Beato Andrea di Patrasso. DUCATO HEA DI PALINURO: 1088-1102. Il porto di Salernitana nella Calabria di Malfa

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Altavilla e Sanseverino da Cava scippano Salerno
e il Principato de Rex assorbe Nova Salernitana

Nei demani fra Nocera e Montecorvino era nata la Nuova Salernitana, dopo il sequestro del territorio eseguito con la complicità dei figli del Duca Ruggiero, definito ex Curia del Duca Rugerii.
Era stato lui ad occupare la sede del Ducato nato dalla sopressione del Principato di Nova, con la sua provincia di Giffoni, dopo della quale spuntarono Capaccio, Roccagloriosa e Policastro Bussentino.
Laurino e Marsico nuovo, dove ha termina la giurisdizione del Camerario Alfano. Nel demanio di Marsico sono finiti tutti i luoghi antichi fra Teggiano, Sala Consilina, Padula e Tortorella.
Furono quindi i Sanseverino a demanializzare l’area che poi porterà il loro nome, con un castello tutto da costruire.
La loro presenza servì alla resa, o meglio alla cancellazione della Marca della Rocca S.Felice, quella dei martiri e fra i ruderi di Magdaluna, annessa in territorio di S.Marco, e tutto sottomesso al Principato Nova.
Si tratta del Castello di Salernitana in Diaconia, ora affidato ad un arcidiacono di Lettere, ormai che questo Castellone è stato preso dal Comitato militare stanziato a Montorio, in nome dei Sanseverino, assorbendo la diaconia di Santa Maria Rotonda a Nocera, annessa alla arcidiaconia dei martiri.
Il territorio ducale di Montorio, la cui sede era fra S.Giorgio, Castelluccio e Calento, ex Contea di Lampo, è da intendersi da Nocera a Pimonte di Lettere, da cui partirono le spedizioni militari che cancellarono la storia di Hea Salernitana in Diaconia, assorbita dall’arcidiaconia di Salernitana Principato Nova.
Per tale motivo ci ritroviamo una baronia al di qua e al di là di Cava, ma inglobata appunto nel territorio di Nocera Inferiore, dove l’imperatore fece rifondare la civitate che cancellò la Marca Papalina dalla Rocca di Salerno, dove Borsa si era intitolato Principe, Duca e Granconte: Marchio…

Description

QUEI RUDERI DIMENTICATI FRA CAMEROTA E IL FIUME MALPHA DI CENTOLA

L’originario Ducato di Borsa ebbe sede in Hea, l’ex Civitate dei Salernitani di S.Sofia, e in Velia, ex Ducato dei Salernitani di Malfia.
Lo si ricava dall’estratto dell’area in questione, fedele al Catalogo dei Baroni, scritto sulla base del terzo dei precedenti quaternioni papalini consultati dal Tribunale del Giustizierato nazionale del 1101, da dove verranno successivamente tratti i dati per la comparazione dell’inventario, come si evince dai rimaneggiamenti del Catalogo, o meglio, dagli aggiornamenti in diverse epoche. In realtà furono lasciati inalterati i primi dati copiati dai quinternioni che si riferivano alle marche del 1096.
Nel 1101 quindi furono solo ‘aggiornati’ dall’Imperatore, quando divennero oggetto della militarizzazione per la «magna spedizione» intrapresa nella liberazione da papalini e figlio traditori dei suoi territori che furono dei Carolingi.
La riconquista dell’Imperatore padre, insomma, col vicariato nazionale nelle mani del Giustiziere Roberto Loritello, vide la sottomissione anche di Sanseverino e dei fratellastri Altavilla, traditi da Borsa (che uccise il padre Ruggero I) per il Papa, il quale, a sua volta, comunque lo sostituì con i Drengot, nel nuovo Principato di Aversa, facendogli gridare vendetta. Roberto Loritello, passato dalla parte dell’Imperatore, gli aveva già liberato quasi tutta la Puglia portandola in Giustizierato Italia e ora si attendeva di liberare vecchio Principato Regio, l’antico Ducato sofiano di Hea e la nuova marca di Salerno, seguendo il Quaternione longobardo della Marca di Salerno del Principato «de Rex», pervenuto con gli altri sul banco del Tribunale della giustizia, con la deposizione di Re Corrado. Si tratta dei registri feudali compilati in base alle dichiarazioni orali, cioè fatte in fede, dai feudatari ascoltati in forma diretta o indiretta a mezzo conoscenti, che indicavano la proprietà del singolo bene.
Quindi, i quaternioni, sono precedenti al Giustizierato che si è insediato per commissariare anche il Principato Regio di Borsa, fatto nascere dalle ceneri dei tre stati salernitani, in contrapposizione al Principato Italia pugliese scelto dall’Imperatore nel 1093…

 

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Editorial Review

LA PRIMA CITTA' SALERNITANA DEI SAN SEVERINO DI SAN SEVERINO SUL FIUME MALFIA

1. TRE DUCATI

La morte del Guiscardo crea litigi
ma il Ducato Apulia resta a Borsa

Sichelgaita sta col figlio Ruggiero
e non col figliastro Boemondo

Ruggero I accetta Borsa e nel 1090
caccia Ruggiero dei «Loritelli» da Matera

I «Guiscardelli» restano per poco:
tre anni e poi lasciano la Puglia

Il Ducato di Calabria a S.Maria di Salerno Vetere

Il Ducato di Sicilia a S.Maria Capua Vetere

Il Ducato di Puglia a S.Maria Barola Vetere

2. ducato di calabria sul melfa

Mariani di S.Paolo Civitate a Rano di Palinuro:
la colonia che adorava i s.Martiri dei Romani

Il sisma del 1088 distrugge l’Episcopio di Borsa:
addio a S.Maria dei giudei a capitale di Puglia

Papa scippa Barulo, ritorno di Borsa sul Melfa,
Palinuro capitale mariana di Nova Salernitana

Ducato di Hea «at Rano» nuovo porto di urbe Melfia
e Principato Nova Civitate Amalfi a Torre Maiori

L’ex Cava degli armeni a S.Lorenzo di Scala:
Rospulo sopra S.Felice coi fuggitivi di Palinuro

3. PRINCIPATO HEAPULA: SCALA DI ATRANI

Gli Imperatori Enrico IV
e Alessio contro Borsa

Corrado di Lorena diventa Re d’Italia
e sottomette la Marca di Rocca Salerno

Il Re sposa la figlia di Ruggero I fatto Viceré
Borsa tradito vendica Salerno e uccide lo Zio

Alessio e Costante
su S.Maria à Pomice: Ravello

Imperiali di Giovanni nelle carte dal 1092
La Reggia di Costantino in ex Trinità à Forcella

Principato di Heapoli
a Torre dello Ziro: il Pontone

Leone assorbe l’ex Ducato at-Rano sul Melfa
ad Atrani: Principato s.Lorenzo di Amalfi (Scala)

4. IL TRIBUNALE IMPERIALE DI CAMEROTA

Inventario dei feudi
del Principato «de Rex» di Sala

Altavilla e Sanseverino da Cava scippano Salerno
e il Principato de Rex assorbe Nova Salernitana

Annessione della Diaconia di Hea al tribunale
di Camerota che dona tutto al Principato di Sala

Comes Tancredi rifonda il Ducato di Olevano
in Granducato di Atena in Principato di Sala

La disfatta della Contea di Fasanella
dai tribunali di Atena e Camerota

5. principato «DE REX»: l’urbe laurento

Principato «de Rex» di Neapulia
annette il Ducato di Heapula

Il Principato in Urbe Laurenti
del Vallo di Teano: Padula di Sala

L’area del Vallo di Diano:
Eboli e Campagna fino a Muro

Il tribunale di S.Angelo demanializza Conza:
la baronia da Bisaccia e M.Marano a Gesualdo

Guglielmo, l’imperiale
a Principato Laurenti

6. LA «RECUPERAZIONE» DI NOVA AMALFI

Borsa torna col Papa: Principato Scala
sottomesso al Ducato Heapoli di Atrani

Borsa perde Salerno ma sceglie Ducato Heapola
e fonda il Granducato ereditario: Nova Amalfi

Fine di Heapula nel 1101 e inizio Ducati riuniti
di Borsa e Viscardo fino al 1111: la Recuperazione

Borsa dona la Diocesi al Principato di Aversa:
Nova s.Andrea di Amalfia annessa alla capitale

L’abate Leone della badia di s.Girico di Atrani’
dona ai privati s.Paolo «de Airuno» tolta a Sala

Appendice

L’altra Napoli di Lucullo, non di Partenope

Note

Fonti e Bibliografia Generica