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza [di Nardò], Opere [cod.per. F27 conservato presso la Biblioteca Augusta] edito per la Biblioteca Salentina di Cultura dalle Edizioni Milella, Lecce 1977. Cfr. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Così il poeta: – Morette, in quel, del Regno la regina, [225] la quale se chiamava / Isabella. Al battizar de questa piccolina, el nome sì li posero de quella ca li era cia, e voluntà divina ch’avesse nel suo loco a regnar ella; [230] che se pò dir che Dio l’ebbe creata a esser de questo Regno incoronata. Nascette questa nobile fantina che tucti membri ben formati havea; ma la boccuzza sua sì piccolina che popigno de zizza non capea: donna nisuna fusse llà vicina lactar per alcun modo la possea; et spremer bisognava intro la boccha lo lacte da le zize, a gocta a gocta. [240]
5. Benedetto Croce, cit.
6. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 290 al 310, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
7. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007. 2. Lettera riportata in Carlo de Frede, L’impresa di Napoli di Carlo VIII, Editore De Simone, Napoli 1982. V. Baldassarre Castiglione, Terzo libro del Cortegiano del Conte Baldasar Castiglione a Messer Alfonso Ariosto. Vedasi il Cap. xxxvi. Cfr.Francesco Guicciardini, Storia d’Italia (1492-1534).
8. Benedetto Croce, cit.
9. Antonello Coniger, cit.
10. Giovanni di Fiore, Della Calabria illustrata, vol.3, cit.
11. Rogeri, Lo Balzino, cit.
12. Antonello Coniger, cit.
13. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pag.152.
14. Angelo Tafuri, Opere, cit.
15. Antonello Coniger, cit.
16. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.153 e segg.
17. Antonello Coniger, cit., pag. 170 e segg.
18. Ivi.
19. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
20. Antonello Coniger, cit., pag. 170 e segg.
21. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
22. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
23. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
24. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
25. Antonello Coniger, cit., pag. 170 e segg.
26. Ibidem.
27. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
28. Ibidem.
29. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 330 al 400, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
30. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
31. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.

note bibliografiche capitolo 2

1. BPA, Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. Deputazione Napoletana di Storia Patria, Archivio Storico per le Province Napoletane, Società napoletana di Storia Patria, vol.22, Napoli 1897. Cfr. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza di Nardò,Opere (cod.per. F27) Biblioteca Augusta, Biblioteca Salentina di Cultura, Edizioni Milella, Lecce 1977.
2. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 620al 665, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
3. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, cit.
4. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 660 al 680, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
5. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 713 al 720, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
6. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 785 al 805, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
7. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
8. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 185-186.
9. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 400 al 575, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
10. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
11. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
12. Notar Giacomo, Cronica, in: Paolo Garzilli, Cronica di Napoli di Notar Giacomo, cit., pagg.155 e segg.
13. Ivi
14. Ivi.
15. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 825 al 885, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit. Alla pagina 83 termina il I Libro de Lo Balzino.
16. Ibidem.
17. Lettera riportata in C.Canetta, La morte del Conte Jacomo Piccinino, Archivio Storico Lombardo, Anno IX, 264.
17 bis. Cardami e altri, cit. Per le spese del Duca di Calabria Ferrante II fece dare danari e vettovaglie dalla gente creandolo signore di 100 squadre per offendere o per resistere, spedendolo in Toscana contro i francesi, ordinandogli di presidiare il passo di Bologna, mentre Federico giungeva a Genova, senza riuscire a prendere in alcun modo la Riviera ligure. Il 1 maggio, ma forse era il 7 o l’8, Re Alfonso fu incoronato in Napoli dal cardinale mandato da Alessandro VI. Subito prese prigionieri alcuni signori del regno di cui sospettava tradimeno. Il Cardami dice che il 20 maggio fu fatto cardinale Don Giovanni Luigi de Aragona (figlio di D.Errico marchese de Jerace e de madonna Polixene Centeglie), e ne stato mandato da papa Alessandro lo cappiello russo da Roma a Napoli, dove l’ha ricevuto co assai allegrizzi, & festivitati presenti lo Re Alfonso con tutti l’altri principi, & signuri d’ogni sorte de tutto lo Reame, perché isso cardinale Giovanni Luisi a Re Alfonso è nepote carnal; Tafuri precisa: nipote di Re Ferdinando. L’8 settembre Re Alfonso II, con l’autorità del papa, donò l’abbazia di S.Nicola e Cataldo extra mura della città di Lecce, che prima era dei monaci neri di san Benedetto, ai frati olivetani vestiti di bianco, concedendo un abate mitrato indicato da papa Alessandro per tenerla col titolo di Abbazia, sottomettendogli le chiese di s.Catarini in San Pietro a Galatina (che era dei francescani), di s.Chiara in Barletta e di s.Vito de Baronia.
18. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 135, cap.II, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
19. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007.
20. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 186-198.
21. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 136 al 315, cap.II, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
22. Ibidem.
23. Ibidem.
24. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-224.
25. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007.
26. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Regine di Napoli, cit.
27. A.Bascetta, Juana.Giovanna d’Aragona. Regine di Napoli, cit.
28. A.Bascetta, Juana.Giovanna d’Aragona. Regine di Napoli, cit.
29. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 135 al 352, cap.II, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
30. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 355 al 480, cap.II, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
31. Ibidem.
32. Ibidem.
33. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 480 al 700, cap.II, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
34. Ibidem.
35. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 620, cap.III, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
36. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-225.
37. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-225.
38. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007.
39. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona, cit.
40. Fra’ A. Della Monaca, Memoria Historica dell’antichità della città di Brindisi pubblicato in Lecce 1674, a pagg.580 e segg.
41. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-224.
42. AA.VV, Capitani di ventura. Regno di Napoli in più epoche (1458-1503), ABE, 2006.
43. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona, cit.
44. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 620 al 768, cap.III, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
45. A.Bascetta, Juana. Giovanna d’Aragona. Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2007.
46. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923, Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 620 al 768, cap.III, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
47. Ibidem.
48.Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-225.
49. M.Sanuto, I Diriaii, cit. Cfr
50. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 198-225.

note bibliografiche capitolo 3

1. La vita di Consalvo Ferrando di Cordova detto il Gran Capitano, scritta per Monsignor Paolo Giovio Vescovo di Nocera, & tradotta per M.Lodovico Domenichi, Lorenzo Torrentino, Fiorenza 1552. Per la cronologia storica sono stati altresì utilizzati elementi provenienti da fonti francesi e napoletane, come da note. Cfr. Giuseppe De Rienzo, Notizie storiche sulla Miracolosa effigie di Maria SS. della Consolazione, precedute da un saggio istorico sulla terra di Paterno, Napoli 1821.
2. V. Glaijeses, Napoli attraverso i secoli, Società Editrice Napoletana, 1985.
3. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 224-229.
4. Benedetto Croce, Storie, cit .Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 384, cap.IV, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
5. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 384 al 830, cap.IV, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
6. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 1175, cap.V, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
7. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1175 al 1575, cap.V, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
8. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 980, cap.VI, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
9. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 980 al 1160, cap.VI, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
10. Sanudo, cit. Il 18 agosto 1497 i veneziani ricevevano notizia dal loro ambasciatore nel Regno, quindi per lettere di Marin Zorzi doctor orator nostro apresso re Federico di Napoli, date a Capua, se intese come a dì 10 ditto, il zorno di San Lorenzo…
11. Ricca appendice nell’edizione precedente: A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012.
12. Sanudo, cit. Ibidem.
13. Ibidem.
14. Ibidem.
15. Ivi, Copia de una lettera di Marin Zorzi…
16. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 980 al 1160, cap.VI, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
17. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 980 al 1160, cap.VI, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
18. Ibidem.
19. Ibidem.
20. Ibidem.
21. Ibidem.
22. Ibidem.
23. Ibidem.
24. 1. Archivio di Stato di Avellino (d’ora innanzi, ASAV),Notai di Ariano, Busta vol.78, al f.78, anno 1497.
25. Benedetto Croce, Storie…, cit.
26. Benedetto Croce, Storie…, cit.
27. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Versi 250-350.
28. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Versi 250-350.
29. Pacienza, Lo Balzino…, cit.Versi 250-350.
30. Ivi.
31. Ivi.
32. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Versi 250-350.
33. BPA, Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. Deputazione Napoletana di Storia Patria, Archivio Storico per le Province Napoletane, Società napoletana di Storia Patria, vol.22, Napoli 1897. Cfr. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza di Nardò,Opere (cod.per. F27) Biblioteca Augusta, Biblioteca Salentina di Cultura, Edizioni Milella, Lecce 1977.
34. Pacienza, Lo Balzino…, cit.Versi 800-1000.
35. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Versi 250-350.
36. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Versi 250-350.
37. Pacienza, Lo Balzino…, cit.Versi 250-350. C’erano: Raimundina Gagliarda moglie del segretario, Diana Pissicella moglie di Anton de Raho, Lucrezia di Iacopo Ligori, Beatrice de Alessandro moglie del Moccia, Francesca Annesa, Vincenza de Alando moglie di Giovanni Iacobo Pepe.
38. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 1030, cap.VII, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
39. BPA, Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. Deputazione Napoletana di Storia Patria, Archivio Storico per le Province Napoletane, Società napoletana di Storia Patria, vol.22, Napoli 1897. Cfr. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza di Nardò,Opere (cod.per. F27) Biblioteca Augusta, Biblioteca Salentina di Cultura, Edizioni Milella, Lecce 1977.
40. Ibidem.
41. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit. I versi dal 880 al 1140, cap.VIII. Tantissimi vescovi. Ricca appendice nell’edizione precedente: A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012.
42. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.232-235.
43. Benedetto Croce, Storie e leggende napoletane, seconda edizione riveduta, Bari, Giuseppe Laterza e figli, tipografi editori librai, 1923.Pagg.166-196, cap.VI, Isabella del Balzo. Regina di Napoli. Pagg.166-170. Cfr. i versi dal 1 al 1030, cap.VII, in: Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit.
44. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Libro, Versi 0-300.
45. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Libro, Versi 0-300.
46. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Libro, Versi 0-300.
47. Pacienza, Lo Balzino…, cit. Libro, Versi 0-300.
48. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit. I versi dal 880 al 1140, cap.VIII.
49. Ibidem.
50. Ibidem.
51. Ibidem.
52. Ibidem.
53. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.232-235.
54. Ibidem, versi 1000-1050
55. Mario Marti (a cura di), Rogeri de Pacienza, cit. I versi dal 880 al 1140, cap.VIII.
56. O.Mastrojanni, Sommario degli atti della Cancelleria di Carlo VIII a Napoli. In: Archivio Storico per le Province Napoletane, Vol. XX, anno 1895.
57.Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 235-255.
58. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.232-235.
59. Dizionario di erudizione, cit., pagg.28 e segg. Morto però nell’agosto 1503 Alessandro VI, e caduta la potenza del duca Borgia, l’Isola naturalmente ritornò proprietà degli Orsini, onde allorché Pio IV nel 1560 con bolla eresse Bracciano in ducato”. Sarebbe riconducibile all’Isola Farnese poi detta antico Vejo quella con la chiesa dedicata a s.Pancrazio nel 1559 detta della Beata Vergine Coronata o s.Maria Castellana che si suppose presso gli antichi ruderi di Veia, non lontano da Vaccareccia, contenente un vaso dell’acqua benedetta con la scritta Ordo Vejentum, che per la sua grandezza non poteva essere stato trastortato da un luogo lontano e che si identificò con l’antica città etrusca a 21 miglia da Roma.
Il 14 febbrarii venne in Lecce il corpo de lo fratello de lo gran Turco, nemico di Re Federico…Cfr. Antonello Coniger, Cronica. In: Giovanni Bernardino Tafuri: Annotazioni critiche del sig.Gio:Bernardino Tafuri patrizio della città di Nardò sopra le Cronache di M.Antonello Coniger leccese. In: Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, Tomo VIII, Appresso Cristoforo Zane, Venezia 1733. Pagg: 235-255.
60. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.236-246.
61.Al servizio del papa ritroviamo Giovanni Cervillon. Ricca appendice nell’edizione precedente: A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012.
62. Dizionario di erudizione, cit., pagg.28 e segg.
63. Cfr. www.capitanidiventura.it
64. Alessandro Dumas, XXX, in ‘L’indipendente’, A.III, n° 202 Giovedì 10 settembre, 1863, Uffici della Strada di Chiaia 197, Napoli 1863.
65. Ibidem.
66. Burchard, cit.
67. Ricca, cit.
68. Alessandro Dumas, XXX, in ‘L’indipendente’, A.III, n° 202 Giovedì 10 settembre, 1863, Uffici della Strada di Chiaia 197, Napoli 1863. La morte di Ludovico Agnelli è acclarata il 3 novembre 1499, quando fu sostituito da monsignor Francesco Borgia, presente al battesimo di novembre, che confermerebbe la morte di Carillo fra il mese di dicembre del 1499 e quello di gennaio del 1500.
69. ASAV, Busta vol.78, al f.78, anno 1497.
70. Consalvo sarebbe passato col governo delle genti in Sicilia.
71. E ancora in Grecia Consalvo si distinse durante la carestia.
72. Ricca appendice nell’edizione precedente: A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012.
73. A.Della Monica, Memoria istorica…, cit., pag.605 e segg.
74. Gli aiuti di Consalvo a Gaeta v. A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, cit.
75. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.236-246.
76. Ivi.
77. Ivi.
78. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.236-246.
79. Ivi.
80. Ivi.
81. Ivi.
82. V. Storia di S.Giovanni Rotondi (Fg). Non è chiaro perchè nacquero ufficialmente i Principati Ulteriore e Citeriore, pare dopo il sisma del 1348.
83. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.236-246.
84. Francesco Guicciardini, Storia d’Italia (1492-1534). Cfr. Passaro, pag.129.
85. Da: Raccolta di varie croniche ed altri opuscoli del Regno di Napoli, I, Presso Bernardo Perger, Napoli 1780, pagg.236-246.
86. Sul viaggio del 1517-1518 v. De Beatis di Molfetta; Arch. storico per le province napoletane, ann.I, fasc.I, pagg110 e segg.
Ricca appendice nell’edizione precedente: A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012.
87. Da: http://www.unife.it/it/ateneo/strutture-uffici/uffici/ufficio-gare-lavori-pubblici/elenco-interventi/palazzo-renata-di-francia-strozzi-palazzo-tassoni-mirogli.
88. Ivi.
89. Ivi.
90. Ivi.
91. A.Bascetta-A.Maietta, Isabelle de Baucio, Le Regine di Napoli, ABE, Avellino 2012. V. Cronaca Notar Giacomo, pag.247.
92. Summonte, pag.62, lib.7.
93. Da qui l’amicizia e il conforto fra tutte le regine vedove dell’ex regno unite dal filo conduttore della tristezza. V. Baldassarre Castiglione, Il libro del Cortegiano di Baldesar Castiglione, a cura di Giulio Preti, G.Einaudi, Torino 1965. LibroIII, cap.36.
94. Antonello del Balzo di Presenzano, A l’asar Bautezar! I del Balzo ed il loro tempo, Napoli 2003, Arte Tipografica.

1. Alla morte di Giovanni, nel 1526, Germana sposò Fernando (1488-1550), Duca di Calabria e figlio del fu Re Federico IV di Napoli (1496-1501) e furono Vicerè di Valencia, padroni delle arti e della musica. Quando Germana morì, nel 1538, il Duca di Calabria continuò il suo ufficio fino alla morte, nel 1550, quando fu seppellito al suo fianco. Da: www.guide2womenleaders.com/womeninpower/Womeninpower1500.htm. Secondo altri nel 1541 Fernando si risposò con Mencìa de Mendoza (1508-1554) Marchesa di Zenete.
2. La corte de Valencia y la reina Doña Germana, Cap. Il giudice di Valencia e Regina Dona Germana, Pubblicato per La Seu, 24 novembre 2006.
3. Ivi.
4. Da: es.wikipedia.org/wiki/Agermanado
5. La corte de Valencia y la reina Doña Germana, Cap. “Il giudice di Valencia e Regina Dona Germana”, Pubblicato per La Seu, 24 novembre 2006.
6. Ivi.
7. Manuel Fernández Álvarez De la Real Academia de la Historia, L’incoffesabile segreto di Carlo V, da: Islam Y Al-Andalus, Boletin Informativo de la Yama’A Islamica de Al-Andalus, n.79, ottobre 2008.
8. Ivi.
9. Ivi.
10. Ivi.
11. Ivi.
12. Ivi.
13. Ivi.
14. Ivi. Manuel Fernández Álvarez riporta Pedro Giron.
15. Manuel Fernández Álvarez De la Real Academia de la Historia, L’incoffesabile segreto di Carlo V, da: Islam Y Al-Andalus, Boletin Informativo de la Yama’A Islamica de Al-Andalus, n.79, ottobre 2008. Cfr.: Bol. n.37, aprile 2005, Historia de Al-Andalus.
16. A compendio v. anche: www.lamonetapedia.it, www.islamyal-andalus.org, www.abenapoli.it
17. Jerónimo Zurita y Castro, Historia del rey Don Fernando el Católico. De las empresas, y ligas de Italia, libro IV, cap. LII, LIII e LVIII. Cfr. doc. cit. Wikipedia, v. Inventario dei libri di Ferdinando d’Aragona, duca di Calabria (1875).

Description


INDICE

1 INDICE

1. ISABELLA DUCHESSINA DI VENOSA
— Figlia di Pirro duca di Andria, ma nata a Venosa
— La nutrice ubriacona di Minervino
— Una principessina a spasso per Altamura
— Turchi a Nerito: Pirro è Contestabile del Regno
— Promessa al duca ‘de lo Monte’ S.Angelo
— Pirro e Capitanata contro il Re: la congiura
— Il Principe spodesta i del Balzo
— Salerno e Pugliesi vogliono Federico sul trono
— Federico prigioniero, la Puglia assediata
— Muore Francesco, promesso di Isabella

2. LO SPOSALIZIO COL PRINCIPE FEDERICO
— Fuga a Montepeloso, le nozze ad Andria
— La rinuncia al Principato e a Lecce
— Morte del padre e nascita del primogenito
— Nascosta nel Salento per la guerra contro i Mori
— La gente rimpiange Re Ferrante, sale Alfonso II
— Isabella a Lecce e a Bisceglie con il Marchesino
— E’ guerra: Carlo VIII di Francia, Alfonso abdica
— Ferrante II ad Ischia, Napoli è circondata
— Federico ad Ischia, Isabella fra Andria e Bari
— Si organizza la forza per liberare Lecce
— Torna Federico dalla sua bella ad Otranto
— L’invasore se ne va, Napoli resta aragonese

3. ISABELLA REGINA DI NAPOLI, GRAN FESTA IN PUGLIA

— Federico è Re, ma la sovrana resta nel Salento
— Battesimo a Campi col Ferrante III di Bisceglie
— Teatrino e banchetto nel castelletto dei Maremonti
— A Carpignano seppe di Ferrante II: era Regina
— Catarinella di Salice, Giulia di Campi ed altre dame
— Barone Bellisario piange: ultima festa a Carnevale
— Addio programmato: tutti a Campi prima di partire
— La cena organizzata dal barone e fuochi: ora è Regina
— Da Campi a S.Chiancazo per il bacio del piede
— Il triste addio: arriva il figlio del Conte di Ugento
— A Bisceglie per i 3 martiri: Sergio, Mauro e Pantaleo
— Re Federico era stato già incoronato
— I nobili rimasti fedeli ai novelli reali di Napoli
— La Regina si incammina sull’Appia-Traianea
— Capitanata e Principato: altre feste dopo il Salento
— Il saluto della ‘brutta’ Duchessa di Ariano
— Attesa vicino Benevento dei parenti di Papa Borgia
— Sulla Caudina per Acerra e Napoli: l’incoronazione
— Bombe a Salerno, Isabella sulla tomba degli avi
— Francesi, Spagnoli e Papa contro la coppia reale
— La nascita di Alfonso IV e la fuga delle Regine
— Il Re dà Salerno a Lucrezia Borgia: finta pace
— La Francia su Lecce; Spagna su Napoli: l’esilio al Re
— La corte regia scappa a Ischia col tesoro
— La Regina parte per Tours, dove muore il Re
— Il Cattolico si risposa con una Foix di Francia
— Isabella lascia per sempre il Regno per Ferrara

4. LA SECONDA VITA DEL GIOVANE FERRANTE

— Nozze con la vedova di Ferdinando il Cattolico
— Il testamento della Regina Germana de Foix
— L’ex Marchesino si rassegna e si risposa

note capitolo primo
note capitolo secondo
note capitolo terzo
note capitolo quarto

Recensioni

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni.

Only logged in customers who have purchased this product may leave a review.

Editorial Review

Isabella da Venosa di Arturo Bascetta

di Afra Pace [https://www.sololibri.net/Isabella-da-Venosa-Bascetta.html?fbclid=IwAR2GCZCq4yVWNPtlauzd_qxWJyzKzJdXvxpnwF5Fax05VQVG_QbDrw8eNSU]

Bascetta riesce a umanizzare pagine sepolte tra archivi e vicende biografiche spesso considerate noiose e lontane, accompagnando il lettore in un viaggio appassionato e raro.Quest’anno ricorre il 550° anniversario dalla fondazione del Castello di Venosa, erroneamente detto “Aragonese”. Il castello fu voluto dal padre di Isabella, il duca Pirro del Balzo, e le sue vicende sono narrate tra le pagine del libro Isabella da Venosa di Arturo Bascetta, inserito nella fortunata collana dedicata a “Le Regine di Napoli” pubblicata dalla casa editrice ABE Napoli (2020).

La figura di Isabelle de Baucio, figlia del duca d’Andria Pirro del Balzo e di Maria Donata Orsini di Venosa, è forse ancora troppo poco conosciuta. Eppure, la sua fu una vita intensa, che l’ha vista protagonista, suo malgrado, di vicende personali sfortunate, sì, ma di grande rilievo storico per il Regno di Napoli (fu regina nel 1496) ed estremamente significative per il suo tempo.

Già il giorno della sua nascita, il 24 giugno 1465, fu un evento infausto di per sé: un parto trigemellare, da cui un maschietto nacque morto e una femminuccia spirò dopo pochi giorni; Isabella fu la sola a scampare alla sciagura.
Al dolore e alla preoccupazione per un’insperata salvezza in seguito alla morte dei fratellini, si aggiunse il problema dell’allattamento, avendo l’infantina una bocca così piccola che fu difficile trovare una nutrice col seno adatto.

"Il principe Pirro fece quindi ricercare una bàlia in tutto lo suo stato, per trovar donna aver piccol pupegno, ch’avesse questa figlia ben lattato."

Le ricerche furono estenuanti, ma alla fine si trovò quella giusta, una nutrice di Minervino, col capezzolo adatto per allattare la duchessina di Venosa.

Poco prima che Isabella compisse 18 anni, era il 1483, divenne promessa sposa di Francesco d’Aragona, l’ultimo dei sei figli legittimi di Re Ferdinando I di Napoli. Vi rimase fidanzata per tre anni, con tanto di contratto matrimoniale e di titolo acquisito di duchessa di S. Angelo del Monte, finché giunse la morte prematura del principe; allorché, Re Ferrante I pensò bene di consegnare Isabella in sposa all’altro suo figlio maschio, il terzogenito, il principe Federico, sempre per il sol scopo di assicurare alla Corona la fedeltà dei del Balzo.

Il tormento della sfortuna sembrava, così, avere fine per Isabella, dopo averla perseguitata da “fanciulla, iovenetta et maritata”: il 28 novembre 1486 sposò, in seconde nozze, Federico I di Napoli, e dalla loro unione nacquero cinque figli.
Tra le pagine, le vicende narrate sulla vita di quella che verrà ricordata come la “Regina triste”, Isabella del Balzo, l’ultima regina della dinastia aragonese, e sul suo infinito peregrinare sono tante.

Il libro Isabella da Venosa di Arturo Bascetta convince appunto perché ogni pagina di storia diviene pagina di vita quotidiana. Tra i meriti dell’autore, infatti, vi è quello di aver profondamente umanizzato pagine sepolte tra archivi e di vicende biografiche, spesso considerate barbose e pleonastiche; accompagnando, anzi, il lettore in un viaggio, attraverso i sottintesi del Rinascimento, appassionato e raro.

 

Isabella del Balzo, born in 1465 into a noble family in Apulia, was destined to become the Queen of Naples when she married Frederick I of Aragon in 1479. This union marked the beginning of an extraordinary adventure that would lead Isabella to become the Queen consort in 1496, although for a brief period of only five years. Her journey to Naples represented an epic for herself, crossing lands and seas, a momentous change that would transform her into one of the most influential figures in that city’s history.
The words of «Lo Balzino», a valuable work of the period, offer us a unique window into the life and deeds of Isabella del Balzo. This historical text, written by Rogeri di Pacienzia in Nardò in 1499, allows us to immerse ourselves in the details of the Queen’s life, giving us an authentic and valuable perspective on her administration, political influence, and character.
In 1501, as King Louis XII of France and King Ferdinand II of Aragon fought over the succession to the throne of Naples and Sicily after the death of Charles VIII of France, Frederick was deposed and forced into exile, taking with him Isabella and their children.
This book is a journey through the extraordinary life of Isabella del Balzo, from her origins through her entry into the Neapolitan court, to the key years of her reign. Through historical research and the exploration of documents from the period, we will immerse ourselves in her skill in the art of administration, her influence on the political landscape, and her resolute character.
We will discover how Isabella, in a time of crisis and change, established herself as one of the central figures in the history of Naples. With her intelligence, strength, and commitment, Isabella del Balzo deserves to be redeemed from the oblivion of history.

Pierpaolo Tavino
Translator of the book