I° Viceré di Re Alfonso II d’Asburgo di Spagna: IL VICERE’ DI CASTRO Fernando Domingo Ruiz de Castro Andrade y Portugal conte di Lemos (1599-1601) ISBN 9788872971550 (OFFERTA LANCIO 40% SCONTO)

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IL GENERALE CHE NON VOLEVA L’INQUISIZIONE

L’Eccellentissimo Signor Conte di Lemos Viceré di Napoli da detta Citta per venire à render l’ubidienza debita alla Santità di N.S.Papa Clemente Ottavo, in nome del Cattolico, et Potentissimo Rè di Spagna Don Filippo Terzo di questo nome, alli 9 del corrente mese di marzo, accompagnato dall’Eccellentissima Signora Viceregina sua consorte, che desiderava visitar questi santi luoghi di Roma, et guadagnar il santissimo Giubileo, spetialmente in questi solenni giorni di Quaresima.
Et seben tutta la Nobiltà del Regno si offerse, et fece instanza di servir S.E. in questo viaggio, tuttavia si contentò l’Eccellenza sua di sei soli titolati, li quali furono:
– Il Prencipe di Sulmona della casa di Lanoia.
– Il Prencipe d’Auellino di casa Caracciolo.
– Il Prencipe di S.Severo di casa di Sangre.
– Il Prencipe della Roccella di casa Carafa,
– con il Marchese di Castelvetere suo figliuolo.
– Il Duca di Monte Lione di casa Pignatello.
– Et il Duca di Bovino di casa di Ghevara,
– con il figliuolo;
– oltra Don Diego dellas Marignas scrivano di ratione del Regno di Napoli, cavalliero principale et molto stretto parente di S.E., gentilhuomo di bocca della S.Maestà.
– Don Aluaro di Mendoza et sottomaggiore.
– D Pietro Arias Pardo di Figaroa capitano delle Guardie di S. E.
– D. Pietro di Maggiorga,
– et alcuni altri Signori Spagnuoli, nè volse permettere in modo alcuno, che altri che questi venissero seco.
Accompagnarono l’Eccellentissima Signora Viceriina la Signora Donna Girolima Colonna Duchessa di Montelione, et la Signora Donna Giovanna Duchessa di Terranova sua figlia.
Con tal Compagnia, et con più di 1400 persone (dei quali erano forse 600 di sua famiglia, et tra essi 20 gentil’huomini di portata, 5 cappellani, 27 continui, et 6 capitani vecchi intrattenuti, con 24 soldati à cavallo, il lor capitano, et luogotenente, et 30 a piedi, et il resto creati dei Signori che l’accompagnavano).
Si mosse S.E. di Napoli (come si è detto) alli 9 et fù da tutta la nobiltà, & popolo della Città seguito un pezzo fuor delle Porti, con dimostrationi straordinarie di mestitia, anchorche restasse con loro il Signor Don Francesco figliuolo di S.E., signor di rarissime qualità; et facendo brevi giornate per la mala stagione, et per la gran comitiva, giunse in 9 giorni à Roma, che fu alli 17 essendo stato regalato per il cammino à Terracina, et à Piperno da sua Santità (seben il Sig. Antonio Taffis, corriere maggiore di sua Maesta Cattolica in Roma, haueva già fatta in gran parte la spesa per alloggiarlo in detta Terra di Terracina) dalli Sig. Gaetani à Cisterna, et à Sermoneta; et ultimamente dal Signor Cardinale Colónna in Marino (dove fù visitato dal Signor Cardinale d’Avila) et fù incóntrato per via dal Signor Cardinale di Terranova, dall’Eccellétissimo Signor Giovan Francesco Aldobradino, et dall’Eccelletissimo Signor Duca di Sessa, cón quasi tutti i baroni romani.
Entrò S.E.sul far della sera in una carrozza à sei cavalli, nella quale stavano insieme con lui li Cardinale Colonna, et Avila, et à San Giovanni Laterano volse smontare à fare Oratione alla santa Scala.

Description

Il libro pone in rilievo, con onestà intellettuale e scavo delle fonti, interrogate sui loro più terribili segreti, tirando fuori fatti e personaggi abbandonati all’incuria del tempo, all’oscurità, se non proprio alla morta gora, la palude dell’Inferno. Fatti, avvenimenti, personaggi trattati in modo chiaro e, a volte, con linguaggio aulico, derivante direttamente dall’opera originale consultata, nei pregi e nei difetti, nelle ragioni e nei torti, come negli atti di valore che in quelli meschini.
Sfilano dinanzi ai nostri occhi vicerè, conti, baroni, marchesi, nobili cardinali che fanno il bello e il cattivo tempo sulla pelle dei sudditi, deboli e miseri della società. Sono le ribellioni eroiche del popolo, oppresso dalle angherie, dalle ingiustizie e dallo sfruttamento feroce che riducevano la gente alla miseria e alla fame.
Il 1598 si era aperto portando sul trono il Principe delle Asturie, che prese nome, seguendo le indicazioni del padre, di Re Filippo III, sovrano anche di Napoli, dove sedeva il suo Vicerè d’Olivares. Il nuovo Re si sposò al più presto, l’anno dopo, con Margherita d’Austria, sorella dell’Imperatore Ferdinando II di Germania, dalla quale avrà otto figli, di cui quattro di vita lunga: Anna d’Austria (1601-1666), che divenne Regina di Francia, il futuro Re di Spagna Filippo IV, Ferdinando, che divenne Governatore dei Paesi Bassi spagnoli, e Maria Anna di Spagna, che divenne Imperatrice poiché sposò il cugino Ferdinando III d’Asburgo. Quelli che sembrano spagnoli, in realtà, continuano ad essere regnanti d’Austria, proseguendo la stirpe con gli intrecci di famiglia, lontano dai propositi dei Re Cattolici.
Filippo III sembrò così disinterassato alla politica che fin da subito fece crescere il potere nelle mani del suo primo ministro, il Duca di Lerma, finì di dilapidare il tesoro reale, già sperperato dal padre in infinite campagne milititari. Nonostante ciò in politica estera le cose andarono meglio, almeno per la pace con l’Olanda e l’Inghilterra e, finalmente, per l’amicizia con la Francia, sancita con il matrimonio tra la figlia Anna d’Austria e Re Luigi XIII, che gli permise di fermare l’espansione dei Savoia, dando il Monferrato ai Gonzaga.
A Napoli le cose restavano immutate con il nuovo Vicerè Fernando Ruiz de Castro, Conte di Lemos (1599-1601), oggetto di questo studio, in cui la storia è ricerca, continua e costante. Colpisce innanzitutto la scelta certosina delle fonti, le più svariate e miracolosamente rinvenute dalla pazienza infinita. E quella di Arturo è una vera e propria indagine, attenta e scrupolosa, dei fatti e degli avvenimenti storici, analizzati in modo diligente, esaminati con quella curiosità che è la base per conseguire risultati fecondi e fruttuosi. E’ un vero e proprio scandaglio delle fonti esistenti nei luoghi più impensati. Che con la sua sagacia riesce a scoprire, perchè guidato da un fiuto storico invidiabile, che sbircia, nei cunicoli degli archivi e delle biblioteche delle varie città d’Italia e dell’Europa, testimonianze spesso sfuggite anche a storici di professione.
A tale tipo di ricerca, affrontata con grande cura e impegno, si è dedicato anche il giovane studioso Alfredo Barrella, neo laureato, con una grande passione per la storia, al quale dobbiamo il contributo cronachistico della trascrizione italo-spagnola dal volgare dei cronisti contemporanei ai fatti.
Molte sono le osservazioni, acute e criticamente apprezzabili (da far proprie senza alcuno indugio), sulle cause dei drammi nelle nostre zone del tanto tormentato Seicento, da parte di un risoluto Arturo Bascetta – al quale va un incondizionato plauso – come pure è da sposare il giudizio, a volte severo, su uomini, avvenimenti e fatti di tal secolo.
Gli autori della ABE trattano il tutto senza alcuna pietà. Senza alcun falso moralismo. La loro storia è come una ventata di aria fresca, aperta, quasi violenta. Attira e sconvolge.

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Alfredo Barrella,

Bascetta

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Editorial Review

 

L'indice dei capitoli e delle note

Gitone alla costiera di Posilipo, il Sig. Conte de Lemos si presentò al Porto con sei galere. Essendoli però uscite incontro anche tutte quelle che si ritrovavano nel Porto con un gran sparo de' cannoni, con essersi posto a sacco il Ponte di damasco da suoi Alabardieri e dal popolo, come è solito, e essendono finite di smontare tutte, che con lui erano venute, passò il ponte, e così egli come ciascun delle sue genti hebbe grandissima sodisfatione e piacere nel vedere, nel mentre che si diede il sacco al detto ponte di damasco, farsi alle pugna da quella gente che lo saccheggiarono e darsi colpi non altramente di quello che sogliono fare i ciechi, o coloro che tal hora i ciechi per diletto prendono ad imitare; e indi passando oltre gli fu fatta compagnia e corteggio da un innumerabile stuolo di cavallieri così spagnoli come italiani, accompagnandolo tutti con sommo ossequio e riverenza infino a palazzo, dove giunti, il detto Signore con gentilissime maniere dimostrò di gradire grandemente la devotione e l'affetto di questi signori.

Capitolo 1 / Il Regno di Filippo III Re di Spagna e Napoli
nomina a vicere’ del conte di lemos

— Il giovane sovrano erede di mezzo mondo
— Don Ferrante Ruiz de Castro: il primo della casata
— Il nobile parte per Napoli e fonda due fontane

Capitolo 2 / L’arrivo descritto dall’Anonimo a luglio 1599
il governo di don hernando di castro

— Il Conte di Lemos nel Manoscritto dei Viceré
— Grazia al Duca di Vietri in lite col Conte d’Olivares

Capitolo 3 / Piani sconvolti dalla rivolta di Campanella
l’eresia dei predicatori contro i reali

— I monaci ribelli condannano la tirannia spagnola
— Tortura e processo a Campanella, internato per 27 anni
— La Congiura, 300 testimoni e il Processo fabbricato
— Un caso di eresia da affrontare: la Calabria in subbuglio
— Le chiese diventano covo di fuggiaschi e delinquenti

Capitolo 4 / La parata militare per il Giubileo del 1600
la cavalcata che sfido’ clemente viii

— Corteo regio per Roma con stuolo di paggi e dame
— Sulla via di Aversa e Capua col Principe di Avellino
— A Napoli restò il figliolo Don Francesco de Castro
— L’ingresso in Vaticano che stupì la Città eterna
— Il ritorno a Giugno, in tempo per San Giovanni
L’urna di gemme ornata
— I Templari sono scossi: Caracciolo uccide Filangieri
— Scontro con il Cardinale Gesualdo: spia agli Incurabili
Capitolo 5 / L’impostore calabrese detto «Re del Portogallo»
La nascita del nuovo palazzo reale

— Lo scontro con i pascià del Gran sultano
— La nuova Reggia di Largo Palazzo
— L’impostore calabrese fattosi sovrano del Portogallo

Capitolo 6 / Nasce la Principessa, interim del figlio
l’improvvisa malattia e poi la morte

— Luminarie per Anna d’Austria, ma Lemos muore
Alla Morte del S.re Conte di Lemos da profana lingua
— Il figlio Francesco a Luogotenente del Collaterale
— L’ultimo accidente prima della morte
— Gli eredi di Castro si trasferiscono a Valladolid
— Resta Don Francesco, cavaliere di San Giacomo
— Sì a leggi per nobili e No ai vitalizi delle monache
— Comune contro Gesualdo: Miroballo dal Papa
— No all’uso dei muli: le prammatiche di Francesco
— Gli ultimi provvedimenti prima del successore
— L’arrivederci del Luogotenente e le feste per l’Infante

Appendice Documentaria n.1
lo schieramento in pompa magna
PER IL GIUBILEO DEL 1600
di Scipione Guerra - Giuseppe De Montemayor *

Appendice Documentaria n.2
il viaggio a roma
per la parata dei napoletani
di Bernardino Beccari*

Appendice Documentaria n.3
I 17 ARTICOLI
DELle prammatiche di lemos
di Domenico Antonio Parrino*

Note bibliografiche