42. DELITTI E PROCESSI NEL SECOLO DEI LUMI: TENEBROSI CASI DI VARIA CRIMINALITA’ NELLE TERRE DI PAPA E RE con traduzioni dal latino ELISEO DANZA E ALTRI – II PARTE ISBN 9788872971147

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Categoria:

Eliseo Danza, il giudice, l’uomo di lettere e altri beneventani del regno

Nota introduttiva dell’Autore
il manoscritto ritrovato a saragozza p. 7

Capitolo I.
Zoto il bandito
del sannio p.11
Il Manoscritto p.13
Come si diventa bandito p.15
La violenza non produce quasi mai gli effetti desiderati p.19
Tutto sta a cominciare con un delitto p.22

Capitolo II
Benevento città
non soggetta a sanzioni p.27
La disquisizione di Eliseo Danza p.28
Gli atti notarili valicano i confini degli Stati p.32
Malviventi che trovano rifugio nel Ducato p.37

appendice ii capitolo p.41

Capitolo III
Scelleratezze di banditi
nelle massarie p.53
Perseguitati dal pregiudizio p.56
Il paese dei banditi p.62
Confessioni dubbie p.65
Banditi che vendono refurtiva p.68
Anche i banditi mangiano p.71

Capitolo IV
Quando nella rissa
ci scappa il morto p.77
La compravendita dei titoli nobiliari p.78
«Disceptatio» pro Vincenzo Petrillo p.80
Presunte irregolarità di Don Giovanni Angelo p.82
Il «fuorbando» introdotto a Napoli p.83
Un esempio di «decisio» p.86

appendice iv capitolo p.88

Capitolo V
Prepotenti e malviventi
in abito legale p.93
Lo studio di Giulio Capone p.94
La devastazione dei soldati di Muscettola p.95
Le disquisizioni p.99

Capitolo VI
La protesta dei Monaci del Convento di Melito
presentata alla Regia Camera p.121
Baroni contro monaci, monaci contro barone p.122

appendice vi capitolo
disceptatio 230 p.130
disceptatio 232 p.149
capone presentato da lorenzo giustiniani p.155

Note p.159

1. Jan POTOCKI, Manoscritto trovato a Saragozza, Corbaccio, trad. it. Di Giovanni Bogliolo, Varese, 1990.
2. Il Grande Sejm era l’assemblea parlamentare (sejm) della Confederazione polacco-lituana attiva a Varsavia tra 1788 e 1792 cfr. https://www.istitutocalvino.edu.it › blog › 2018/05 › eu…
3. Enciclopedia on line Treccani s.v. Potocki. Wikipedia https://it.wikipedia.org › wiki › Jan_Potocki
4. Jan POTOCKI, op. cit. Introduzione di René Radrizzani.
5. J. POTOCKI, op. cit. Giornata quinta pp.75-84; G. sesta pp.86-98, G. settima pp.99-108.
6. Ibidem, Introduzione.
7. L’onza (o oncia) è stata una moneta che ebbe corso nel Regno di Sicilia nel XVIII e nel XIX. Si tratta di una moneta di conto, cioè utilizzata nella contabilità come semplice misura del valore dei beni.
8. J. POTOCKI, op. cit. p. 78
9. Lacchè: Domestico o valletto in livrea che, nei sec. 17° e 18°, seguiva o precedeva a piedi i padroni o la loro carrozza.
10. J. POTOCKI, op. cit. p.78.
11. Creato, era detto chi viveva o lavorava in una famiglia di elevato rango sociale.
12. J. POTOCKI, op. cit. p.79.
13. Il passo e i versi in francese sono in Vittorio IMBRIANI, Dio ne scampi dagli Orsenigo, Roma.1876. Cap. XVII: Lividi esibiti come prove di attaccamento: di amore. Di pensieri così, dell’Imbriani, o dei proverbi – ricordati di picchiare tua moglie, lei sa perché – sono pieni i verbali raccolti dalle poliziotte o dalle volontarie delle case rifugio. Vittorio Imbriani, giureconsulto e letterato (Napoli, 27 ottobre 1840 – Napoli, 1º gennaio 1886) attento studioso della letteratura popolare, raccolse e pubblicò fiabe, canti e novelle della tradizione orale. Cfr. Giuseppe IZZI, D. B. I. Treccani, vol. 62, 2004 s. v. Imbriani, Vittorio.
14. J. POTOCKI, op. cit. p.
15. Ibidem. P. 87.
16. Altre notizie sulla vita e le opere di Eliseo Danza in Virgilio Iandiorio, Il crimine nel Seicento, ABE Avellino 2016.
17. Eliseo Danza, Tractatus De Pugna doctorum, Trani 1633, tomo I p.468-483 De Instrumento.
18. Montefusco (in provincia di Avellino) era la patria di Eliseo Danza.
19. Marino FRECCIA, De subfeudis baronum, Venezia 1579.
20. Carlo TAPIA, Ius Regni Neapolitani, ex constitutionibus, capitulis, ritibus, pragmaticis, Neapolitanorum priuilegijs tum impressis, tum etiam non adhuc typis traditis desumptum. Carolo Tapia […] consiliario compilatore, Neapoli, ex typographia Io. Iacobi Carlini, 1605-1643.
21. Pietro FOLLERIO, Practica criminalis, Lione, eredi di Giacomo Giunta, 1556. Cfr. Gustavo Adolfo Nobile Mattei, Il Vangelo e la spada La giustificazione della legge e del processo nella Canonica criminalis praxis di Pietro Follerio, in HISTORIA ET IUS – ISSN 2279-7416 – DOI 10.32064/20.2021.17 – 1 dicembre 2021. Cfr. PRATTICA DE GLI OFFICIALI REGII, E BARONALI DEL REGNO DI NAPOLI OVE SI TRATTA DELLA POTESTA del Viceré, de sette offici del Regno e de’ Capitani deputati nell’amministrattione di Giustitia; RACCOLTA DAL D OTTOR GIo. FRANCESCO de Leonardis Napolitano. Napoli 1643.
22. Scipione ROVITO di Tortorella, Pragmaticarum Regni Neapolitani commentaria, Venezia 1590 e sempre a Venezia nel 1611, Pragmaticae edicta regiæque sanctiones regni Neapolitani ne dum quæ vsque ad postremam compilationem factam per v.i.d. Scipionem Rouitum in eiusdem regni supremis tribunalibus causarum patronumeditæ fuerunt.
23. Giovan Francesco CAPOBIANCO, Tractatus de Iure et Officio Baronum erga Vassallos Burgensis seu mavis Aurea Commentaria super Pragmaticis de Baronibus, Napoli 1614.
24. Paolo FUSCO, De visitatione et regimine ecclesiarum: libri duo, Roma 1616]
25. Antonio GABRIELLO, Communium Opinionum Syntagma sive Receptarum I. V. Sententiarum – Tomus Primus-Quartus, Lugduni 1584.
26. Caesar URSILLUS, Aureae iurium additiones, annotationes, et quaedam adve, Venezia 1582. Questo Giureconsulto era nato a Teano (CE) alla fine del secolo XV, fu sindaco di Teano fra il 1535 e il 1536 ed esercitò la professione a Napoli. Suoi contributi si trovano in Matthaeus de Afflictis, Thomas Grammaticus, Caesar Ursillus, Decisionum sacri regii neapolitani consilii, Francoforte 1600.
27. Ad essere precisi, questo snodo della Canonica Criminalis Praxis non è opera di Follerio ma costituisce un’addictio di Francesco Antonio, presente già nella prima edizione nel 1570. In questo capitolo, le interpolazioni del monaco vastese (Franciscus Antonius monachus Histoniensis) sono particolarmente frequenti. Cfr. Gustavo Adolfo NOBILE MATTEI, Il Vangelo e la spada La giustificazione della legge e del processo nella Canonica criminalis praxis di Pietro Follerio, op. cit.].
28. Robero MARANTA giurisperito di Venosa (1490- post 1535) pubblicò Consilia, Venezia, 1591.
29. Franceso Robortelli (Udine, 1516 – Padova, 1567) è stato un umanista italiano.
30. Matteo d’AFFLITTO, Decisiones Sacri Consilii Neapolitani, Venezia 1564]
31. Prospero CARAVITA (Eboli, … – 1580) giurisperito, ha scritto Commentarium super pragmaticam “Filiorum familias” et pragmaticam “De exsulibus”, Eboli (1557).
32. Giovanni Giacomo MASULLO, Aureae et analyticae additiones ad decisiones…. Neapoli, 1604.
33. Johannes Paulus GALTERIUS, Practica criminalis instrumentaria : in qua praeter caeteros, qui hactenus, de ea re scripsere, optima methodo, [et] ordine de instrumenti publici forma … (apud Aegidium Longum, 1627).
34. Carlo TAPIA, Ius Regni Neapolitani, ex constitutionibus, capitulis, ritibus, pragmaticis, Neapolitanorum priuilegijs tum impressis, tum etiam non adhuc typis traditis desumptum. Carolo Tapia […] consiliario compilatore, Neapoli, ex typographia Io. Iacobi Carlini, 1605-1643.
35. Niccolò PASSERI, De scriptura privata tractatus novus plenissimus De enunciativis verbis tractatus novus et locupletissimus Nicolao Genua patavino I. C. celeberrimo atque plaeclarissimo authore in libros quinque distinctus Apud Rubertum Meiettum, 1621. Niccolò Passeri nacque a Genova nel 1584, e morì nel 1615, virnr indicato anche come de’ Passeri.
36. Giovanni Maria NOVARIO, Praxis aurea priuilegiorum miserabilium personarum in qua complures materiae in earum fauorem in usu forensi quotidianae, et frequentes dilucide, breviter, exacteque tractantur, ac exornantur ; opus cunctis in scholis, et in foro tum ecclesiastico, cum saeculari apprime utile, ac necessarium Neapoli (ex Typographia, & expensis Dominici de Ferdinando Maccarani, 1623) . Inoltre , Io. Mariae Nouarii … Praxis seu Tractatus absolutissimus electionis et variationis fori …Neapoli (apud haeredes Tarquinij Longi :, 1621), e ancora Collectanea et decisionum reportata in Regni Neapolitani pragmaticas sanctiones, edictaue regia … Venetiis (apud Iuntas, 1622.
37. Bernardino MOSCATELLO, Variarum practicarum et Tractatuum Civilium et Criminalium Opera Omnia. Venetiis, Hered. Andreae Pellegrini, 1615.
38. Vincentius de FRASNCHIS, Decisiones sacri regii consilii Neapolitani, Torino 1591 -Vincenzo de Franchis (1531-1601), era presidente del Sacro Regio Consiglio, cioè la Corte suprema di ultima istanza del Regno di Napoli, e reggente del Supremo Consiglio d’Italia.
39. Matteo de AFFLICTIS, Decisiones Sacri Regii Consilii Neapolitani, Napoli 1588-Matteo d’Afflitto, in latino Matthaeus de Afflictis (Napoli, 1447 circa – Napoli, 1523).
40. Giovanni Battista DI TORO, Aureum compendium omnium decisionum regni Neapolitani, hoc est Regii Collateralis Consilii, Sacri Regij consilij, Regiae Camerae Summariae, Magnae CuriaeVicariae, ac omnium eiusdem Regni Audientiarum, Napoli 1620.
41. Eliseo DANZA, op. cit. tomo II p. 172
42. Ibidem, p,154 “ De armatione per campaneam”.
43. Damigela HOXHA, MASCULUS FACTA SUM Indagini storico-giuridiche sulla maschilizzazione fra tardo Medioevo ed Età Moderna, Bologna 2024 riporta in appendice l’episodio riferito da Eliseo Danza nel suo Tractatus De Pugna Doctorum. Scrive la Hoxha:“Un carattere della ricerca storica intorno a un argomento come questo è nella presenza soltanto parziale di punti di riferimento stabili, giacché le fonti possono e devono essere rintracciate negli ambiti più diversi e imprevedibili. Studiando la maschilizzazione, si ha a che fare anzitutto con fatti, in una concezione ampia di «diritto», che riunisca diritto dotto e diritto tradizionale, norme sociali, norme religiose e norme giuridiche”.
Cf. anche Gustavo Adolfo NOBILE MATTEI, Eliseo Danza. L’immaginario creativo di un giurista barocco, in Atti del IX Convegno Nazionale ISLL Università del Molise – Campobasso 30/6- 1/7 2022 – The Online Collection of the Italian Society for Law and Literature Vol. 16 /2023 “Per lo storico, questi volumi si rivelano una miniera inesauribile di informazioni perché, nella loro disorganicità, si focalizzano sui problemi più scottanti dell’epoca: forgiudica, procedimento ad modum belli, uffici pubblici, crimini sessuali, conflitti di giurisdizione, regime carcerario, corpo del delitto, questioni salariali e guidatico sono solo alcuni dei temi che impegnano il Nostro come avvocato prim’ancora che come scrittore. Ogni riflessione teorica è puntualmente condita con la sapida narrazione di controversie alle quali egli stesso ha preso parte”.
44. “Masserie, tratturi, poste: sono state le parole che hanno scandito il fluire del tempo per secoli nel Meridione ed hanno caratterizzato la storia della società contadina prima dell’era industriale”, in Scuola Media Statale F..C. Villareale Lavello (PZ) ANNO SCOLASTICO 2001/2002
45. Ibidem, eadkonG.com https://it.readkong.com › page › la-memoria-di-masserie-
46. Maria Carmela GRANO, PAESAGGIO, STRUTTURE RURALI E ARCHITETTURA POPOLARE NELLE PROVINCE DI POTENZA E MATERA pp.131-279, in Cultural Landscapes: Metodi, strumenti e analisi del paesaggio fra archeologia, geologia, e storia in contesi di studio del Lazio e della Basilicata (Italia) a cura di Germano Gabrielli Maurizio Lazzari, Canio Alfieri Sabia Stefano Del Lungo, BAR International Series 2629, 2014.
47. Anche se si riferisce a fatti avvenuti nel sec. XVIII, la dinamica degli eventi relativi al brigantaggio di campagna non doveva differire di molto da quelli che erano avvenuti nel XVII secolo. La relazione dell’avvocato Fabio Mazzei, che si può leggere on line Internet Culturale https://www2.internetculturale.it › search, è la descrizione fedele di quello che accadeva in una scorreria di campagna.
48. Pier Luigi ROVITO, Funzioni pubbliche e capitalismo signorile nel feudo napoletano del Seicento, in Bollettino Del Centro di Studi Vichiani 16:95-156 (1986) p. 97
49. Ibidem, p.105
50. Ibidem, p.102
51. Ibidem, p.125
52. Ibidem, p.122
53. Lorenzo GIUSTINIANI, Memorie Istoriche degli Scrittori Legali del Regno di Napoli, Napoli 1787, t. I p.195. “ Giulio Capone nato in Napoli sul cominciare dello scorso secolo (1612), in cui fiorì dipoi egregiamente nel foro e nella cattedra, per quanto ne accennano il Toppi, il Giannone, e l ’ Origlia . Le sue opere sono un sicuro monumento a farlo credere uomo di qualche conto per i suoi tempi… Costantino Cafaro, scrittore contemporaneo, ce lo descrive per un uomo lepidissimo, e cotanto grazioso finanche nelle sue lezioni… Morì nel 1673. e fu seppellito cogli onori di Conte Palatino nella Chiesa di S. Paolo de’ RR. PP. Teatini, lasciando ad Antonio Romano la sua speciosa Libreria del valore di ducati 20.000 e più, a dir del Toppi, a cui potremo prestar credenza, come scrittore contemporaneo… Ne abbiamo le seguenti opere: 1. Tractatus de dote spectata… Neapoli 1651; 2. Institutiones canonicae… Neapoli 1652; 3. Tractatus de pactis , et stipulationibus.. Neapoli 1661; 4. Controversiae forenses utriusque iuris et fori, Neapoli 1673; 5. Disceptationes forenses, Neapoli 1672-76. Per quanto riguarda il luogo di nascita, l’affermazione del Giustiniani è stata corretta, perché Giulio Capone era nato ad Otranto, anche se trascorse la sua vita a Napoli cfr. Aldo MAZZACANE, in DBI Treccani vol.18, 1975 s. v. Capone Giulio.
54. Julii CAPONI, Disceptationum Forensium, Lugduni 1677 t. IV p.118 Disceptatio 260.
55. Giorgia ANTONINI, Delle azioni umane La figura di Francesco Antonio MARCUCCI nella cultura storico-letteraria e teologica del Settecento, Università degli Studi di Urbino Carlo BO, corso di Dottorato di Ricerca in Culture Umanistiche, Anno Accademico 2016-2017 p.159. “Diana Antonino (Palermo, 1585 –Roma, 1663): fin dalla gioventù si dimostrò assai portato alle lettere, dando saggio delle sue doti con alcune canzoni in lingua vernacola. Il 30 sett. 1614 fu ammesso nell’Ordine dei chierici regolari o teatini nella casa di S. Giuseppe di Palermo: il periodo di noviziato si concluse il 2 febbraio 1616 con la solenne professione. Egli si dedicò massimamente allo studio della teologia morale, da lui ritenuta lo strumento più utile alla società umana. Fertile scrittore, produsse in breve tempo un’enorme mole di scritti riguardanti i più svariati casi di coscienza, che raccolse in una specie di miscellanea intitolata Resolutionum moralium e che in seguito diede alle stampe in tappe successive. Giunto a Roma nel 1637 sulla scia del successo delle sue opere, occupò la carica di esaminatore dei vescovi sotto i pontificati di Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII; da quest’ultimo fu anche nominato esaminatore del clero romano e incaricato di esaminare le proposizioni di Giansenio” in Paolo PORTONE, DBI, vol. 39, 1991), https://ora.uniurb.it › phd_uniurb_263715 PDF.
56. Soffione: nome generico di bocche da fuoco, fucili, razzi e simili.
57. Marzia LUCCHESI, La confisca nel regno di Napoli : primi spunti ricostruttivi, in Mélanges de l’École française de Rome – Italie et Méditerranée modernes et contemporaines [En línea], 129-2 | 2017, Publicado el 03 abril 2018, https://journals.openedition.org › mefrim
58. Francesco di CHIARA, Le Raccolte di Decisiones. I Supremi Tribunali del Regnum Siciliae, Palermo University Press, 2017 https://iris.unipa.it › retrieve › Monografia
59. Cfr. Marco CORCIONE, Modelli processuali nell’Antico Regime. La giustizia penale nel tribunale di campagna di Nevano, Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore, 2002, n. 48- Cfr. Riniero ZENO, Il procedimento di “bando e forgiudica” nel Regno di Napoli e di Sicilia, «Rivista penale», vol. LXXII, 1910, fasc. 1 pp.5-21. Cfr. Gaetano CONTE, Due Ragazzi scoprono un tesoro a Pantelleria. Licenzee Trovature nel Tardo XV Sec. Mediterranea – ricerche storiche – Anno XXI – Agosto 2024. https://www.storiamediterranea.it › 2024/09 › 2-G. Cfr. Rosalba SORICE, “Quae omnia bonus iudex considerabit”, La giustizia criminale nel Regno di Sicilia (sec. XVI), Università di Catania pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza, nuova serie 233, Torino 2009.
60. Pier Luigi ROVITO, Funzioni pubbliche e capitalismo signorile, cit.
61. Julius CAPONE, Disceptationes forenses, Volume 4 Lugduni 1674, Disceptatio CCLX
62. Nel corso del medioevo il termine “angarìe” passò ad indicare genericamente degli oneri o prestazioni di tipo personale, spesso a carico delle popolazioni rurali; il termine può essere sinonimo di corvée.
63. Dei mulini del grano, ne esistevano di due tipi. Uno era il mulino a braccia (spesso chiamato centimolum), relativamente leggero, indispensabile nelle zone povere d’acqua; l’altro era il mulino ad acqua cfr. MARTIN Jean-Marie, Les campagnes de l’Italie méridionale byzantine (Xe-XIe siècles) in Mélanges de l’école française de Rome Année 1989 101-2 pp. 559-596. Dei mulini nel secoli XVI.XVII, riferendosi alla città di Cori nel Lazio, parla diffusamente Ettore DI MEO, Economia e società a Cori tra Cinque e Seicento Organizzazione e disposizioni normative, strutture produttive e commercio, Cori 2016, in arbusti/storia Quaderni di Annali del Lazio Meridionale; in particolare le pp.66-73 dedicate a Le strutture produttive Mulini e montani. “Per quanto riguarda i mulini che si trovavano dentro le mura urbane, per forza di cose dovevano invece utilizzare l’energia animale (o magari umana); anche questi sono menzionati negli statuti: chiunque volesse facere centimolum, cioè un mulino a cavallo (moulin libro I Delle leggi à cheval – horse- mill), aveva diritto a 40 soldi, mentre se si trattava di ripararne uno vecchio il comune si impegnava a dare 20 sold” p.69.
64. La bulla in coena Domini era un documento papale pubblicato ogni anno il Giovedì santo, e che riguardava decisioni importanti della Curia Pontificia in tema di scomuniche e censure.
65. Erano chiamati Monti gli enti che gestivano il debito pubblico o avevano funzioni assistenziali. C’era anche con questo nome la famiglia Delli Monti che “si rese molto chiara nel sec. XVI…ebbe il marchionale feudo di Corigliano d’Otranto, che le fu concesso da Carlo V nel 16 gennaio 1534”, Provincia di Brindisi https://emeroteca.provincia.brindisi.it ›Pompeo d…
66. I cedoloni erano manifesti che venivano fatti affiggere in vari luoghi pubblici. Hedie XHYHERI, Presenze Albanesi nella Cultura Veneta tra XV e XVIII secolo: Editoria e Teatro. Scanderbeg tra Commedia a Soggetto e Genere Tragico, Università Ca’ Foscari, Venezia a.a. 2016-2020 riferisce questo episodio:” Girolamo Messio nello specifico ordì un attacco micidiale contro i frati [Girolamini di Tarvisio], (forse conosceva analoghe pratiche attuate a Roma da Pietro Aretino), denigrandoli attraverso “ceduloni”, ossia manifesti che venivano fatti affiggere in vari luoghi pubblici, nei quali i frati apparivano in una galera spinta dai demoni” p.27.
67. Giovambattista Spinola, 1615-1704, in quell’anno era arcivescovo di Acerenza e Matera.
68. La grància (o gràngia) era “costituita inizialmente da edifici rurali sui terreni di un’abbazia per la custodia dei prodotti agricoli, e in seguito (sec. 12°) trasformata, per il lavoro manuale dei monaci stessi, in una piccola comunità monastica governata da un rappresentante dell’abate e una unità economica (fattoria) amministrata dal cellerario o monaco «granciere»; ampliata dalla popolazione laica dei salariati, contadini, pastori, piccoli artigiani, diede origine a villaggi rurali che conservano tuttora la denominazione originaria” Treccani, Vocabolario on line, s. v. gràngia.
69. Francesco Maria MANTICA (Venzone, 20 marzo 1534 – Roma, 28 gennaio 1614) è stato un cardinale e giurista italiano, il suo De conjecturis ultimarum voluntatum fu uno dei testi più studiati e pubblicati tra il 1500 ed il 1600.
70. Giovanni Pietro Sordi (1528 – 1598), Tractatus de alimentis plenissimus, et omni hominum generi, praesertim in praxi et foro, utilissimus. In quo universa alimentorum materia, Nempe cui et a quibus, quando, quomodo, qualiter, quandiu, qua praestari, peti, repeti, aut denagari debeant, veldurante lite, vel eadem cessante lite, vel eadem cessante : additis cum specialibus corundem privilegiis, tum praeceptis generalibus, 397, Quaestionibus docte et fideliter absoluitur. Authore D. IOAN. PETRO SURDO I.C. CASALENSE, et Senatore Praeclariss. Ludguni, Sumptibus Horatij Cardon, 1602. A Casale risiedeva Giovanni Pietro Sordi primo consignore infeudato di Coniolo nel 1589, presidente del Senato sia di Casale che di Mantova, ambasciatore del duca Vincenzo Gonzaga presso papa Clemente VIII° e autore di opere legali stampate a Lione, Francoforte e Venezia. Cfr. Gian Paolo MASSETTO, DBI Treccani, vol. 93, 2018 s.v. Sordi Giovan Pietro.
71. Agostinho BARBOSA (Guimarães, 17 settembre 1590 – Ugento, 19 novembre 1649) è stato un teologo, giurista e vescovo cattolico portoghese. Sono del 1632 i trattati De officio et potestate parochi, De officio et potestate episcopi- De canonicis et dignitatibus aliisque beneficiariis cathedralium et collegiatarum ecclesiarum (Roma 1621).
72. Filiberto MARCHINO, De peste, Firenze 1633 Belli diuini siue Pestilentis temporis accurata, et luculenta speculatio theologica, canonica, ciuilis, politica, historica, philosophica…
73. Luis de CASANATE (ca. 1560-1635) – giurista e scrittore spagnolo. Consiliorum, sive responsorum. Volumen primum, Zaragoza : Carolum de Lauayen et Ioannem a Larumbe., 1606.
74. Giovan Vincenzo d’ANNA, Septuaginta allegationes.. Venezia 1576 cfr. L. Giustiniani,op. cit., vol 1 p. 72 s. v. G. V. d’Anna.
75. TESAURO Gaspare Antonio (1563- 1617?] cfr. Paolo Casana, DBI Treccani vol.95 (2019) s. v. Tesauro Gaspare Antonio.
76. Giovanni Visconti (1589-1547) “ A Pisa nel 1615 fu nominato lettore di istituzioni di diritto civile, cattedra che tenne fino al 1622; nel 1623 fu straordinario di diritto civile e dal 1624 al 1628 ricoprì la prestigiosa cattedra di Pandette” in Adelisa MALENA, DBI Treccani vol.99, 2020 s. v. Visconti G.
77. Donato Antonio De Marinis (Giungano- SA-, 1599 – Napoli, 1666) è stato un avvocato e magistrato italiano, autore di Resolutionum quotidianarum Iuris Pontiûcii, Caesarei et Regni Neapolis liber primus, Napoli 1641; a Venezia, nel 1713, venne stampata Summa et observationes ad singulas decisiones Regiae Camerae Summariae Regni Neapolis.
78. Baldo degli UBALDI (1327-1400) è autore di Consiliorum sive responsorum, opera pubblicata a Venezia nel 1575
79. Cesare URSILLO, Aureae iurium additiones, annotationes, et quaedam advertentiae, cum quibusdam novis decisionibus casibusque in facto contingentibus, ad decisiones sacri consilii, D. Matthaei de Afflicto, Napoli 1582.
80. Tommaso GRAMMATICO (1473-1556) cfr. Aldo Mazzacane, in DBI Treccani vol.58, 2002 s.v. Grammatico Tommaso.
81. Alberico GENTILINI detto il Maceratese, autore della raccolta Lectionum et epistolarum quae ad ius civile pertinent libri I-IV , edito nel 1583.
82. Marcantonio GENOVESI, Tractatus de Ecclesia, : sive Practicabilia ecclesiastica … / Authore Marco Antonio Genuense, Romae : apud Iacobum Mascardum, 1620 . Genovesi Marco Antonio, fu vescovo di Montemarano (AV) dal 1603 al 1611, successivamente venne nominato vescovo di Isernia e Venafro, e rimase in carica fino alla morte nel 1624.
83. Francesco de PISTORIO, prevosto della cattedrale di Torino, vicario vescovile e personaggio di primissimo piano nella Chiesa e nella cultura della città piemontese nel XV sec. Cfr. Paolo ROSSO, La scuola nelle corti tardomedievali dell’Italia nord-occidentale : circolazione di maestri e di modelli, in Mélanges de l’École française de Rome – Moyen Âge 127-1 (2015).
84. Giacomo Antonio MARTA è stato un famoso giurista (Napoli 1559 – Mantova 1628) Ci restano di lui repetitiones, disputationes, decisiones, consilia, trattati e una Compilatio totius iuris controversium (6 voll., 1620), dove l’autore tratta delle maggiori controversie di diritto comune, Treccani enciclopedia on line. Cfr. Federico ROGGERO, Galleria dell’Accademia Cosentina -Giacomo Antonio Marta Iliesi-Cnr https://www.iliesi.cnr.it › ATC › htm › accos › Marta.
85. Vincenzo de FRANCHIS, 1530-1601, Decisiones sacri regii consilii neapolitani, Venezia 1586
86. Domenico TASSONE, Observationes Jurisdictionales Politicae, ac Praticae ad regiam pragmaticam sanctionem editam de anno 1617, quae dicitur De Antefato, Napoli, MDCCXVI. Sul Tassone, GIUSTINIANI, op. cit., III, p. 205 e ss. – Marco CORCIONE, Modelli processuali nell’antico regime La giustizia penale nel Tribunale di Campagna di Nevano, Istituto di Studi Atellani, giugno 2002.
87. Giovan Vincenzo d’ANNA, op. cit. alla nota 74.
88. Garzia MASTRILLO (1570-1620, Decisionum Consistorii Sacrae Regiae Conscientiae Regni Siciliae, Liber Primus, Panhormi 1606.
89. Fulvio LANARIO, avvocato fiscale all’ epoca del viceré Monterrey (1631-1637)- Ioan Antonii Lanarii, Repetitiones feudales… cum additionibus ad instar repetitionum per Fulvium Lanarium, advocatum primarium auctoris nepotemNapoli 1630 .
90. Marina EVANGELISTI, Riflessioni sulla natura e l’evoluzione del ius prohibendi, in Koinonia, Rivista dell’Associazione Internazionale di Studi Tardoantichi 2017 n. 41 pp.423-448.
91. RICCIO Giovanni Luigi, Decisiones aurei curii archiepiscopalis neapolitani, in quibus praxis rerum ciuilium, criminalium, et ecclesiasticarum in eadem Curia tractatarum dilucide continetur, Venetiis 1647.
92. Giasone del MAINO (1435-1519), Repertorium in Iasonis Mayni Commentaria, Venezia, Lucantonio Giunta, 1585.
93. Niccolò TEDESCHI, detto Panormitano (Catania, 1386 – Palermo, 24 febbraio 1445), cfr. Orazio Condorelli, DBI Treccani vol. 95, 2019 “I Commentaria erano una miniera di dottrine e di materiali che sollecitavano intelligenti lettori a estrarne gli insegnamenti essenziali”.
94. Su Bartolomeo CIPOLLA, cfr. Giovanni ROSSI (a cura), Bartolomeo Cipolla: un Giurista Veronese del Quattrocento tra Cattedra, Foro e Luoghi del Potere, Atti del Convegno internazionale di studi (Verona, 14-16 ottobre 2004), Verona 2009.
95. Enrico di ROSENTALL, Henricus a Rosentall (giurisperito tedesco del XVII secolo), Tractatus et synopsis totius iuris feudalis, Geneva, 1610.
96. Cesare URSILLO,
97. Guido PAPA (Saint-Symphorien-d’Ozon, 1402 circa – Grenoble, 1487 circa) è stato un giurista francese del XV secolo, avvocato e consigliere delfinale a Grenoble. Pubblicò Consilia, Erben, Sigmund Feyerabend, 1594.
98. GRAZIANO (Etruria centrale (Chiusi o Ficulle), 1080 circa – Bologna o Chiusi, 10 agosto metà del secolo XII) è stato un “giurista italiano, tra i più influenti studiosi del diritto canonico,- Decretum (Concordia discordantium canonum): un insieme di canoni e decretali raccolti e spiegati in maniera innovativa, con moderna e autonoma scientificità giuridica” cfr. Diego QUAGLIONI, DBI Treccani, vol.59, 2002 s. v. Graziano.
99. Antonio CAPECE, Decisiones nouae Sacri Regii Concilii Neapolitani, nunc editae per excellentissimum uirum iuris utriusque doctorem dominum Antonium Capycium regium consiliarium ad omnes ferme quotidianos casus enucleandos causidicis omnibus nedum utiles,sed perquam necessariae. Cum indice accuratissimo, copiosissimoque, Venezia: eredi Lucantonio Giunta, 1541. Cfr. Salvatore FODALE, in DBI Treccani vol.18, 1975 s.v. Capece, Antonio.
100. Giulio CLARO, criminalista (Alessandria 1525 – Cartagena 1575) “La sua opera maggiore, Sententiae receptae (1555-59), tratta nei primi quattro libri il diritto civile e il feudale, e nel quinto, cui il C. deve soprattutto la sua fama, la materia criminale” Treccani Enciclopedia on- line s. v. Claro.
101. Renato COPPINO, De legibus municipalibus item de summis Gallicarum consuetudinum regulis, Paris 1581 – Monasticon seu de jure Caenobitarum, Paris 1601. Cfr.Bibliotheca Rosenkrantziana sive Catalogus Librorum rarissimorum, Hafniae 1696.
102. Ottaviano CACHERANO d’Osasco, Decisiones Sacri Senatus Pedemontani, Torino 1609. Valerio CASTRONOVO, DBI Treccani vol.16, 1973 s.v. Ottaviano Cacherano.
103. Arnold von Reyger, 1559-1627. Giurista, signore ereditario di Glabeck, nato il 17 gennaio 1559, dovette fuggire (intorno al 1581 o al 1586?) dalla sua patria, i Paesi Bassi, a causa di disordini politici e militari e trovò una sistemazione ospitale presso amici intimi a Münsinger (vedi su di lui A. D. B. XXIII, 22 seg.) a Helmstedt; Espresse la sua gratitudine per la gentilezza dimostratagli, fornendo alle due opere più importanti di Münsinger, l’Apotelesma sive Corpus perfectum Scholiorum ad Institutiones e il Singularum Observationum Iudicii Imperialis Camerae Centuriae sex, migliaia di preziose note e aggiunte, che arricchiscono la letteratura… Nel 1605 poté uscire in una forma sostanzialmente migliorata e con dimensioni doppie con il titolo Thesaurus iuris. — Inoltre disponiamo anche di opere indipendenti, tra le quali sembra che abbiano avuto particolare successo le “Disputationes ad processum iudiciarium” scritte a Jena. Non si sa nulla dei possibili ulteriori eventi della sua vita né dell’anno della sua morte, che alcuni hanno arbitrariamente fissato al 1615. Deutsche Biographie https://www.deutsche-biographie.de › … Apotelesma – Thesaurus juris locupletissimus et copiosissimus, qui instar bibliothecae instructissimae esse poterit cum in eo non solum variae juris materiae, sed etiam maxima ex parte decisae sint in usum eorum, qui in aulis & foro versantur, … In tomos duos digestus opera & studio Arnoldi de Reyger, … Adiecto indice capitum, materiarum 1616 -Disputatio de regalibus Ex cap. unic. Quae sint regalia in usib. feud. Quam praeside, Jena 1594] lib.2 cap.3 num 59; così Koppem [Koeppen (köppen), Johann von, Decisiones f., 1600 Decisiones * Ioannis Koppen [= Coeppen] et eiusdem * Enucleationes in formam partim consiliorum partim decisionum – Magdenburgi ~ 1600], cfr. Ernst Landsberg in wikisource.org https://de.wikisource.org › wiki
104. Andrea MOLFESE, Promptuarii triplici iuris, diuini, canonici, et ciuilis, seu Summae moralis theologiae, Napoli 1619 – Commentaria ad consuetudines Neapolitanas per quaestiones distributa. Accesserunt eiusdem authoris consilia qua his ipsis rebus elucidandis mirifice faciunt, Napoli 1613.
105. Camillo BORRELLO, De magistratuum edictis tractatus, Venezia 1620 – Camillo BORRELLO, Decisionum universarum, et totius christiani orbis rerum omnium iudicatarum, summa…, Venecia, apud Iuntas, 1618 – BORRELLO (Camillo). De Regis Catholici Praestantia. Eius Regalibus Juribus, et praerogativis Commentarii. Opus, novitate rei, jucundum; Doctrinarum, ac scientiarum diversitate perspicuum, Authorum, et scriptorum varietate, eleganter, et laboriosem dispositum: in quo ejusdem Regis Regnorum, ac Dominiorum suorum Jura, privilegia, et prerogativae enucleantur. Omnia insuper Jura Regalia, cum in Feudorum libris, tum alibi dispersim tradita, ad supremos Principes pertinentia, digestis per amplissimos Commentarios locis, novo, miro, pulchroque ordine declarantur. Juris Canonici, et Civilis studiosis, Magistratibus, Advocatis, aliisque omnibus in foro versantibus apprimè necessarium. Theologis, Philosophis, Historicis, aliisque humanioribus studiis incumbentibus minimè futurum ingratum. Ad Philippum Austrium III, Regem Catholicum. Mediolani, apud Hieronymum Bordonum, 1611 – Camillo Borrello fu un giureconsulto napoletano e il volume stampato a Milano è dedicato in particolare al viceré di Napoli il conte di Lemos, grande riformatore dell’amministrazione del Regno di Napoli e uno dei migliori amici di Cervantes.
106. “Nel mondo feudale, mutuo rapporto di fedeltà e protezione che si istituiva tra due persone, entrambe libere, l’una delle quali, il vassallo appunto, si sottometteva all’autorità di un’altra, detta senior (fr. suzerain), promettendogli fedeltà e aiuto in campo militare e giudiziario (auxilium et consilium) in cambio di una protezione che aveva anche un preciso contenuto economico” Dizionario di Storia, Treccani, 2011 s. v. Vassallaggio.
107. In età feudale l’[angaria] rimase un’imposizione orbitante nella sfera dell’arbitrio personale del feudatario – l’angheria è diventata tout-court un sopruso, una vessazione, una prepotenza.
108. Parangario era vassallo tenuto alla prestazione di parangarie, servizio personae e gratuito -Notizie accurate in proposito si trovano in Francesco de SANCTIS, Notizie istoriche di Ferentino nel Sannio al presente la terra di Ferrazzano in provincia di Capitanata, Napoli 1741.
109. Nicola INTRIGLIOLO, Decisionum aurearum mag. Regiae Curiae Regni Siciliae liber unicus, Regia Curia Sicilia 1617 – I feudisti siciliani furono anche numerosi e valenti, ma le loro opere ebbero un’ intonazione un po’ diversa, dato il carattere acquistato dal feudalismo in Sicilia. E, mentre scrissero anche Consilia feudalia, quelli ad esempio del grande De Perno, editi a Messina nel 1537 ed a Venezia nel 1573, e di Ottavio Corsetti, editi a Palermo nel 1616; pubblicarono o trattati completi, quale quello dell’Intrigliolo in due parti, edite a Palermo nel 1595 e nel 1599 – I giuristi siciliani ancora raccolsero le decisioni dei supremi tribunali : alcuni quelle della Magna Regia Curia, e ricordiamo le raccolte e di due catanesi, la prima di Francesco Milanese, edita a Venezia nel 1596 e nel 1602 ed anche a Francoforte nel 1600, la seconda di Nicolò Intrigliolo, edita a Palermo nel 1609 e nel 1631- L’ Intrigliolo commentò largamente anche la bolla del pontefice Nicolò V e la prammatica di re Alfonso sui censi, e fu seguito da numerosi giuristi. Cfr. Archivio storico per la Sicilia Orientale, periodico quadrimestrale anno XV fasc. I-II-III, Catania 1918.
110. Christoph Philipp RICHTER (Jurist), Decisiones juris variae, in tres partes divisae, Boetius editore 1689.
111. Guidone PAPA, Decisiones per excellentissimum legum doctorem dominu[m] Guidone[m] pape, Grenoble 1528 Apud Aegidium & Iacobum Huguetan fratres, 1542- successivamente Lione 1550
112. Marco Antonio NATTA, Consiliorum sive responsorum, Venezia 1584.
113. Francesco MARCO, Aureae Decisiones in sacro Delphinatus Senatu olim discussae, promulgatae, et in tomos duos distributae, Francoforte sul Meno (1624).
114. Pedro Nugnez de AVENDANNUS, en 1543. Escribió también “De exequendis mantadis Regum Hispaniae”, impresa en Alcalá en el mismo año – NUÑEZ DEAVENDAÑO, Pedro: De exequendis mandatis regum Hispaniae quae rectoribus civitatam dantur, Napoli 1620. El doctor Pedro Núñez de Avendaño, célebre jurisconsulto español a la mitad del siglo XVIPedrus Nuñez de Svendaño) Petrus Avendannus, De exequendis mandatis regum Hispaniae, quae rectoribus civitatum dantur, Neapoli, ex Typographia Tarquinii Longhi, sumptibus Stephani Monliverii, 1620. Cfr. Rodolfo SAVELLI, IL LIBRO GIURIDICO TRA MERCATO, CENSURE E CONTRAFFAZIONI. SU ALCUNE VICENDE CINQUE-SEICENTESCHE, in ITINERARI IN COMUNE Ricerche di storia del diritto per Vito Piergiovanni, a cura di R. Braccia – R, Ferrante-M. Fortunati – R. Savelli- L. Sinisi, Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Genova, ed. Giuffrè, Milano 2011, letto in Academia.edu https://www.academia.edu › Il __libro__giuridico__tra__mer…
115. Mattia CANCER, tipografo napoletano del sec. XVI, cfr. Pietro MANZI, La tipografia napoletana del ‘500. Annali di Mattia Cancer ed eredi (1529-1595) – Olschki, Firenze 1972.
116. TEPATUS, Arisminus, Variarum sententiarum iuris canonici, ciuilis et criminalis compendium (apud HH. Io. Dominici Tarini, 1620, Coloniae Agrippinae, ma precedentemente a Torino nel 1597.
117. La legge aquilia è un plebiscito (norma votata dalla plebe su proposta dei tribuni] nel caso specifico legge proposta alla plebe dal tribuno della plebe Aquilio, la cui datazione è incerta, tuttavia, oggi gli studiosi ritengono di collocarlo tra il quarto e la prima metà del secondo secolo a.C / attorno al terzo secolo a.C. -l’azione Aquiliana era diretta a punire chi avesse attentato alla proprietà altrui mediante un certo comportamento, cfr. DESANTI, Lucetta, La legge Aquilia. Tra verba legis e interpretazione giurisprudenziale, Torino 2015.
118. G.P. SURDI, Decisiones sacri Mantuani Senatus, a Ioanne Petro Surdo Casalensi iurecons…Liber primus, Venetiis 1615, p. 250. Cfr. Francesco di CHIARA, Le racolte di Decisiones I SUPREMI TRIBUNALI DEL REGNUM SICILIAE, Palermo 2017.
119. Habita» è il nome con cui è conosciuta una costituzione imperiale promulgata dall’imperatore Federico Barbarossa, all’incirca nel 1155-1158. Con essa venivano stabiliti privilegi speciali e immunità giuridiche in favore di studenti fuori sede di diritto romano presso la scuola giuridica dello Studium bolognese.
120. LUZI Orazio, di Cagli [prov. Pesaro e Urbino] 1541- Vimercate1569, Tractatvs de privilegiis studentium, Padova 1564.
121. De MARINIS, Donato Antonio ; Revertera, Giovanni Francesco REVERTERA, Giovanni Francesco 1: Totius vero operis, tomus quartus. Fa parte di: D. Donati Antonii De Marinis j.c. praeclarissimi, Summa, et observationes ad singulas decisiones Regiae Camerae Summariae Regni Neapolis, quas sua tempestate collegit insignis, et praestantissimus jureconsultus Hispanus d. Franciscus Reverterius] luogotenente della R. Camera della Sommaria. Decisiones aliquot regiae Camerae Summariae Neapolitanae, quae in hoc tractatu allegantur, manuqye scriptae circumferentur ex voluminibus D, Francisci Reverterii, eiusdem R. C. S. Prsesidentis ac locumtenentis et regalis Cancellariae Regentis et Collateralis Consiliarii, in Andrea CAPANO, De Vita, et Militia Tractatus, Napoli 1642 pp.195-238 – Donato Antonio de MARINIS, Summa et observationes ad singulas decisiones R. C. S. N. collectas per insignem iurisconsultum Hispanum D, Franciscum Reverterium vol. 2 1661
122. Partenio PETAGNA, proveniente dal mondo forense e poi nominato presidente della Camera della Sommaria, era originario da una famiglia popolare di Piano di Sorrento che si era trasferita a Napoli. Cfr. Giuseppe CIRILLO, Nobilitare gli antenati I linguaggi delle nuove aristocrazie nella Napoli di Carlo II, Napoli 2022, p.100
123. Giovanni Francesco SANFELICE 1656-1648 Decisiones supremorum tribunalium Regni Neapolitani 1644- Cfr. Elisa Novi CHIAVARRIA, DBI Treccani vol.90, 2017 s. v. G. F. Sanfelice.
124. Giacomo Antonio MARTA (1559-1629), De Jurisdictione, Colonia 1616 cfr. Rodolfo SAVELLI, Censori e giuristi storie di libri, di idee e di costumi (secoli .XVI-XVII), Giuffrè Milano 2011 CONSULTO LEGGALE , PER COMPROBARE QUANTO, FU OPPOSTO DAL CONTADO LEOPONTICO ALLI ACCENNATI ATTENTATI FATTI DAI SIG.” FEUDATARI . p.130 ut docet Maria de iurisdictione part . 1. cap. 13. ex num. 8. In Rigolo, Giovanni: Scandaglio historico dell’antico contado leopontico: tratto da piú celebri historici antichi, et moderni : diviso in tre libri ne quali si legge l’intiero ragguaglio di tutti li successi dal suo primo principio […]. Bellinzona : Tipografia Francesco Bertolotti, 1886.
125. Thomas CARLEVALIUS, (1576-1645) Disputationum iuris variarum, ad interpretationem Regiarum legum Regni Castellæ,et illis similium, tam ex iure neapolitano, quam ex utroque communi civili,et canonico, libri primi, de Iudiciis, Venezia 1660.
126. Ildebrando CRASSO Cardinale Francesco Crasso 1500-1566, Statuta Civilia Et Criminalia Civittatis Et Comitatvs Viglevani, 1532. Non è da confondere con il G. il Francesco Grassi attivo a Milano nel secondo quarto del XVI secolo. Costui, giureconsulto, faceva parte nel 1534 di una commissione, presieduta dal presidente del Senato Giacomo Filippo Sacchi, incaricata da Francesco II Sforza di procedere alla compilazione “corretta e ordinata” delle leggi emanate dai signori di Milano. Cfr. Franca PETRUCCI, DBI Treccani s.v. Grassi Francesco.
127. Giovan Francesco SANFELICE, Decisiones supremorum Tribunalium Regni Neapolitani cit.
128. Giovanni Battista Di Toro, Aurei compendii decisionum regalium supremorum tribunalium fidelissimi Regni Neapolitani, Napoli: ex Typographia Aegidii Longhi, 1628, 2 i, Neapoli, 1642
129. Alfonso VILLAGUT (Napoli, 1566 – 1623) La sua opera più celebre è il Tractatus de usuris, Venezia 1589, Cfr. L. Giustiniani, Memorie istoriche degli scrittori legali del regno di Napoli, Napoli, Stamperia Simoniana, 1787-1788 (rist. Bologna, Forni, 2004), vol. 3, pp. 276-277.
130. André TIRAQUEAU, in latino Andreas Tiraquellus, italianizzato come Andrea Tiraquello[, (Fontenay-le-Comte, 1488 – Parigi, 1558 -De legibus connubialibus (1513), De nobilitate et jure primigeniorum (1549)],
131. Giulio FERRETTI (Ravenna, 1480 – San Severo, 8 marzo 1547) Questiones et decisiones vtiles et quotidiane in materia vectigalium, et gabellarum, tam in terra quam in mari impositarum, recollecte per magnificum et excellentem v.i. doctorem dominum Iulium Ferrect, Campagna, 1547.
132. Joannes Baptista ASINIUS, ( giureconsulto toscano del XVI sec.) : Tractatus de executionibus et processis executivis, Florentiœ, 1571, cfr. VAN DER MADE Raoul, La bibliothèque de l’avocat liégeois François Marselaer d’Orschot in BULLETIN D E L’INSTITUT ARCHÉOLOGIQU E LIÉGEOIS TOME LXXVII, LIÈGE 1964 pp.171-190
133. Carlo De GRASSIS (nato nel secolo XVI e morto intorno al 1617),”Tractatus de exceptionibus ad materiam statuti excludentis omnes exceptiones” (Venezia, 1601); “Tractatus de effectibus clericatus” (Palermo 1617); “Tractatus de effectibus amicitiae” (Palermo 1617).
134. Il riferimento è alla storia di Giuseppe, che in Egitto accoglie il padre e i fratelli venuti ad acquistare de grano. “E dissero al Faraone. Siamo venuti per soggiornare come forestieri nel paese perché non c’è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la carestia nel paese di Canaan”.
135. Nel libro di Esdra e Neemia, a proposito della riorganizzazione della comunità d’ Israele si legge:” vi rendiamo poi noto che non è permesso di riscuotere tributi e diritti di pedaggio su tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questa casa di Dio”.
136. Nel Salmo 14 sono riportati i requisiti per abitare con Dio, e tra questi: non accetta doni contro l’innocente”.
137. Matteo,17:” I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?”. Rispose (Pietro): dagli estranei. E Gesù:” Quindi i figli sono esenti”.
138. Leone X concluse nel 1517 il concilio Lateranense V, indetto dal papa Giulio II, suo predecessore, nel 1512.
139. Roberto BELLARMINO (1542-1621, Disputationes de Controversiis Christianae Fidei adversus hujus temporis hereticos, Venezia (1596.
140. Carlo De GRASSIS,”Tractatus de exceptionibus ad materiam statuti excludentis omnes exceptiones cit.; “Tractatus de effectibus clericatus” cit.; “Tractatus de effectibus amicitiae” cit.
141. Francesco SUAREZ, Defensio fidei catholicae et apostolicae adversus anglicanae sectae errores, Magonza 1655],
142. Ricciardo Del Bene (1369 ca.-1411), figlio di Francesco di Jacopo e di Dora Guidalotti, esercitò la professione legale, amministrando anche il patrimonio familiare.
143. Giacomo PIGNATELLI, 1625-1698, è autore di Consultationes canonicae, edite nel 1668
144. Giacomo MENOCHIO 1532-1607 Consiliorum, siue Responsorum, Venezia 1609.
145. Il Tribunale della Rota Romana è il tribunale ordinario della Santa Sede. Fu istituita in Roma verso il 1330 da papa Giovanni XXII; essa giudica in seconda istanza le cause definite in primo grado dai tribunali ecclesiastici ordinari e deferite alla Santa Sede per legittimo appello.
146. Odoardo CORRADO giurisperito e avvocato vissuto nel XIV sec.: appare nel 1357 in una vertenza fra il vescovo di Lodi e Bernabò, come difensore degli interessi di Bernabò.
147. Jeronimo de CEVALLOS (1560-1641), Speculum practicarum et variarum quaestionum opinionum communium contra communes, publicato nel 1599
148. Alfonso de AZEVEDO, 1518-1598, Consilia tam doctissimi quam vigilantissimi iurisconsulti D. Illephonsi de Azeuedo, Vallisoleti (Villadolid) 1607- post obitum autoris ab eiusdem filio D. Joannes de Azevedo J C congesta et summariis atque argumentis additis perfecta., Francoforte 1610]
149. Stefano QUARANTA, (Napoli, 1586 – Napoli, 30 novembre 1678) Stephanus Quaranta, Summa bullarii earumve Summorum Pontificum constitutionum, Venezia 1614] nella Summa Bullarii, alla parola vectiga
150. Giovanni Luigi RICCIO (c. 1570-1643), Praxis rerum quotidianarum fori ecclesiastici, Napoli 1631.
151. Michele GRASSO (Michael GRASSUS n. 1541- m.1595,giurista tedesco, professore dell’università di Rostock) è autore di Receptarum sententiarium libri II, Frankfurt 1571,
152. TESAURO Gaspare Antonio [ 1563 – 1628 ], “publicò le seguenti Opere di sua fattura : Il TractatuS da augmenlo ac variatione monetarum, Torino, 1602 Nel 1604, infatti, pubblicò delle integrazioni all’opera paterna, Antonino Tesauro, nel 1590 con il titolo di Novae decisiones Sacri Senatus Pedemontani. La sua opera più importante, tuttavia, è rappresentata dalle Quaestionum forensium in quattro libri, di cui gli ultimi due uscirono postumi (I, Mediolani 1607, II, Augustae Taurinorum 1612, III-IV, Augustae Taurinorum 1619), che voleva essere il proseguimento della sopracitata opera paterna” in Paolo CASANA, DBI Treccani vol. 95, 2019 s. v. Tesauro Gaspare Antonio.
153. Johannes Yanez Parladorus, avvocato della Cancelleria di Villadolid, è autore di Rerum quotidianarum liber singularis sive unus ,Villadolid 1573. Cfr. https://journals.co.za › doi › pdf. Cfr, Federico De CASTRO Y BRAVO https://www.boe.es › anuarios_derecho › abrir_pdf. Res Quottidianae in Bibliograpfy p.587 https://journals.co.za › doi › pdf.
154. Matteo D’AFFLITTO, giurista napoletano autore di Decisiones Sacri Regii Consilii Neapolitani…, Venetiis 1584, un testo diventano fonte primaria per il carattere quasi normativo gradatamente assunto, cfr. L. GIUSTINIANI, Memorie istoriche degli Scrittori legali del Regno di Napoli, op. cit. tomo I, Napoli 1787 pp.5-15.
155. Pietro di ANCARANO, della provincia di Teramo, latinizzato come Petrus Ancharanus (1333 – 1416 circa), scrisse Repetitio capituli ‘Postulati de foro competente’, Bologna 1474.
156. Antonio da Butrio, bolognese, (1338 – 1408), Consilia seu responsa D. Antonii de Butr. Bonon … . Nunc denuo à multis erroribus repurgata. Atque pereximijs Gasparis Caballini iurisc. scolijs illustrata, Venezia, Cristoforo Zanetti, 1575
157. Zelo domus Dei “Mossi dallo zelo per la famiglia di Dio” è un breve apostolico di Papa Innocenzo X del 26 novembre 1648, in cui il pontefice tentò di impugnare solennemente, ma invano, alcuni articoli della Pace di Vestfalia (1648, fine della Guerra dei Trent’Anni) ritenuti gravemente lesivi dei diritti della Chiesa Cattolica, in Wikipediahttps://it.wikipedia.org › wiki › Zelo_domus_Dei
158. Antonio BALLI, detto il giovane e latinizzato come Antonius de Ballis o Ballus (Trapani, XVI secolo – Bisacquino, 23 aprile 1598 ) autore di Variorum tractatuum libri sex, Palermo, Giacomo Maringo e Francesco Maringo, 1646. -Rossella CANCILA, Aspetti del dibattito sulle giurisdizioni feudali in Sicilia (1784-1789), Edizione Elettronica 2013 © Associazione no profit “Mediterranea” – Palermo
159. Alessandro SPERELLI (1589–1671) nunzio apostolico a Napoli dal 1652-53 – Decisiones Fori Ecclesiastici, pars prima, Venezia 1651 Clerici an et quando et quo iure teneantur vi directiva servare statuta laicalia. Et an et quando tuta conscientia extrahere, vel introducere valeant annonam contra Principum proclamata
160. Il Tribunale della Rota Romana (in latino Tribunal Rotae Romanae, noto anche come Tribunale della Sacra Rota) è uno dei tre organismi giudiziari della Curia romana, costituita nella prima metà del sec XIV.
161. Il Pontefice Clemente V aveva in animo di denominare la sua raccolta di decretali Septimum, poiché destinata a seguire il libro Sesto di Bonifacio VIII. I contemporanei del pontefice conoscono questa denominazione, tuttavia quella di Clementinae, utilizzata da Giovanni D’Andrea, ha finito per prevalere. Le Clementine rimangono in vigore, come il resto del Corpus Iuris, fino alla promulgazione del Codice di Diritto Canonico del 1917, sebbene esse producano un qualche effetto normativo anche in seguito all’abrogazione, nei limiti del disposto del can 6 ; cfr.Javier BELDA INIESTA, Le Clementine Dispendiosam e Saepe Contigit come paradigma di sommarietà. Alcune note in chiave utroquistica, in Monitor Ecclesiasticus, CXXXI (2016), 361-423 —Le Clementinae sono la parte quarta del Corpus Iuris Canonici e comprende i canoni del concilio di Vienne (Provenza) del 1311-12 e le decretali di papa Clemente V fino alla sua morte (1314)] alla parola riguardante le decime di sofferma ampiamente il Belletto. Si veda Bellettus, ]oan. Maria; italus, episc. Hieracensis (t 1626). Disquisitiones clericales, in qua clericorum dignitas, conditiones, etc. dilucidantur, 1 in f. Romae, 1635. Cfr. INDEX AUCTORUM ET OPERUM IN THEOLOGIA MORALI ALLEGATORUM http://www.santalfonsoedintorni.it › Libri › Morale4]
162. Giovanni Battista CIARLINI, Controversiarum forensium iudiciorum R.P.D., Venezia 1647]
163. Petrus Caballus, Resolutionum criminalium … centuriae duae. Venetiis, apud Bertanos, 1644.
164. Juan VALERO (priore della certosa di Maiorca), auotore del volume Differentiae inter vtrumque forum, iudiciale videlicet, et conscientiae; nondum hac noua luce donatae, et magna cum cura, studioque lucubratae, et concinnatae cum indice differentiarum, Cartusia Maioricarum 1616 ,
165. Exequatur, era il visto di esecutività apposto da un’autorità superiore ai provvedimenti di un’autorità gerarchicamente inferiore. Cfr. Treccani, vocabolario on line s. v.),
166. Re e imperatori avevano aggiunto all’autorizzazione di edificare castelli privilegi immunitari che in qualche caso consistevano nell’esenzione da certi tributi, ma che il più delle volte si dovevano interpretare come un semplice riconoscimento dell’autonomia di riscossione, per cui di fronte al fisco non figuravano più i singoli, ma il castello come unità finanziaria. Gina FASOLI, Ricerche sui Borghi Franchi dell’alta Italia, Bologna 1942].

Description

Il Beneventano fuori da Benevento

Questo libro nasce dalla lettura dell’opera di un romanziere polacco, Jan Potocki, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo e i primi anni di quello successivo. Il Manoscritto trovato a Saragozza è il titolo del romanzo, in cui vengono narrate tante storie, distribuite in sessantasei giornate, da personaggi che vengono a contatto con il protagonista del romanzo, Alfonso van Worden, capitano delle Guardie Valloni.
Ha richiamato subito la mia attenzione, la giornata quinta, perché è ambientata a Benevento. Si narra di come si può diventare banditi. Come a dire: banditi non si nasce, si diventa. Perché Benevento? Evidentemente l’autore, Jan Potocki, che aveva viaggiato molto, aveva raccolto notizie in merito.
Mi incuriosiva sapere di più. In mancanza di elementi sicuri, ho pensato che la condizione della città di Benevento, un enclave dello Stato Pontificio nel Regno di Napoli, si prestava molto favorevolmente ad accogliere tutti quelli che per qualche motivo avevano a che fare con la giustizia. Il malvivente che commetteva delitti nel Regno di Napoli, poteva scampare la forca rifugiandosi nel territorio di un altro Stato.
Lo scorrazzare delle bande per le campagne è descritto nella dettagliata relazione di rinvio a giudizio del giudice del Tribunale di Matera di una ventina di banditi, nella seconda metà del XVIII sec.
Ma non solo i banditi minacciavano le comunità locali. C’era un’altra minaccia, la prepotenza dei possessori di beni feudali, che si avvalevano delle disposizioni di leggi nel proprio esclusivo interesse. Ed è riportato ampiamente la controversia tra il Monastero di San Pietro Martire in Melito di Napoli e il responsabile feudale del posto.
La protesta dei religiosi, oggetto dei soprusi del feudatario del posto, acquista il tono di una rivendicazione solenne. Per questo viene riportata integralmente la lettera inviata ai vertici della Camera della Sommaria, in cui i monaci parlano di libertà, che va difesa strenuamente. E questo molti anni prima che scoppiasse la Rivoluzione Francese, che sancì i diritti dei cittadini, validi in ogni luogo e in ogni ora del giorno.
Non essendo un giurista, né un reporter né un articolista di fatti giudiziari, mi astengo dal fare l’opinionista molesto e insopportabile. Mi affido alla narrazione degli eventi così come descritti dai contemporanei. Incoraggiato in questo dall’insegnamento di Scipione Bella Bona, che rivolgendosi ai lettori dei suoi Raguagli della città d’Avellino, edito a Trani nel 1656, scrive: “E non havendo io havuto l’essere [non essendo vissuto] ne’ tempi, che succederono, quasi tutte le cose, de’ quali discorro, credenza per ciò non darmi si deve: tutta fiata su gli detti dell’Autori, Bolle, Regii Registri, Epitaffi, autentiche e veritiere scritture è fondato il mio dire”.

Virgilio Iandiorio

Il rapporto che si stabilisce con la città, o il paese, d’origine non è sempre scontato. Si va via da esso e poi si ha voglia di ritornarvi. Il rimanere stabilmente in un posto, a volte assume il sapore di un domicilio forzato; per cui si ha voglia di andare via. Il luogo di nascita, di residenza o di domicilio è parte di noi, ne siamo formati e ne riceviamo le impronte.
Quando un luogo è magnificato da quelli che non vi sono nati o che non ci vivono stabilmente, la lode acquista un valore doppio. Perché, si presume, fatta senza motivi affettivi (un figlio che ami i genitori è la regola), senza altri interessi velati o palesi, la lode di un estraneo, di un forestiero, è più significativa e importante di quella di un abitante.
Ho suddiviso questo lavoro in due parti: 1) la lode della città di Atripalda, fatta dall’avvocato Eliseo Danza nella prima metà del XVII secolo; 2) le lettere di Nicolò Franco indirizzate, nella prima metà del XVI sec., a Costantino Castriota, marchese di Atripalda, a testimonianza degli interessi culturali che coinvolgono non solo quella nobile famiglia, ma anche la città. Nell’una e nell’altra parte, l’attenzione è rivolta alla città sul fiume Sabato. La sorte non fu benevola con i Castriota di Atripalda, perché nello spazio di mezzo secolo finirono tutti i discendenti. Le lettere di Nicolò Franco, ci restituiscono un personaggio che fece parlare di sé nella difesa di Malta dai Turchi; non solo, ma anche per i suoi interessi letterari testimoniati dalle sue pubblicazioni.
Cinque secoli fa, il poeta e scrittore beneventano Nicolò Franco, per intingere la sua penna nella satira contro famiglie potenti del suo tempo, finì non in tribunale ma sulla forca a Roma per oltraggiose offese. Nel suo Epistolario, raccolta di lettere su vari argomenti indirizzate a personaggi noti e meno noti, un genere letterario molto in voga nel secolo XVI, l’autore beneventano ne scrive una indirizzata alla Lucerna, la lampada ad olio, con la preghiera di illuminare la sua esistenza con la luce della sapienza e della verità:” Deh cara lucerna mia, se iniquo vento non spiri mai contrario a la tua luce, e se con la vista ci sia concesso da i fati sormontare al cielo, al pari del più rilucente occhio, che tiene il giorno”.
E dalla Lucerna il poeta riceve una lunga risposta. La Lucerna, cioè Nicolò Franco, narra il suo viaggio non nei regni dell’oltretomba, alla maniera di Dante, ma sulla terra, dove l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso si ritrovano nelle forme quotidiane della vita. In questo viaggio nel mondo notturno, la Lucerna incontra per prima le donne, muse ispiratrici dei poeti, ma di bellezza solo esteriore. Che dire degli osti, dei sarti, dei mercanti. Ma la lista è lunga. Ci sono tutte le categorie sociali a combinare nottetempo imbrogli nelle loro attività. Sembrerebbe che da quest’Inferno, non si salvi niente. Eppure un Eden si trova anche sulla terra. E’ il mito dell’Arcadia che non ha mai abbandonato la cultura occidentale, la vita umile e onesta dei campi: “Veggo Allegrezza, che dispersa la maninconia in tutto, attende a sonar sampogne con la melodia di sì dolci canzoni, che i greggi, e gli armenti par che saltino, scherzino, e giostrino al suono, et al canto suo. Vo più oltre, e mentre bolle l’ansia di vedere, vo per lo mondo di cerchio in cerchio peregrinando. Non m’occorre cosa che mi contenti”.
Alla fine del viaggio la Lucerna giunge davanti ad un tempio con due porte, che apertisi mostrano il suo interno. Il potere politico con in testa Carlo V e una schiera di nobili, uomini e donne, amici stimatissimi del poeta. Ma è all’altra schiera, quella guidata dall’Eternità e dalla Fama, che il poeta si indirizza.” Comincio e con piacevolezza, e con prontezza, a far conoscere, ch’io non son qualche Lucerna da dovero, né da stuppino, come forse s’imaginano, et qual’ io mi sia, posso comparire fra tante lampe, e lampane”. Non ha paura il poeta di presentare le sue opere, perché la poesia si affida al “Vangelista Ovidio, che dice il vero”. Alla fine la Fama “pigliandomi per la mano , fa discostare tutte le torce, che accese le stanno intorno: e vuole ch’io stessa faccia luce a la Fama, mentre li legge”. E i poeti” quando volendo scriver la vita, ch’è la più cara cosa ne l’huomo, la finsero co ‘l carattere di una Lucerna: mostrando che tanto l’huom vive, quanto il lume vitale, e l’humor sempiterno de la sapienza, gli danno il cibo”.
Principi, duchi, marchesi, conti e baroni del Regno di Napoli hanno fatto la storia dei loro feudi e hanno riempito le cronache del loro tempo. Non pochi di essi, però, hanno legato il loro nome ad attività culturali o hanno speso il loro tempo coltivando gli studi letterari e l’amicizia degli uomini di cultura.
Due versi posti dal poeta francese Patrice De La Tour Du Pin (1911-1975) come introduzione al suo libro La quête de joie ( “la ricerca di gioia”) publicato nel 1933
« Tous les pays qui n’ont plus de légende / Seront condamnés à mourir de froid…. (Tutti i paesi che non hanno più leggende/ saranno condannati a morire di freddo)
sono quasi versi profetici per il nostro tempo. E oggi noi possiamo comprendere ancora meglio cosa significhi “morire di freddo” nelle nostre città, nei nostri paesi, dove sembra difficile ritrovare il senso stesso della vita.
Quei versi posti come incipit della sua raccolta di poesie sono sconvolgenti, essi hanno il senso e l’andamento di un salmo biblico. Tutto si racchiude in quei due sostantivi “leggenda” e “freddo”. Mi fanno ricordare quel passo di Plutarco (Moralia) in cui si dice che c’è una città fantastica dove gli abitanti pronunciano parole che si congelano per il freddo e si scongelano con il caldo; accade perciò che le parole dette dalla gente d’inverno vengono ascoltate solo con l’arrivo della stagione calda. Nel poeta francese, però, non è data questa possibilità di “scongelamento”, perché il “freddo” di cui parla è connesso con la morte.
Per quanto fantastiche possano essere le storie narrate, la leggenda suppone sempre un legame o storico o topografico o affettivo con la realtà, uno scopo di carattere religioso o civile valido a esaltare la vita sociale del gruppo, un’amplificazione ideale di un fatto, che viene elevato a simbolo della storia, degli ideali sociali e morali del popolo che lo crea. E sotto questo aspetto la leggenda simboleggia ciò che vi è di essenziale nel pensiero e nelle aspirazioni dell’anima popolare. La leggenda lavora, anche in maniera inconsapevole, sul dato storico o sociale per innalzarlo a valore rappresentativo del gruppo in cui prende forma.
Non avere “lègende” è come non avere più una identità, non avere un’anima, non avere aspirazioni. Patrice De La Tour Du Pin, volutamente mette la “leggenda” accanto alla gioia. Come la gioia che provava Eliseo Danza nel tessere le lodi di Atripalda, ricercandole nella storia della città; e Nicolò Franco nel coltivare l’amicizia con il marchese Castriota.
A leggere il racconto di Potockj, il lettore si pone la domanda: perché l’autore polacco ha ambientato la storia del bandito Zoto nella città di Benevento? Egli aveva conosciuto nei suoi viaggi in Italia lo status della città di Benevento, che pur ricadendo nel territorio del Regno di Napoli era sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa. Una situazione che favoriva quanti avessero voluto sottrarsi alla giustizia del Regno di Napoli trovando rifugio in un altro Stato, dove birri e giudici non avevano potere al di fuori del loro territorio.
Nella prima metà del XVII secolo l’avvocato e giurisperito Eliseo Danza ( Montefusco 1584- 1660) nella sua opera, intitolata «De Pugna Doctorum», il primo volume edito a Trani nel 1633, il secondo a Montefusco nel 1636 e il terzo a Napoli nel 1642, (16) discute accuratamente della punibilità degli imputati secondo le leggi in vigore nel Regno, esaminando ed illustrando molte sentenze dei tribunali in esso operanti.

Nel primo volume della sua opera, Eliseo Danza, trattando dell’Instrumentum, cioè gli atti pubblici, redatti secondo la prassi da un notaio, dedica un capitolo al problema se siano validi gli atti rogati nella città di Benevento, che non faceva parte del Regno di Napoli, anche per gli altri paesi e città del Regno.
Ecco la disquisizione di Eliseo Danza:
Indice degli argomenti: a) La città di Benevento è da considerarsi extra Regnum? b) Un istrumento rogato extra Regnum, può essere esibito e avere piena validità nel Regno? c) Che cosa si richieda perché un istrumento rogato extra Regnum possa essere valido nel Regno (17).
Di seguito l’ abstract degli argomenti. 1) Se la città di Benevento sia extra Regnum. 2) la città di Benevento fu donata alla Chiesa da Carlo Magno. 3) La città di Benevento fu conquistata da Roberto il Guiscardo e riconquistata dal pontefice Leone IX. La città di Benevento è sottoposta alla Sede Apostolica. 4) Elogio di Benevento e sua nobiltà. 5) per quanto la città di Benevento sia extra Regnum, essa ricade nel territorio del Regno. 6) Se la città di Benevento è soggetta al potere giudiziario che proibisce l’estradizione nel Regno. 7) Se l’istrumento rogato extra Regnum, possa essere esibito nel Regno. 8) La motivazione. 9) L’strumento redatto extra Regnum può essere esibito nel regno quando non ci siano opposizioni. 10) Se il Notaio istituito nel Regno, redige un istrumento, questo ha valore extra Regnum? 11) Un istrumento rogato extra Regnum, per avere la stessa efficacia nel Regno, deve essere contrassegnato dalle firme di altri tre notai. 12) Un istrumento stipulato extra Regnum ha validità nel Regno se è corredato dalle lettere di testimoni o della comunità del luogo in cui viene stipulato. 13) Come debbono essere le lettere testimoniali. 14) se un istrumento rogato extra Regnum senza lettere testimoniali, può essere comprovato da testimoni. 15) In che modo i testimoni depongono su questi requisiti. 16) L’ufficio del Notariato non discende per via naturale, ma dalle competenze. 17) Non si suppone che una vedova sia tale, se non viene comprovato. 18) Una vergine si suppone che lo sia, perché la sua peculiarità è naturale. 19) La povertà è naturale e si presuppone. 20) Se un mandato, o una procura, fatto extra Regnum abbia validità nel Regno. 21) Un testamento redatto extra Regnum, se ha validità nel Regno e in che modo vada letto. 22) Se i contraenti non riconoscono il Notaio, il Notaio deve provare il titolo. 23) Se i contraenti negano che l’istrumento sia stato scritto dalla mano del Notaio, si richiede un altro riscontro e quale riscontro.
V. I.

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Editorial Review

 

LE PARTI DI CUI SI COMPONE L'OPERA CON LE TRADUZIONI DA ELISEO DANZA

 

Nota introduttiva dell’Autore
il manoscritto ritrovato a saragozza p. 7

Capitolo I.
Zoto il bandito
del sannio p.11
Il Manoscritto p.13
Come si diventa bandito p.15
La violenza non produce quasi mai gli effetti desiderati p.19
Tutto sta a cominciare con un delitto p.22

Capitolo II
Benevento città
non soggetta a sanzioni p.27
La disquisizione di Eliseo Danza p.28
Gli atti notarili valicano i confini degli Stati p.32
Malviventi che trovano rifugio nel Ducato p.37

appendice ii capitolo p.41

Capitolo III
Scelleratezze di banditi
nelle massarie p.53
Perseguitati dal pregiudizio p.56
Il paese dei banditi p.62
Confessioni dubbie p.65
Banditi che vendono refurtiva p.68
Anche i banditi mangiano p.71

Capitolo IV
Quando nella rissa
ci scappa il morto p.77
La compravendita dei titoli nobiliari p.78
«Disceptatio» pro Vincenzo Petrillo p.80
Presunte irregolarità di Don Giovanni Angelo p.82
Il «fuorbando» introdotto a Napoli p.83
Un esempio di «decisio» p.86

appendice iv capitolo p.88

Capitolo V
Prepotenti e malviventi
in abito legale p.93
Lo studio di Giulio Capone p.94
La devastazione dei soldati di Muscettola p.95
Le disquisizioni p.99

Capitolo VI
La protesta dei Monaci del Convento di Melito
presentata alla Regia Camera p.121
Baroni contro monaci, monaci contro barone p.122

appendice vi capitolo
disceptatio 230 p.130
disceptatio 232 p.149
capone presentato da lorenzo giustiniani p.155

Note p.159

1. Jan POTOCKI, Manoscritto trovato a Saragozza, Corbaccio, trad. it. Di Giovanni Bogliolo, Varese, 1990.
2. Il Grande Sejm era l’assemblea parlamentare (sejm) della Confederazione polacco-lituana attiva a Varsavia tra 1788 e 1792 cfr. https://www.istitutocalvino.edu.it › blog › 2018/05 › eu...
3. Enciclopedia on line Treccani s.v. Potocki. Wikipedia https://it.wikipedia.org › wiki › Jan_Potocki
4. Jan POTOCKI, op. cit. Introduzione di René Radrizzani.
5. J. POTOCKI, op. cit. Giornata quinta pp.75-84; G. sesta pp.86-98, G. settima pp.99-108.
6. Ibidem, Introduzione.
7. L’onza (o oncia) è stata una moneta che ebbe corso nel Regno di Sicilia nel XVIII e nel XIX. Si tratta di una moneta di conto, cioè utilizzata nella contabilità come semplice misura del valore dei beni.
8. J. POTOCKI, op. cit. p. 78
9. Lacchè: Domestico o valletto in livrea che, nei sec. 17° e 18°, seguiva o precedeva a piedi i padroni o la loro carrozza.
10. J. POTOCKI, op. cit. p.78.
11. Creato, era detto chi viveva o lavorava in una famiglia di elevato rango sociale.
12. J. POTOCKI, op. cit. p.79.
13. Il passo e i versi in francese sono in Vittorio IMBRIANI, Dio ne scampi dagli Orsenigo, Roma.1876. Cap. XVII: Lividi esibiti come prove di attaccamento: di amore. Di pensieri così, dell’Imbriani, o dei proverbi – ricordati di picchiare tua moglie, lei sa perché – sono pieni i verbali raccolti dalle poliziotte o dalle volontarie delle case rifugio. Vittorio Imbriani, giureconsulto e letterato (Napoli, 27 ottobre 1840 – Napoli, 1º gennaio 1886) attento studioso della letteratura popolare, raccolse e pubblicò fiabe, canti e novelle della tradizione orale. Cfr. Giuseppe IZZI, D. B. I. Treccani, vol. 62, 2004 s. v. Imbriani, Vittorio.
14. J. POTOCKI, op. cit. p.
15. Ibidem. P. 87.
16. Altre notizie sulla vita e le opere di Eliseo Danza in Virgilio Iandiorio, Il crimine nel Seicento, ABE Avellino 2016.
17. Eliseo Danza, Tractatus De Pugna doctorum, Trani 1633, tomo I p.468-483 De Instrumento.
18. Montefusco (in provincia di Avellino) era la patria di Eliseo Danza.
19. Marino FRECCIA, De subfeudis baronum, Venezia 1579.
20. Carlo TAPIA, Ius Regni Neapolitani, ex constitutionibus, capitulis, ritibus, pragmaticis, Neapolitanorum priuilegijs tum impressis, tum etiam non adhuc typis traditis desumptum. Carolo Tapia [...] consiliario compilatore, Neapoli, ex typographia Io. Iacobi Carlini, 1605-1643.
21. Pietro FOLLERIO, Practica criminalis, Lione, eredi di Giacomo Giunta, 1556. Cfr. Gustavo Adolfo Nobile Mattei, Il Vangelo e la spada La giustificazione della legge e del processo nella Canonica criminalis praxis di Pietro Follerio, in HISTORIA ET IUS - ISSN 2279-7416 - DOI 10.32064/20.2021.17 – 1 dicembre 2021. Cfr. PRATTICA DE GLI OFFICIALI REGII, E BARONALI DEL REGNO DI NAPOLI OVE SI TRATTA DELLA POTESTA del Viceré, de sette offici del Regno e de’ Capitani deputati nell’amministrattione di Giustitia; RACCOLTA DAL D OTTOR GIo. FRANCESCO de Leonardis Napolitano. Napoli 1643.
22. Scipione ROVITO di Tortorella, Pragmaticarum Regni Neapolitani commentaria, Venezia 1590 e sempre a Venezia nel 1611, Pragmaticae edicta regiæque sanctiones regni Neapolitani ne dum quæ vsque ad postremam compilationem factam per v.i.d. Scipionem Rouitum in eiusdem regni supremis tribunalibus causarum patronumeditæ fuerunt.
23. Giovan Francesco CAPOBIANCO, Tractatus de Iure et Officio Baronum erga Vassallos Burgensis seu mavis Aurea Commentaria super Pragmaticis de Baronibus, Napoli 1614.
24. Paolo FUSCO, De visitatione et regimine ecclesiarum: libri duo, Roma 1616]
25. Antonio GABRIELLO, Communium Opinionum Syntagma sive Receptarum I. V. Sententiarum - Tomus Primus-Quartus, Lugduni 1584.
26. Caesar URSILLUS, Aureae iurium additiones, annotationes, et quaedam adve, Venezia 1582. Questo Giureconsulto era nato a Teano (CE) alla fine del secolo XV, fu sindaco di Teano fra il 1535 e il 1536 ed esercitò la professione a Napoli. Suoi contributi si trovano in Matthaeus de Afflictis, Thomas Grammaticus, Caesar Ursillus, Decisionum sacri regii neapolitani consilii, Francoforte 1600.
27. Ad essere precisi, questo snodo della Canonica Criminalis Praxis non è opera di Follerio ma costituisce un’addictio di Francesco Antonio, presente già nella prima edizione nel 1570. In questo capitolo, le interpolazioni del monaco vastese (Franciscus Antonius monachus Histoniensis) sono particolarmente frequenti. Cfr. Gustavo Adolfo NOBILE MATTEI, Il Vangelo e la spada La giustificazione della legge e del processo nella Canonica criminalis praxis di Pietro Follerio, op. cit.].
28. Robero MARANTA giurisperito di Venosa (1490- post 1535) pubblicò Consilia, Venezia, 1591.
29. Franceso Robortelli (Udine, 1516 – Padova, 1567) è stato un umanista italiano.
30. Matteo d’AFFLITTO, Decisiones Sacri Consilii Neapolitani, Venezia 1564]
31. Prospero CARAVITA (Eboli, ... – 1580) giurisperito, ha scritto Commentarium super pragmaticam “Filiorum familias” et pragmaticam “De exsulibus”, Eboli (1557).
32. Giovanni Giacomo MASULLO, Aureae et analyticae additiones ad decisiones.... Neapoli, 1604.
33. Johannes Paulus GALTERIUS, Practica criminalis instrumentaria : in qua praeter caeteros, qui hactenus, de ea re scripsere, optima methodo, [et] ordine de instrumenti publici forma ... (apud Aegidium Longum, 1627).
34. Carlo TAPIA, Ius Regni Neapolitani, ex constitutionibus, capitulis, ritibus, pragmaticis, Neapolitanorum priuilegijs tum impressis, tum etiam non adhuc typis traditis desumptum. Carolo Tapia [...] consiliario compilatore, Neapoli, ex typographia Io. Iacobi Carlini, 1605-1643.
35. Niccolò PASSERI, De scriptura privata tractatus novus plenissimus De enunciativis verbis tractatus novus et locupletissimus Nicolao Genua patavino I. C. celeberrimo atque plaeclarissimo authore in libros quinque distinctus Apud Rubertum Meiettum, 1621. Niccolò Passeri nacque a Genova nel 1584, e morì nel 1615, virnr indicato anche come de’ Passeri.
36. Giovanni Maria NOVARIO, Praxis aurea priuilegiorum miserabilium personarum in qua complures materiae in earum fauorem in usu forensi quotidianae, et frequentes dilucide, breviter, exacteque tractantur, ac exornantur ; opus cunctis in scholis, et in foro tum ecclesiastico, cum saeculari apprime utile, ac necessarium Neapoli (ex Typographia, & expensis Dominici de Ferdinando Maccarani, 1623) . Inoltre , Io. Mariae Nouarii ... Praxis seu Tractatus absolutissimus electionis et variationis fori ...Neapoli (apud haeredes Tarquinij Longi :, 1621), e ancora Collectanea et decisionum reportata in Regni Neapolitani pragmaticas sanctiones, edictaue regia ... Venetiis (apud Iuntas, 1622.
37. Bernardino MOSCATELLO, Variarum practicarum et Tractatuum Civilium et Criminalium Opera Omnia. Venetiis, Hered. Andreae Pellegrini, 1615.
38. Vincentius de FRASNCHIS, Decisiones sacri regii consilii Neapolitani, Torino 1591 -Vincenzo de Franchis (1531-1601), era presidente del Sacro Regio Consiglio, cioè la Corte suprema di ultima istanza del Regno di Napoli, e reggente del Supremo Consiglio d’Italia.
39. Matteo de AFFLICTIS, Decisiones Sacri Regii Consilii Neapolitani, Napoli 1588-Matteo d’Afflitto, in latino Matthaeus de Afflictis (Napoli, 1447 circa – Napoli, 1523).
40. Giovanni Battista DI TORO, Aureum compendium omnium decisionum regni Neapolitani, hoc est Regii Collateralis Consilii, Sacri Regij consilij, Regiae Camerae Summariae, Magnae CuriaeVicariae, ac omnium eiusdem Regni Audientiarum, Napoli 1620.
41. Eliseo DANZA, op. cit. tomo II p. 172
42. Ibidem, p,154 “ De armatione per campaneam”.
43. Damigela HOXHA, MASCULUS FACTA SUM Indagini storico-giuridiche sulla maschilizzazione fra tardo Medioevo ed Età Moderna, Bologna 2024 riporta in appendice l’episodio riferito da Eliseo Danza nel suo Tractatus De Pugna Doctorum. Scrive la Hoxha:“Un carattere della ricerca storica intorno a un argomento come questo è nella presenza soltanto parziale di punti di riferimento stabili, giacché le fonti possono e devono essere rintracciate negli ambiti più diversi e imprevedibili. Studiando la maschilizzazione, si ha a che fare anzitutto con fatti, in una concezione ampia di «diritto», che riunisca diritto dotto e diritto tradizionale, norme sociali, norme religiose e norme giuridiche”.
Cf. anche Gustavo Adolfo NOBILE MATTEI, Eliseo Danza. L’immaginario creativo di un giurista barocco, in Atti del IX Convegno Nazionale ISLL Università del Molise - Campobasso 30/6- 1/7 2022 - The Online Collection of the Italian Society for Law and Literature Vol. 16 /2023 “Per lo storico, questi volumi si rivelano una miniera inesauribile di informazioni perché, nella loro disorganicità, si focalizzano sui problemi più scottanti dell’epoca: forgiudica, procedimento ad modum belli, uffici pubblici, crimini sessuali, conflitti di giurisdizione, regime carcerario, corpo del delitto, questioni salariali e guidatico sono solo alcuni dei temi che impegnano il Nostro come avvocato prim’ancora che come scrittore. Ogni riflessione teorica è puntualmente condita con la sapida narrazione di controversie alle quali egli stesso ha preso parte”.
44. “Masserie, tratturi, poste: sono state le parole che hanno scandito il fluire del tempo per secoli nel Meridione ed hanno caratterizzato la storia della società contadina prima dell’era industriale”, in Scuola Media Statale F..C. Villareale Lavello (PZ) ANNO SCOLASTICO 2001/2002
45. Ibidem, eadkonG.com https://it.readkong.com › page › la-memoria-di-masserie-
46. Maria Carmela GRANO, PAESAGGIO, STRUTTURE RURALI E ARCHITETTURA POPOLARE NELLE PROVINCE DI POTENZA E MATERA pp.131-279, in Cultural Landscapes: Metodi, strumenti e analisi del paesaggio fra archeologia, geologia, e storia in contesi di studio del Lazio e della Basilicata (Italia) a cura di Germano Gabrielli Maurizio Lazzari, Canio Alfieri Sabia Stefano Del Lungo, BAR International Series 2629, 2014.
47. Anche se si riferisce a fatti avvenuti nel sec. XVIII, la dinamica degli eventi relativi al brigantaggio di campagna non doveva differire di molto da quelli che erano avvenuti nel XVII secolo. La relazione dell’avvocato Fabio Mazzei, che si può leggere on line Internet Culturale https://www2.internetculturale.it › search, è la descrizione fedele di quello che accadeva in una scorreria di campagna.
48. Pier Luigi ROVITO, Funzioni pubbliche e capitalismo signorile nel feudo napoletano del Seicento, in Bollettino Del Centro di Studi Vichiani 16:95-156 (1986) p. 97
49. Ibidem, p.105
50. Ibidem, p.102
51. Ibidem, p.125
52. Ibidem, p.122
53. Lorenzo GIUSTINIANI, Memorie Istoriche degli Scrittori Legali del Regno di Napoli, Napoli 1787, t. I p.195. “ Giulio Capone nato in Napoli sul cominciare dello scorso secolo (1612), in cui fiorì dipoi egregiamente nel foro e nella cattedra, per quanto ne accennano il Toppi, il Giannone, e l ’ Origlia . Le sue opere sono un sicuro monumento a farlo credere uomo di qualche conto per i suoi tempi… Costantino Cafaro, scrittore contemporaneo, ce lo descrive per un uomo lepidissimo, e cotanto grazioso finanche nelle sue lezioni... Morì nel 1673. e fu seppellito cogli onori di Conte Palatino nella Chiesa di S. Paolo de’ RR. PP. Teatini, lasciando ad Antonio Romano la sua speciosa Libreria del valore di ducati 20.000 e più, a dir del Toppi, a cui potremo prestar credenza, come scrittore contemporaneo… Ne abbiamo le seguenti opere: 1. Tractatus de dote spectata… Neapoli 1651; 2. Institutiones canonicae… Neapoli 1652; 3. Tractatus de pactis , et stipulationibus.. Neapoli 1661; 4. Controversiae forenses utriusque iuris et fori, Neapoli 1673; 5. Disceptationes forenses, Neapoli 1672-76. Per quanto riguarda il luogo di nascita, l’affermazione del Giustiniani è stata corretta, perché Giulio Capone era nato ad Otranto, anche se trascorse la sua vita a Napoli cfr. Aldo MAZZACANE, in DBI Treccani vol.18, 1975 s. v. Capone Giulio.
54. Julii CAPONI, Disceptationum Forensium, Lugduni 1677 t. IV p.118 Disceptatio 260.
55. Giorgia ANTONINI, Delle azioni umane La figura di Francesco Antonio MARCUCCI nella cultura storico-letteraria e teologica del Settecento, Università degli Studi di Urbino Carlo BO, corso di Dottorato di Ricerca in Culture Umanistiche, Anno Accademico 2016-2017 p.159. “Diana Antonino (Palermo, 1585 –Roma, 1663): fin dalla gioventù si dimostrò assai portato alle lettere, dando saggio delle sue doti con alcune canzoni in lingua vernacola. Il 30 sett. 1614 fu ammesso nell’Ordine dei chierici regolari o teatini nella casa di S. Giuseppe di Palermo: il periodo di noviziato si concluse il 2 febbraio 1616 con la solenne professione. Egli si dedicò massimamente allo studio della teologia morale, da lui ritenuta lo strumento più utile alla società umana. Fertile scrittore, produsse in breve tempo un’enorme mole di scritti riguardanti i più svariati casi di coscienza, che raccolse in una specie di miscellanea intitolata Resolutionum moralium e che in seguito diede alle stampe in tappe successive. Giunto a Roma nel 1637 sulla scia del successo delle sue opere, occupò la carica di esaminatore dei vescovi sotto i pontificati di Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII; da quest’ultimo fu anche nominato esaminatore del clero romano e incaricato di esaminare le proposizioni di Giansenio” in Paolo PORTONE, DBI, vol. 39, 1991), https://ora.uniurb.it › phd_uniurb_263715 PDF.
56. Soffione: nome generico di bocche da fuoco, fucili, razzi e simili.
57. Marzia LUCCHESI, La confisca nel regno di Napoli : primi spunti ricostruttivi, in Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines [En línea], 129-2 | 2017, Publicado el 03 abril 2018, https://journals.openedition.org › mefrim
58. Francesco di CHIARA, Le Raccolte di Decisiones. I Supremi Tribunali del Regnum Siciliae, Palermo University Press, 2017 https://iris.unipa.it › retrieve › Monografia
59. Cfr. Marco CORCIONE, Modelli processuali nell’Antico Regime. La giustizia penale nel tribunale di campagna di Nevano, Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore, 2002, n. 48- Cfr. Riniero ZENO, Il procedimento di “bando e forgiudica” nel Regno di Napoli e di Sicilia, «Rivista penale», vol. LXXII, 1910, fasc. 1 pp.5-21. Cfr. Gaetano CONTE, Due Ragazzi scoprono un tesoro a Pantelleria. Licenzee Trovature nel Tardo XV Sec. Mediterranea - ricerche storiche - Anno XXI - Agosto 2024. https://www.storiamediterranea.it › 2024/09 › 2-G. Cfr. Rosalba SORICE, “Quae omnia bonus iudex considerabit”, La giustizia criminale nel Regno di Sicilia (sec. XVI), Università di Catania pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza, nuova serie 233, Torino 2009.
60. Pier Luigi ROVITO, Funzioni pubbliche e capitalismo signorile, cit.
61. Julius CAPONE, Disceptationes forenses, Volume 4 Lugduni 1674, Disceptatio CCLX
62. Nel corso del medioevo il termine “angarìe” passò ad indicare genericamente degli oneri o prestazioni di tipo personale, spesso a carico delle popolazioni rurali; il termine può essere sinonimo di corvée.
63. Dei mulini del grano, ne esistevano di due tipi. Uno era il mulino a braccia (spesso chiamato centimolum), relativamente leggero, indispensabile nelle zone povere d’acqua; l’altro era il mulino ad acqua cfr. MARTIN Jean-Marie, Les campagnes de l’Italie méridionale byzantine (Xe-XIe siècles) in Mélanges de l’école française de Rome Année 1989 101-2 pp. 559-596. Dei mulini nel secoli XVI.XVII, riferendosi alla città di Cori nel Lazio, parla diffusamente Ettore DI MEO, Economia e società a Cori tra Cinque e Seicento Organizzazione e disposizioni normative, strutture produttive e commercio, Cori 2016, in arbusti/storia Quaderni di Annali del Lazio Meridionale; in particolare le pp.66-73 dedicate a Le strutture produttive Mulini e montani. “Per quanto riguarda i mulini che si trovavano dentro le mura urbane, per forza di cose dovevano invece utilizzare l’energia animale (o magari umana); anche questi sono menzionati negli statuti: chiunque volesse facere centimolum, cioè un mulino a cavallo (moulin libro I Delle leggi à cheval – horse- mill), aveva diritto a 40 soldi, mentre se si trattava di ripararne uno vecchio il comune si impegnava a dare 20 sold” p.69.
64. La bulla in coena Domini era un documento papale pubblicato ogni anno il Giovedì santo, e che riguardava decisioni importanti della Curia Pontificia in tema di scomuniche e censure.
65. Erano chiamati Monti gli enti che gestivano il debito pubblico o avevano funzioni assistenziali. C’era anche con questo nome la famiglia Delli Monti che “si rese molto chiara nel sec. XVI…ebbe il marchionale feudo di Corigliano d’Otranto, che le fu concesso da Carlo V nel 16 gennaio 1534”, Provincia di Brindisi https://emeroteca.provincia.brindisi.it ›Pompeo d...
66. I cedoloni erano manifesti che venivano fatti affiggere in vari luoghi pubblici. Hedie XHYHERI, Presenze Albanesi nella Cultura Veneta tra XV e XVIII secolo: Editoria e Teatro. Scanderbeg tra Commedia a Soggetto e Genere Tragico, Università Ca’ Foscari, Venezia a.a. 2016-2020 riferisce questo episodio:” Girolamo Messio nello specifico ordì un attacco micidiale contro i frati [Girolamini di Tarvisio], (forse conosceva analoghe pratiche attuate a Roma da Pietro Aretino), denigrandoli attraverso “ceduloni”, ossia manifesti che venivano fatti affiggere in vari luoghi pubblici, nei quali i frati apparivano in una galera spinta dai demoni” p.27.
67. Giovambattista Spinola, 1615-1704, in quell’anno era arcivescovo di Acerenza e Matera.
68. La grància (o gràngia) era “costituita inizialmente da edifici rurali sui terreni di un’abbazia per la custodia dei prodotti agricoli, e in seguito (sec. 12°) trasformata, per il lavoro manuale dei monaci stessi, in una piccola comunità monastica governata da un rappresentante dell’abate e una unità economica (fattoria) amministrata dal cellerario o monaco «granciere»; ampliata dalla popolazione laica dei salariati, contadini, pastori, piccoli artigiani, diede origine a villaggi rurali che conservano tuttora la denominazione originaria” Treccani, Vocabolario on line, s. v. gràngia.
69. Francesco Maria MANTICA (Venzone, 20 marzo 1534 – Roma, 28 gennaio 1614) è stato un cardinale e giurista italiano, il suo De conjecturis ultimarum voluntatum fu uno dei testi più studiati e pubblicati tra il 1500 ed il 1600.
70. Giovanni Pietro Sordi (1528 – 1598), Tractatus de alimentis plenissimus, et omni hominum generi, praesertim in praxi et foro, utilissimus. In quo universa alimentorum materia, Nempe cui et a quibus, quando, quomodo, qualiter, quandiu, qua praestari, peti, repeti, aut denagari debeant, veldurante lite, vel eadem cessante lite, vel eadem cessante : additis cum specialibus corundem privilegiis, tum praeceptis generalibus, 397, Quaestionibus docte et fideliter absoluitur. Authore D. IOAN. PETRO SURDO I.C. CASALENSE, et Senatore Praeclariss. Ludguni, Sumptibus Horatij Cardon, 1602. A Casale risiedeva Giovanni Pietro Sordi primo consignore infeudato di Coniolo nel 1589, presidente del Senato sia di Casale che di Mantova, ambasciatore del duca Vincenzo Gonzaga presso papa Clemente VIII° e autore di opere legali stampate a Lione, Francoforte e Venezia. Cfr. Gian Paolo MASSETTO, DBI Treccani, vol. 93, 2018 s.v. Sordi Giovan Pietro.
71. Agostinho BARBOSA (Guimarães, 17 settembre 1590 – Ugento, 19 novembre 1649) è stato un teologo, giurista e vescovo cattolico portoghese. Sono del 1632 i trattati De officio et potestate parochi, De officio et potestate episcopi- De canonicis et dignitatibus aliisque beneficiariis cathedralium et collegiatarum ecclesiarum (Roma 1621).
72. Filiberto MARCHINO, De peste, Firenze 1633 Belli diuini siue Pestilentis temporis accurata, et luculenta speculatio theologica, canonica, ciuilis, politica, historica, philosophica...
73. Luis de CASANATE (ca. 1560-1635) – giurista e scrittore spagnolo. Consiliorum, sive responsorum. Volumen primum, Zaragoza : Carolum de Lauayen et Ioannem a Larumbe., 1606.
74. Giovan Vincenzo d’ANNA, Septuaginta allegationes.. Venezia 1576 cfr. L. Giustiniani,op. cit., vol 1 p. 72 s. v. G. V. d’Anna.
75. TESAURO Gaspare Antonio (1563- 1617?] cfr. Paolo Casana, DBI Treccani vol.95 (2019) s. v. Tesauro Gaspare Antonio.
76. Giovanni Visconti (1589-1547) “ A Pisa nel 1615 fu nominato lettore di istituzioni di diritto civile, cattedra che tenne fino al 1622; nel 1623 fu straordinario di diritto civile e dal 1624 al 1628 ricoprì la prestigiosa cattedra di Pandette” in Adelisa MALENA, DBI Treccani vol.99, 2020 s. v. Visconti G.
77. Donato Antonio De Marinis (Giungano- SA-, 1599 – Napoli, 1666) è stato un avvocato e magistrato italiano, autore di Resolutionum quotidianarum Iuris Pontiûcii, Caesarei et Regni Neapolis liber primus, Napoli 1641; a Venezia, nel 1713, venne stampata Summa et observationes ad singulas decisiones Regiae Camerae Summariae Regni Neapolis.
78. Baldo degli UBALDI (1327-1400) è autore di Consiliorum sive responsorum, opera pubblicata a Venezia nel 1575
79. Cesare URSILLO, Aureae iurium additiones, annotationes, et quaedam advertentiae, cum quibusdam novis decisionibus casibusque in facto contingentibus, ad decisiones sacri consilii, D. Matthaei de Afflicto, Napoli 1582.
80. Tommaso GRAMMATICO (1473-1556) cfr. Aldo Mazzacane, in DBI Treccani vol.58, 2002 s.v. Grammatico Tommaso.
81. Alberico GENTILINI detto il Maceratese, autore della raccolta Lectionum et epistolarum quae ad ius civile pertinent libri I-IV , edito nel 1583.
82. Marcantonio GENOVESI, Tractatus de Ecclesia, : sive Practicabilia ecclesiastica ... / Authore Marco Antonio Genuense, Romae : apud Iacobum Mascardum, 1620 . Genovesi Marco Antonio, fu vescovo di Montemarano (AV) dal 1603 al 1611, successivamente venne nominato vescovo di Isernia e Venafro, e rimase in carica fino alla morte nel 1624.
83. Francesco de PISTORIO, prevosto della cattedrale di Torino, vicario vescovile e personaggio di primissimo piano nella Chiesa e nella cultura della città piemontese nel XV sec. Cfr. Paolo ROSSO, La scuola nelle corti tardomedievali dell’Italia nord-occidentale : circolazione di maestri e di modelli, in Mélanges de l’École française de Rome – Moyen Âge 127-1 (2015).
84. Giacomo Antonio MARTA è stato un famoso giurista (Napoli 1559 - Mantova 1628) Ci restano di lui repetitiones, disputationes, decisiones, consilia, trattati e una Compilatio totius iuris controversium (6 voll., 1620), dove l’autore tratta delle maggiori controversie di diritto comune, Treccani enciclopedia on line. Cfr. Federico ROGGERO, Galleria dell’Accademia Cosentina -Giacomo Antonio Marta Iliesi-Cnr https://www.iliesi.cnr.it › ATC › htm › accos › Marta.
85. Vincenzo de FRANCHIS, 1530-1601, Decisiones sacri regii consilii neapolitani, Venezia 1586
86. Domenico TASSONE, Observationes Jurisdictionales Politicae, ac Praticae ad regiam pragmaticam sanctionem editam de anno 1617, quae dicitur De Antefato, Napoli, MDCCXVI. Sul Tassone, GIUSTINIANI, op. cit., III, p. 205 e ss. – Marco CORCIONE, Modelli processuali nell’antico regime La giustizia penale nel Tribunale di Campagna di Nevano, Istituto di Studi Atellani, giugno 2002.
87. Giovan Vincenzo d’ANNA, op. cit. alla nota 74.
88. Garzia MASTRILLO (1570-1620, Decisionum Consistorii Sacrae Regiae Conscientiae Regni Siciliae, Liber Primus, Panhormi 1606.
89. Fulvio LANARIO, avvocato fiscale all’ epoca del viceré Monterrey (1631-1637)- Ioan Antonii Lanarii, Repetitiones feudales… cum additionibus ad instar repetitionum per Fulvium Lanarium, advocatum primarium auctoris nepotemNapoli 1630 .
90. Marina EVANGELISTI, Riflessioni sulla natura e l’evoluzione del ius prohibendi, in Koinonia, Rivista dell’Associazione Internazionale di Studi Tardoantichi 2017 n. 41 pp.423-448.
91. RICCIO Giovanni Luigi, Decisiones aurei curii archiepiscopalis neapolitani, in quibus praxis rerum ciuilium, criminalium, et ecclesiasticarum in eadem Curia tractatarum dilucide continetur, Venetiis 1647.
92. Giasone del MAINO (1435-1519), Repertorium in Iasonis Mayni Commentaria, Venezia, Lucantonio Giunta, 1585.
93. Niccolò TEDESCHI, detto Panormitano (Catania, 1386 – Palermo, 24 febbraio 1445), cfr. Orazio Condorelli, DBI Treccani vol. 95, 2019 “I Commentaria erano una miniera di dottrine e di materiali che sollecitavano intelligenti lettori a estrarne gli insegnamenti essenziali”.
94. Su Bartolomeo CIPOLLA, cfr. Giovanni ROSSI (a cura), Bartolomeo Cipolla: un Giurista Veronese del Quattrocento tra Cattedra, Foro e Luoghi del Potere, Atti del Convegno internazionale di studi (Verona, 14-16 ottobre 2004), Verona 2009.
95. Enrico di ROSENTALL, Henricus a Rosentall (giurisperito tedesco del XVII secolo), Tractatus et synopsis totius iuris feudalis, Geneva, 1610.
96. Cesare URSILLO,
97. Guido PAPA (Saint-Symphorien-d’Ozon, 1402 circa – Grenoble, 1487 circa) è stato un giurista francese del XV secolo, avvocato e consigliere delfinale a Grenoble. Pubblicò Consilia, Erben, Sigmund Feyerabend, 1594.
98. GRAZIANO (Etruria centrale (Chiusi o Ficulle), 1080 circa – Bologna o Chiusi, 10 agosto metà del secolo XII) è stato un “giurista italiano, tra i più influenti studiosi del diritto canonico,- Decretum (Concordia discordantium canonum): un insieme di canoni e decretali raccolti e spiegati in maniera innovativa, con moderna e autonoma scientificità giuridica” cfr. Diego QUAGLIONI, DBI Treccani, vol.59, 2002 s. v. Graziano.
99. Antonio CAPECE, Decisiones nouae Sacri Regii Concilii Neapolitani, nunc editae per excellentissimum uirum iuris utriusque doctorem dominum Antonium Capycium regium consiliarium ad omnes ferme quotidianos casus enucleandos causidicis omnibus nedum utiles,sed perquam necessariae. Cum indice accuratissimo, copiosissimoque, Venezia: eredi Lucantonio Giunta, 1541. Cfr. Salvatore FODALE, in DBI Treccani vol.18, 1975 s.v. Capece, Antonio.
100. Giulio CLARO, criminalista (Alessandria 1525 - Cartagena 1575) “La sua opera maggiore, Sententiae receptae (1555-59), tratta nei primi quattro libri il diritto civile e il feudale, e nel quinto, cui il C. deve soprattutto la sua fama, la materia criminale” Treccani Enciclopedia on- line s. v. Claro.
101. Renato COPPINO, De legibus municipalibus item de summis Gallicarum consuetudinum regulis, Paris 1581 – Monasticon seu de jure Caenobitarum, Paris 1601. Cfr.Bibliotheca Rosenkrantziana sive Catalogus Librorum rarissimorum, Hafniae 1696.
102. Ottaviano CACHERANO d’Osasco, Decisiones Sacri Senatus Pedemontani, Torino 1609. Valerio CASTRONOVO, DBI Treccani vol.16, 1973 s.v. Ottaviano Cacherano.
103. Arnold von Reyger, 1559-1627. Giurista, signore ereditario di Glabeck, nato il 17 gennaio 1559, dovette fuggire (intorno al 1581 o al 1586?) dalla sua patria, i Paesi Bassi, a causa di disordini politici e militari e trovò una sistemazione ospitale presso amici intimi a Münsinger (vedi su di lui A. D. B. XXIII, 22 seg.) a Helmstedt; Espresse la sua gratitudine per la gentilezza dimostratagli, fornendo alle due opere più importanti di Münsinger, l’Apotelesma sive Corpus perfectum Scholiorum ad Institutiones e il Singularum Observationum Iudicii Imperialis Camerae Centuriae sex, migliaia di preziose note e aggiunte, che arricchiscono la letteratura… Nel 1605 poté uscire in una forma sostanzialmente migliorata e con dimensioni doppie con il titolo Thesaurus iuris. — Inoltre disponiamo anche di opere indipendenti, tra le quali sembra che abbiano avuto particolare successo le “Disputationes ad processum iudiciarium” scritte a Jena. Non si sa nulla dei possibili ulteriori eventi della sua vita né dell’anno della sua morte, che alcuni hanno arbitrariamente fissato al 1615. Deutsche Biographie https://www.deutsche-biographie.de › ... Apotelesma - Thesaurus juris locupletissimus et copiosissimus, qui instar bibliothecae instructissimae esse poterit cum in eo non solum variae juris materiae, sed etiam maxima ex parte decisae sint in usum eorum, qui in aulis & foro versantur, ... In tomos duos digestus opera & studio Arnoldi de Reyger, ... Adiecto indice capitum, materiarum 1616 -Disputatio de regalibus Ex cap. unic. Quae sint regalia in usib. feud. Quam praeside, Jena 1594] lib.2 cap.3 num 59; così Koppem [Koeppen (köppen), Johann von, Decisiones f., 1600 Decisiones * Ioannis Koppen [= Coeppen] et eiusdem * Enucleationes in formam partim consiliorum partim decisionum - Magdenburgi ~ 1600], cfr. Ernst Landsberg in wikisource.org https://de.wikisource.org › wiki
104. Andrea MOLFESE, <1573-1620> Promptuarii triplici iuris, diuini, canonici, et ciuilis, seu Summae moralis theologiae, Napoli 1619 - Commentaria ad consuetudines Neapolitanas per quaestiones distributa. Accesserunt eiusdem authoris consilia qua his ipsis rebus elucidandis mirifice faciunt, Napoli 1613.
105. Camillo BORRELLO, De magistratuum edictis tractatus, Venezia 1620 - Camillo BORRELLO, Decisionum universarum, et totius christiani orbis rerum omnium iudicatarum, summa…, Venecia, apud Iuntas, 1618 - BORRELLO (Camillo). De Regis Catholici Praestantia. Eius Regalibus Juribus, et praerogativis Commentarii. Opus, novitate rei, jucundum; Doctrinarum, ac scientiarum diversitate perspicuum, Authorum, et scriptorum varietate, eleganter, et laboriosem dispositum: in quo ejusdem Regis Regnorum, ac Dominiorum suorum Jura, privilegia, et prerogativae enucleantur. Omnia insuper Jura Regalia, cum in Feudorum libris, tum alibi dispersim tradita, ad supremos Principes pertinentia, digestis per amplissimos Commentarios locis, novo, miro, pulchroque ordine declarantur. Juris Canonici, et Civilis studiosis, Magistratibus, Advocatis, aliisque omnibus in foro versantibus apprimè necessarium. Theologis, Philosophis, Historicis, aliisque humanioribus studiis incumbentibus minimè futurum ingratum. Ad Philippum Austrium III, Regem Catholicum. Mediolani, apud Hieronymum Bordonum, 1611 - Camillo Borrello fu un giureconsulto napoletano e il volume stampato a Milano è dedicato in particolare al viceré di Napoli il conte di Lemos, grande riformatore dell’amministrazione del Regno di Napoli e uno dei migliori amici di Cervantes.
106. “Nel mondo feudale, mutuo rapporto di fedeltà e protezione che si istituiva tra due persone, entrambe libere, l’una delle quali, il vassallo appunto, si sottometteva all’autorità di un’altra, detta senior (fr. suzerain), promettendogli fedeltà e aiuto in campo militare e giudiziario (auxilium et consilium) in cambio di una protezione che aveva anche un preciso contenuto economico” Dizionario di Storia, Treccani, 2011 s. v. Vassallaggio.
107. In età feudale l’[angaria] rimase un’imposizione orbitante nella sfera dell’arbitrio personale del feudatario - l’angheria è diventata tout-court un sopruso, una vessazione, una prepotenza.
108. Parangario era vassallo tenuto alla prestazione di parangarie, servizio personae e gratuito -Notizie accurate in proposito si trovano in Francesco de SANCTIS, Notizie istoriche di Ferentino nel Sannio al presente la terra di Ferrazzano in provincia di Capitanata, Napoli 1741.
109. Nicola INTRIGLIOLO, Decisionum aurearum mag. Regiae Curiae Regni Siciliae liber unicus, Regia Curia Sicilia 1617 – I feudisti siciliani furono anche numerosi e valenti, ma le loro opere ebbero un’ intonazione un po’ diversa, dato il carattere acquistato dal feudalismo in Sicilia. E, mentre scrissero anche Consilia feudalia, quelli ad esempio del grande De Perno, editi a Messina nel 1537 ed a Venezia nel 1573, e di Ottavio Corsetti, editi a Palermo nel 1616; pubblicarono o trattati completi, quale quello dell’Intrigliolo in due parti, edite a Palermo nel 1595 e nel 1599 - I giuristi siciliani ancora raccolsero le decisioni dei supremi tribunali : alcuni quelle della Magna Regia Curia, e ricordiamo le raccolte e di due catanesi, la prima di Francesco Milanese, edita a Venezia nel 1596 e nel 1602 ed anche a Francoforte nel 1600, la seconda di Nicolò Intrigliolo, edita a Palermo nel 1609 e nel 1631- L’ Intrigliolo commentò largamente anche la bolla del pontefice Nicolò V e la prammatica di re Alfonso sui censi, e fu seguito da numerosi giuristi. Cfr. Archivio storico per la Sicilia Orientale, periodico quadrimestrale anno XV fasc. I-II-III, Catania 1918.
110. Christoph Philipp RICHTER (Jurist), Decisiones juris variae, in tres partes divisae, Boetius editore 1689.
111. Guidone PAPA, Decisiones per excellentissimum legum doctorem dominu[m] Guidone[m] pape, Grenoble 1528 Apud Aegidium & Iacobum Huguetan fratres, 1542- successivamente Lione 1550
112. Marco Antonio NATTA, Consiliorum sive responsorum, Venezia 1584.
113. Francesco MARCO, Aureae Decisiones in sacro Delphinatus Senatu olim discussae, promulgatae, et in tomos duos distributae, Francoforte sul Meno (1624).
114. Pedro Nugnez de AVENDANNUS, en 1543. Escribió también “De exequendis mantadis Regum Hispaniae”, impresa en Alcalá en el mismo año - NUÑEZ DEAVENDAÑO, Pedro: De exequendis mandatis regum Hispaniae quae rectoribus civitatam dantur, Napoli 1620. El doctor Pedro Núñez de Avendaño, célebre jurisconsulto español a la mitad del siglo XVIPedrus Nuñez de Svendaño) Petrus Avendannus, De exequendis mandatis regum Hispaniae, quae rectoribus civitatum dantur, Neapoli, ex Typographia Tarquinii Longhi, sumptibus Stephani Monliverii, 1620. Cfr. Rodolfo SAVELLI, IL LIBRO GIURIDICO TRA MERCATO, CENSURE E CONTRAFFAZIONI. SU ALCUNE VICENDE CINQUE-SEICENTESCHE, in ITINERARI IN COMUNE Ricerche di storia del diritto per Vito Piergiovanni, a cura di R. Braccia – R, Ferrante-M. Fortunati – R. Savelli- L. Sinisi, Annali della Facoltà di Giurisprudenza di Genova, ed. Giuffrè, Milano 2011, letto in Academia.edu https://www.academia.edu › Il __libro__giuridico__tra__mer...
115. Mattia CANCER, tipografo napoletano del sec. XVI, cfr. Pietro MANZI, La tipografia napoletana del ‘500. Annali di Mattia Cancer ed eredi (1529-1595) – Olschki, Firenze 1972.
116. TEPATUS, Arisminus, Variarum sententiarum iuris canonici, ciuilis et criminalis compendium (apud HH. Io. Dominici Tarini, 1620, Coloniae Agrippinae, ma precedentemente a Torino nel 1597.
117. La legge aquilia è un plebiscito (norma votata dalla plebe su proposta dei tribuni] nel caso specifico legge proposta alla plebe dal tribuno della plebe Aquilio, la cui datazione è incerta, tuttavia, oggi gli studiosi ritengono di collocarlo tra il quarto e la prima metà del secondo secolo a.C / attorno al terzo secolo a.C. -l’azione Aquiliana era diretta a punire chi avesse attentato alla proprietà altrui mediante un certo comportamento, cfr. DESANTI, Lucetta, La legge Aquilia. Tra verba legis e interpretazione giurisprudenziale, Torino 2015.
118. G.P. SURDI, Decisiones sacri Mantuani Senatus, a Ioanne Petro Surdo Casalensi iurecons…Liber primus, Venetiis 1615, p. 250. Cfr. Francesco di CHIARA, Le racolte di Decisiones I SUPREMI TRIBUNALI DEL REGNUM SICILIAE, Palermo 2017.
119. Habita» è il nome con cui è conosciuta una costituzione imperiale promulgata dall’imperatore Federico Barbarossa, all’incirca nel 1155-1158. Con essa venivano stabiliti privilegi speciali e immunità giuridiche in favore di studenti fuori sede di diritto romano presso la scuola giuridica dello Studium bolognese.
120. LUZI Orazio, di Cagli [prov. Pesaro e Urbino] 1541- Vimercate1569, Tractatvs de privilegiis studentium, Padova 1564.
121. De MARINIS, Donato Antonio <ca. 1599-1666>; Revertera, Giovanni Francesco <m. 1580> REVERTERA, Giovanni Francesco <m. 1580>1: Totius vero operis, tomus quartus. Fa parte di: D. Donati Antonii De Marinis j.c. praeclarissimi, Summa, et observationes ad singulas decisiones Regiae Camerae Summariae Regni Neapolis, quas sua tempestate collegit insignis, et praestantissimus jureconsultus Hispanus d. Franciscus Reverterius] luogotenente della R. Camera della Sommaria. Decisiones aliquot regiae Camerae Summariae Neapolitanae, quae in hoc tractatu allegantur, manuqye scriptae circumferentur ex voluminibus D, Francisci Reverterii, eiusdem R. C. S. Prsesidentis ac locumtenentis et regalis Cancellariae Regentis et Collateralis Consiliarii, in Andrea CAPANO, De Vita, et Militia Tractatus, Napoli 1642 pp.195-238 – Donato Antonio de MARINIS, Summa et observationes ad singulas decisiones R. C. S. N. collectas per insignem iurisconsultum Hispanum D, Franciscum Reverterium vol. 2 1661
122. Partenio PETAGNA, proveniente dal mondo forense e poi nominato presidente della Camera della Sommaria, era originario da una famiglia popolare di Piano di Sorrento che si era trasferita a Napoli. Cfr. Giuseppe CIRILLO, Nobilitare gli antenati I linguaggi delle nuove aristocrazie nella Napoli di Carlo II, Napoli 2022, p.100
123. Giovanni Francesco SANFELICE 1656-1648 Decisiones supremorum tribunalium Regni Neapolitani 1644- Cfr. Elisa Novi CHIAVARRIA, DBI Treccani vol.90, 2017 s. v. G. F. Sanfelice.
124. Giacomo Antonio MARTA (1559-1629), De Jurisdictione, Colonia 1616 cfr. Rodolfo SAVELLI, Censori e giuristi storie di libri, di idee e di costumi (secoli .XVI-XVII), Giuffrè Milano 2011 CONSULTO LEGGALE , PER COMPROBARE QUANTO, FU OPPOSTO DAL CONTADO LEOPONTICO ALLI ACCENNATI ATTENTATI FATTI DAI SIG.” FEUDATARI . p.130 ut docet Maria de iurisdictione part . 1. cap. 13. ex num. 8. In Rigolo, Giovanni: Scandaglio historico dell’antico contado leopontico: tratto da piú celebri historici antichi, et moderni : diviso in tre libri ne quali si legge l’intiero ragguaglio di tutti li successi dal suo primo principio [...]. Bellinzona : Tipografia Francesco Bertolotti, 1886.
125. Thomas CARLEVALIUS, (1576-1645) Disputationum iuris variarum, ad interpretationem Regiarum legum Regni Castellæ,et illis similium, tam ex iure neapolitano, quam ex utroque communi civili,et canonico, libri primi, de Iudiciis, Venezia 1660.
126. Ildebrando CRASSO Cardinale Francesco Crasso 1500-1566, Statuta Civilia Et Criminalia Civittatis Et Comitatvs Viglevani, 1532. Non è da confondere con il G. il Francesco Grassi attivo a Milano nel secondo quarto del XVI secolo. Costui, giureconsulto, faceva parte nel 1534 di una commissione, presieduta dal presidente del Senato Giacomo Filippo Sacchi, incaricata da Francesco II Sforza di procedere alla compilazione “corretta e ordinata” delle leggi emanate dai signori di Milano. Cfr. Franca PETRUCCI, DBI Treccani s.v. Grassi Francesco.
127. Giovan Francesco SANFELICE, Decisiones supremorum Tribunalium Regni Neapolitani cit.
128. Giovanni Battista Di Toro, Aurei compendii decisionum regalium supremorum tribunalium fidelissimi Regni Neapolitani, Napoli: ex Typographia Aegidii Longhi, 1628, 2 i, Neapoli, 1642
129. Alfonso VILLAGUT (Napoli, 1566 – 1623) La sua opera più celebre è il Tractatus de usuris, Venezia 1589, Cfr. L. Giustiniani, Memorie istoriche degli scrittori legali del regno di Napoli, Napoli, Stamperia Simoniana, 1787-1788 (rist. Bologna, Forni, 2004), vol. 3, pp. 276-277.
130. André TIRAQUEAU, in latino Andreas Tiraquellus, italianizzato come Andrea Tiraquello[, (Fontenay-le-Comte, 1488 – Parigi, 1558 -De legibus connubialibus (1513), De nobilitate et jure primigeniorum (1549)],
131. Giulio FERRETTI (Ravenna, 1480 – San Severo, 8 marzo 1547) Questiones et decisiones vtiles et quotidiane in materia vectigalium, et gabellarum, tam in terra quam in mari impositarum, recollecte per magnificum et excellentem v.i. doctorem dominum Iulium Ferrect, Campagna, 1547.
132. Joannes Baptista ASINIUS, ( giureconsulto toscano del XVI sec.) : Tractatus de executionibus et processis executivis, Florentiœ, 1571, cfr. VAN DER MADE Raoul, La bibliothèque de l’avocat liégeois François Marselaer d’Orschot in BULLETIN D E L’INSTITUT ARCHÉOLOGIQU E LIÉGEOIS TOME LXXVII, LIÈGE 1964 pp.171-190
133. Carlo De GRASSIS (nato nel secolo XVI e morto intorno al 1617),”Tractatus de exceptionibus ad materiam statuti excludentis omnes exceptiones” (Venezia, 1601); “Tractatus de effectibus clericatus” (Palermo 1617); “Tractatus de effectibus amicitiae” (Palermo 1617).
134. Il riferimento è alla storia di Giuseppe, che in Egitto accoglie il padre e i fratelli venuti ad acquistare de grano. “E dissero al Faraone. Siamo venuti per soggiornare come forestieri nel paese perché non c’è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la carestia nel paese di Canaan”.
135. Nel libro di Esdra e Neemia, a proposito della riorganizzazione della comunità d’ Israele si legge:” vi rendiamo poi noto che non è permesso di riscuotere tributi e diritti di pedaggio su tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questa casa di Dio”.
136. Nel Salmo 14 sono riportati i requisiti per abitare con Dio, e tra questi: non accetta doni contro l’innocente”.
137. Matteo,17:” I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?”. Rispose (Pietro): dagli estranei. E Gesù:” Quindi i figli sono esenti”.
138. Leone X concluse nel 1517 il concilio Lateranense V, indetto dal papa Giulio II, suo predecessore, nel 1512.
139. Roberto BELLARMINO (1542-1621, Disputationes de Controversiis Christianae Fidei adversus hujus temporis hereticos, Venezia (1596.
140. Carlo De GRASSIS,”Tractatus de exceptionibus ad materiam statuti excludentis omnes exceptiones cit.; “Tractatus de effectibus clericatus” cit.; “Tractatus de effectibus amicitiae” cit.
141. Francesco SUAREZ, Defensio fidei catholicae et apostolicae adversus anglicanae sectae errores, Magonza 1655],
142. Ricciardo Del Bene (1369 ca.-1411), figlio di Francesco di Jacopo e di Dora Guidalotti, esercitò la professione legale, amministrando anche il patrimonio familiare.
143. Giacomo PIGNATELLI, 1625-1698, è autore di Consultationes canonicae, edite nel 1668
144. Giacomo MENOCHIO 1532-1607 Consiliorum, siue Responsorum, Venezia 1609.
145. Il Tribunale della Rota Romana è il tribunale ordinario della Santa Sede. Fu istituita in Roma verso il 1330 da papa Giovanni XXII; essa giudica in seconda istanza le cause definite in primo grado dai tribunali ecclesiastici ordinari e deferite alla Santa Sede per legittimo appello.
146. Odoardo CORRADO giurisperito e avvocato vissuto nel XIV sec.: appare nel 1357 in una vertenza fra il vescovo di Lodi e Bernabò, come difensore degli interessi di Bernabò.
147. Jeronimo de CEVALLOS (1560-1641), Speculum practicarum et variarum quaestionum opinionum communium contra communes, publicato nel 1599
148. Alfonso de AZEVEDO, 1518-1598, Consilia tam doctissimi quam vigilantissimi iurisconsulti D. Illephonsi de Azeuedo, Vallisoleti (Villadolid) 1607- post obitum autoris ab eiusdem filio D. Joannes de Azevedo J C congesta et summariis atque argumentis additis perfecta., Francoforte 1610]
149. Stefano QUARANTA, (Napoli, 1586 – Napoli, 30 novembre 1678) Stephanus Quaranta, Summa bullarii earumve Summorum Pontificum constitutionum, Venezia 1614] nella Summa Bullarii, alla parola vectiga
150. Giovanni Luigi RICCIO (c. 1570-1643), Praxis rerum quotidianarum fori ecclesiastici, Napoli 1631.
151. Michele GRASSO (Michael GRASSUS n. 1541- m.1595,giurista tedesco, professore dell’università di Rostock) è autore di Receptarum sententiarium libri II, Frankfurt 1571,
152. TESAURO Gaspare Antonio [ 1563 - 1628 ], “publicò le seguenti Opere di sua fattura : Il TractatuS da augmenlo ac variatione monetarum, Torino, 1602 Nel 1604, infatti, pubblicò delle integrazioni all’opera paterna, Antonino Tesauro, nel 1590 con il titolo di Novae decisiones Sacri Senatus Pedemontani. La sua opera più importante, tuttavia, è rappresentata dalle Quaestionum forensium in quattro libri, di cui gli ultimi due uscirono postumi (I, Mediolani 1607, II, Augustae Taurinorum 1612, III-IV, Augustae Taurinorum 1619), che voleva essere il proseguimento della sopracitata opera paterna” in Paolo CASANA, DBI Treccani vol. 95, 2019 s. v. Tesauro Gaspare Antonio.
153. Johannes Yanez Parladorus, avvocato della Cancelleria di Villadolid, è autore di Rerum quotidianarum liber singularis sive unus ,Villadolid 1573. Cfr. https://journals.co.za › doi › pdf. Cfr, Federico De CASTRO Y BRAVO https://www.boe.es › anuarios_derecho › abrir_pdf. Res Quottidianae in Bibliograpfy p.587 https://journals.co.za › doi › pdf.
154. Matteo D’AFFLITTO, giurista napoletano autore di Decisiones Sacri Regii Consilii Neapolitani…, Venetiis 1584, un testo diventano fonte primaria per il carattere quasi normativo gradatamente assunto, cfr. L. GIUSTINIANI, Memorie istoriche degli Scrittori legali del Regno di Napoli, op. cit. tomo I, Napoli 1787 pp.5-15.
155. Pietro di ANCARANO, della provincia di Teramo, latinizzato come Petrus Ancharanus (1333 – 1416 circa), scrisse Repetitio capituli ‘Postulati de foro competente’, Bologna 1474.
156. Antonio da Butrio, bolognese, (1338 – 1408), Consilia seu responsa D. Antonii de Butr. Bonon ... . Nunc denuo à multis erroribus repurgata. Atque pereximijs Gasparis Caballini iurisc. scolijs illustrata, Venezia, Cristoforo Zanetti, 1575
157. Zelo domus Dei “Mossi dallo zelo per la famiglia di Dio” è un breve apostolico di Papa Innocenzo X del 26 novembre 1648, in cui il pontefice tentò di impugnare solennemente, ma invano, alcuni articoli della Pace di Vestfalia (1648, fine della Guerra dei Trent’Anni) ritenuti gravemente lesivi dei diritti della Chiesa Cattolica, in Wikipediahttps://it.wikipedia.org › wiki › Zelo_domus_Dei
158. Antonio BALLI, detto il giovane e latinizzato come Antonius de Ballis o Ballus (Trapani, XVI secolo – Bisacquino, 23 aprile 1598 ) autore di Variorum tractatuum libri sex, Palermo, Giacomo Maringo e Francesco Maringo, 1646. -Rossella CANCILA, Aspetti del dibattito sulle giurisdizioni feudali in Sicilia (1784-1789), Edizione Elettronica 2013 © Associazione no profit “Mediterranea” – Palermo
159. Alessandro SPERELLI (1589–1671) nunzio apostolico a Napoli dal 1652-53 – Decisiones Fori Ecclesiastici, pars prima, Venezia 1651 Clerici an et quando et quo iure teneantur vi directiva servare statuta laicalia. Et an et quando tuta conscientia extrahere, vel introducere valeant annonam contra Principum proclamata
160. Il Tribunale della Rota Romana (in latino Tribunal Rotae Romanae, noto anche come Tribunale della Sacra Rota) è uno dei tre organismi giudiziari della Curia romana, costituita nella prima metà del sec XIV.
161. Il Pontefice Clemente V aveva in animo di denominare la sua raccolta di decretali Septimum, poiché destinata a seguire il libro Sesto di Bonifacio VIII. I contemporanei del pontefice conoscono questa denominazione, tuttavia quella di Clementinae, utilizzata da Giovanni D’Andrea, ha finito per prevalere. Le Clementine rimangono in vigore, come il resto del Corpus Iuris, fino alla promulgazione del Codice di Diritto Canonico del 1917, sebbene esse producano un qualche effetto normativo anche in seguito all’abrogazione, nei limiti del disposto del can 6 ; cfr.Javier BELDA INIESTA, Le Clementine Dispendiosam e Saepe Contigit come paradigma di sommarietà. Alcune note in chiave utroquistica, in Monitor Ecclesiasticus, CXXXI (2016), 361-423 —Le Clementinae sono la parte quarta del Corpus Iuris Canonici e comprende i canoni del concilio di Vienne (Provenza) del 1311-12 e le decretali di papa Clemente V fino alla sua morte (1314)] alla parola riguardante le decime di sofferma ampiamente il Belletto. Si veda Bellettus, ]oan. Maria; italus, episc. Hieracensis (t 1626). Disquisitiones clericales, in qua clericorum dignitas, conditiones, etc. dilucidantur, 1 in f. Romae, 1635. Cfr. INDEX AUCTORUM ET OPERUM IN THEOLOGIA MORALI ALLEGATORUM http://www.santalfonsoedintorni.it › Libri › Morale4]
162. Giovanni Battista CIARLINI, Controversiarum forensium iudiciorum R.P.D., Venezia 1647]
163. Petrus Caballus, Resolutionum criminalium ... centuriae duae. Venetiis, apud Bertanos, 1644.
164. Juan VALERO (priore della certosa di Maiorca), auotore del volume Differentiae inter vtrumque forum, iudiciale videlicet, et conscientiae; nondum hac noua luce donatae, et magna cum cura, studioque lucubratae, et concinnatae cum indice differentiarum, Cartusia Maioricarum 1616 ,
165. Exequatur, era il visto di esecutività apposto da un’autorità superiore ai provvedimenti di un’autorità gerarchicamente inferiore. Cfr. Treccani, vocabolario on line s. v.),
166. Re e imperatori avevano aggiunto all’autorizzazione di edificare castelli privilegi immunitari che in qualche caso consistevano nell’esenzione da certi tributi, ma che il più delle volte si dovevano interpretare come un semplice riconoscimento dell’autonomia di riscossione, per cui di fronte al fisco non figuravano più i singoli, ma il castello come unità finanziaria. Gina FASOLI, Ricerche sui Borghi Franchi dell’alta Italia, Bologna 1942].