Description
I VOLti e i luoghi scomparsi del 1250

Il testo appare come una sommatoria di fatti, editi e inediti, conosciuti e ricercati negli infiniti archivi dal gruppo di lavoro guidato da Arturo Bascetta che mette da subito le cose in chiaro su chi furono davvero i Marchesi di Ugo figlio di Azzo calati nel 1093 e sull’eredità di Tancredi Marchisio, prorex a Urberiano. Sono proprio i Marchisi, Molisio e Maccabei: la stirpe dell’Aquila, i militi teutonici congiunti e nemici degli Altavilla, sposa Ruggiero Marchisio, genitori di Emma Marchisio e di Tancredi d’Antiochia. Infatti furono Emma Marchisi fu Emma Altavilla e Rodolfo Maccabeo, esiliati dallo ziastro Re Ruggiero II a M.Scaglioso di Goffredo, a dar vita dal Granducato di Urbeviano all’Harola di Teano alla civitate Severiana del Caveoso di M.S.Angelo e poi a Matera. E’ la storia dei Franchi e dei Normanni che diventa storia vera dei Tedeschi, i Teutonici di allora, che si opposero a Re Ruggiero II e poi finirono perdonati con Maccabeo fatto Duca d’Apulia, Guglielmo Dux Napoli e Principe di Capua. E’ la discendenza del Principe Tancredi che apre questo libro per spiegare che quando gli Altavilla invadono la Marca da Alife a Salerno (1112), Ruggiero II è Re d’Italia ad Abella in Atium di Teano i discendenti di Re Manfredi di Svevia erano già in Italia da un centinaio di anni, passando dal ceppo dei Marchisio a quello dei Lancia, imparentati con con i guiscardelli bavaresi dell’anno Mille, da cui rinacque il Marchesato di Manfredo I Lancia da Loreto, il I a essere chiamato Lancia nel 1200, dal quale Domina Bianca fu accasata dal Marchese Berengario a Busca. Gli autori fanno luce sul Marchio Guglielmo di Monferrato di Conte Bonifacio, sui Lancia fratellastri: ma Bianca fu generata dai Maletta: è l’orfana accolta in casa dalla Marchesa vedova risposata ad Agliano. Lancia e Maletta siciliani in Piemonte, o viceversa? Gli autori danno una risposta concreta ai nuovi Marchi di «Lanz», con l’amore infinito della bella giovane dai riccioli d’oro per Federico II, il concubino spregiudicato dalle mille amanti, che però le regala un bimbo: è Manfredi figlio legittimo e documentato, amato dall’Imperatore, sposo di Beatrice, principe vicario del Regno di Pavia, a Taureto di Siponto, il frutto di un rapporto carnare avvenuto nel 1231…
Insomma presto potremmo scoprire che Bianca si chiamava Maletta, nacque, visse e morì a Siponto, dove Re Federico la impalmò, ereditanto l’ambito Marchionato Italia di Puglia, vicaria del regno di Pavia. In tal caso bisognerebbe cominciare col dire che il Montesacro di Sibari, in terra della futura Manfredonia, non fu a Bari, ma nella res pubblica dei templari della Porta Maiori, fra Civitate Siponto e Civitate del Monte S.Angelo che i longobardi beneventani chiamavano Civitate Monte: la Montagna di oggi.
Il libro ripercorre le tappe del giovane spurio Manfredi Lancia, riconosciuto di Svevia, dal padre imperatore Federico II e le fasi della vita che lo portarono alla fondazione di una città tutta sua.
C’è da dire che la sua cultura e i suoi possedimenti erano già una ricchezza di famiglia, per via delle conquiste in Lombardia e nel Piemonte, dove sarebbe nato. Da qui l’amicizia fin da giovani con Beatrice di Savoia che divenne ella stessa dote appetitosa dopo la vedovanza col primo marito, l’omonimo Manfredi del marchesato di Saluzzo.
Ma non è vero che ne seguirono interminabili scaramucce col Papa, legate più al fratellastro Corradino, perché alla morte dello Stupor Mundi, Manfredi è vicario della Chiesa che ha rioccupato quasi tutto il reame. La nascita di Costanza a Catania rappresenta la sottomissione al Papa in cambio della Corona, ostacolata dai parenti.
Da qui la voglia di Manfredi di mettere in atto tutta la sua arguzia e di giocare col popolo che prese ad amarlo per le sue “stravaganze”, fra strabotti e poesie, che certo un re indirizzato alla guerra non avrebbe fatto. L’idea di far nascere una città propria, a cominciare dal nome, rappresenta comunque la fine di un’epoca e la voglia di far nascere un regno autonomo nella sua Puglia, nei luoghi antichi che videro il primo trono tricaricense in assoluto.
Da qui il soffocamento della tradizione, l’annullamento della storia religiosa e sacra del Gargano e il distaccamento dalla cultura di quello che fu il Montesacro di Siponto, consegnando all’oblìo le antiche Beneventana e Sipontina Civitate, dei documenti longobardi di Santa Sofia delle monache di Lesina, già parzialmente affossate dai terremoti e dalla parziale ricostruzione che a suo tempo cancellò i luoghi di Canne per consegnarli ai nuovi quartieri di Barletta.
Questo libro è una passeggiata storica degli autori sul tracciato del cronista coevo, che è Matteo Spinelli, non tanto per riscoprire gli annali, già studiati da molti, quanto per capire in che modo vivevano questi regnicoli del 1200, distaccati improvvisamente dalla tradizione religiosa del Montesacro, per essere proiettati nella nascita di una nuova capitale, Manfredonia, che comunque non avrà ragione di esistere perché nessuno è eterno, nemmeno i Papi e tantomeno i Re.
indice
bianca maletta dei lancia
premessa storica
marchioni piemontesi e teutonici
nell’italia dei consoli del cassinate
— I Marchesi di Ugo figlio di Azzo calati nel 1093
e l’eredità di Tancredi Marchisio, prorex a Urberiano
— Marchisi, Molisio e Maccabei: la stirpe dell’Aquila:
i militi teutonici congiunti e nemici degli Altavilla
—Emma Altavilla sposa Ruggiero Marchisio,
genitori di Emma Marchisio e di Tancredi d’Antiochia
—Emma Marchisi fu Emma Altavilla e Rodolfo Maccabeo
esiliati dallo ziastro Re Ruggiero II a M.Scaglioso di Goffredo
— Dal Granducato di Urbeviano all’Harola di Teano
a Severiana del Caveoso di M.S.Angelo e poi a Matera
— Re Ruggiero II perdona: Maccabeo è Duca d’Apulia,
Guglielmo Dux Napoli e Principe di Capua ma da Palermo
— La discendenza del Principe Tancredi fu Ruggero,
di Rao fu Umfrida Maccabeo della stirpe dei Re di Giudea
— L’Apulia al Duca Ruggiero Maccabeo,
il Principato di Capua a Guglielmo Dux Napoli
— Altavilla invadono la Marca da Alife a Salerno (1112),
Ruggiero II è Re d’Italia ad Abella in Atium di Teano
1.
i fratelli maletta di agliano terme
e i fratellastri dei marchesi LANCIA
— I Lancia, guiscardelli bavaresi dell’anno Mille
— Il Marchesato di Manfredo I Lancia da Loreto
— Manfredi, il I a essere chiamato Lancia nel 1200
— Domina Bianca dal Marchese Berengario a Busca
2.
i figliastri di conte bonifacio
sposano bianca all’imperatore
— Marchio Guglielmo di Monferrato di Conte Bonifacio
— Lancia fratellastri: ma Bianca fu Maletta o Bonifazi?
— L’orfana dalla Marchesa vedova risposata ad Agliano
— Lancia e Maletta siciliani in Piemonte, o viceversa?
— I nuovi Marchi di «Lanz» post nozze di Beatrice
3.
la progenie di lancia e gottuari
prole e fratellastri a rocca anglona
— Il capostipite Bonifacio Guttuario di Asti
— I genitori materni e parteni di Rocca d’Anglona
— Bonifazio di Rocca «Algan» elevato a Conte
— La dote di Bianca: Gravina, Tricarico, Irsina e Honor del S.Angelo
— Il Re e l’anglanese: figlia o figliastra di Bonifazio
— Per gli storici ecclesiastici Bianca fu concubina
— Se il padre di Bianca si chiamava Maletta…
4.
mamma e figlio detti dei lancia
nella «langobardia» federiciana
— Manfredi figlio legittimo e documentato
— L’Imperatore cambia: l’amore per Manfredi
— La nuora attenua la sconfitta in Lombardia
— Trattative di matrimonio con Beatrice vedova
— Federico II punta sul figlio per il Piemonte
5.
modifica al contratto di matrimonio:
manfredi legittimo erede e ingrato
— La guerra modifica il contratto matrimoniale
— La vicaria imperiale dell’ex Regno di Pavia
— L’erede di Federico II e Bianca sarà Manfredi
— Frutto di un rapporto carnare del 1231
6.
il figlio a barletta, il padre a trani
i teutonici sloggiano i templari
— Federico II torna in Puglia e condanna gli stupri
— Parlamento a Trani, Giustiziario a Barletta
— Decaduta del Regno per deposizione nel 1248
— Principe Manfredi libera Barletta dai Templari
— Fiorentino fra Celano e s.Giovanni in Lamis
— Masserie rege nei demani confiscati ai templari
7.
la scomparsa dei genitori
l’accusa postuma di patricidio
— Morte di Bianca e altre mogli di Federico II
— Manfredi legittimato, stop alle guerre contro di lui
— Il Principe di Tarenti accelerò la morte del padre?
— Manfredi prende Barletta, sede del Tribunale regio
8.
MANFREDI super potente su firenze
ma la fine e’ ingloriosa a benevento
— Conte Giordano Lancia d’Anglona inviato a Siena
— La rotta del Monte Aperto inflitta ai fiorentini
— Manfredi tradito dagli amici passati con Carlo
Note Bibliografiche
1. Arturo Bascetta, La Magna spedizione, il Catalogo dei baroni del 1093, ABE Napoli 2022.
2. Cronaca dei Franchi, le Crociate. Cfr. Codice Diplomatico del Sacro Militare Ordine Gerosolomitano oggi di Malta, Carta di Costanza Imperadrice, Constantia Dei gratia Romanorum Imperatrix semper Augusta, e An.1197, Regina Siciliæ. Cfr. Otto de Sancto Blasio, Chronica, a cura di A. Hofmeister, in MGH, Scriptores rerum Germ. in usum scholarum, XLVII, Hannover-Leipzig 1912. Cfr. P. De Leo, Tancredi conte di Lecce, in: Tancredi conte di Lecce re di Sicilia, Atti del convegno internazionale di studio, Lecce, 19-21 febbraio 1998, a cura di: H.Houben – B.Vetere, Galatina 2004. Cfr. Ryccardus de Sancto Germano, Chronica, a cura di C.A. Garufi, in RIS2, VII, 2, Bologna 1936-1938.
3. Ralph di Caen, Le Gesta di Tancredi.Cfr. Histoire d’Outremer, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze. Cfr. Peter W. Edbury, The Kingdom of Cyprus and the Crusades, 1191-1374, Cambridge 1993, pp. 34, 41, 47-48.
4. Marino Sanuto. Cfr. Imad ad-Din al-Isfahani, ivi. Cfr Sarah Lambert, Queen or Consort: Rulership and Politics in the Latin East, 1128-1228, in Queens and Queenship in Medieval Europe: Proceedings of a Conference Held at King’s College London ed. Anne Duggan, 1997, pp. 166–167.
5. Fulcher di Chartres, Gesta Francorum expugnantium Gerusalemme.
6. Annales Siculi.
7. V.Vol. 5° pag. 143 dell’opera intitolata, Regii Neapolitani Archivi monumenta.
8. Sabato Cuttrera, Marie de’ Blois de Chatillon, Reina, Vedova e Balia, Amedeo di Savoia e il trono di «Herola» di Re Luigi d’Angiò, Le Regine di Puglia, Napoli 2025.
9. Codice Diplomatico di Bari, CDB, prg n.90, pag.130.
10. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. J.H.Böhmer, Regesta Imperii, V, a cura di J. Ficker e E. Winkelmann, Innsbruck 1881-1901.
11. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. I registri della Cancelleria angioina, a cura di R. Filangieri, I-III, Napoli 1950-1951. «Il brano relativo è pubblicato in: A. de Saint Priest, Histoire de la conquête de Naples par Charles d’Anjou, II, Paris 1849, pp. 304-306)».
12. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. Andreae Ungari Descriptio victori. ae a Karolo Provinciae comite reportatae, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, XXVI, Hannoverae 1882.
13. V.Vol. 5° pag. 143 dell’opera intitolata, Regii Neapolitani Archivi monumenta. Cfr. Alessandro di Meo, Annali critico-diplomatici del regno di Napoli della mezzana età, Volume 9.
14. Pergamene di Atella. Da: http://www.alim.dfll.univr.it/Notarili/alimnot.nsf/(cerca)/D42F62F91695377DC1257F 2D00601D50?opendocument&Highlight=2,caveosi.
15. Alessandro di Meo, Annali critico-diplomatici del regno di Napoli della mezzana età, Volume 9.
16. Ivi. Cfr. Annali genovesi di Caffaro e de’ suoi continuatori, III, a cura di C. Imperiale di Sant’Angelo, in Fonti per la storia d’Italia [Medio Evo], XIII, Roma 1923, p. 189.
17. Ivi. Cfr. Camillo Minieri Riccio, Genealogia di Carlo I di Angio: prima generazione, Priggiobba, Napoli 1857.
18. Regist. protonoti. di Napoli, fol. 527, citato da Sarri. Cfr. https://www.antoniorandazzo.it/palazzidipregio/palazzo-lanza-bucceri.html
19.Giuseppe Di Cesare, Rettificazione di talune narrazioni storiche introno a Manfredi Re, Memoria, Atti della Accademia Pontaniana, Volume 2, in: Accademia pontaniana, Tipografia Tramater, Napoli 1825, pag.37 e segg. V. Annali Milanesi, cap. 24, ca. Muratori, tom. XVI.
20. Ivi. In: Consortem imperii te assumem. Crono. Imperato., conservato manoscritto nella Biblioteca Lorenzo di Firenze e citato dallo studioso Raumer, Gesch. der Hohenst., Tom. IV.
21. Benevenutus de Sancto Georgio, Cronica, Onorato de Rossi libraio, Torino 1780. Cfr. Piem. Cisp. ant. Pag. 318 e seg.; Adelaide illustr. Tom. II. Pag. 265.; De saneto Oglerio. Pag. 7.;Antichità Estensi. Tom. I. Pag. 262. Da: Wirleburch, L’imperadore Federigo I conferma la concessione feudale del castello di Trino fatta dal vescovo di Vercelli a Gugliemo marchese di Monferrato. Cancelliere: Rainoldo in vece di Arnoldo arcivescovo di Magonza ed arcicancelliere, pag. 28.
22. Ivi, pag. 41 e segg. Cfr. Thomas Tuscus, Gesta imperatorum et pontificum, in Mon. Germ. Hist., Scriptores, XXII, Hannoverae 1872.
23. Ivi, pag.46.
24. Ivi., pag.47. Cfr. L.A. Muratori, Antiquitates Italicae Medii Aevi, I, Mediolani 1738, col. 624.
25. Ibidem. Cfr. Die Chronik des Saba Malaspina, a cura di W. Koller – A. Nitschke, ibid., XXXV, ibid. 1999.
26. Ivi. «Il signor Durandi propone, che in vece di marchionibus de Gofr. si legga marchionibus de Gavio. 1239. 31 di agosto. Indizione XII. Nel campo presso Pizzighettone. L’imperador Federigo II rinova la investitura feudale a Bonifacio marchese di Monferrato, e gli conferma Paciliano, Torcello, e Cuniolo. Gli cede le ragioni che avea di succedere a Demetrio re di Tessalonica in virtù del testamento d’esso Demetrio, il quale avea instituito erede sua maestà imperiale. E gli rimette anche le ragioni, che il re Corrado suo figliuolo ha sopra i beni del marchese Bonifacio per la successione ad Isabella imperadrice, la cui madre era figliuola di Corrado marchese di Monferrato re di Gerusalemme. Vn’ altra investitura è indicata dal Sangiorgio, nella quale oltre a Cuniolo sono dal re Corrado comprese altre terre del Monferrato 160. Essa è in data dei 4 di maggio 1253, e si può leggere nella istoria di Trino. Il marchese Bonifacio nominato in questi due diplomi fu genero di Amedeo IV di Savoia, come accenna il Sangiorgio. L’instrumento, per cui Bonifacio fece l’aumento della dote a Margherita sua moglie, è in data dei 10 dicembre 1235; e fu pubblicata dal Guichenon».
27. Carlo Tenivelli, Biografia Piemontese, Volume 3, Soffietti, Torino 1787, Vita di Manfredi Lancia, pagg.1-45. Cfr. Chiesa, Descrizione del Piemonte, ms. tom. I,. cap. 38. V. Astense Alferii, Chron., cap. 9. Tom. III.
28. Ivi. Negri, Ist. di Fossano, cap. 5. V.Chiesa, cor. real., par. n., pag. 185. Cfr. Dentis, Compendio Istorico, pag. 92.
29. Ivi. Negri, loc. cit.; Chiesa, cor. real., loc. cit. Compillatio, seu registrum familiarum nobilium, et rerum memoriae dignarum in archivio civitatis cherii, et apud nobiles, diversos notarios existentibus, cui incumbere cepi de anno Domini 1623. Ego Robertus Biscareti I, V. D. colleg., ex Dominis cerveriarum.
30.Giuseppe Di Cesare, Rettificazione di talune narrazioni storiche introno a Manfredi Re, Memoria, Atti della Accademia Pontaniana, Volume 2, in: Accademia pontaniana, Tipografia Tramater, Napoli 1825, pag.37 e segg. «Questo codice mss. mi fu gentilmente comunicato dall’ Illustriss. sig. Conte Roberto Biscaretti di Ruffia, Gentiluomo di Camera di S. M., e patrizio Cheriese. A pag. 269 si legge Manfredus Lancia, Vicarius Imperialis ob multa servitia, et fidem erga Imperium concedit communi Charii privilegium, ut illi de Chario non sint villani, seu rustici angarii, seu adscripti, vel censiti, fed boni municipes, e cita i registri del notajo Robaldo de Duce, il quale vivea nel 1227, e negli anni seguenti. V. Ghilini, ann. d’ Aless., an. 1233; S. Giorgio, cron. di Monferr, «pone questo fatto l’anno 1250, e lo replica nella cronica latina pag. 389». Nel 1239 ebbe commissione dall’Imperatore di «rimettere alla città di Moncalieri la metà dei proventi di questo comune pel pagamento di certi debiti, come consta dagli archivj di città Era in que’ tempi pel marchese Lancia capitano imperiale di Torino, e di Moncalieri Gionata di Luco, il quale avea per suoi luogotenenti in Moncalieri Giovanni Marcoaudi, e Alberigo Boniscontri, dai quali fu eseguita la imperial commissione. Ad altra più importante carica era destinato Manfredi; imperciocchè i Milanesi, che già da qualche tempo godevano di una libertà pericolosa, e tumultuante, si divisero in due partiti, cioè in quello della nobiltà, e in quello del popolo. A questo ultimo aderivano i Turriani, i Soresini, i Crivelli, e i Pirovani ma i Soresini per non so qual motivo divisi dai Turriani, che tenevano in tutto con la plebe, si fecero protettori della nobiltà, secondati in cio dai Crivelli, e Visconti. I Turriani perciò restarono capi del popolo, ed ebbero in ciò contrario Leon da Perego, Arcivescovo di Milano, il quale destinò quattro caporioni contro di loro. Epperciò dai Turriani, e dai quattro capi suddetti, che erano Paolo Soresini, Vencio Crivelli, Rainero Pirovani, e Ezzellino Marcellini furono commesse molte iniquità, e fatte molte uccisioni. Le città d’ Italia libere, quando fi trovavano a tale segno giunte di difcordia, che non sapeano più regolarfi, convenivano di eleggersi un podestà, ossia governatore forestiero, che fosse personaggio accreditato, e di molta autorità in armi» (Ivi. Cfr. Corio, par. 2. pag. 257.; Verri, cap. 10. pag. 263). «Questi podestà, ossiano governatori, erano in tali circostanze eletti uomini di famiglia distinta, o principesca, acciocchè potessero non meno col valore, e studio, ma col credito ancora, e colla potenza essere vantaggiosi. Troviamo nelle istorie di quei tempi, che non solamente i Pallavicini, i Visconti, i Turriani, e altri gentiliuomini, ma i più qualificati soggetti delle famiglie d’Este, di Monferrato, de’ Conti Guidi, e di Montefeltro in tempo di guerra, e di fazioni ambivano tali podestarie. Ora, siccome il marchese Lancia fi era nelle passate guerre diftinto, e nella edificazione di Fossano, e nella guerra di Cuneo, e molto più nel campo Imperiale, e nel governo d’ Alessandria, aveano potuto i Milanesi conoscerlo, 1 Arcivescovo, i nobili Pirovani, Crivelli, Visconti, e altri loro soci concorsero nella sua persona, e lo nominarono Podestà di Milano, dove fece il suo solenne ingresso accompagnato da molti uomini d’arme, che avea fatti venire da tutta Italia. Questa nuova dignità gli fu conferita nel 1253, secondo il Corio, e altri scrittori, e si nominò per vicario, Ginestro da Ponte Caratto Bresciano, e gli fu dato per giusdicente Bene da Gozzano, dottor leggista Bolognese. La nomina dei giudici, o assessori del podestà apparteneva al Comune come quella del vicario, offia luogotenente apparteneva al podestà medesimo (V. Memorie istoriche della città di Fossano, pag. 17. Torino 1787); Alghisi, ist. mss. di Monferrato; Verri, cit., pag. 199; Cronica di Moncalieri, ms. 1256; Corio, par. 4. pag. 258. «Omberto Oxino Milanese presiedette alla città di Cuneo, donde scacciato dal Fossanesi guidati dal Marchese Lancia si ridusse un po’ tardi al soccorso dei Testonesi, colle reliquie dei quali fondd sulla collina l’anno 1230, questa città di Moncalieri introducendovi le nobili famiglie Cavoretto, Darmelli, Duchi, Marcoaudi, Panissera, Ponsiglioni, e altre parte delle quali si estinsero, e parte ancor fioriscono nobilmente. Il benemerito Omberto fu ucciso alle rive del Sangone dall’ esera cito di Tommaso Conte di Savoja, al quale con felice mutation di stato spontaneamente si diedero i Moncaleriesi l’anno 1233». V. La vita di Cristoforo Duc.
31. V. Le croniche & Alfieri, Ventura ec., Raimondo Turco, e altri. Cfr. Lodovico della Chiesa, Ist. del Piemonte, lib. 1. pag. 64. «Convien premettere, che il teologo, e professore di rettorica D. Giambattista Avenato di Felletto in Canavese, Canonico della Chiesa Abbaziale di S.Benigno nell’orazione anniversaria del fu cardinale D. Carlo Vittorio Amedeo delle Lancie, da lui pubblicata, Torino MDCCLXXXV, presso Ignazio Soffietti, stampatore Abbaziale, afferma, che quel porporato discendeva da Manfredi Lancia, vicario imperiale, e ne arreca in prova l’autorità del Ponza (la sciance dell’ homme de qualitè Turin MDCLXXXIV.) scrittore moderno, e che documenti non adduce in confermazion di quanto asserisce Il P. Michele Angiolo Boccardi Torinese (non Bochard, come erroneamente fi legge nel secondo volume) nel suo ragguardevole ms. delle famiglie, che furono decorate del collare del supremo ordine della SS. Annunziata, ms., che conservasi nella biblioteca dei PP. Minimi di S. Francesco di Paola in Torino, pensa anche egli, che la famiglia delle Lancie da Manfredi Lancia discenda. Ma il Chiesa Descrizione del Piemonte ms. tom. 1. cap. 35. pag. 289, il quale ci dà una genealogia di questo illustre marchese nulla accenna della famiglia delle Lancie, anzi nella sua corona reale racconia, che i feudi da quella famiglia posseduti nel Vercellese furono da Fulvio delle Lancie acquistati, il quale da Maria, figlia di Nicolao S. Martino conte d’ Agliè n’ ebbe il conte Agostino delle Lancie, cavaliere dell’ Ordine Supremo. Ma ecco la genealogia del marchese Lancia ricavata dal Chiesa».
32. Bartolomeo Scriba, Annali genovesi; Tommaso Tosco, p.517; Salimbene de Adam, Cronica, a cura di G. Scalia, Bari 1966, pp. 296, 509, 635, 684. Cfr. sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/bianca-lancia_(Dizionario-Biografico).
33. Ivi. Lodovico della Chiesa, Istoria del Piemonte, lib, 1. pag. 25. dice che il conte Giordano era d’Asti, cioè di quella provincia.
34.Giuseppe Di Cesare, Rettificazione di talune narrazioni storiche introno a Manfredi Re, Memoria, Atti della Accademia Pontaniana, Volume 2, in: Accademia pontaniana, Tipografia Tramater, Napoli 1825, pag.37 e segg.; Lib. 3 cap. 3; Descrizione MS. del Piemonte, pag. 86. cor. reale part. 1. pag. 109.
35. Antonio d’Asti, nella sua poesia, lib.III, 3. V. Signore Sarri, pag. 258. «Dell’origine, e finimento della famiglia d’Agliano si legge nella manoscritta descrizion del Piemonte fatta dal benemerito monsignor della Chiesa il seguente racconto cap. 39. pag. 491».
36. Ibidem. Cfr. Nicolaus de Jamsilla, Historia de rebus gestis Friderici II imperatoris, in L.A. Muratori, Rer. Ital. Script., VIII, Mediolani 1726, coll. 494-497, 574.
37. Ivi. Chiesa, ms. del Piemonte; S.Giorgio, pag. 36, Cronica di Monferrato; Bascape, Novaria sacra; Vita di Beggiamo, tom. 2. pag. 32.; Giannone (ist. civ. del regno di Nap. lib. 17. cap. ult.)
38. Chiesa, cit.. S.Giorgio, Cron. del Monferr., pag. 37, ediz. Torinese, MDCCLXXX.
39. Ivi, ms. del Biscaretti, a pag. 161, nell’anno 1317.
40. De Cesare, cit. Cfr. Bartholomaeus de Neocastro, Historia Sicula, a cura di G. Paladino, in Rer. Ital. Script., 2a ed., XIII, 3.
41. Ivi. E’ noto, come i Visconti salirono poscia al trono di Milano, e si apparentarono colle famiglie sovrane d’Europa. I Crivelli venendosi ad estinguere in Piemonte si consolidarono nella famiglia astigiana Cacherano – Scarampi, della quale vive unica superstite l’illustrissima signora -contessa, e marchesa donna Eleonora Cacherano – Scarampo – Crivelli – Provana, dama di palazzo della fu Regina, e moglie dell’illustrissimo signor conte, e commendatore de’ Santi Morizio, e Lazzaro don Bernardo Cavoretto di Belvedere, nobile antico patrizio Moncalierese.
42. Ivi, Ventura, Chronica Astense, cap. 16., . Il ch. abate Casali di Spoleto, autore di una Storia di Chieri, la quale ms. conservasi dal M. R. P. D. Francesco Borgarelli Cheriese, romito Camaldolese dell’Eremo di Torino, racconta, come i Cheriesi avendo con essi il marchese Lancia loro podestà, incontratisi nel 1256 cogli Astigiani sotto Monterotondo (Moriondo, terra del Cheriese) ebbero una fiera sconfitta con gran numero di morti, e feriti, e tra questi ultimi il suddetto marchese oltre cinquecento altri rimasti prigioni in poter de’ nemici. Il giorno dopo i vincitori s’impadronirono di Moncalieri, dove fecero prigione l’ Abate di Susa, consigliere del conte Tommaso di Savoja. Dopo questa sconfitta più non si trova memoria del marchese Lancia, e supponiamo, che sia morto per le ferite, o fiafi ritirato a qualche suo feudo, imperciocchè qualche anno dopo era podestà di Chieri Laido Testa, come dalla suddetta istoria ricavasi.
43. Ivi.; A. Astesano, De eius vita et fortunae varietate carmen, a cura di A. Tallone, ibid., XIV, 1, pp. 79-81; P. Azario, Liber gestorum in Lombardia, a cura di F. Cognasso, ibid., XIV, 4.
44. Ivi. Cfr. Astesano, lib. IV. cap. 2., Rex ejus tanto fuit inflammatus amore, Mortuam ut uxorem finxerit esse suam; Jamsilla, Chron. Mur., tom. VIII. col. 487; V. Biog. dec. II nelle vite di Otone, dei Beggiami, e altri; Villani, lib. 6. cap. 77. 78.
45. Bobò Centonze, Federico II di Svevia e Bianca Lancia da Mazzarino, Salvo Bonfirraro Editore, 2009.
46. Anonimo, Freder. rerum, cit. Giovanni Villani. Paris, v. p.174 del settimo vol.
47. Muratori, Antiq. ital., tom. 1, pag. 624.
48. Giuseppe Di Cesare, Rettificazione di talune narrazioni storiche introno a Manfredi Re, Memoria, Atti della Accademia Pontaniana, Volume 2, in: Accademia pontaniana, Tipografia Tramater, Napoli 1825, pag.37. V. Antonino Astesani, Carmen de Variet. fort., lib. IV, 2. Cfr. Muratori, Rerum italic., tom. XIV. Cfr. Sarri, pag. 206, cita Joann a questo proposito. Cuspiniano. e Angelo. di Costen. Stor. Mancare. In questa occasione ricorda il brano di Matteo Pâris. Cfr.Morery, dict. ist., art. Brienne.
49. B. Sangiorgio, cit., pag.37
50. Ivi.
51. Pirro, Chr. Regum, fogl. 47.
52. Pietro Lanza principe di Scordia, Dominazione degli Svevi in Sicilia; Michele Amari, Vespri Siciliani, cap. XVI.
53. Palermo, 1871. In: Gaetano di Giovanni, Notizie storiche su Casteltermini e suo territorio, Stamperia Provincia di Salvatore Montes, Girgento 1871, Volume 1, pag.14.
54. De Iamsilla, presso il Muratori op. cit. Tom. VII. col. 578.
55. Giulio Cordero di San Quintino, Osservazioni critiche sopra alcuni particolari delle storie, Volume parte 2, Stamperia Reale, Torino 1854. V. Muratori, R. ital. script., Tom. VIII., col. 582. nota n.o 240. Cfr. Capecelatro, Storia di Napoli, Vol. 1. 277. ediz. pisana del 1821.
56. Ivi, cfr. Lodovico Della-chiesa, cit.
57. «Di segno tale, che intitolandosi anch’egli Lancia fece equivocare il Guichenon, tom. 1. pag. 273., e il Negri, cap. 5. ist. di Fossano, i quali due autori confusero il principe Manfredi Lancia, che fu poi re con Manfredi Lancia, marchese di Busca, suo zio. Ma se Manfredi Lancia era marchese di Busca, come potè essere d’Agliano sua sorella Bianca?».
58. Chiesa, cit.. S.Giorgio, Cron. del Monferr., pag. 37, ediz. Torinese, MDCCLXXX.
59. Neocastro, cit.
60. Ivi. Cfr. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. I registri della Cancelleria angioina, a cura di R. Filangieri, I-III, Napoli 1950-1951. «Il brano relativo è pubblicato in: A. de Saint Priest, Histoire de la conquête de Naples par Charles d’Anjou, II, Paris 1849, pp. 304-306)».
61. Neocastro, cit. Cfr. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839. Cfr. Diurnali Ms B in: I Diurnali di Messer Matteo Spinelli da Giovinazzo, Edizione Nuovissima con Discorso e note filologiche, Tipografia Cannone, Bari 1865 [I diurnali di messer Matteo Spinelli da Giovinazzo con discorso del professore Luciano Loparco e con note filologiche di Ciro D’Agostini].
62. Muntaner, Cronache Catalane, cit. Saba Malaspina, cit. Cfr. Matteo Spinelli, Diurnali, cit. Cfr. A. Javierre Mur, Constanza de Sicilia en las cronicas de su tiempo, in Rivista Stor. del Mezzogiorno, I, anno 1966. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_IV_di_Svevia. Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, in Elefanti Storia, traduzione di Gianni Pilone Colombo, Milano, Garzanti, p. 673, ISBN 978-88-11-67643-0.
63. Malaspina, cit., pag. 712. Cfr. Summonte; Minieri-Riccio, «come può leggersi nella sua dotta scrittura intitolata Genealogia di Carlo I d’Angiò, pag.89 e seg.». Cfr. Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 273. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 732, pagg 407 – 409. Cfr. Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 254. Cfr. Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1235, pag 938. Cfr. Regesto dei Marchesi di Saluzzo (1091-1340), doc. 249, pag 73. Cfr. Monumenta Aquensia, Pars II, Historiam Aquensem,Monferratensem ac Pedemontanam.
64.M. Amari, La guerra del Vespro siciliano, a cura di F.Giunta, Palermo 1969. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia/costanza-di-svevia-regina-d-aragona-e-di-sicilia_%28Dizionario-Biografico%29/. Cfr. Francesco Aprile, Della cronologia universale della Sicilia libri tre del padre Francesco Aprile, Tip. Bayona, Palermo 1725, pag.129.
65. Leonardo Aretino, Istoria fiorentina di Leonardo Aretino, Vol.1.
66. Ricordano Malaspina, Istoria antica dalla edificazione di Fiorenza per insino all’anno 1281, presso Gaetano Romagnoli, stabilimneto tipografico di G.Monti, Bologna 1867, pag.238.
67. Ricordano Malaspina, Istoria antica dalla edificazione di Fiorenza per insino all’anno 1281, presso Gaetano Romagnoli, stabilimneto tipografico di G.Monti, Bologna 1867, pag.239.
68. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. J.H.Böhmer, Regesta Imperii, V, a cura di J. Ficker e E. Winkelmann, Innsbruck 1881-1901.
69. Vittorio Mandelli, Il comune di Vercelli nel medio evo: Studi Storici. I, Volume 1, Guglielmone, Vercelli 1857; Annali Genovesi, Rer. Ital., tom. VI, col. 482.; Mon., Hist. Pat., tom. 1 col. 1346; Rer. Ital., tom. XVI col. 650; Storia del Piem, pag. 67.
70. Giulio Cordero di San Quintino, Osservazioni critiche sopra alcuni particolari delle storie, Volume 2, pag.231.
71. Ivi. Cfr. Manfrédi re di Sicilia, Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. Ivi, cfr. in: “Federiciana”. V. Wikipedia, voce Mandredi di Svevia.
72. Ivi. Cfr. Walter Koller, Mandredi, re di Sicilia, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXVIII, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.
73. Regesta imperii. 5,2, Die Regesten des Kaiserreichs unter Philipp, Otto IV., Friedrich II., Heinrich (VII.), Conrad IV., Heinrich Raspe, Wilhelm und Richard 1198 – 1272, Kaiser und Könige, 2, pag.840. Cfr. Muratori, Scr. 23.387. Cfr. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890. Cfr. Manfredi I e Manfredi II Lancia, p. 106 e seguenti. Cfr. Codex Astensis, II, 83.
74. D.Carutti, Regesta comitum Sabaudiae marchionum in Italia, Torino 1889. Cfr. Europäische Stammtafeln, vol III, 740. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_Savoia.
75. L. Wurstemberger, Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, sein Haus und seine lande, Vol.4, Bern-Zurich 1858. V. par. n.636. Testamentum Beatricis, relictæ Raimundi Berengarii comitis Provinciæ. 1264. Januarii 14. Ambiani; Dai Testam. de’ Princ. di Sav. Fasc. I. N. 11.
76. I Diurnali, cit. E.Winkelmann, Acta imperii inedita, I, Innsbruck 1880, n. 412, p. 357. Cfr. Histoire de Dauphiné et des princes, tome II. Cfr. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839. Cfr. Diurnali Ms B in: I Diurnali di Messer Matteo Spinelli da Giovinazzo, Edizione Nuovissima con Discorso e note filologiche, Tipografia Cannone, Bari 1865 [I diurnali di messer Matteo Spinelli da Giovinazzo con discorso del professore Luciano Loparco e con note filologiche di Ciro D’Agostini].
77. I Diurnali, cit. Cfr. Annales Placentini gibellini, in Mon. Germ. Hist., Scriptores, XVIII, a cura di G. H. Pertz, Hannoverae 1863, p. 498; Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1191, Pag 868;, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1232, pag 930.
78. Camillo Minieri Riccio, Genealogia di Carlo I di Angio: prima generazione, Priggiobba, Napoli 1857. Cfr. Reg. Ang. del gr. ar. di Nap. 1278.
79. Ivi. Cfr. L.Cibrario, Storia della monarchia di Savoia, I-II, Torino 1840-44. Cfr. C. A. De Gerbaix de Sonnaz, Studî storici sul Contado di Savoia, III, Torino 1900. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia. Cfr. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.Cfr. F. Gabotto, Asti e la politica sabauda in Italia al tempo di Guglielmo Ventura, Pinerolo 1903.
80. Carlo Merkel, Un quarto di secolo di vita comunale, 1890. Cfr. Treccani, enciclopedia, voce: Beatrice di-Savoia, Dizionario Biografico. Cfr. B. Capasso, Historia diplomatica regni Siciliae inde ab anno 1250 ad annum 1266, Neapoli 1874, V. Raffaello Menochio. Sitografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ beatrice-di-provenza-regina-di-sicilia_(Dizionario-Biografico). Cfr. J.H.Böhmer, Regesta Imperii, V, a cura di J. Ficker e E. Winkelmann, Innsbruck 1881-1901.
81. Ricordano Malaspina, Istoria antica dalla edificazione di Fiorenza per insino all’anno 1281, presso Gaetano Romagnoli, stabilimneto tipografico di G.Monti, Bologna 1867, pagg.246-251.
82. Ricordano Malaspina, Istoria antica dalla edificazione di Fiorenza per insino all’anno 1281, presso Gaetano Romagnoli, stabilimneto tipografico di G.Monti, Bologna 1867, pagg.246-251. Cfr. Saba Malaspina, Rerum Sicularum historia, in L. A. Muratori, Rer. Ital. Script., VIII, Mediolani 1726, lib. II – VIII.
83. De Cesare, cit.
84. Ivi.
85. Antonio d’Asti, in: Muratori, cit. Cfr. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.
86. Paris., cit. Cfr. Winkelmann, Acta Imperii inedita, I, 352-354. Cfr. Huillard-Breholles, Historia Diplomatica Friderici II, t. VI, 661. Cfr. M. H. P., Chart. I, 1397. Cfr. Dumont, Corps Diplomatique, I, 195. Cfr. Bohmer-Ficker, Regesta Imperii, V, 1°, 3732. Cfr. Manfredi I e Manfredi II Lancia, p. 113 e segg.
87. Giuseppe Di Cesare, Rettificazione di talune narrazioni storiche introno a Manfredi Re, Memoria, Atti della Accademia Pontaniana, Volume 2, in: Accademia pontaniana, Tipografia Tramater, Napoli 1825, pag.37.
88. Matteo Spinelli, cit.
89. Ivi. Cfr. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890.
90. Ivi.
91. Ivi.
92. Benedetto Di Falco, Raccolta Di Varii Libri, Overo Opvscoli D’Historie Del Regno Di Napoli
93. Cronaca di Partenope.
94. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839.
95. Edizione critica e diplomatica del manoscritto, collazionata con l’edizione di Padre Amelli del 1903 di Mario Rosario Zecchino, La gestione dei beni fiscali da parte di Federico II di Svevia: il Quaternus excadenciarum Capitinata, Università di Bologna 2015. Da: http://amsdottorato. unibo.it/6826 /1/Zecchino_ Mario_Rosario_tesi.pdf.
96. Ivi. Cfr. Sabato Cuttrera, Beatrice d’Angiò, il testamento di Lagopesole, ABE Napoli 2025.
97. Paris, cit. vedi vol. 5, p. 236.; cfr. Pirro, Geneal. reg. sicil, in Burmann, Rer. sicul., tom. v; cfr. Sarri, cit.
98. Ivi. Bartolomeo di Neocastro, Histor. sui temporis, cit.; Sarri, cit.
99. De Cesare, cit.
100. Carlo Tenivelli, Biografia Piemontese, Volume 3
101. Paris, cit.
102. Ivi. Cfr. Muratori, Rer. Italic., tom. VII. pag. 1083.
103. Ivi. Cron. del Monferr., pag. 36., 37. ediziono Torinese 1780
105. Paris, cit., pag.494. Note II. Voir la page 216 du volume.
106. Ivi; Lib. 2. delle sue croniche; Ricordano Malaspini, cit., cap. 166.
107. Ivi.
108. Ivi; Villani, lib. 6. cap. 80. V. Dante in più luoghi. v. Dante, can. X. dell’ inferno introduce Farinata a così dire: – Ma fui io sol colà, dove sofferto / Fu per ciascun di torre via Fiorenza / Colui, che la difesi a viso aperto; v. S.Giorgio, cronica latina, pag. 317, anno 1070; Ricordano Malaspini, cap. 179.
109. Ivi; Villani, lib. 7. cap. 7., 8; Giannone, ist. civ. del reg. di Nap. lib. 19, cap. 3. «Inveges ann. di Palermo tom. citato del Giannone; Villani lib. 7. cap. 9. Tom.III».
1. Manfrédi re di Sicilia, Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. Ivi, cfr. in: “Federiciana”. V. Wikipedia, voce Mandredi di Svevia.
2. Walter Koller, Mandredi, re di Sicilia, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXVIII, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.
3. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890. Cfr. Manfredi I e Manfredi II Lancia, p. 106 e seguenti. Cfr. Codex Astensis, II, 83.
4. E.Winkelmann, Acta imperii inedita, I, Innsbruck 1880, n. 412, p. 357. Cfr. Histoire de Dauphiné et des princes, tome II, Pag 9.
5. Annales Placentini gibellini, in Mon. Germ. Hist., Scriptores, XVIII, a cura di G. H. Pertz, Hannoverae 1863, p. 498; Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1191, Pag 868;, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1232, pag 930.
6. Histoire des ducs de Bourgogne de la race capétienne, tome III, pag. 71. Cfr. Foundation for Medieval Genealogy: conti d’Albon – Beatrix. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_Borgogna,_ contessa_di_ Savoia.
7. L.Cibrario, Storia della monarchia di Savoia, I-II, Torino 1840-44. Cfr. C. A. De Gerbaix de Sonnaz, Studî storici sul Contado di Savoia, III, Torino 1900. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia.
8. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.Cfr. F. Gabotto, Asti e la politica sabauda in Italia al tempo di Guglielmo Ventura, Pinerolo 1903.
9. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839. Cfr. Diurnali Ms B in: I Diurnali di Messer Matteo Spinelli da Giovinazzo, Edizione Nuovissima con Discorso e note filologiche, Tipografia Cannone, Bari 1865 [I diurnali di messer Matteo Spinelli da Giovinazzo con discorso del professore Luciano Loparco e con note filologiche di Ciro D’Agostini]. Cfr.
10. Treccani, enciclopedia, voce: Beatrice di-Savoia, Dizionario Biografico. Cfr. B. Capasso, Historia diplomatica regni Siciliae inde ab anno 1250 ad annum 1266, Neapoli 1874,
11. J.L.A. Huillard-Bréholles, Historia diplomatica Friderici secundi, VI, 1, Paris 1860, pp. 526-528. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 732, pagg 407 – 409. Cfr. Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1184, Pag 858.
12. Histoire generale de Dauphiné. Par Nicolas Chorier, Pag 793. Cfr. Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 14, Ex vita Margaritæ Albonensis comitissæ, pag. 428.
13. Histoire généalogique des ducs de Bourgogne de la maison de France, pag. 44. Cfr. Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1152, Pag 841 Archiviato il 3 marzo 2018 in Internet Archive. Cfr. Historiae ecclesiasticae libri tredecim / ex veteris … v.5, Pag 304. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_ Borgogna,_contessa_di_Savoia.
14. Regesta comitum Sabaudiae, doc. CDLIX, pag 170. Cfr. Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, pag 254. Cfr. Histoire de la Maison de Savoie, Pag 187. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_ Borgogna,_contessa_di_Savoia.
15. «Ricorsero alla sua protezione, ed alla sua spada. Il Guicenone pagina precitata sotto l’anno 1223».
16. «Si leggono nella Stória della Real Casa, testè citata, alla pagina 249». In: Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.
17. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712. Cfr. F. Gabotto e T. Rossi, Storia di Torino, Torino 1914.
18. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.
19. Documento n° 103 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien. Ibidem, doc. 68, pag. 30.
20. Documento n° L del Regesto dei Marchesi di Saluzzo (1091-1340, doc. L, pagg. 374 e 375. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_Savoia.
21. D. Carutti, Regesta comitum Sabaudiae marchionum in Italia, Torino 1889. Cfr. Europäische Stammtafeln, vol III, 740. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_di_Savoia.
22. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712. Cfr. De vit., & geft, March. Salut. pag. 8.
23. https://www.treccani.it/enciclopedia/beatrice-di-savoia-regina-di-sicilia_%28Dizionario-Biografico%29. Cfr. Goffredo Della Chiesa, Chronaca di Saluzzo, in Monumenta historiae Patriae, Scriptores, III, Torino 1848, coll. 895, 897. Cfr. Cfr. Supplemento ai Regesta comitum Sabaudiae marchionum in Italia ab ultima stirpis origine ad annuni MCCLIII, in Miscell. di storia ital., s. 3, IX, Torino 1904, n. 80, p. 55; A. Tallone, Regesto dei marchesi di Saluzzo (1091-1340), Pinerolo 1906.
24. Monumenta Aquensia, parte II, Historiam Aquensem, Monferratensem ac Pedemontanam.
25. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890. Cfr. M. H. P., Chart. I, 1369, 1371. Cfr. Annales Placentini Gibellini, M. G., SS. XVIII, 487, 492.
26. Documento n° 165 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Cecilia_del_Balzo.Cfr. Leone Tettoni, Le illustri alleanze della real Casa di Savoia.
27. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890. Sull’Orlando V. Luigi Bernardo Salvoni, Opere poetiche di Luigi Bernardo Salvoni direttore nel R. Ufficio, Vol.1, Presso Andrea Bellici Salvoni, Piacenza 1777. Leone Tettoni, Le illustri alleanze della real Casa di Savoia. Cfr. Calendario reale del 1890, Tip. del Senato, Roma 1890.
28. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890. Cfr. Manfredi I e Manfredi II Lancia, p. 106 e seguenti. Cfr. Codex Astensis, II, 83.
29. Cartulario antico della Chiesa d’Asti, p. 430. Cfr. Grassi, Memorie Istoriche della Chiesa vescovile di Monteregale, t. II, doc. XXIII.
30. V. Raffaello Menochio.
31. Documento n° 194 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien del 1246.
32. Saba Malaspina, Rerum Sicularum historia, in L. A. Muratori, Rer. Ital. Script., VIII, Mediolani 1726, lib. II – VIII.
33. Francesco Maria Ferrero, Historia dell’augusta citta di Torino, Fratelli Zappata stampatori, Torino 1712.
34. Memorie della Reale accademia delle scienze di Torino, Serie II, Tomo XI, Carlo Clausen, Torino 1890.
35. Winkelmann, Acta Imperii inedita, I, 352-354. Cfr. Huillard-Breholles, Historia Diplomatica Friderici II, t. VI, 661.
36. Winkelmann, Acta Imperii inedita, I, 352-354. Cfr. Huillard-Breholles, Historia Diplomatica Friderici II, t. VI, 661.
37. M. H. P., Chart. I, 1397. Cfr. Dumont, Corps Diplomatique, I, 195. Cfr. Bohmer-Ficker, Regesta Imperii, V, 1°, 3732. Cfr. Manfredi I e Manfredi II Lancia, p. 113 e segg.
38. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839.
39. Documento n° 202 del Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien. Cfr. Bartholomæi de Neocastro, Historia Sicula, in Rer. Italic. Script., 2 ediz., XIII, 3, a cura di G. Paladino, p. 2. Cfr. G. Del Giudice, La famiglia di re Manfredi, Napoli 1880, pp. 1.
40. Regesto dei Marchesi di Saluzzo (1091-1340), doc. 189, pag 59. Cfr. Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, Pag 272. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 194, pag. 106. Cfr. Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890. Cfr. Regesto dei Marchesi di Saluzzo (1091-1340), doc. 369, pag 107. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 202, pag. 108. Cfr. Wikipedia. Cfr. S.Guichenon, Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, I, Lyon 1660, p. 273; D.Muletti, Memorie storico diplomatiche appartenenti alla città ed ai marchesi di Saluzzo, II, Saluzzo 1829, pp. 241 s., 284-286. Cfr. Cfr. C. A. De Gerbeix Sonnaz, Studi storici sul contado di Savoia e marchesato in Italia, II, 1, Torino-Roma 1893, pp. 79, 170, 179 s., 256-258.
41. Giuseppe del Re, Cronisti e scrittori sincroni Napoletani, Vol.2, pag.207. Cfr. P. F. Palumbo, Contributi alla storia dell’età di Manfredi, Roma 1959, pp. 50, 120; Cfr. P. Litta, Fam. celebri ital., Savoia, tav. III; Svevi, tav. IV. Cfr. Wikipedia. Cfr. Michelangelo Schipa, L’Italia e la Sicilia sotto Federico II, cap. V, vol. V, pag. 191. Cfr. Cronisti e scrittori sincroni Napoletani, Volume 2, pag. 207. Cfr. Cronisti e scrittori sincroni Napoletani, Volume 2, pag. 414. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 306, pagg. 159 – 162. Cfr. Peter der Zweite, Graf von Savoyen, Markgraf in Italien, doc. 329, pagg. 170 e 171. Cfr. Cronisti e scrittori sincroni Napoletani, Volume 2, pag. 220, 415. Cfr. Foundation for Medieval Genealogy: MARCHESI di SALUZZO 1142-1543 – BEATRIX de Savoie.
42. Diurnali Ms A di Parigi in: Honoré Théodore Paul Joseph d’Albert de Luynes, Commentaire historique et chronologique sur Les Éphémérides intitulées Diurnali di Messer Matteo di Giovinazzo, Librarie de Firmin Didot frères, Paris 1839.
43. Bartholomaei de Neocastro, Historia Sicula, in Rer. Ital. Script., 2 ed., XIII, 3, a cura di F. Paladino, ad Indicem; Nicolai de Jamsilla, Gesta Frederici Il imper. eiusque filiorum Conradi et Manfredi regum, in G. Del Re, Cronisti e scrittori sincroni napol., II, Napoli 1848, pagg.148, 415.
44. Bartholomaei de Neocastro, Historia Sicula, in Rer. Ital. Script., 2 ed., XIII, 3, a cura di F. Paladino, ad Indicem; Nicolai de Jamsilla, Gesta Frederici Il imper. eiusque filiorum Conradi et Manfredi regum, in G. Del Re, Cronisti e scrittori sincroni napol., II, Napoli 1848, pagg.148, 415.
45. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
46. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
47. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
48. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
49. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
50. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
51. A. Javierre Mur, Constanza de Sicilia en las cronicas de su tiempo, in Rivista Stor. del Mezzogiorno, I, anno 1966. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_IV_di_Svevia. Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, in Elefanti Storia, traduzione di Gianni Pilone Colombo, Milano, Garzanti, p. 673, ISBN 978-88-11-67643-0.
52. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
53. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
54. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
55. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
56. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
57. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
58. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
59. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
60. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
61. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.
62.M. Amari, La guerra del Vespro siciliano, a cura di F.Giunta, Palermo 1969. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia/costanza-di-svevia-regina-d-aragona-e-di-sicilia_%28Dizionario-Biografico%29.
63. Leonardo Aretino, Istoria fiorentina di Leonardo Aretino, Vol.1.
64. Saba Malaspina, Rerum Sicularum historia, in L. A. Muratori, Rer. Ital. Script., VIII, Mediolani 1726, lib. II, cap. 6.
65. Bartholomaei de Neocastro, Historia Sicula, in Rer. Ital. Script., 2 ed., XIII, 3, a cura di F. Paladino, ad Indicem; Nicolai de Jamsilla, Gesta Frederici Il imper. eiusque filiorum Conradi et Manfredi regum, in G. Del Re, Cronisti e scrittori sincroni napol., II, Napoli 1848, pagg.148, 415.
66. A. Javierre Mur, Constanza de Sicilia en las cronicas de su tiempo, in Rivista Stor. del Mezzogiorno, I, anno 1966. Cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_IV_di_Svevia. Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, in Elefanti Storia, traduzione di Gianni Pilone Colombo, Milano, Garzanti, p. 673, ISBN 978-88-11-67643-0.
67.M. Amari, La guerra del Vespro siciliano, a cura di F.Giunta, Palermo 1969. Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia/costanza-di-svevia-regina-d-aragona-e-di-sicilia_%28Dizionario-Biografico%29/
68. Bolina, cit.
69. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
70. Muntaner, Cronache Catalane, cit.
71. Nicolai Specialis, Historia Sicula, in R. Gregorio, Bibl. script. qui res in Sicilia gestas sub Aragonum imperio retulere, I, Panormi 1791. lib. III, capp. XX s.; Chronicon Siculum ab anno 820 usque ad annum 1343, ibid., II, Panormi 1792; Cfr. https://www.treccani.it/enciclopedia/costanza-di-svevia-regina-d-aragona-e-di-sicilia_%28Dizionario-Biografico%29.
72. Giuseppe Ceva Grimaldi, G. C. G., Itinerario da Napoli a Lecce e nella provincia di terra d’Otranto nell’anno 1818, Napoli. Cfr. https://tranistoria.wordpress.com/2015/08/06/la-vera-storia-del-matrimonio-di-re-manfredi/. Così sul sito: – «Negli Zibaldoni la cronaca del matrimonio e’ a sua volta riportata da “un antico e corroso giornale” di un Anonimo Tranese, che a sua volta dichiara di aver utilizzato come fonte un documento custodito nel convento dei Padri Domenicani. Il racconto dell’anonimo e’ scritto in volgare pugliese… Ad oggi questa dell’Anonimo rimane l’unica cronaca del matrimonio a nostra disposizione. Sebbene sia difficile provare la storicità della cronaca (Arcangelo Prologo nego’ di aver mai trovato il racconto negli Zibaldoni, Giovanni Beltrani sostenne che il nipote di Forges avesse promesso di mostrargli una copia dell’antico manoscritto, ma non si ha notizia se sia poi mai avvenuto), la data offerta dall’Anonimo combacia con gli altri documenti e avvenimenti storici…Interessante anche il fatto che non vi siano altre testimonianze sull’ordinazione a cavalieri dei due cittadini tranesi, come riconoscenza per aver accompagnato con le proprie due galee la futura Regina. Sebbene l’armamento di due galee a disposizione del re rientrasse nei doveri della citta’ dai tempi di Federico II, la potenza dei Sifola e dei Palagano a Trani si manifesto’ a partire dal XV secolo, sebbene le due famiglie avessero origini più antiche. L’inserimento dei due patrizi tranesi potrebbe essere stato un espediente dell’Anonimo per giustificare i privilegi acquisiti a Trani dalle due famiglie».
73. Muntaner, Cronache Catalane, cit.
74. Muntaner, Cronache Catalane, cit. Così continua : – E axi feyt aquest matrimoni dona lo senyor rey en Iacme muller al altre fill per nom linfant en Iacme, e dona li per muller la filla del compte de Foix qui es lo pus honrrat baro e lo pus rich que sia en la Llenguadoch.
La qual filla del dit compte de Foix hauia nom madona Scalrmonda, e fi de les pus sauies dones e de millor vida e de les pus honestas que hanch fos neguna dona. E en aquelles noces axi mateix se faeren de gran feyts e donrrats, e per barons de Cathalunya e Darago e de França e de Gasconya e de tota la Llenguadoch. E daquesta dona hach lo dit senyor infant en Iacme molts fills e moltes filles, dels quals sobreuixqueren al pare e a la more quatre fills e dues filles, axi mateix com del senyor infant en Pere. E lo primer fill hach per nom infant en Iacme, e laltre infant en Sanxo, e laltre infant en Ferrando, e laltre infant en Phelip: e de tots aquests senyor vos dire la llurs vida e lo llur feyt, com lloch e temps sera. E de les donzelles fo la una muller de don Ioan, fill del infant en Manuel de Castella, e laltra fo muller del damunt dit rey Robert qui la pres, de puix fo morta madona Violant filla qui fo del senyor rey en Pere. E de tots aquests infants vos comptare llur vida e llur estament, com lloch e temps sera.
Apres que hach mullerats aquests dos fills seus, feu archebisbe de Toledo del terç fill qui hauia nom linfant en Sanxo, e fo molt deuot e bo, que en lo temps que viuia lo feya hom hu dels millors prelats del mon, e dels pus sancts e honests, e aquell qui molt ajuda a crexer la sancta fe catholica en Espanya, e dona gran dany e gran baxament als Sarrahins, si que ala fi mori en batalla contra Sarrahins. E axi pochlo hom metre en compte dels martres; que la sancta fe catholica a mantenir e exalsar mori. E com lo senyot rey en Iacme Darago vae complides totes aquestes coses, estech molt alegre e pagat, e endreça tots sos regnes.
75. Matteo Spinelli, Diurnali, cit.








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