Germana de Foix, Germaine de València

30,00


Copertina posteriore

La zitella della Casa Reale di Francia che aveva ereditato
la metà del Regno di Napoli portata in dote alla Spagna

Isabella la Cattolica, fino al testamento, intese sempre separare il trono di Castiglia da quello d’Aragona. Da qui l’idea di Re Ferdinando di unificare le due Corone in una patria, nel nome di una sola monarchia assoluta, col fine di raggiungere un equilibrio europeo. Ferdinando capì che Filippo ci avrebbe messo poco a diventare erede di Castiglia e seguì due strade: con la prima fece rinchiudere Giovanna ma non rese libero il genero Filippo il Bello; con la seconda tolse ai Francesi la metà del Regno di Napoli facendosi riconoscere l’altra metà (che era un bene in comune con la Pazza). Meraviglia leggere che Isabella avesse designato l’abile marito a governatore della figlia, anzi “sulla malattia e i beni di Donna Juana”, in quanto non appare una clausola testamentale, bensì una postilla successiva fatta pervenire a Filippo: en un portacartas estaba una escritura en francés.18
Comunque sia, a prescindere dalla presunta follia di Giovanna, nelle volontà della defunta, non c’era il concetto di unità nazionale, il cui merito va tutto a Ferdinando. Ciò dimostra che la Spagna non era un solo stato, ma una federazione di monarchie in quanto i Re Cattolici non si erano mai dichiarati Re di Spagna, ma si appellavano con una “litanía di titoli con la quale si cercava di soddisfare le vanità regionali (come accaduto con gli Aragonesi nel Regno di Napoli). La libertà era compresa in modo diverso fra Castiglia ed Aragona”. L’unità era una prerogativa delle Corone, non dei popoli.19
Ferdinando si affrettò a stringere il trattato di Blois con il Re di Francia, annunciato il 22 settembre 1505, perchè sapeva che il Regno di Napoli era tanto di proprietà degli Spagnoli, quanto dei Castigliani. Per il Muratori nei “capitoli di quella pace si stabilì il di lui accasamento con Germana di Foix, figliuola di una sorella del Re di Francia che portò in dote ciò che restava in mano dei Francesi sul Regno di Napoli. Rinunziò il Re Ludovico alle altre sue pretensioni sopra quel Regno, obbligandosi Ferdinando di pagargli in dieci anni Settecentomila Ducati d’oro. Restarono con ciò liberi dalla prigionia i baroni del Regno che aveano militati a favore del Re Cattolico, e levato il confisco fatto contro chi avea seguitato il partito francese”.20
Quello di Blois fu un trattato esemplare che riconosceva la nascita della Spagna come nazione e va considerato nella complessità degli equilibri europei. Ferdinando si era sentito padrone del mondo fino alla morte della moglie e “non poteva senza turbamento fermare il pensiero sul passato, e neppure senza tremare considerar l’avvenire”. Non è escluso che si fosse anche innamorato e perciò era castigato “dai desiderii del proprio cuore”. Scriveva de Lorgues che “il vecchio Ferdinando aspirava all’amore, lorché non poteva neppure ispirare fiducia, e trovar amicizia. Affrontando l’opinione della Corte, il sentimento dei popoli, l’imagine sempre viva della Regina adorata, che l’onorò di un’affezione di cui non era degno, questo abile calcolatore unì ciecamente i destini della sua vecchiezza coi capricci di una principessa diciottenne, esigente e frivola, Germana di Foix; poco dopo ridotto a cercare nel lavoro un alleviamento ai cruci domestici”.21

Description

Germana dei Fusi di Guascogna


Germana, figlia del Visconte Giovanni di Foix, e di Maria d’Orleans, una sorella di Re Luigi XII di Francia, nacque nel 1488 a Narbonne, nell’Aude (al confine con la Spagna), con il nome di Ursula de Foix, mutatole in Germaine de Foix.1
Il padre Jean de Foix (1452-1500), figlio di Gaston IV de Foix-Béarn, mandato a nozze a 24 anni, aveva acquisito il titolo di Conte di Etampes, succedendo a Francesco II Duca di Bretagna, nel 1478, due anni dopo il matrimonio (1476) con la Principessa Eleonora di Navarra.2
Germana e il padre Giovanni discendevano quindi dall’antichissima casa dei Conti “Fusi”, anzi detti “del Fuso” di Guascogna, che in latina lingua dice de Fuso.3
In Italia avevano parentela con i Monferrato, visto che il Marchese Guglielmo sposò Maria de Foix, sorella di Giovanni.4
Questa zia paterna, vale a dire Maria del Fuso, fu una delle più belle nobildonne di Francia, “de tanta virtute et excellentia et cortesia, che non poco splendore refulse al suo preclaro origine”.5
Scrisse Giovanni Sabadino degli Arienti: – Fu de corpo bellissima et ornatissima de generosi costumi, virtute et bontate; fu piena de religione et sanctimonia: et, come docta, era vaga de le spirituale doctrine. Fu humana, benigna, clemente et liberale, et cum tanto effecto et exemplo de excellente vita, che altro che honorificentissimamente per tutta Franza di lei se parlava.6
Pur discendendo Giovanni da un ramo dei gloriosi principi di Guascogna, ben diverse erano le condizioni sociali della moglie Maria d’Orleans (1457-1493) e del di lei fratello Re Luigi (1462-1515), figli del Duca Carlo di Valois (1394-1465) della dinastia dei Duchi d’Orleans, entrambi nati dalla terza moglie, Maria di Cleves.7
Mamma Maria aveva sposato Jean de Foix a 19 anni, nel 1476, ma attese 12 anni prima di partorire la sveglia Orsola, detta Germana, seguita dal fratello Gastone (1489-1512).8
Che la fanciulla si chiamasse Orsola, lo si desume da più di uno storico, ma tutti l’appellavano Germana.9

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