L’INCENDIO DI TERAMO: la città dei Greci di Partenope distrutta dai Normanni nel 1155

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VI FURONO PIU’ CITTA’ CHIAMATE TERAMO?

La prima notizia sulla diocesi di Teramo appartiene all’anno 1053, sui confini della cattedra aprutina, racchiusi fra il Tronto e il Vomano, dopo una lite col vescovo di Ascoli.
Nessuna fonte indica la prima costruzione dello stabile, da molti fatto coincidere con la S.Maria di Palazzo Pompetti, già intitolata a s.Getulio, custode dei resti del Beato vescovo Berardo, senza che nessuno ne accertasse la provenienza.
Francesco Aceto la fa coincidere con «l’istituzione della dignità vescovile aprutina», sebbene non vi sia certezza alcuna, sebbene di un vescovo dell’area di Interamne, all’interno dell’amne, il letto del fiume, già si parli nei tempi antichi, sul finire del II secolo, sotto il pontificato di papa Eleuterio. Marcello Sgattoni scrive che la toponomastica cittadina ricorda l’antica s.Getulio, in nome del santo martire cristiano vissuto agli inizi del II secolo, ma diffuso ovunque lungo la via Salaria, strada consolare dove si consumò il suo supplizio. Mario Moretti anticipa al VI secolo, periodo dell’impero bizantino, il tempo della costruzione dell’edificio. Aceto riferisce che la prima citazione della «ecclesia aprutina» risalirebbe all’anno 598 in una lettera con la quale papa Gregorio I incaricava il vescovo Passivo di Fermo di visitare la chiesa. Lo stesso papa nell’autunno del 601, anno in cui Opportuno sarebbe stato addirittura nominato vescovo, invitava nuovamente il vescovo fermano a provvedere alle necessità ed alla cura della chiesa abruzzese.
In verità nessuna conferma fa coincidere con Teramo la costruzione di una prima chiesa sotto il titolo di «Ecclesia Sanctae Mariae» ossia «chiesa di Santa Maria» che seppure si trovi nell’anno 897, può essere rifrita a qualsiasi lugo dell’antica area dell’Interame.
Nel 926, dal documento di una donazione del conte aprutino Manfredi, si legge: «in ipsa Ecclesia S.Mariae que sita in territorio aprutiense in loco ubi Interamnes vocatur». Si ha quindi la certezza di una S.Maria, non di una sede diocesana, tantomeno che Interamnes possa farsi coincidere con la nuova Teramo costruita dopo il 1155.
La successiva citazione che si vuole far coincidere ci sarà infatti solo 130 anni dopo, il che rende poco credibile associare all’antico luogo di Interamne, sito sulla foce, con la nuova Teramo, sita fra i monti.
La bolla di papa Anastasio IV, datata 27 novembre 1153, con cui il pontefice assegna al vescovo teramano i confini della nuova diocesi non dà alcuna conferma in tal senso. Cioè né che Interamne sia l’antica Teramo, né che la menzionata s.Maria possa essere s.Maria Matrice, né che s.Maria Matrice sia a Teramo, qualora sia detta ab antiquo s.mariam atrice, riportando più l’attenzione su Atri vecchia che su Teramo nuova.

Ecco l’indice del testo

1. TERAMO IN PRINCIPATO DI NAPOLI
DEL REGNO DI GERUSALEMME

Il Ducato teramano detto Abruzzi
e i feudi descritti nel Catalogo del 1092

I ribelli detti Altavilla conquistano
il Regno di Napoli fra 1101 e 1111

Giustizierato Abruzzi di Boemondo (1111-18)
e Principati del Papa seduto in Tocco (1118-27)

La Repubblica di Dio in Tocco Beneventana:
l’Urbe del Sableta a capitale, Capua a Vicaria

La conquista di Ruggiero dell’Aquila
II Re di Partenope e I Re di Sicilia

2. interamne apritina e’ teramo,
o era fra fermo, atri e giulia?

I resti del Beato Bernardi
e la prima sede vescovile

Cronotassi dei Vescovi
di Interamne e Teramo

I vescovi di Ascoli e Abruzzo del 1053
in due regioni comitali diverse

Il beato Bernardo della Chiesa Matrice
nel Martirologio della Cattedrale

3. distruzione e incendio di teramo
nel 1155 sotto guido ii vescovo

La cronistoria
di Nicola Palma

Re Guglielmo di Palermo detto Il Malo
incoronato a Benevento da Papa Adriano

Fine del vescovato di Guido II, Dionisio
e Attone II nella «Storia Ecclesiastica»

Appendice Documentaria

I toponimi del Giustizierato di Teramo
(Catalogus Baronum – Abruzzo I)

Note

Fonti essenziali e Bibliografia generica

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