ELISEO DANZA : DELLA CITTà DI BENEVENTO. Casi criminali di un giureconsulto del carcere di Montefusco . Isbn 9788872976746

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CRIMINI E SENTENZE

Ecco un secondo volume dedicato ad Eliseo Danza, il giurisperito di Montefusco. Nel 2016, infatti, venne pubblicato il “Crimine nel Seicento”, un’ intervista immaginaria al Danza sui reati più frequenti ai tempi suoi, cioè nel secolo decimosettimo.
Nella sua opera De Pugna Doctorum, il primo volume edito a Trani nel 1633, il secondo a Montefusco nel 1636 e il terzo a Napoli nel 1642, con un’emissione successiva del 1648, egli espone molti casi di sentenze presso i tribunali del Regno di Napoli dopo disamina accurata della punibilità degli imputati secondo le leggi in vigore.
I testi di natura giuridica, abbondanti nel XVII secolo, sono stati in genere trascurati dalla letteratura, forse perché ritenuti troppo tecnici e specifici in materia di legislazione civile e penale.
A leggerli, però, si ritrova uno spaccato di vita vissuta, anche se porta alla luce quanto di più abbietto possa esserci nell’uomo. Omicidi, rapine, stupri, violenze inaudite di un uomo contro i suoi simili.
Eliseo Danza era nato a Montefusco nel 1584, dove morì nel 1660. Nei suoi tre volumi De Pugna Doctorum descrisse una quantità notevole di casi giudiziari, molti dei quali discussi nella Regia Udienza della sua città, che era capoluogo del Principato Ultra fino al 1806, quando i Francesi venuti nel Regno di Napoli decisero di trasferire il capoluogo del Principato ad Avellino.
Anche per questo secondo volume, l’esposizione dei fatti è lasciata alle parole del Danza. Poiché tutta l’opera è scritta da lui in latino, bisogna mettere in conto che la traduzione in italiano potrebbe generare qualche fraintendimento.
Dobbiamo avere chiaro che trattiamo di fatti avvenuti quattro secoli fa; e in questo tempo molte cose sono cambiate, e la sensibilità nostra potrebbe reagire in maniera diversa rispetto agli episodi criminali del passato.
Alcune controversie riportate in questi volumi sono attinenti al reato di offesa alla religione (blasfemia) e agli uomini (ingiuria). Il capitolo finale è sulla violenza fatte alle donne; il reato di stupro doveva essere molto frequente a quei tempi, se ad esso il Danza riserva particolare attenzione.
La sensibilità nostra considera insopportabile e ingiustificata qualsiasi forma di violenza fatta alle donne. E questi reati non vanno mai prescritti nella nostra memoria.

V.I.

Description

Casi criminali di un giureconsulto del carcere di montefusco

de campanis – de bellis – de pugna

I primi quattro capitoli che seguono riguardano la città di Benevento. Sono notizie tratte dall’opera di Eliseo Danza (1584-1660), avvocato di Montefusco, DE Pugna Doctorum. Xx Essendo la città di Benevento parte dello Stato della Chiesa, la competenza territoriale della Regia Udienza di Montefusco si fermava alle porte del capoluogo sannita. A volte, però, basta un riferimento e vieni a conoscenza di fatti e persone di questa città. E’ una storia minima, di gente che ha lasciato memoria di sé perché venuta a contatto con i Tribunali. I passi riportati sono la traduzione latina delle opere di Danza; dove compare la lingua italiana del secolo XVII, sono passi riferiti alla lettera dall’avvocato di Montefusco, che aveva la possibilità di accedere, leggere e consulatre le carte della Regia Udienza.

PREMESSA

L’uomo frettoloso dei nostri tempi spesso non guarda bene ciò che è fuori dai veicoli, sui quali viaggia; così campagne e paesi, pianure e montagne passano davanti ai suoi occhi con la rapidità di una sequenza cinematografica. Viviamo in un tempo che definisce “buono” un viaggio che si è fatto con puntualità e con la velocità più alta possibile. Abbiamo perso il senso della lentezza-bellezza. Nell’antichità l’importante era arrivare, la velocità era un fattore di minor importanza, salvo in casi rari.
Le vie romane vennero costruite per legare Roma con le province, e con i luoghi più lontani dell’impero. La costruzione di una strada storica era quasi sempre dettata da esigenze militare, una via per il rapido trasferimento di uomini e mezzi in caso di necessità impellente. Ma fortunatamente la via storica aveva anche un significato civile: tutte le strade romane erano arterie di scambio commerciale, che hanno visto un continuo via-vai di uomini e di merci più svariate.
Con le merci viaggiavano anche le culture ad esse legate, portate dalle persone: modi di vita, mentalità, usi e costumi, filosofie, religioni, beni culturali.
La via Appia Antica, che collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l’Oriente, attraversava la Campania e aveva in Benevento un importantissimo riferimento. La sua costruzione ebbe inizio nel 312 ad opera del censore Appio Claudio Cieco. E’ la prima “autostrada” dell’antichità.
Proprio questa via romana, l’Appia, offre tanti motivi di studio, approcci diversi al tessuto di civiltà che la costeggia: zone rurali, paesi e villaggi, città piccole e grandi, zone economicamente avanzate e arretrate. Ripercorrere, sia pure virtualmente, questa via storica può aiutarci a capire e a ricostruire ambienti e culture del passato, tanto utili oggi che andiamo alla ricerca di una comune patria europea.
Scavando nella storia, noi cerchiamo proprio quella piccola cronaca dell’umanità che ci ha preceduti, che si identifica con le nostre radici. Forse il solo fermarsi all’ascolto di quell’eco lontana è già ascoltare “la storia”. Un sostantivo del dialetto veneto-giuliano, la lontanìa,1 racchiude in sé il sentimento della nostalgia ma anche l’anelito verso ciò che ci è accanto, esprime il senso della lontananza e la voglia di andare oltre la realtà vissuta. Ed è quello che ci proponiamo con questa iniziativa editoriale.

V. I.

indice

premessa dell’autore

CAPITOLO I

BENEVENTO NEl ‘DE PUGNA’ DI ELISO DANZA

1. la città di benevento è extra regnum?

2. furti di mucche nel beneventano

3. Come ti faccio “cantare” l’inquisito

4. Chi deve giudicare il delinquente?

CAPITOLO II

frammenti da ‘de campanis’ e ‘de bello’

5. Fiume inquinato

6. Ad Apice la battaglia dei nibbi e dei corvi

7. LA VORAGINE DEL DRAGONE

8. SORTILEGI PER LA PIOGGIA

CAPITOLO IIi

brani tradotti per la I volta dal latino

9. Come si retribuiva il lavoro

APPENDICE I
– BARBATI MIRACULA
bibliografia aggiuntiva
APPENDICE Ii
– casi DEL ‘500 che diventano racconti
A CURA DELL’EDITORE
NOTA

Dettagli

EAN

9788872970959

ISBN

8872970954

Pagine

96

Autore

Iandiorio

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Editorial Review

CRIMINI E SENTENZE

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Ecco un secondo volume dedicato ad Eliseo Danza, il giurisperito di Montefusco. Nel 2016, infatti, venne pubblicato il “Crimine nel Seicento”, un’ intervista immaginaria al Danza sui reati più frequenti ai tempi suoi, cioè nel secolo decimosettimo.
Nella sua opera De Pugna Doctorum, il primo volume edito a Trani nel 1633, il secondo a Montefusco nel 1636 e il terzo a Napoli nel 1642, con un’emissione successiva del 1648, egli espone molti casi di sentenze presso i tribunali del Regno di Napoli dopo disamina accurata della punibilità degli imputati secondo le leggi in vigore.
I testi di natura giuridica, abbondanti nel XVII secolo, sono stati in genere trascurati dalla letteratura, forse perché ritenuti troppo tecnici e specifici in materia di legislazione civile e penale.
A leggerli, però, si ritrova uno spaccato di vita vissuta, anche se porta alla luce quanto di più abbietto possa esserci nell’uomo. Omicidi, rapine, stupri, violenze inaudite di un uomo contro i suoi simili.
Eliseo Danza era nato a Montefusco nel 1584, dove morì nel 1660. Nei suoi tre volumi De Pugna Doctorum descrisse una quantità notevole di casi giudiziari, molti dei quali discussi nella Regia Udienza della sua città, che era capoluogo del Principato Ultra fino al 1806, quando i Francesi venuti nel Regno di Napoli decisero di trasferire il capoluogo del Principato ad Avellino.
Anche per questo secondo volume, l’esposizione dei fatti è lasciata alle parole del Danza. Poiché tutta l’opera è scritta da lui in latino, bisogna mettere in conto che la traduzione in italiano potrebbe generare qualche fraintendimento.
Dobbiamo avere chiaro che trattiamo di fatti avvenuti quattro secoli fa; e in questo tempo molte cose sono cambiate, e la sensibilità nostra potrebbe reagire in maniera diversa rispetto agli episodi criminali del passato.
Alcune controversie riportate in questi volumi sono attinenti al reato di offesa alla religione (blasfemia) e agli uomini (ingiuria). Il capitolo finale è sulla violenza fatte alle donne; il reato di stupro doveva essere molto frequente a quei tempi, se ad esso il Danza riserva particolare attenzione.
La sensibilità nostra considera insopportabile e ingiustificata qualsiasi forma di violenza fatta alle donne. E questi reati non vanno mai prescritti nella nostra memoria.

V.I.