39. DIARI DI NAPOLI, IL MANOSCRITTO DI ZAZZERA E MICCO SPADARO (1 SETTEMBRE – 31 DICEMBRE 1616) ISBN 9788872973608 (2 PARTE, 2 VOL 1616)

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Copertina posteriore

SOMMARIETTI VARI DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NELLA PRIMA E NELLA SECONDA PARTE DEL 1616

UN VICERE’ SUPER AMATO

Capitolo I

LA CITTA’ SI RIASSESTA COL VICERE’
IN GONDOLA DA POSILLIPO AL PALAZZO

Il Duca di Nocera fatto arrestare da Monteleone, furto alla Cappella di Palazzo vecchio, compagnie spagnole a Chiaia pagate da Somma, ferito Miroballo eletto di Portanova, Barile giustiziere della tassa sul grasso, gli eredi di Mormile avvelenato sposano le sorelle De Silva, Viceré in gondola a Palazzo senza intrusi, Golino eletto Mastro della AGP e poi ambasciatore grazie a Reviglione, Mutio Brancaccio di spada contro Alessandro d’Afflitto per sostenere Mormile contro Spiniello fautori del vecchio Viceré, Filonardi arcivescovo d’Amalfi e nunzio atteso dall’abate Gaetano e dal Duca di Vietri, carcere per Fra’ Giovanni Campolongo cavaliere di Malta e per Fra’ Lelio Salimele, la festa di San Lorenzo.
Capitolo II

CARAFA E SFORZA, FRA DUE CARDINALI
E L’ARRESTO DEI CAVALIERI DI MALTA

Monete d’argento per le donne di Chiaia che si scompigliano, in gondola a Posillipo, Michele Vaaz sostenitore del vecchio Viceré, tre tempeste sul ponte del molo, successi di Milano con Toledo in Piemonte, Lorenzo de Franchi avvocato fiscale della Vicaria al posto di Gasparo Saluzzo, la morte del vescovo di Nardò, lezione al comune di Brienza, le guardie regie lasciano Posillipo e tornano a Somma, sacco del ponte donato a marinai e alabardieri, la Viceregina con le dame e il sindaco Annibale Macedonio, Te deum nel duomo col Cardinal Carafa, il vecchio Pomponio Seripando vestito ora di giallo e ora di verde per attrarre attenzioni avendo avuto ammazzato il nipote Giulio Mastrillo, Antonio Manrique Reggente di Vicaria, cavalcata col Principe di Avellino e bando, nella Chiesa reale di Santa Chiara, lite fra i salernitani Francesco Comite e Pietro de Angelo coi Continuo arrestati da Guidone e mandati a Porto Longone, ordine a Fra’ Giulio de Falco ricevitore dei cavalieri di Malta di far arrestare Fra’ Servente, 53 galee turche pronte all’assalto della riviera di Calabria, visita al Cardinal Sforza nel Palazzo di Echia costruito dai Loffredo di Trevico, la tassa sul grasso da Diego Lopes al Principe di Avellino, il Viceré de Castro a Messina.
Capitolo III

SANGUE DI S.GIOVANNI IN SAN LIGORIO
E VELENO PER IL CONTE DI CASALDUNI

Il sangue di San Giovanni alle monache di San Ligorio, pre grazia a Comite, il grano fradicio spacciato da Michel Vaaz, ricordo di Tristano Caracciolo, arresto di Ferrante Venato, banchetto regale, panegirico del Marchese di Cusano, arrivo del generale de Else e del Maqueda comandanti della compagnia spagnola, l’arcivescovo Ludovico di Bologna inviato a frenare la guerra coi Savoia, ammanco degli ufficiali del Tribunale, Vittoria de Mendoza amante del Viceré.
a settembre tornano i poteri ai seggi
ma la riscossione dei dazi e’ per i ricchi

Tornano i poteri ai Seggi delle Piazze, liberato Ferrante Venato, Malore del Cardinale Sforza, negozi di Vaaz e del Marchese di Cusano scolare dei Gesuiti, che misero le mani sul panegirico di questo genero di Lazzaro mercante di veli, la vedova di Vicedomini rimaritata al Reggente Barionovi, salumi e formaggi nella dispensa dei galeotti, nozze calabresi alla figlia di Fabrizio Gonzaga col giudice Francesco d’Ocampo, querela fra i fratelli Minutillo per la nipote goduta dal cavalier Contessa con morte per veleno del Conte Sarriano di Casalduni, Marcello Lanfranco commissario di campagna favorito dalla Duchessa di Maddaloni, Cardinal Carafa va a trovare Sforza, il dottore Ottavio Stinca carcerato dal capitan Modarra, festa di Piedigrotta e ballo a palazzo coi Cardinali, ordine per Don Ottavio d’Aragona di far tagliare le orecchie a chi fece fuggire i turchi dalla galea.
si spoglia gonzaga, nuovi cardinali
lite a chi porta il cappello di s.gennaro

Imbarco di 200 moschettieri col Di Maqueda, 300 nobili cavalieri a Porta Capuana per il ritorno del Duca di Nocera in drappo verde fra i principi di Stigliano Bisignano, Conca e Avellino e dietro la moglie e altre dame per l’incontro con la carrozza d’oro del Viceré al Gesù per la via di Palazzo, la Compagnia dei 360 di Aversa al comando di Prospero del Tufo per guardia reale al posto degli Spagnoli, il prete assassino viene liberato, i negozi di Ferrante Brancia, attraccano i galeoni del Viceré, le altre Compagnie di Capua e Nola da inviare alla Fiera di San Matteo di Salerno senza il Capitano d’Alessio scoppiato a piangere, si spoglia il Cardinale Vincenzo Gonzaga e rinuncia a 8000 scudi della Commenda di Malta sposando una vedova e dispiacendo il papa, si sposa Ascanio Caracciolo, licenziato il portiere Luca che faceva entrare cortigiane per i nobili insieme ai commedianti, Capua insedia un soprintendente, la Duchessa di Maddaloni e la Marchesa di Campolattaro sorelle di Vittoria Mendoza in giro col Viceré fra i poveri, in corsa da S.Lucia all’Incoronata, battaglioni imbarcati per la guerra ai Savoia, il cappello della festa di San Gennaro lo porta il Principe di Tarsia degli Spinella e non il fratello naturale creato dal Castro, nuovi cardinali a Roma per l’arcivescovo di Bologna nunzio in Savoia, il vescovo di Venafro dei d’Aquino nunzio in Svizzera col Belmusto di Genova e Cabelluccio a segretari col commenda di Santo Spirito, il paggio che fuggì dal Cardinale Sforza, il Papa grazia il de Franchis di Pozzuoli per volontà dei fratelli di Ugento.

fatture e intrugli venuti di spagna
arrestate stregone e fattucchiere

Banchetto a Palazzo del Duca di Maddaloni con lo spagnolo che ruba l’argenteria, nascono le Compagnie di artigiani e cittadini, la congiura a Parigi per uccidere il Re, poltronizzano le 8 compagnie di Francesco di Castro, Ascanio di Bologna difende il fiscale di Lucera fatto liberale dalla Duchessa di Maddaloni, il Principe di Scalea compra il Castello di Morone dal Re, giro privato del Viceré in città partendo dai Cappuccini per elemosine, ammazzato il complice e preso il bandito Antonio Mazza del Casale di Piscinola che aveva ucciso uno sbarbatello al servizio di Federico Tomacello scampato all’assassinio e taglieggiato di 100 scudi, il Duca giostreggia coi duchi di Nocera e Torremaggiore e sul carrozzino va da solo a far visita all’ossequioso Cardinale Carafa e poi col Duca di Maddaloni, seguito dalla Viceregina con la Duchessa a Poggioreale, si sposa Carafa con la Pietra di Genova, troppe cortigiane ai quartieri spagnoli, il Viceré seppe da un parente del sacerdote Francesco de Equhenedo di aver scoperto l’amicizia con la cortigiana, colpa di una fattura come confida a Don Giovanni fatta contro di lui anni addietro, l’intruglio lo fece Vittoria de Mendoza affinché amasse Eufrasia de Leca quando il genero Manriquez da governatore della Sicilia divenenne ricco e Reggente di Vicaria grazie alla forza diabolica, la fattucchiera arrestata dal giudice de la Quadra su richiesta del Reggente de Costanzo, la stregona salvata dalla lettera spagnola del Duca de Ozeda che la confermava figlia del Duca d’Alcalà, decine di donne stregone arrestate e portate davanti all’auditore Meschise.
i processi alle streghe di napoli
affidati al vescovo di nocera

Nel giorno di San Francesco si fece il processo alle streghe del capufficio Vescovo di Nocera, il consigliere Palazzo come pro reggente per condannare Donna Vittoria, col giudice Pappacola per Donna Eufrasia sua figliola al carcere di Castel dell’Ovo, e Don Antonio al Castello di Gaeta con la guardia di Modarra in carrozza, confiscando loro 40.000 scudi. Seguì la causa del giudice Mastrillo per l’omicidio Spinelli fatto dallo sbirro sospeso, e giunta dei giudici per la causa del Marchese de Ponte, visita al Cardinale Carafa con Carlo Caracciolo e il Duca di Laurenzano, notizia sui nuovi cardinali sovvenzionati dai Cardinali d’Aquino e Borghese e dal Principino di Sulmona. Il Cardinale di Mantova si spoglia per sposare la Principessa di San Martino ma il papa lo lascia senza moglie e senza cappello, sequestrati da Valenziola i libri mastri dell’AGP per furto di Antonio Caracciolo e dell’eletto Baldassarre Golino, Scipione Porzio e Scipione Rocco, giunte di piazze in continuazione per Napoli, fra bandi e cause come quella del Marchese de Ponte e altre del Regente de Costanzo insediatosi nel Tribunale della Rota criminale alla Vicaria, impiccando due fratelli soldati, mentre Fra’ Ottavio Minutolo è chiamato alla guerra in Piemonte, come punizione all’accusa di delitto del capitano Stuardo in Milano, Scipione della Vecchia del Cilento sposa la giovane figlia del barbiere e l’abbandona minacciando il suocero, ma il giudice Piccolella lo arresta, nuovi membri all’Accademia degli Umoristi in S.Domenico col principato a Giovan Battista Manso con assistenti l’eletto Anibale Brancaccio e l’astrologo Francecso Chiaramonte al servizio del Principe di Stigliano, ballo del Viceré invaghitosi della moglie di Andrea de Gennaro auditore di Salerno, sequestro dei castelli a i Cenci, alienazione dei presidenti idioti che non votavano, arriva il figlio del Viceré dalle Fiandre con due galee genovesi, richiesta di grazia per parricidio della ex moglie di Gagliardo alla Duchessa di Torremaggiore dedita alle grazie per il popolo, istanza della Marchesa di Campolattaro pro giudice Titta de Ligorio a Capua, così della Duchessa di S.Elia per Camillo Tocco a auditore in Abruzzo, una piazza pro auditore Canarletta richiesa da Carlo Caracciolo, grazia fatta avere dalla Marchesa di Sanso per toga tornata a Francesco Macedonio, che fece ammazzare da Fra’ Gennaro Origlio, Fra’ Vincenzo Carmignano e altri il povero Gasparo de Ligorio per onore della moglie fuggita in S.Eligio ma ripresa perché innocente, avendo il viceré un debole per le dame, mentre veniva giustiziato l’orefice che ritagliava le monete e frustato l’oste che aveva trasformato l’arsenale in osteria vendendo pane nero al doppio, e mentre l’avvocato dei poveri Alessandro Palmieri, già servitore del Principe di Avellino, mentiva su una causa, e veniva salvato Michel Vaaz dicendo che si era ripreso dopo aver sputato tre vermi grossi.
femminicidi dell’avaro col genero,
e di portocarrero che taglia le teste

Prima il festino poi la partenza di 100 soldati per Milano col capitan Castiglia richiesto da Don Diego Pimentel, Bilotta uccide a pugnalate la suocera, su richiesta dell’avaro marito Giovannandrea de Giorgio perché dava troppo ai poveri nel suo giardino di Capodimonte, passando dall’essere suo avvocato alla forca, per risposare la vidua di casa Pignone, già moglie del ricco malnato Giovan Cola Arcuccio uomo ricco, ordine per spazzare immondizia dalle porte che rendono la città sporca, il giovane cavaliere spagnolo Portocarrero riconosciuto a Genova dal cognato morto di collera, preso per una lite coi mercanti, confessa i delitti e quello della moglie Anna de Ascalon, dopo un festino col prete la cui testa fu rinvenuta in un fazzoletto e inforcati alla Carità, uccisa perché il padre voleva si risposasse con una ereditiera spagnola, cavalcata del Duca con Orazio Pintasso e il Duca di Maddaloni e la sera, dopo la chiacchierata ai Cappuccini vecchi con padre Mendozza, il solito festino con commedia con molte signore però che lasciarono il palazzo come la Marchesa d’Arena, la Principessa Grillo di Riccia per una contesa sulla piazza della Vicaria, obbligo di rientro la sera dopo le due, fuga di Francesco Pallavicino dal carcere, arrestato per debito col Duca d’Urbino, scomunica del Vescovo d’Andria a chi tiene le carte sulla piazza di Capuana, mentre quella dell’Udienza era promessa a Francesco Filomarino dalla Duchessa di Madaluni per il fratello giovane del suo medico, serata coi i figli del Duca, conquista del Toledo di Forte Sangermano, il Reggente di Costanzo dal giudice Francesco d’Ocampo per arrestare tre attuari civili per ordine delle banche: Sarno, Palma e Terracciano con sei scrivani per falsità.
Il dottore di Casa Marotta chiede giustizia per chi l’ha ferito, il Duca di Nocera parte per le sue Terre di Calabria, il Cardinale Zapatta da Roma a San Giuliano accolto dalla Contessa di Paciento e dalla Marchesa Ridolfi e poi dai nobili col Cardinale Sforza con festivo e tavolata domenicale Francesco d’Ocampo ordina di impiccare il tagliatore di monete con una piazza della Vicaria data al fratello del medico della Duchessa di Maddaloni, oltre quella data a Macedonio e Andrea di Gennaro, Cesare Faiello figlio di Decio Favilla di Caserta litiga nel Seggio di Montagna, mentre il Marchese del Cardinale Sforza è fatto governatore di provincia, nuova denuncia del Duca d’Urbino contro Spinola fatto fuggire dalla regente Manriquez trasferendolo dal Castello alla Vicaria, mentre il Viceré passeggia col Cardinale Zapatta.

Tutti i Santi nella Chiesa di Santa Maria del Popolo agli Incurabili con le armi dei Farnese scoperte dietro l’organo in attesa del Duca di Bovino dal Cardinale Sforza che credeva che fosse piazza dei suoi avi come per Portanova, arresto del razionale Giovanvincenzo Sebastiano per le doppie d’oro, una credenza di argenti e una conca con migliaia di scudi, da trovatello a aiutante nel Tribunale della Sommaria indi posto a razionale dal vecchio Reggente Camillo de Curte che gli insegnò a rubare il denaro del Re (e poi fu avvelenato), ora salvato dal Cardinale Zapatta con 1 milione d’oro da donare al sovrano come disse al Duca durante la visita a S.Martino, il pranzo e spase di pesce regalato e la passeggiata al Castello di S.Erasmo, la Viceregina dalla monaca di Regina Coeli, Piazza a Capuana fatta da Antonio Caracciolo, Pompeo Saripando e Scipione Minutolo per chiedere una piazza criminale per il dottor Ottavio Stinca che da nobile, piacendogli il libro delle Bucoliche divenne del popolo. Si insedia a Reggente della Vicaria senza pompa Don Ottavio d’Aragona per acquisto della galera di Biserta ma c’era solo il Duca di Vietri con pochi cavalieri, compagnia in Abruzzo per acciuffare l’ex caporale di Campagna divenuto capitano Domenicantonio de Santis intrigato nei furti alla Camera con 300.000 scudi comprando la Terra dove è nato in competizione col Cardinal Borghese per comprare la Terra di Pacentro fatto Marchese, Giovanvincenzo Sebastiano padrone di quattordici negozi divisi per se stesso solo in quattro fra cui galere e tratte, per cui sono fatti arrestare il presidente idiota Giulio Preta, il razionale Ferrante Ametrano, e il dottor Scipione Rocco dell’AGP, mentre Napoli festeggia uno dei patroni: S.Agrippino, cardinali Sforza e Zapatta alla festa di S.Andrea nella chiesa di S.Paolo e poi a passeggio con Viceregina, Duchessa di Maddaloni e Principessa della Riccia per vedere i preparativi della Festa di S.Martino, sequestri al Sebastiano e poi la giostra.
Cambiano i capitani di fanteria messi dal mastro di campo Carlo Spinello con vecchi soldati di Fiandra, il Granduca di Toscana e il fratello Cardinale alla Madonna di Loreto dal duca di Urbino per farsi toccare la mano dagli sposi Principe di Urbino e Claudia de Medici, condannati Preta, Ametrano e Rocco nel processo Sebastiano, nasce il Duchino di Parma, confessa il ladrone bottegaro di S.Caterina a Formello, botteghe chiuse per la festa con caroselli fino alle 23 da cui uscirono Giovambattista Manso e il compagno del Marchese Pixnelli vestiti meschinamente all’Ungherese per la troppa liberalità come era solita insieme a Cola Maria di Somma Principe del Colle, i quali, rimasti senza carrozza, se ne andarono a piedi sbiancando dalla paura e rischiando di essere ammazzati dalle guardie, lasciando una grande festa della città col popolo festoso e con i gran guadagni per mercati e artigiani.

Description

E GLI OMISSIS INEDITI SVELATI: Storie vere di streghe, fattucchiere, poveri carcerati, femminicidi

Sono le storie di falsari di monete, feste insanguinate, Scioglimento del sangue di San Giovanni in San Ligorio, veleno al Conte di Casalduni, arrestati i Cavalieri di Malta… «Dalla cortesia del virtuoso gentilhuomo Don Antonio Savastano si è ottenuta la presente copia nel 1667 per op[e]ra dell’Ecc[ellen]za pittore Domenico Gargiulo seu Micco Spataro». Ha così inizio il manoscritto, si presume inedito non essendo stata trovata alcuna copia a stampa dell’intera versione originale, ma solo alcuni stralci che vengono messi in discussione e comparati. Gli errori e le cronache trasformate in sunti dagli storici vengono così smascherati e riportata alla realtà la sola cronaca, vera, che è poi quella copiata dallo Spadaro, grazie alla quale crealizzò dipinti fedeli ai fatti pur non avendoli tutti vissuti. Come nello stile di ABE abbiamo lasciato inalterate le cronache, riavviando la collana che descrive cosa successe, anno per anno, a far data, in questo caso dal 1616, senza manipolazioni di sorta. Migliaia di noi, luoghi e fatti sconosciuti che tornano a vivere in queste pagine di storia pura, ma anche quelli noti, arricchiti di particolari inediti, sposalizi, omicidi, banchetti, feste, sconti, sommosse, pianti e risi del popolo napoletano. Questo primo volume tratta: premessa storica di Gregorio Leti: il vicere’ che sapeva tutto di tutti, le nove regole da rispettare; introduzione ai ms del copista «A» DIARIO DEL SIGNOR FRANCESCO ZAZZERA, IL PRIMO ANNO DEL DUCA DI OSSUNA – MS INTEGRO; Introduzione ai ms del copista «B», le narrazioni di Francesco Palermo: L’EDIZIONE TRONCA, MONCA E MODIFICATA; introduzione ai ms del copista «C» L’ISTORIA DI NAPOLI DELL’ANONIMO; GLI INSERTI TRATTI DAL MANOSCRITTO INEDITO, prologo sul 1616 I DIURNALI MONCHI DI SCIPIONE GUERRA e ASPETTANDO UN GOVERNO PIENO DI TRAVAGLI: i sei mesi precedenti di tommaso costo, frontespizio del copista di micco spataro, nota dell’autore di francesco zazzera: DIARIJ DEL GOVERNO DEL DUCA D’OSSUNA DESCRITTI DA FRANCESCO ZAZZERA Il sangue di San Giovanni alle monache di San Ligorio, pre grazia a Comite, il grano fradicio spacciato da Michel Vaaz, ricordo di Tristano Caracciolo, arresto di Ferrante Venato, banchetto regale, panegirico del Marchese di Cusano, arrivo del generale de Else e del Maqueda comandanti della compagnia spagnola, l’arcivescovo Ludovico di Bologna inviato a frenare la guerra coi Savoia, ammanco degli ufficiali del Tribunale, Vittoria de Mendoza amante del Viceré. Monete d’argento per le donne di Chiaia che si scompigliano, in gondola a Posillipo, Michele Vaaz sostenitore del vecchio Viceré, tre tempeste sul ponte del molo, successi di Milano con Toledo in Piemonte, Lorenzo de Franchi avvocato fiscale della Vicaria al posto di Gasparo Saluzzo, la morte del vescovo di Nardò, lezione al comune di Brienza, le guardie regie lasciano Posillipo e tornano a Somma, sacco del ponte donato a marinai e alabardieri.

dilaga la corruzione dei cassieri
fra reliquie e gioielli di riccardetto

L’arresto dell’avvocato Antonio Caracciolo difensore della Duchessa delle Noci, la Spagna ordina due nuove piazze per il fiscale Giovangeronimo di Natale e il giudice Battaglino e il riconoscimento al Duca di Sermoneta figlio di Filippo Gaetano nipote del Cardinale e del nunzio arcivescovo di Capua alla corte del Re fatto Grande di Spagna, disgraziato dal papa per averlo anteposto dopo tanti favori papalini al grandato promesso al Principino di Sulmona, sospesa l’udienza degli Abruzzi per aver fatto scappare il tesoriere di Sulmona inquisito dal Sebastiano, a sia volta accusato da un mercante Albanese di Calabria per la scomparsa di 9.000 ducati, come lo stesso commissario inviato e poi fatto arrestare, espatrio da Napoli per i monetari falsari come Tonno Manso e Riccardetto che teneva bottega di argenteria a Piazza dell’Olmo, ricevuta grazia per intercessione della Duchessa di Maddaloni, bando contro la vendita e il possesso delle armi viste alla Dogana grande, livrea turchina e alabarda e ordinati sotto capo per i 14 soldati in divisa della Vicaria, arrestati i capitani riformati che non avevano pagato il vestiario ai mercanti, compagnia in mostra per partire e causa vinta dai Capano su Piazza di Nido, il Duca a spasso con de Guevara e ispezionato il carcere arrestò il carceriere assente e ordinò di liberare la Vicaria per Natale, mentre il Reggente Costanzo continuava gli arresti e lui va a trovare i Teatini, salvando un soldato fuggito su richiesta del buffone Chiaiese, e discorrendo in trono su chi fosse stato il primo uomo al mondo, e donando zecchini a una povera dormiente, grazia per il capitano inabile Francesco Rocco, mentre finiscono in carcere il Capitano Domenico Antonio, il tesoriere di Sulmona e il cassiere di Foggia nella causa del Sebastiano, mentre uscivano i capitani che pagavano i creditori e cacciati alcuni scrivani, Giovangeronimo de Natale subentra al presidente Battaglino, la Viceregina bacia la reliquia del braccio di S.Andrea dalle monache di Donnaregina, 11 compagnie di Napoli in esercitazione di guerra ordinate dal Duca di Maddaloni mentre Don Francesco de Quevado passeggiava, il Duca pranza col priore di S.Domenico.
introduzione: diarij del signor francesco zazzera
premessa storica: il viceré che sapeva tutto di tutti
prologo: le nove regole da rispettare
nota dell’autore: diarij del governo del duca d’ossuna

Capitolo I

LA CITTA’ SI RIASSESTA COL VICERE’
IN GONDOLA DA POSILLIPO AL PALAZZO

Capitolo II

CARAFA E SFORZA, FRA DUE CARDINALI
E L’ARRESTO DEI CAVALIERI DI MALTA

Capitolo III

SANGUE DI S.GIOVANNI IN SAN LIGORIO
E VELENO PER IL CONTE DI CASALDUNI

Capitolo IV

a settembre tornano i poteri ai seggi
ma la riscossione dei dazi e’ per i ricchi

Capitolo V

si spoglia gonzaga, nuovi cardinali
lite a chi porta il cappello di s.gennaro

Capitolo VI

fatture e intrugli venuti di spagna
arrestate stregone e fattucchiere

Capitolo VII

i processi alle streghe di napoli
affidati al vescovo di nocera

Capitolo VIII

femminicidi dell’avaro col genero,
e di portocarrero che taglia le teste

Capitolo IX

sebastiano scippa beni al borghese
ma dopo il duca comandano i cardinali

Capitolo X

dilaga la corruzione dei cassieri
fra reliquie e gioielli di riccardetto

Capitolo XI

graziati i mercanti, liberate le carceri
e fatte 11 compagnie: c’è guerra a milano

Il Capitan Modarra fa arrestare il criminale mentre esce il Portulano di Reggio per aver fatto fuggire una strega a Messina, lasciando risentito il Viceré anche con della Quadra e il Regente Costanzo, Grazia concessa alla Fiamminga purché rimpatriasse, il domenicano accusato dal cardinal Zapatta circa i favori avuti dai principi, Festa della Concezione a San Lorenzo Maggiore con musica in Cappella, mentre il Duca esce a caccia di dame con lo staffiere e la vice regina carrozzeggia col Padre Aquilano e partono le processioni della statua portata da facchini a pagamento da San Lorenzo per Nido e Toledo fino alla concezione dopo i nobili presero le torce per la sera, fra cui il Marchese d’Arena, quello di Laino, il Duca di Torremaggiore, e Antonio Carrafa, col pallio portato dagli amministratori, dai nobili, dal Principe di Stigliano e l’asta del Viceré dal Duca di Maddaloni fino a notte fonda con le luminarie, il giudice Battaglino prende possesso della Camera e il Duca fa festini.
Morto il Conte di Casalduni la Contessa vedova e il figlio furono privata della Compagnia di cavalleggeri data a Carlo Spinello e ora restituita, tavernaro frustato per vendere vino nuovo e guasto mentre arrivano i carriagi da Lucera e Cosenza, Santa Lucia festeggiata a S.Maria di Donna Albina, aguzzino arrestato al posto della sua vittima che aveva acciuffato nascosta in S.Maria della Nova, Novena alla Madonna degli Angeli dei Teatini per i nove mesi di parto della Madonna, Antonio Manrique carcerato a Gaeta trasferito a Torre del Greco, il Duca incontra l’auditore di campo Ferrante d’Aragona, cause continue per sfrattare la Vicaria ma si prolungano quelle a carico del capitano Domenico Antonio e del Sebastiano, Giovanni Andrea de Giorgio rifiutato in matrimonio sposa una Minutolo, vergine brutta e senza dote riempiendola di dote, Toledo colpito dalla quartana a Pavia ordinando la distruzione di Villa S.Ago con lo stratagemma delle vacche, salvandosi una donna col bambino, lanciatasi nelle fiamme alla vista dei soldati. Il figlio naturale del Duca e il Cardinale Zapatta partono per Roma coi cavalieri di San Giacomo per farlo legittimare dal papa, elemosine all’Incoronata, il fratello del medico Carrozza di Campolattaro è giudice criminale, Camillo della Marra nuovo avvocato fiscale della Camera, cavalcatra della Vigilia, festino di Natale con commedia fino a notte fonda, la figlia di Maddalena Orsino rapita dal giovane Marzano fatto caercerare e non uccidere, i 17 inquisiti di dento S.Antonio da Duca graziati per l’ubbidienza, la piazza del Consigliero Riccardo integrata da Pietro Antonio Caravita per ordine del Re, Festa di Santo Stefano col parabien di tutti i cavalieri della festa a palazzo, seguì pranzo al palazzo col generale dei teatini, il giorno dopo fra due saltimbanco che vendevano antidoti al veleno uno morì provando quello dell’altro salvandosi il figlio dell’Orvietano riuscendo a vomitare. La salma del dottore di Casa Vitale non fu mandata in S.Restituta su pagamento degli eredi. Proibiti i giochi, compresi nocelle e materie di magie degli scrivani. L’ultimo dell’anno il Duca prende possesso della piazza del Nido, a cui era aggregato il suo avo, ricevuto pomposamente mostrandosi per burla contrario a Orazio Frezza per deputato della Mattonata, ricordando quando contrariò anche il Duca di Vietri, che lo anticipò nelle sue solite burle, finisce l’anno in allegria dei 220 cavalieri coi sei di Capuana uniti al Nido, fra i quali i Principi di Avellino, Colle e Fabrizio Acciapaccia, perché considerati una sol cosa.

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Bascetta

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Editorial Review

SOMMARIETTI VARI DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

Capitolo I

LA CITTA’ SI RIASSESTA COL VICERE’
IN GONDOLA DA POSILLIPO AL PALAZZO

Il Duca di Nocera fatto arrestare da Monteleone, furto alla Cappella di Palazzo vecchio, compagnie spagnole a Chiaia pagate da Somma, ferito Miroballo eletto di Portanova, Barile giustiziere della tassa sul grasso, gli eredi di Mormile avvelenato sposano le sorelle De Silva, Viceré in gondola a Palazzo senza intrusi, Golino eletto Mastro della AGP e poi ambasciatore grazie a Reviglione, Mutio Brancaccio di spada contro Alessandro d’Afflitto per sostenere Mormile contro Spiniello fautori del vecchio Viceré, Filonardi arcivescovo d’Amalfi e nunzio atteso dall’abate Gaetano e dal Duca di Vietri, carcere per Fra’ Giovanni Campolongo cavaliere di Malta e per Fra’ Lelio Salimele, la festa di San Lorenzo.
Capitolo II

CARAFA E SFORZA, FRA DUE CARDINALI
E L’ARRESTO DEI CAVALIERI DI MALTA

Monete d’argento per le donne di Chiaia che si scompigliano, in gondola a Posillipo, Michele Vaaz sostenitore del vecchio Viceré, tre tempeste sul ponte del molo, successi di Milano con Toledo in Piemonte, Lorenzo de Franchi avvocato fiscale della Vicaria al posto di Gasparo Saluzzo, la morte del vescovo di Nardò, lezione al comune di Brienza, le guardie regie lasciano Posillipo e tornano a Somma, sacco del ponte donato a marinai e alabardieri, la Viceregina con le dame e il sindaco Annibale Macedonio, Te deum nel duomo col Cardinal Carafa, il vecchio Pomponio Seripando vestito ora di giallo e ora di verde per attrarre attenzioni avendo avuto ammazzato il nipote Giulio Mastrillo, Antonio Manrique Reggente di Vicaria, cavalcata col Principe di Avellino e bando, nella Chiesa reale di Santa Chiara, lite fra i salernitani Francesco Comite e Pietro de Angelo coi Continuo arrestati da Guidone e mandati a Porto Longone, ordine a Fra’ Giulio de Falco ricevitore dei cavalieri di Malta di far arrestare Fra’ Servente, 53 galee turche pronte all’assalto della riviera di Calabria, visita al Cardinal Sforza nel Palazzo di Echia costruito dai Loffredo di Trevico, la tassa sul grasso da Diego Lopes al Principe di Avellino, il Viceré de Castro a Messina.
Capitolo III

SANGUE DI S.GIOVANNI IN SAN LIGORIO
E VELENO PER IL CONTE DI CASALDUNI

Il sangue di San Giovanni alle monache di San Ligorio, pre grazia a Comite, il grano fradicio spacciato da Michel Vaaz, ricordo di Tristano Caracciolo, arresto di Ferrante Venato, banchetto regale, panegirico del Marchese di Cusano, arrivo del generale de Else e del Maqueda comandanti della compagnia spagnola, l’arcivescovo Ludovico di Bologna inviato a frenare la guerra coi Savoia, ammanco degli ufficiali del Tribunale, Vittoria de Mendoza amante del Viceré.
a settembre tornano i poteri ai seggi
ma la riscossione dei dazi e’ per i ricchi

Tornano i poteri ai Seggi delle Piazze, liberato Ferrante Venato, Malore del Cardinale Sforza, negozi di Vaaz e del Marchese di Cusano scolare dei Gesuiti, che misero le mani sul panegirico di questo genero di Lazzaro mercante di veli, la vedova di Vicedomini rimaritata al Reggente Barionovi, salumi e formaggi nella dispensa dei galeotti, nozze calabresi alla figlia di Fabrizio Gonzaga col giudice Francesco d’Ocampo, querela fra i fratelli Minutillo per la nipote goduta dal cavalier Contessa con morte per veleno del Conte Sarriano di Casalduni, Marcello Lanfranco commissario di campagna favorito dalla Duchessa di Maddaloni, Cardinal Carafa va a trovare Sforza, il dottore Ottavio Stinca carcerato dal capitan Modarra, festa di Piedigrotta e ballo a palazzo coi Cardinali, ordine per Don Ottavio d’Aragona di far tagliare le orecchie a chi fece fuggire i turchi dalla galea.
si spoglia gonzaga, nuovi cardinali
lite a chi porta il cappello di s.gennaro

Imbarco di 200 moschettieri col Di Maqueda, 300 nobili cavalieri a Porta Capuana per il ritorno del Duca di Nocera in drappo verde fra i principi di Stigliano Bisignano, Conca e Avellino e dietro la moglie e altre dame per l’incontro con la carrozza d’oro del Viceré al Gesù per la via di Palazzo, la Compagnia dei 360 di Aversa al comando di Prospero del Tufo per guardia reale al posto degli Spagnoli, il prete assassino viene liberato, i negozi di Ferrante Brancia, attraccano i galeoni del Viceré, le altre Compagnie di Capua e Nola da inviare alla Fiera di San Matteo di Salerno senza il Capitano d’Alessio scoppiato a piangere, si spoglia il Cardinale Vincenzo Gonzaga e rinuncia a 8000 scudi della Commenda di Malta sposando una vedova e dispiacendo il papa, si sposa Ascanio Caracciolo, licenziato il portiere Luca che faceva entrare cortigiane per i nobili insieme ai commedianti, Capua insedia un soprintendente, la Duchessa di Maddaloni e la Marchesa di Campolattaro sorelle di Vittoria Mendoza in giro col Viceré fra i poveri, in corsa da S.Lucia all’Incoronata, battaglioni imbarcati per la guerra ai Savoia, il cappello della festa di San Gennaro lo porta il Principe di Tarsia degli Spinella e non il fratello naturale creato dal Castro, nuovi cardinali a Roma per l’arcivescovo di Bologna nunzio in Savoia, il vescovo di Venafro dei d’Aquino nunzio in Svizzera col Belmusto di Genova e Cabelluccio a segretari col commenda di Santo Spirito, il paggio che fuggì dal Cardinale Sforza, il Papa grazia il de Franchis di Pozzuoli per volontà dei fratelli di Ugento.

fatture e intrugli venuti di spagna
arrestate stregone e fattucchiere

Banchetto a Palazzo del Duca di Maddaloni con lo spagnolo che ruba l’argenteria, nascono le Compagnie di artigiani e cittadini, la congiura a Parigi per uccidere il Re, poltronizzano le 8 compagnie di Francesco di Castro, Ascanio di Bologna difende il fiscale di Lucera fatto liberale dalla Duchessa di Maddaloni, il Principe di Scalea compra il Castello di Morone dal Re, giro privato del Viceré in città partendo dai Cappuccini per elemosine, ammazzato il complice e preso il bandito Antonio Mazza del Casale di Piscinola che aveva ucciso uno sbarbatello al servizio di Federico Tomacello scampato all’assassinio e taglieggiato di 100 scudi, il Duca giostreggia coi duchi di Nocera e Torremaggiore e sul carrozzino va da solo a far visita all’ossequioso Cardinale Carafa e poi col Duca di Maddaloni, seguito dalla Viceregina con la Duchessa a Poggioreale, si sposa Carafa con la Pietra di Genova, troppe cortigiane ai quartieri spagnoli, il Viceré seppe da un parente del sacerdote Francesco de Equhenedo di aver scoperto l’amicizia con la cortigiana, colpa di una fattura come confida a Don Giovanni fatta contro di lui anni addietro, l’intruglio lo fece Vittoria de Mendoza affinché amasse Eufrasia de Leca quando il genero Manriquez da governatore della Sicilia divenenne ricco e Reggente di Vicaria grazie alla forza diabolica, la fattucchiera arrestata dal giudice de la Quadra su richiesta del Reggente de Costanzo, la stregona salvata dalla lettera spagnola del Duca de Ozeda che la confermava figlia del Duca d’Alcalà, decine di donne stregone arrestate e portate davanti all’auditore Meschise.
i processi alle streghe di napoli
affidati al vescovo di nocera

Nel giorno di San Francesco si fece il processo alle streghe del capufficio Vescovo di Nocera, il consigliere Palazzo come pro reggente per condannare Donna Vittoria, col giudice Pappacola per Donna Eufrasia sua figliola al carcere di Castel dell’Ovo, e Don Antonio al Castello di Gaeta con la guardia di Modarra in carrozza, confiscando loro 40.000 scudi. Seguì la causa del giudice Mastrillo per l’omicidio Spinelli fatto dallo sbirro sospeso, e giunta dei giudici per la causa del Marchese de Ponte, visita al Cardinale Carafa con Carlo Caracciolo e il Duca di Laurenzano, notizia sui nuovi cardinali sovvenzionati dai Cardinali d’Aquino e Borghese e dal Principino di Sulmona. Il Cardinale di Mantova si spoglia per sposare la Principessa di San Martino ma il papa lo lascia senza moglie e senza cappello, sequestrati da Valenziola i libri mastri dell’AGP per furto di Antonio Caracciolo e dell’eletto Baldassarre Golino, Scipione Porzio e Scipione Rocco, giunte di piazze in continuazione per Napoli, fra bandi e cause come quella del Marchese de Ponte e altre del Regente de Costanzo insediatosi nel Tribunale della Rota criminale alla Vicaria, impiccando due fratelli soldati, mentre Fra’ Ottavio Minutolo è chiamato alla guerra in Piemonte, come punizione all’accusa di delitto del capitano Stuardo in Milano, Scipione della Vecchia del Cilento sposa la giovane figlia del barbiere e l’abbandona minacciando il suocero, ma il giudice Piccolella lo arresta, nuovi membri all’Accademia degli Umoristi in S.Domenico col principato a Giovan Battista Manso con assistenti l’eletto Anibale Brancaccio e l’astrologo Francecso Chiaramonte al servizio del Principe di Stigliano, ballo del Viceré invaghitosi della moglie di Andrea de Gennaro auditore di Salerno, sequestro dei castelli a i Cenci, alienazione dei presidenti idioti che non votavano, arriva il figlio del Viceré dalle Fiandre con due galee genovesi, richiesta di grazia per parricidio della ex moglie di Gagliardo alla Duchessa di Torremaggiore dedita alle grazie per il popolo, istanza della Marchesa di Campolattaro pro giudice Titta de Ligorio a Capua, così della Duchessa di S.Elia per Camillo Tocco a auditore in Abruzzo, una piazza pro auditore Canarletta richiesa da Carlo Caracciolo, grazia fatta avere dalla Marchesa di Sanso per toga tornata a Francesco Macedonio, che fece ammazzare da Fra’ Gennaro Origlio, Fra’ Vincenzo Carmignano e altri il povero Gasparo de Ligorio per onore della moglie fuggita in S.Eligio ma ripresa perché innocente, avendo il viceré un debole per le dame, mentre veniva giustiziato l’orefice che ritagliava le monete e frustato l’oste che aveva trasformato l’arsenale in osteria vendendo pane nero al doppio, e mentre l’avvocato dei poveri Alessandro Palmieri, già servitore del Principe di Avellino, mentiva su una causa, e veniva salvato Michel Vaaz dicendo che si era ripreso dopo aver sputato tre vermi grossi.
femminicidi dell’avaro col genero,
e di portocarrero che taglia le teste

Prima il festino poi la partenza di 100 soldati per Milano col capitan Castiglia richiesto da Don Diego Pimentel, Bilotta uccide a pugnalate la suocera, su richiesta dell’avaro marito Giovannandrea de Giorgio perché dava troppo ai poveri nel suo giardino di Capodimonte, passando dall’essere suo avvocato alla forca, per risposare la vidua di casa Pignone, già moglie del ricco malnato Giovan Cola Arcuccio uomo ricco, ordine per spazzare immondizia dalle porte che rendono la città sporca, il giovane cavaliere spagnolo Portocarrero riconosciuto a Genova dal cognato morto di collera, preso per una lite coi mercanti, confessa i delitti e quello della moglie Anna de Ascalon, dopo un festino col prete la cui testa fu rinvenuta in un fazzoletto e inforcati alla Carità, uccisa perché il padre voleva si risposasse con una ereditiera spagnola, cavalcata del Duca con Orazio Pintasso e il Duca di Maddaloni e la sera, dopo la chiacchierata ai Cappuccini vecchi con padre Mendozza, il solito festino con commedia con molte signore però che lasciarono il palazzo come la Marchesa d’Arena, la Principessa Grillo di Riccia per una contesa sulla piazza della Vicaria, obbligo di rientro la sera dopo le due, fuga di Francesco Pallavicino dal carcere, arrestato per debito col Duca d’Urbino, scomunica del Vescovo d’Andria a chi tiene le carte sulla piazza di Capuana, mentre quella dell’Udienza era promessa a Francesco Filomarino dalla Duchessa di Madaluni per il fratello giovane del suo medico, serata coi i figli del Duca, conquista del Toledo di Forte Sangermano, il Reggente di Costanzo dal giudice Francesco d’Ocampo per arrestare tre attuari civili per ordine delle banche: Sarno, Palma e Terracciano con sei scrivani per falsità.
Il dottore di Casa Marotta chiede giustizia per chi l’ha ferito, il Duca di Nocera parte per le sue Terre di Calabria, il Cardinale Zapatta da Roma a San Giuliano accolto dalla Contessa di Paciento e dalla Marchesa Ridolfi e poi dai nobili col Cardinale Sforza con festivo e tavolata domenicale Francesco d’Ocampo ordina di impiccare il tagliatore di monete con una piazza della Vicaria data al fratello del medico della Duchessa di Maddaloni, oltre quella data a Macedonio e Andrea di Gennaro, Cesare Faiello figlio di Decio Favilla di Caserta litiga nel Seggio di Montagna, mentre il Marchese del Cardinale Sforza è fatto governatore di provincia, nuova denuncia del Duca d’Urbino contro Spinola fatto fuggire dalla regente Manriquez trasferendolo dal Castello alla Vicaria, mentre il Viceré passeggia col Cardinale Zapatta.

Tutti i Santi nella Chiesa di Santa Maria del Popolo agli Incurabili con le armi dei Farnese scoperte dietro l’organo in attesa del Duca di Bovino dal Cardinale Sforza che credeva che fosse piazza dei suoi avi come per Portanova, arresto del razionale Giovanvincenzo Sebastiano per le doppie d’oro, una credenza di argenti e una conca con migliaia di scudi, da trovatello a aiutante nel Tribunale della Sommaria indi posto a razionale dal vecchio Reggente Camillo de Curte che gli insegnò a rubare il denaro del Re (e poi fu avvelenato), ora salvato dal Cardinale Zapatta con 1 milione d’oro da donare al sovrano come disse al Duca durante la visita a S.Martino, il pranzo e spase di pesce regalato e la passeggiata al Castello di S.Erasmo, la Viceregina dalla monaca di Regina Coeli, Piazza a Capuana fatta da Antonio Caracciolo, Pompeo Saripando e Scipione Minutolo per chiedere una piazza criminale per il dottor Ottavio Stinca che da nobile, piacendogli il libro delle Bucoliche divenne del popolo. Si insedia a Reggente della Vicaria senza pompa Don Ottavio d’Aragona per acquisto della galera di Biserta ma c’era solo il Duca di Vietri con pochi cavalieri, compagnia in Abruzzo per acciuffare l’ex caporale di Campagna divenuto capitano Domenicantonio de Santis intrigato nei furti alla Camera con 300.000 scudi comprando la Terra dove è nato in competizione col Cardinal Borghese per comprare la Terra di Pacentro fatto Marchese, Giovanvincenzo Sebastiano padrone di quattordici negozi divisi per se stesso solo in quattro fra cui galere e tratte, per cui sono fatti arrestare il presidente idiota Giulio Preta, il razionale Ferrante Ametrano, e il dottor Scipione Rocco dell’AGP, mentre Napoli festeggia uno dei patroni: S.Agrippino, cardinali Sforza e Zapatta alla festa di S.Andrea nella chiesa di S.Paolo e poi a passeggio con Viceregina, Duchessa di Maddaloni e Principessa della Riccia per vedere i preparativi della Festa di S.Martino, sequestri al Sebastiano e poi la giostra.
Cambiano i capitani di fanteria messi dal mastro di campo Carlo Spinello con vecchi soldati di Fiandra, il Granduca di Toscana e il fratello Cardinale alla Madonna di Loreto dal duca di Urbino per farsi toccare la mano dagli sposi Principe di Urbino e Claudia de Medici, condannati Preta, Ametrano e Rocco nel processo Sebastiano, nasce il Duchino di Parma, confessa il ladrone bottegaro di S.Caterina a Formello, botteghe chiuse per la festa con caroselli fino alle 23 da cui uscirono Giovambattista Manso e il compagno del Marchese Pixnelli vestiti meschinamente all’Ungherese per la troppa liberalità come era solita insieme a Cola Maria di Somma Principe del Colle, i quali, rimasti senza carrozza, se ne andarono a piedi sbiancando dalla paura e rischiando di essere ammazzati dalle guardie, lasciando una grande festa della città col popolo festoso e con i gran guadagni per mercati e artigiani.