Description
Casi criminali di un giureconsulto del carcere di montefusco
de campanis – de bellis – de pugna

I primi quattro capitoli che seguono riguardano la città di Benevento. Sono notizie tratte dall’opera di Eliseo Danza (1584-1660), avvocato di Montefusco, DE Pugna Doctorum. Xx Essendo la città di Benevento parte dello Stato della Chiesa, la competenza territoriale della Regia Udienza di Montefusco si fermava alle porte del capoluogo sannita. A volte, però, basta un riferimento e vieni a conoscenza di fatti e persone di questa città. E’ una storia minima, di gente che ha lasciato memoria di sé perché venuta a contatto con i Tribunali. I passi riportati sono la traduzione latina delle opere di Danza; dove compare la lingua italiana del secolo XVII, sono passi riferiti alla lettera dall’avvocato di Montefusco, che aveva la possibilità di accedere, leggere e consulatre le carte della Regia Udienza.
PREMESSA
L’uomo frettoloso dei nostri tempi spesso non guarda bene ciò che è fuori dai veicoli, sui quali viaggia; così campagne e paesi, pianure e montagne passano davanti ai suoi occhi con la rapidità di una sequenza cinematografica. Viviamo in un tempo che definisce “buono” un viaggio che si è fatto con puntualità e con la velocità più alta possibile. Abbiamo perso il senso della lentezza-bellezza. Nell’antichità l’importante era arrivare, la velocità era un fattore di minor importanza, salvo in casi rari.
Le vie romane vennero costruite per legare Roma con le province, e con i luoghi più lontani dell’impero. La costruzione di una strada storica era quasi sempre dettata da esigenze militare, una via per il rapido trasferimento di uomini e mezzi in caso di necessità impellente. Ma fortunatamente la via storica aveva anche un significato civile: tutte le strade romane erano arterie di scambio commerciale, che hanno visto un continuo via-vai di uomini e di merci più svariate.
Con le merci viaggiavano anche le culture ad esse legate, portate dalle persone: modi di vita, mentalità, usi e costumi, filosofie, religioni, beni culturali.
La via Appia Antica, che collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l’Oriente, attraversava la Campania e aveva in Benevento un importantissimo riferimento. La sua costruzione ebbe inizio nel 312 ad opera del censore Appio Claudio Cieco. E’ la prima “autostrada” dell’antichità.
Proprio questa via romana, l’Appia, offre tanti motivi di studio, approcci diversi al tessuto di civiltà che la costeggia: zone rurali, paesi e villaggi, città piccole e grandi, zone economicamente avanzate e arretrate. Ripercorrere, sia pure virtualmente, questa via storica può aiutarci a capire e a ricostruire ambienti e culture del passato, tanto utili oggi che andiamo alla ricerca di una comune patria europea.
Scavando nella storia, noi cerchiamo proprio quella piccola cronaca dell’umanità che ci ha preceduti, che si identifica con le nostre radici. Forse il solo fermarsi all’ascolto di quell’eco lontana è già ascoltare “la storia”. Un sostantivo del dialetto veneto-giuliano, la lontanìa,1 racchiude in sé il sentimento della nostalgia ma anche l’anelito verso ciò che ci è accanto, esprime il senso della lontananza e la voglia di andare oltre la realtà vissuta. Ed è quello che ci proponiamo con questa iniziativa editoriale.
V. I.
indice
premessa dell’autore
CAPITOLO I
BENEVENTO NEl ‘DE PUGNA’ DI ELISO DANZA
1. la città di benevento è extra regnum?
2. furti di mucche nel beneventano
3. Come ti faccio “cantare” l’inquisito
4. Chi deve giudicare il delinquente?
CAPITOLO II
frammenti da ‘de campanis’ e ‘de bello’
5. Fiume inquinato
6. Ad Apice la battaglia dei nibbi e dei corvi
7. LA VORAGINE DEL DRAGONE
8. SORTILEGI PER LA PIOGGIA
CAPITOLO IIi
brani tradotti per la I volta dal latino
9. Come si retribuiva il lavoro
APPENDICE I
– BARBATI MIRACULA
bibliografia aggiuntiva
APPENDICE Ii
– casi DEL ‘500 che diventano racconti
A CURA DELL’EDITORE
NOTA






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