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LA VERA STORIA DI TEORA

Che cosa abbiano fatto i Consiglieri Provinciali del Mandamento di Teora che si sono succeduti dal 1861 al 1901 per la gente dei paesi limitrofi è difficile dirlo. Sappiamo però che anche Teora, era tenuto in considerazione da Nicola Miele (1861-63), dal notaio Angelopio De Guglielmis (1863-67), dal cavalier Saverio Corona (1867-95) e dal cavalier Fabrizio Laviano (1895).
Di Teora conosciamo gli esercenti dell’arte salutare che, nel 1880, risultano essere: Amato Nittoli di Salvatore; nativo di Lioni in qualità di medico, così come Francesco Marinari di Tommaso; nativo di Montella e Costantino Renna di Pietro dello stesso Teora. I farmacisti nativi di Teora erano Giuseppe Renna di Francesco e Antonio Pannuti di Giovanni, mentre di adozione perchè nato a Montecorvino era Luca Cesàro di Gaetano.
Le levatrici erano Maria Sibilia di Antonio e Agnese Sciairitto di Antonio.
A quei tempi, diciamo per esempio nel 1889, Teora contava 4688 abitanti. Il paese era abbastanza grande e commerciava in castagne, vini rossi e bianchi, oltre che nei mercati settimanali della Domenica, sopattutto grazie alle contrattazioni che avvenivano nel corso della fiera del 26 e 27 Giugno, la prima Domenica e Lunedì di Agosto.
Già dal 1884-85 abbiamo notizia di noti industriali e commercianti come Pietro Forcella di Francesco, Orefice.
Notizie più approfondite abbiamo però solo sugli ultimi anni di fine secolo, a partire dal 1889, quando primo cittadino del paese era Nicola Renna coadiuvato da Raffaele Rosamilia nella qualità di segretario e da Giuseppe Vitiello che faceva l’esattore. I tre assessori erano invece Gaetano De Rogatis, Alfonso Galdi, Francesco Corona.
Il Conciliatore del paese era Francesco Corona coadiuvato nel suo lavoro dal vice -conciliatore Alfonso Gredi e dal cancelliere Raffaele Rosamilia. Il pretore Francesco Mazzucchi era aiutato da Francesco Rossomando in qualità di vice-pretore, mentre il cancelliere era Domenico Fossataro.
Nota era la società operaia di mutuo soccorso, con quasi 100 soci, essendo in numero di 96.
Teora vantava un’ampia famiglia di professionisti ed esercenti laureati; ricordiamo infatti Vinceso Forcella, Nicola Fiore, Vito Sibilia, Michele Fiore, quali agrimensori.Gli avvocati Alberto Cassitto, Arcangelo Stefanelli, Pasquale Caruso, Raffaele Rosamilia, Francesco Rossomando, Il cavalier Saverio Corona. I farmacisti Giuseppe Renna, Luca Cesaro, Amato Nittoli il medico-chirurgo.
Il parroco si chiamava don Giuseppe Rubini Teolo, guardato a vista da Gaetano De Rogatis, presidente della Congrega di Carità. La quale amministrava le opere pie locali, come la “Cappelle di S. Maria delle Grazie”; la “SS. Sacramento”; la “SS. Annunziata”. .
Discreti dunque gli abitanti dell’epoca che mandavano a scuola un modesto numero di alunni137, dislocati nelle 7 scuole elementari sotto la guida degli inseganti Giovanni Giuseppe De Angelis, Giovanni Pannuti, Luigi Caprio, Vittorina Albanese, Giuseppina Melchiona, Angiolina Iannelli, Alfonsina Fiore.
Il medico chirurgo condottato era Costantino Renna; la levatrice condottata era Maria Sibilia.
Numerosissima la classe degli esercenti delle arti e commercio, tanto da essere difficile menzionare ogni singolo esercente. Va comunque ricordata l’ospitalità degli albergatori Raffaele Martino, Barbara Melillo, Rosaria Restaino.
INDICE
Presentazione
Capitolo Primo
la marca di salerno donata
a URBE neapulia vicaria della lombardia
1. Ruggero Borsa fu Guiscardo
rifonda il Principato in S.Felice di Heapula
2. Serra Veteri di Loco Sepi a Cerasulo in Mitiliano
fra Tora e Apudmonte, extra Salerno a Capodacqua
3. Il Duca diventa Marchio del Papa
e dona S.Lorenzo (Cava?) a Rocca San Felice
4. Spunta una Trinità a Cava sede imperiale
alle spalle della Marca regionale di Salerno
5. Muore Re Corrado, No del Papa a Borsa console:
uccide Ruggero I e spunta il figliastro S.Severino
6. Un Principato Regio per i Magni di Bisanzio:
Doge Giovanni a Heapula, Tancredi a Neapulia
7. Arcidiaconia di Neapulia dell’isola Minor
fondata dal Principe Tancredi a Vico Irculano
8. Il Principato di Tancredi a Neapulia di Ircolanio:
l’urbe della frontale Torre Minor di Partenope
9. Borsa accetta l’archiepiscopio di Neapulia
contro Re, Altavilla, Loritello e Sanseverino
10. Rogero I «Il Nipote», di Adelizia II fu Ruggero I,
fu Enrico II fu Adelizia I che risposa Ruggero I
11. Borsa dona Salerno all’archiepiscopio Neapulia:
S.Maria è la Basilica greca in Principato di Sala
12. Il Principe Marchisio parte per le Crociate
Capitolo Secondo
TRIBUNALE DA ATENA A CAMEROTA
IN VICEREGNO DEI LOMBARDI DI PAVIA
1. Inventario dei feudi
del Principato «de Rex»
2. Altavilla e Sanseverino da Cava scippano Salerno
e il Principato de Rex assorbe Nova Salernitana
3. Annessione della Diaconia di Hea al tribunale
di Camerota che dona tutto al Principato di Sala
4. Tancredi Altavilla rifonda il Ducato di Olevano
in Granducato di Atena e scippa il Principato di Sala
5. La disfatta della Contea di Fasanella:
l’instituzione dei tribunali di Atena e Camerota
Capitolo Terzo
i ducati assorbiti da neapulia
sede del principato «DE REX» d’italia
1. Il Principato Neapulia «de Rex» di Pavia
annette il Ducato di Heapula a Laureto di Sala
2.Il Ducato di Civitate Laurenti in Padula di Sala
e il Principato di Urbe Teano del Vallo di Teano
riuniti nel Marchionato di Nova Salerno
3. L’area dell’ex Principato del Vallo di Diano
andava da Eboli e Campagna fino a Muro
Capitolo Quarto
il Ducato diocesano di Conza
nel Catalogo dei Baroni del 1096
1. Il Ducato diocesano di Civitate Conza
annesso al Principato regio di Sala Consilina
sottomesso al Marchionato lombardo di Nova Salerno
2. Tigano e Viaria nella Contea del Tribunale di S.Angelo
sotto il Marchionato lombardo di urbe Nova Salerno
3. Il Tribunale dei Lombardi fondato a S.Angelo
per demanializzare i Franchi da Bisaccia a Castelfranci
4. Tigano di Bartolomeo e Viara:
i due ex feudi dei Franchi che formeranno Teora
5. Herbert Middlesex, arcivescovo inglese a Conza
6. Medania e Re Tancredi (1189-1193):
i liberatori imperiali di Enrico VI
7. L’Imperatore Enrico occupa Salerno
e vi lascia l’Imperatrice Costanza
8. Ruggiero di Avellino via i Balbano di Re Enrico
9. Guglielmo Svevo fatto Marchio:
è il nuovo Principe e Duca (1194)
10. Conza al prelato-domino
Pantaleone di Federico II
11. Nasce una provincia inglese
in Comitato del Giustiziariato?
12. Provincia di Conza: Tugurio Biarum,
e gli altri 50 feudi sotto l’arcivescovo
Capitolo Quinto
CASTRUM TEJORA: LA ROCCA DEGLI SVEVI
DA COMUNE NEL 1300 A FEUDO DEI GESUALDO
1. Il confine dei Balbano da Apice a Teora,
dove ha inizio la Contea di Sant’Angelo
2. Laviano Conti di Conza (1239) e Giacomo è fatto arcivescovo
3. Il Principato finisce a Melfi e Lagopesole
4. Castrum Tegora; la Rocca ai tempi di Re Manfredi
in un documento del Capasso e il Comune del 1320
5. Le ipotesi del Forcella reinterpretate dal Pennetti
6. I Gesualdo siedono a Conza:
Domini, Conti e Vescovi (1452-1517)
7. Da Carlo VIII a Spagnoli: Prorè Cordova sequestra Conza
8. Il Conte Fabrizio già trasferitosi a Napoli (1517-1572)
9. Il titolo a Luigi V, Carlo Gesualdo
e Donna Isabella (1573-1631)
10. Conza al Demanio (1636):
ai Ludovisi (1639) e Mirelli (1676-1774)
11. teora segue le vicende di Conza
fino allo spopolamento per la peste del 1656
12. La Cattedrale distrutta (1694), costruita altrove coi danni (1732)
13. Primicerio, Cappella S.Marco e S.Leone della Cattedrale
14 La Congregazione laicale dei Morti
e il Pio Monte dell’Ospedale
15. Le cappelle di S.Maria della Scala e S.Maria della Caggia, S.Margherita, S.Cataldo e S.Bernardino
Capitolo Sesto
teora riabitata da 113 bonatenenti
provenienti da conza di stanza nel 1700
1. Fra gli abitanti nel Catasto di Conza
c’è il Magnifico Benevento di Teora
2. Massari, campesi e maestri d’arte:
i lavori che producono
3. Gli altri mestieri di Conza col sarto Pizzuto di Teora,
un vaticale, il cretaro, il molinaro e il fabbro
4. I forestieri laici ed ecclesiastici di Sant’Andrea,
di Andreatta e del convento di Ronza appartenuto a Bagnoli
5. Bonatenenti di Cairano, sacerdoti di Castello Novo
e Caposele, forastieri di Guardia e 113 bonatenenti di Teora
6. La tassazione settecentesca sulle 200 famiglie
e la fantasia sullo stemma, le origini e Rocca Tejore
7. 5000 abitanti fra contadini, commercianti di castagne,
artigiani, medici, alberghi e avvocati di fine 1800
note bibliografiche





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