LUDOVICO REUCCIO FANTASMA. Cronache del Regno di Napoli. 1386-1389

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QUEL PICCOLO FRANCESE FIGLIO DI LUIGI II DUCA D’ANGIO’

CRESCIUTO NEL BALIATO DELLA MADRE MARIA DE BLOIS

 

I primi dieci anni di matrimonio di Maria e Luigi furono dedicati alla costruzione di una famiglia su basi solide. Il grande amore che ne scaturì faceva trascorrere il tempo in una visione della vita all’ombra del castello, senza alcuna partecipazione attiva a Corte. Due lustri che furono di rodaggio alla felicità della famiglia più che a quella delle popolazioni del Ducato. Finalmente Maria restò incinta e si intravide un erede.
Erano trascorsi dieci anni di matrimonio quando dalla coppia della maison de France nacque il primo dei tre reali venuti al mondo.
In realtà fu una femmina, Marie (1370-1383), che non potrà ricevere nessuna felicitazione, perché, ancor prima di qualsivoglia matrimonio, fu sopraffatta dalla morte, sopraggiunta in tenera età, avendo chiuso gli occhi a soli 13 anni.
Ma ecco che dopo 17 anni di matrimonio arrivò l’atteso Luigi II (1377-1417) Duca d’Angiò, titolo sul groppone unito a quelli di Napoli e Provenza, seguito, tre anni dopo, da Carlo del Maine (1380-1404), poi Principe di Taranto, morto a 24 anni.
Fu allora che i duchi d’Angiò cominciarono a concentrarsi sui propri stati, a cominciare dalla Provenza, ad essi assegnata dalla Casa reale, entrando nelle grazie dell’antipapa, che lo scisma religioso aveva stabilito in Francia.

Già nell’aprile del 1379, dopo aver creato una corte autonoma ad Avignone, l’antipapa cominciò a stimolare Luigi d’Angiò, spronandolo a combattere dalla sua parte. Le promesse erano allettanti e l’investitura a generale papalino in cambio del «Regno di Adria», l’equivalente del Regno di Puglia, apparve la vera alternativa allo stato pontificio del papa di Roma, quello che Carlo III, uccisa la Regina, tenne a sé ben stretto e sottomesso a Napoli.
Nel maggio 1382, Clemente VII, pur di ricreare in nome di Dio il patrimonio ravennate, ripartì dalla marca dei Normanni che ne fu vicaria.
L’antica villa di Copertino, feudo di Luigi de Brienne di stanza a Venosa, suo gonfaloniere avignonese in Italia, fu la scelta giusta per investire Luigi d’Angiò direttamente del titolo ereditario di Re del Regno di Sicilia, sebbene fosse tutto da riconquistare, proprio come ai tempi dei Normanni.
Dopo aver ricevuto omaggio dal Re in pectore, Clemente permise a Luigi di divenire figlio adottivo di Giovanna I di Napoli, al posto dello snaturato durazzesco, e ordinò al suo esercito di proseguire la marcia in aiuto della Regina, attaccata dall’ingrato nipote Carlo III.
Luigi partì deciso e contento, accompagnato dai conti Pierre di Ginevra (fratello dello stesso Clemente) e da Amedeo VI di Savoia, suo generale, sostenuto a distanza dalla consorte. La futura Regina partecipò alla lotta per sostegno morale, prima con tante lettere e in un secondo momento, in maniera più attiva, con aiuti materiali ed economici. Scontri locali inattesi però frenarono, e non poco, l’evolversi della riconquista del Regno di Sicilia, essendo quei militi osteggiati da nobili contrari a continuare la sottomissione verso Giovanna I. Ma non solo. Maria si ritrovò da sola a fronteggiare anche la fastidiosa rivolta, capeggiata, in più luoghi della Provenza, da improvvisati sostenitori di Carlo III, divenuto il principale nemico del marito.

Description

IL BALIATO DI LUIGI II DUCA D’ANGIO’

INCORONATO COME LUIGI III RE DI NAPOLI

 

indice

i 3 anni del regno del giovane luigi

— Luigi fatto Re delle due parti di Sicilia
— Ladislao e madre in fuga dall’Ovo a Gaeta
— Il Papa dà Maria d’Engenio a Raimondello
— Taranto all’Orsini, ma il titolo è di Re Luigi
— Ladislao signore di Napoli, Ischia e Gaeta
— Baliato e stendardo dall’antipapa alla madre
— I tre anni del baliato di Luigi II (1385-93)
— Luigi acclamato a Napoli a luglio del 1386
— L’antipapa aggancia Ottone e Sanseverino
— Luigi verso la Corona del Regno di Sicilia

il giovane luigi III titolare per 7 anni

— Clemente e Francia: Luigi j. è III Re di Sicilia
— Sanseverino è Viceré: via i Durazzo da Napoli
— Napoli assediata pro Luigi II dal 1390
— Raimondello sloggia Ladislao a Gaeta
— Aragonesi col l’antipapa: Luigi è unico Re
— Il figlio di Maria è Re dell’Accola (1390)
— Bonifacio ripesca Re Ladislao e Costanza
— Il 1391 s’apre a favore di Luigi Re di Sicilia
— Cecco del Borgo porta l’Abruzzo ai Durazzo
— Luigi perde 1/4 delle Terre: ora è Re di Puglia
— Raimondello con Luigi per il Principato

la madre MUORE felice E senza regno

— Ladislao cacciato, Luigi si riprende Napoli
— L’ultima spedizione organizzata da Maria
— Nozze con Violante: sostegno degli Aragonesi
— Luigi Re di Trinacria e Sicilia: perde Napoli
— La Regina si spegne senza avere il Regno

luigi e iolanda re e regina di 4 regni

— Quel matrimonio con l’Infanta di Aragona
— Luigi e Iolanda reali in Accola dal 1410 al 1412
— Sovrani con quattro corone sul capo
— Giovanna II al suo posto in Castel dell’Ovo
— Il ritorno alla fortezza angioina di Angers

Note Bibliografiche

1. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
2. Pelliccia, cit.
3. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442.
4. Da A.Bascetta-S.Cuttrera, Un Pugnale per Carlo III, ABE Napoli, 2021.
5. Ibidem.
6. Ibidem.
7. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag. 222 e segg.
8. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-14.
9. Da A.Bascetta, Raimondello, ABE Napoli, 2021.
10. Barbara W Tuchman, Un espejo lejano. El calamitoso siglo XIV (1ª edición). Península, Barcellona 2000. ISBN 84-8307-263-7.
11. Da: www.storiadimilano.it
12. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi.
13. Barbara W Tuchman, Un espejo lejano. El calamitoso siglo XIV (1ª edición). Península, Barcellona 2000. ISBN 84-8307-263-7.
14. Barbara W Tuchman, Un espejo lejano. El calamitoso siglo XIV (1ª edición). Península, Barcellona 2000. ISBN 84-8307-263-7.
15. Edmond-René Labande, Un’ambasciata di Rinaldo Orsini e Pierre de Craon a Firenze, Milano e Avignone 1933, Mélanges de l’école française de Rome , vol. 50, n o 1,1933, p. 194–220. Cfr. Wikipedia, Pierre de Craon le Grand. Dal sito: www.persee.fr/doc/mefr 0223-4874 1933 num 50 1 7237.
16. Da A.Bascetta-S.Cuttrera, Un Pugnale per Carlo III, ABE Napoli, 2021.
17. Ibidem.
18.Filippo Crassulli, Annalium de Rebus Tarentinis. In: A.Pelliccia, Raccolta di varie croniche, diarj, et altri opuscoli così italiani come latini appartenenti alla storia del regno di Napoli, Tomo V, Napoli 1782, pagg.114-115.
19. Niccolò da Borbona, Cronaca delle cose dell’Aquila dall’anno 1363 al 1424. In: L.A. Muratori, Historia Aquilana, in: Antiquitates Italicæ medii ævi, sive Dissertationes, T.VI, Ex Tipografia Società Palatina in Regia Curia, Milano 1742, pagg.858-859-860.
20.Filippo Crassulli, cit.
21. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag. 230 e segg., CCLXXV. Chome il dugha d’Angiò morìo.
22. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833. Cfr. Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, Volume 1, pag.25-28. Cfr. Georg. Ios. Egghius Purpurae Doctorum, L. II, XLIX, An. Ch. 1383: Idem Vrbanus Carolum Dyrachinum excommunicat.
– Nunc primum prodit ex Codice MS Bibliothecae S. Eusebii Monachorum Ordini S. Petri Coelestini Romae. Annali in: A. Pelliccia, Raccolta di varie croniche, diarj, et altri opuscoli così italiani come latini appartenenti alla storia del regno di Napoli. Tomo V, Napoli 1782, pp. 111-125.
23. Da A.Bascetta-S.Cuttrera, Un Pugnale per Carlo III, ABE Napoli, 2021.
24. Niccolò da Borbona, Cronaca delle cose dell’Aquila dall’anno 1363 al 1424. In: L.A. Muratori, Historia Aquilana, in: Antiquitates Italicæ medii ævi, sive Dissertationes, T.VI, Ex Tipografia Società Palatina in Regia Curia, Milano 1742, pagg.858-886.
25. Giovanni Battista Carafa, Dell’historie del regno di Napoli del sig. Gioan Battista Carrafa, libro VI, pag. 144 v.
26. Giovanni Battista Carafa, Dell’historie del regno di Napoli del sig. Gioan Battista Carrafa, libro VI, pag. 144 v.
27. Etienne Baluze, Josè Maria Fonseca de Evora, Paul Du_Mont, Vitae Paparum Avenionensium, hoc est, Historia Pontificum, Vol.1, pag.490-510.
28. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag. 230 e segg., CCLXXV. Chome il dugha d’Angiò morìo.
29. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi.
30. http://www.storiadimilano.it/Personaggi/Visconti/visconti.htm#Lucia.
31. Etienne Baluze, Josè Maria Fonseca de Evora, Paul Du_Mont, Vitae Paparum Avenionensium, hoc est, Historia Pontificum, Vol.1, pag.490-510.
32. Valentina, benché nel 1386 fosse stata poi promessa a Luigi d’Orléans (fratello del Re di Francia Carlo VI promesso anche a Maria d’Ungheria), sposerà Luigi di Turenna Duca d’Orleans, dopo che saltò il suo matrimonio, quello tra Luigi di Turenna che, da Duca d’Orleans, ne divenne sposo il 17 agosto 1389 e il 29 novembre 1394 nacque Carlo di Orléans. Nell’aprile del 1396, Valentina Visconti, dovrà lasciare Parigi per Asnières sotto l’accusa di avere fatto impazzire con arti magiche il Re di Francia Carlo VI. A luglio nacque Filippo. Da: www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi.
33. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
34. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
35. Etienne Baluze, Josè Maria Fonseca de Evora, Paul Du_Mont, Vitae Paparum Avenionensium, hoc est, Historia Pontificum, Vol.1, pag.490-510.
36. Etienne Baluze, Josè Maria Fonseca de Evora, Paul Du_Mont, Vitae Paparum Avenionensium, hoc est, Historia Pontificum, Vol.1, pag.490-510.
37. www.capitanidiventura.it
38. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160. Mette l’anno al 1385 alla maniera bizantina.
39. www.capitanidiventura.it
40. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442.
41. V. Lorenzo Cantini, Saggi storici d’antichità toscane, Tomo IV, Nella Stamperia Albizziniana da S.Maria in Campo, Napoli 1857, pag.60-78.
42. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag. 104
43. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442.
44. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag.104
45. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag.
46. Da A.Bascetta-S.Cuttrera, Un Pugnale per Carlo III, ABE Napoli, 2021.
47. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442. Cfr. Soldati, pag.20, cit.
48. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
49. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi
50. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.130-160.
51. Niccolò da Borbona, Cronaca delle cose dell’Aquila dall’anno 1363 al 1424. In: L.A. Muratori, Historia Aquilana, in: Antiquitates Italicæ medii ævi, sive Dissertationes, T.VI, Ex Tipografia Società Palatina in Regia Curia, Milano 1742, pagg.858-859-860 25. Nelli anni 1385 a dì 15 de gennaro Paolo de misser Janni di Rogio intrò in Aquila di notte tempo con multi partesciani usciti, et altri del paese d’intorno; intraro dalle mura rotte intra Porta di Bangnio, e di Rogi, e salerono per le mura, e alcuni n’entraro dentro gridando: – Viva la Pace; et in fine in pede la piacza d’Aquila dal popolo forono caciati, et infugati in poco d’ora.
26. El predetto anno a dì 11 de lullio al Viscovo de Aquila, tornato da Vignone dal Papa Benedetto Clemento, arrecò ducati 7000 a li Aquilani per subbenzione delle guierre, e altri besongni necessarij.
52. F. Aceto, il Castrum, in R.Cassanelli (a cura di), Cantieri medievali, Milano 1995, pagg.252-256.
53. Salvatore Bongi, Le Chroniche i Giovanni Sercambi Lucchese, vol.1, Tipografia Giusti, Lucca 1892, pag. 230 e segg., CCLXXV. Chome il dugha d’Angiò morìo.
54. A.Miceli di Serradileo, Concessioni di cariche ed uffici nel Regno di Napoli fatte da Marie de Blois vedova di Luigi I d’Angiò negli anni 1385-1388 a cavalieri ed altri suoi fedeli durante la minore età del figlio Luigi II d’Angiò, in: Araldica Calabrese, Cosenza, n. 5, 2005, p. 99-106.
55. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.168-200.
56.www.capitanidiventura.it
57. www.capitanidientura.it
57. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi.
58. Uno dei figli di Carlo V è Luigi I di Valois e d’Orleans che poi diverrà anche Duca di Turenna (1386-1382) detto il Grande (13/3/1372-23/11/1407).
59. Così Teodorico da Niem nel De Schismate, lib.II, cap.XIV, pag.68 e segg.: Teodorico di Niem, storico tedesco, nato a Nieheim nel 1345 e morto il 22 marzo 1418, all’età di 73 anni. In: Soldati, Confutasione degli errori e calunnie contra la Chiesa e la Sobranitá, pag.21.
60. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.168-200.
61. Fleury Di Claude, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre, N.Bettoni, Brescia1825-1833, pagg.168-200.
62. Niccolò da Borbona, Cronaca delle cose dell’Aquila dall’anno 1363 al 1424. In: L.A. Muratori, Historia Aquilana, in: Antiquitates Italicæ medii ævi, sive Dissertationes, T.VI, Ex Tipografia Società Palatina in Regia Curia, Milano 1742, pagg.858-859-860
63. Lorenzo Cantini, Saggi storici d’antichità toscane, Tomo IV, Nella Stamperia Albizziniana da S.Maria in Campo, Napoli 1857, pag.60-78.
64. Così Teodorico da Niem nel De Schiscmate, lib.II, cap.XIV, pag.68 e segg.: Teodorico di Niem, storico tedesco, nato a Nieheim nel 1345 e morto il 22 marzo 1418, all’età di 73 anni. In: Soldati, Confutasione degli errori e calunnie contra la Chiesa e la Sobranitá, pag.22.
65. Frammenti del cronista Coniger e considerazioni tratte alla Cronica del Coniger riscritta dal Tafuri. In: Francesco Casotti, Scritti inediti e rari di diversi autori trovati nella provincia d’Otranto, pagg.12-23.
66. Soldati, pag.21, cit.
67. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi
68. Ladislao Re di Sicilia contro il papa che voleva creare a Re di Partenope in Napoli il nipote Principe di Capua: no degli 8 Grandi spalleggiati da Re Pietro IV d’Aragona (1386)
Ladislao, morto il fratellastro Luigi Re dell’Aquila di Puglia in Taranto lasciando la Regina vedova Iolanda spalleggiata da Raimondello per volere del papa, restò alleato degli Aragonesi, ma finirono tutti per scontranrsi col papa Urbano VI che cominciò a vantare pretese per il nipote per crearlo Re di Napoli.
Ladislao e la madre puntavano oltre che a riprendersi il titolo di Sicilia, a creare in Castelnuovo un Consiglio di Reggenza degli Otto del buongoverno, fra cui Luigi de Capua e Tommaso di Marzano, nella speranza di ottenere il titolo di Re di Napoli o quello di Re di Puglia cheil papa lo voleva dare al nipote.
69. Il papa accetta Ladislao (1384) e rifiuta Luigi II d’Angiò fatto Re dall’antipapa a Bari (1385) e guidato nella conquista dal Contestabile Tommaso Sanseverino. Alla morte di Re Luigi I dell’Aquila di Taranto (1384) primogenito dello scomunicato Carlo III e della sua prima moglie, papa Urbano VI, d’accordo la di lui vedova Iolanda d’Aragona e la sorella Giovanna II, anch’essa figlia di Carlo e della prima moglie Margherita di Zara, accettò le preghiere della loro matrigna Margherita di Durazzo, seconda moglie di Carlo, sebbene scomunicata, purchè disconosciuto Carlo III, pronto a risposarsi una terza volta in Ungheria prima della morte, si allontanasse da Luigi d’Angiò.
70. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442.
71. Ladislao è Re di Sicilia (25.2.1386) in Castelnuovo, prima che morisse il padre scomunicato ex Re di Sicilia Carlo III (3.6.1386) divenuto Re d’Ungheria, senza prendere il trono in Taranto e contrastare il Re angionino seduto in Bari
Alla morte del fratellastro Luigi dell’Aquila in Taranto, con il consenso della vedova Iolanda d’Aragona e del padre Pietro IV Re d’Aragona reggente del Regno di Trinacria di Palermo, Ladislao fu nominato successore del Regno di Sicilia, titolo appartenuto al padre, il 25 febbraio 1386, quindi prima della morte di Carlo III, fatto Re in Ungheria.
Ciò era avvenuto perchè Ladislao era riconosciuto dai grandi uomini Partenopei e Aragonesi, per contrastare Luigi d’Angiò fatto dall’antipapa Re di Sicilia Bari.
Carlo III, comunque, presa la corona d’Ungheria, vi morì avvelenato il 3 giugno 1386.
72. Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, Volume 1, pag.25-28.
73. Gli Aragonesi passano con l’Antipapa con l’idea di sopprimere il trono di Trinacria creando Luigi d’Angiò Re di tutta la Sicilia trasferendolo da Bari in Castel S.Elmo di Napoli facendogli sposare un’aragonese e scavalcando le pretese di Ladislao Re sloggiato a Gaeta
74. Aragonesi e antipapa trasferiscono Luigi d’Angiò Re di Sicilia in Bari di nuovo su Napoli (1387): Ladislao fu seduto a Gaeta (1389) sobillato da Luigi De Capua di Altavilla che lo fece sposare con Costanza Chiaromonte scelta dai feudatari antiaragonesi di Palermo.
I fedelissimi di papa Urbano VI furono espulsi da Napoli: dopo un anno di governo come Re di Sicilia, Ladislao, si trasferì a Gaeta con la madre lasciando Castelnuovo, mentre il Principe di Capua fu cacciato da Castelcapuano e riparò ad Aversa.
Il trono di Castel S.Elmo per la nascita del primo Re di Napoli era ancora libero in quanto Luigi d’Angiò fu seduto a Castelnuovo.
75. L’antipapa elegge Luigi d’Angiò a Re di tutta la Sicilia (Isola di Trinacria compresa) sul trono di Castelnuovo o di Castel S.Elmo in Napoli il 1 novembre 1389.
La confusione continuò anche perchè Napoli era stata occupata per volere dell’antipapa e degli Aragonesi dal Re di Bari Luigi d’Angiò, prossimo a Re di tutta Sicilia, utrusque, a patto di sposare Iolanda II d’Aragona, figlia del defunto Pietro IV, cosa che avverrà nel 1400. Luigi II fu eletto dall’antipapa Re di tutta la Sicilia (Isola di Trinacria compresa), cioè utriusque Sicilia, sedendosi in Napoli il 1 novembre 1389, un giorno prima che (morto Urbano VI) Roma nominasse a papa Bonifacio IX pronto a seguire le orme di Urbano VI per sostenere il partito avverso di Ladislao relegato a Gaeta.
76. Niccolò da Borbona, Cronaca delle cose dell’Aquila dall’anno 1363 al 1424. In: L.A. Muratori, Historia Aquilana, in: Antiquitates Italicæ medii ævi, sive Dissertationes, T.VI, Ex Tipografia Società Palatina in Regia Curia, Milano 1742, pagg.858-859-860
77. Domenico Crivelli, Della prima e della seconda Giovanna regine di Napoli, Padova 1832. Cap: Giovanna seconda regina di Napoli. Anni da Gesù Cristo 1382-1442.
78. Questo accadde quando Roberto quondam contra Stephanum Ducem Bavariae tenente imperium che nello stesso 1390 condusse Firenze contro Milano. V. D’Andrien de But, Chronique relatives a l’Historie de la Belgique, F.Haiez, Bruxelles 1870.
79. Da: www.condottieridiventura.it
80. Bascetta, Bonito
81. Da: http://www.irpinia.info/sito/towns/montefusco/storia.htm
82. Andrea, tornato a Sora, sposò Giuda Caracciolo Pisciotta da cui ebbe Samuele; Giannello, ormai lontano da Bonito, nel 1407, morto anche il papa, fu da Ladislao dichiarato decaduto facendo riassorbire il feudo al regio fisco. Asseriva invece il Pennetti che a succedere ai Tomacelli fu invece direttamente un Marino Bonito, che però potrebbe essere appunto il figlio primogenito di Rinaldo che chiese ed ottenne la Signoria di Bonito “come i suoi antenati aveanla posseduta”. Da qui il suo viaggio a Bonito del 1445, favorendo i vassalli e sospendendo definitivamente la ruota della tortura e facendo costruire una strada nel rione Ariella verso Ariano.
83. Claudio Fleury, Storia ecclesiastica, continuata dal P. Fabre e tradotta dal francese da Gasparo Gozzi, Vol.49, N.Bettoni e Co., Brescia1832, pagg.202-2014.
84. www.storiadimilano.it, Cronologia di Milano dal 1376 al 1400, a cura di Maria Grazia Tolfo e Paolo Colussi.
85. Ladislao Re di Puglia incoronato a Gaeta (1390) spalleggiato dalla madre Margherita Sanseverino Durazzo ebbe dalla sua parte i Sanseverino quando si ribellarono al Re Luigi d’Angiò in Napoli che accenna appena alla ribellione di Margherita Sanseverino Durazzo nel 1393, quando Raimondello di Taranto passa con Luigi di Napoli sottraendo i feudi di Matera al Contestabile Sanseverino.
Da qui la rivolta dei Sanseverino, fino ad allora sostenitori di Luigi, che occupano la Terra di Lavoro schierandosi intorno alla loro ex Regina Margherita II Sanseverino relegata a Gaeta. Ma anzichè dirigersi su Napoli, appoggiati dal papa, questi prendono la via della Puglia, cacciare Raimondello da Taranto schieratosi al fianco di Re Luigi d’Angiò.
86. A.N. KK 1213 f° 32 r°; in Francoise Arlot, Marie de Blois, cit.
87. www.capitanidientura.it
88. Bello etiam id temporis Romam lacessivit Ladislaus, filium Caroli Dyrrachini, in quem Urbanus VI. Regnum Neapolitanum, abdicata eo Regno Joanna Regina, transtulerat. Hic, inquam, Ladislaus, flagitiosi patris non misus flagitiosa proles, Romam haud semel occupare conatus est, sed à Ludovico Duce Andegavensi, & filio hujus Ludovici Andriumitidem Ducis, fatto erede da Giovanna I oppressa da Carlo, morendo in Apulia nel 1411. E l’altro fu fatto Re d’Italia. Ma Ladislao, che teneva il Regno Neapolitano, nel 1413 invase Roma mettendo in fuga Giovanni XXIII, divenendo dominatore di tutta Italia prima di morire nel 1414, quando subentrò la sorella Giovanna per diritto ereditario.
Fra Ignatio Hiacyntho, Historia ecclesiastica, Tomus VI, Ex Tipografia Tinassio, Romae 1722, pag.27-28.
Maria Teresa Giovannoni, Gli Equi. Notizie sull’origine, sugli insediamenti e sulle guerre contro Roma.In: www.aequa.org/public/documenti/aoniine/guerrecontroroma.doc. Scrive: “Aequi” è la forma primitiva del nome di questo popolo, convalidata da tre toponimi della regione degli Irpini: AECAE (Livio XXIV, 20), AEQUUM TUTICUM, AECLANUM. I primi due si trovano nella zona di Foggia, il terzo nella valle del Calore. L’aggiunta dei suffissi etnici CI e LI ha dato luogo alle nuove forme: Aequici e Aequicoli”. Ma tutti furono deportati dall’originaria Aequa di Ab Colis, Bacolis.
89. John N.D. Kelly, Grande dizionario illustrato dei Papi, Edizioni Piemme, 1989.
90. F. Aceto, il Castrum, in R.Cassanelli (a cura di), Cantieri medievali, Milano 1995, pagg.252-256.
91. Il titolo del Regno di Trinacria in Palermo che era congelato con la prigionia di Maria in Aragona, fu poi ripreso col nuovo marito Martino il Giovane nel 1391, il quale, senza eredi neppure da Bianca di Navarra, portò il Regno al padre Martino il Vecchio nel 1409, che, a sua volta senza eredi, lo riportò a Ferdinando I figlio di Giovanni di Castiglia nel 1412, lasciando reclamare l’eredità alle figlie di Giovanni il Cacciatore fu Re Pietro della Corona il Cerimonioso morto nel 1396, fra cui Iolanda II (1384-1442) che andò in sposa a Re Luigi III nel 1400 che vantava non solo l’eredità aragonese dell’Isola siciliana di Trinacria ma l’intero Regno che andava restituito agli Angioini di Napoli successi a Giovanna I già da prima.
La Trinacria fu quindi contesa fra Iolanda II d’Aragona (1384-1442) che sposa (1400) di Re Luigi II, e il parente Ferdinando I d’Aragona (1380-1416) a cui però fu lasciato il titolo.
92. Nel febbraio del 1400 Raimondo Orsini si incontra a Spinazzola con Luigi d’Angiò ed ospita quest’ultimo a Taranto.
Ad ottobre ha una controversia con Ugo da San Severino per il possesso di Castellaneta. Lotta con Bernabò da San Severino, che lo sconfigge a San Pietro in Galatina. Il conflitto ha termine solo per l’azione di Tommaso da San Severino che, su sollecitazione di Ladislao d’Angiò, si pone come paciere tra i due contendenti.
93. V. voce Wikipedia
94. Françoise Arlot, Nel tumulto del XIV secolo. Marie de Blois, Contessa di Provenza e Regina di Napoli. In Provenza storica, sito internet: http://provence-historique.mmsh.univ-aix.fr/n/2006/Pages/PH-2006-56-224_03.aspx.
95. Françoise Arlot, Nel tumulto, cit. Cfr. E. Rose, Marie de Blois, ses guerres en Provence et en Italie, Études historiques et religieuses sur le xive siècle ou Tableau de l’Église d’Apt sous la Cour papale d’Avignon, Avignon 1842. Cfr. M. de Bouard, Les origines des guerres d’Italie. La France et l’Italie au temps du Grand Schisme d’Occident, Paris 1936.
96. Cfr. voce Wikipedia.
97. Cfr. voce Wikipedia
98. A.Bascetta, Marie de Blois, ABE Napoli 2021

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Editorial Review

 Luigi fatto Re delle due parti di Sicilia

 

L’antipapa aveva nominato il provenzale Luigi d’Angiò a titolare di tutti i frammentati regni di Sicilia, cioè Utrusque Sicilia, spostando definitivamente il trono da Barolo a Castel dell’Ovo di Napoli e costringendo a fuggire a Gaeta il giovane Ladislao.
Nel 1385 gli Angioini cominciarono ad occupare quindi Castel dell’Ovo dichiarando Luigi Re di tutta la Sicilia e riavviando nell’immediato la costruzione del castello a forma di torre, cominciato 100 anni prima, ad immagine e somiglianza di quello provenzale. Lo fecero costruire sul Ponte Bario e venne chiamato Castel Novo dichiarando nata la Provincia provenzale, del Comitato di Napoli-Barii, cominciata presso il Muro di Bario che si trovava a Ponte, dall’altra parte del mare del centro storico di Neapolis.
Il maniero a forma di torre era stato cominciato dal fu Carlo II dalle fondamenta, nel 1279, davanti alla porta del diruto Castello di Bario. Infatti nel 1283 il Castello era al Ponte ex parte Neapolis usque de novo construi, et a Turri que est iuxta portam castri. Poi, esattamente ad Murum dicti Balij, ne fu costruito uno chiamato Castelnuovo perche il Castelvetere, nel 1275, era già crollato nel mare, cioè era andato distrutto l’antico castello sito oltre il Muro di Bario dove ora era il nuovo.
Così i testi: — Karolo primogenito principi Salernitano. Quia relacione mag. Petri de Angicuria... nuper nostra serenitas intellexit, quod murus castri nostri Bari, qui est ex parte maris, ruinam minari videtur, cui nisi ad presens reparacione necessaria succuratur.
Cacciato Ladislao, gli Angioini ebbero 13 anni per sistemarsi nel grandioso Castel Novo, oggi detto Maschio Angioino.