Vendette da papa. 1419-1556

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I Francesi di Lautrec da Milano a Castelnuovo
La lebbra dona il Regno a Carlo V

enza il suo Re per un anno, il Governatore di Milano, si ritrovò più o meno a disagio nel reggere le sorti del Ducato.
Il Conte di Lautrec fu un tipo nevrotico e insonne. Si racconta che la mattina del 28 giugno 1521 si convinse che la causa principale dei suoi pensieri fosse la statua dell’Arcangelo Gabriele con la bandierina del vessillo dei Visconti a provocare il fastidioso rumore che gli impediva di dormire. In effetti, ruotando su se stessa per il vento, la statua era un fastidio. Come lo era il pensiero che Milano facesse gola al papa e al Duca Francesco II Sforza, il quale, aveva organizzato un esercito di irregolari provenienti da tutta Europa per conquistare la città. Decise perciò di parlare con il comandante della guarnigione del castello sforzesco di Porta Giovia, sia perchè non poteva eliminare l’arcangelo in quanto i rapporti fra Francesi e Papa erano già critici, e poi perchè il giorno successivo ci sarebbero state le celebrazioni per la festa dei Santissimi Pietro e Paolo. Lautrec era ossessionato dai fanatismi religiosi, di cui era vittima. Una sera avrebbe confessato al Comandante che la statua dell’Arcangelo era dalla parte del Duca Sforza e che “lo tenesse sveglio la notte solo per permettere alle sue truppe di prendere la città”. Il conte di Lautrec si sedette e bevve del vino, cominciando a lagnarsi della notte insonne e del pericolo rappresentato dagli Sforza, mentre il comandante, pensava a come poter organizzare un’esemplare impiccagione del Bombarda, un ex archibugiere svizzero divenuto corriere del Duca Sforza, acciuffato davanti alla casa della fidanzata Assuntina.Ma il Conte lo bloccò: se quest’uomo era tanto bravo con la bombarda avrebbe potuto essergli utile, sparare un colpo di bombarda per abbattere l’angelo, che girava sulla cima di San Gottardo, al primo colpo, in modo da farlo sembrare un incidente, in cambio della sua vita e di quella di Assuntina.Il patto fu accettato e i tre si portarono in segreto su uno dei pinnacoli più alti del Castello. Il Bombarda prese accuratamente la mira prevedendo l’andamento del vento, disturbato solo dall’esplosione che ferì le orecchie dei tre, centrando in pieno l’angelo del campanile, portandogli via la testa e il vessillo che gli permetteva di girare. Di tutta risposta il Bombarda fu rinchiuso nella torre e la fidanzata data in pasto ai soldati. Ma quando la sera sentì le urla di Assuntina, riarmata la bombarda puntò alla base della torre del Filarete, deposito della polvere da sparo, provocando una immane esplosione prima del temporale estivo…

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