Description
REVISIONISMO STORICO E TOPONIMI

L’EPISCOPIO DI S.MARCIANO IN BIVINO E LA CONTEA FREQUENTINA DI ECANA
IN PRINCIPATO DI NEA HEA-APULA SULLA VIA APPIA DI ANDRIA E CANOSA
introduzione
enigmi di geografia medievale:
i segreti di Aeculano e frequento
Il lavoro di Sabato Cuttrera si configura come una complessa indagine storica volta a dimostrare come la storiografia tradizionale abbia errato nel localizzare centri nevralgici dell’antichità e del medioevo. La tesi portante è che città come Eca, Aeculano, Quintodecimo e Frequento non vadano cercate nelle loro attuali collocazioni irpine, ma in un’area geografica spostata verso la Puglia, tra il Foggiano, l’Andriese e il territorio di Trani.
L’Autore inizia analizzando l’eredità degli Ecani di Castelvetere, legando il culto dei “30 martiri” non a Frigento, ma alla zona di Trecento presso Lucera. In questa visione, la città di Aeculana (o Aeculano) non corrisponderebbe a Mirabella Eclano, bensì a una “città della Porta” situata sul fiume Beletro, nei pressi di Trani. Questa zona sarebbe stata il cuore del potere normanno, ospitando il Principato di Boemondo e la reggia di Roberto il Guiscardo, quest’ultima identificata nel castello di S.Giovanni a Urano presso Canosa.
Un punto cruciale della ricerca riguarda la via Appia Traianea. Cuttrera sostiene che il tratto diretto a Venosa toccasse una Quintodecimo situata presso Andria e non in Irpinia. Di conseguenza, anche la Valle d’Ansanto e la celebre Mefite descritta da Virgilio andrebbero riposizionate, poiché i siti irpini mancherebbero delle caratteristiche fisiche (come la grotta e il lago) descritte nelle fonti antiche. La stessa figura di San Marciano/Martiano, tradizionalmente legata alla fondazione dell’Episcopio Frigentino, viene qui ricollocata presso Vibino (Bivino) e Arpi, dove sarebbe nata la sua vera Civitate, a sua volta confusa con la successiva San Martino di Bovino.
La parte centrale del testo spiega la “metamorfosi onomastica” avvenuta tra il X e il XII secolo. L’autore descrive un processo di dissoluzione e migrazione fonetica: a causa di eventi bellici e politici, i nomi delle città si sarebbero spostati insieme alle popolazioni. La Frigento irpina sarebbe dunque una ricostruzione tardiva operata da migranti avellinesi che “esportarono” il nome dell’antica Civitate Frequentina pugliese della Torre dei Pagani verso le montagne interne.
Infine, l’indagine si sposta sulla struttura delle contee sotto i re normanni Ruggero I e Ruggero II e sulla conferma dei poteri ecclesiastici. Attraverso l’analisi delle Bolle papali (da Alessandro III a Innocenzo III), l’Autore ricostruisce la frammentazione del territorio in due diversi tenimenti chiamati Frigento: uno legato a S. Croce e l’altro a S. Silvestro. Il documento si chiude delineando il ruolo della Contea dell’Aquila e la definitiva stabilizzazione dei confini tra il demanio di Castelvetere e le nuove sedi vescovili, consolidando una geografia che, pur essendo quella giunta fino a noi, avrebbe occultato le reali radici storiche dei luoghi.
L’ubicazione delle antiche città altomedievali da tempo è oggetto di studi senza però avvicinarsi a quella che potrebbe essere definita come la «verità storica».
Spesso si è considerato il Medioevo come un periodo dalla bassa se non nulla mobilità, correndo il rischio di allontanarsi dall’unico percorso che uno storico dovrebbe compiere, l’analisi attenta e scrupolosa delle fonti.
Con il cambiare dei centri di gestione del potere, e con le continue diatribe tra sovrani, inoltre, all’arduo compito di seguire il filo di una matassa ingarbugliata, si aggiunge anche la difficoltà nel dover «rettificare» se non le considerazioni, quanto le macchinazioni, a volte divenute «vangelo», di chi spesso si è spinto in avanti per il gusto di dare una longevità storica a questa o a quella città, risultata poi omonima di un’altra, sebbene in altra provincia.
L’analisi che segue, dunque, basata su bolle papali, imperiali, elenco di tasse e pergamene coeve, può aiutare a dipanare le nebbie dell’incertezza, creata dalla moltitudine di fraintendimenti, gettando luce sugli avvenimenti «avvenuti» nei luoghi dove avvennero, e non nella fantasia degli autori di ogni tempo.
Sono i luoghi dell’Appia antica, quella vera,m con le pietre pentagonali e la larghezza di cui parla Tito Livio, appartenuti ai Carolingi della Via Francigena, già negli acta longobardi fatti propri dai Bizantini, colonizzati dagli Altavilla, rinati con i consoli cassinesi Normanni, inglobati dai Franchi nel Regno di Gerusalemme, sequestrati dagli Svevi, riorganizzati dal Papa nelle nuove arcidiocesi.
I successivi cronisti ci pongono di fronte a diversi interrogativi, su quelli che possono essere definiti “grandi eventi storici”, che riguardano personaggi importanti e controversi, da Ruggero I a Re Manfredi, che hanno complicato l’opera di ricostruzione dei fatti operata dagli storici. Compito del giornalista è quello di condurre per mano il lettore in questo groviglio, magari ostico, sicuramente complesso, ma mai «buio», quale fu il Medioevo, ed uscirne più ricchi, consapevoli che spesso le cose sono andate diversamente da come ce le hanno raccontate.
introduzione
enigmi di geografia medievale:
i segreti di aeculano e frequento
1.
gli ecani di castelvetere «atriano»
s.maria episcopio dei 30 martiri
— I 30 martiri di Eca a Trecento di Ecano (Lucera)
— Da Castelvetere Riano, a nuova Troia di Canne
— Urbe Yriano ribattezzata Nea Hea-apula (Canosa)
— Episcopio S.Maria presso Aeculano di Urbe-Viano
— Aeculana città della Porta sul Beletro di Trani
—Urbeviano S.Pietro: Principato Barulo di Boemondo
— Il Castello di Bisanzio arcivescovo latino di Trani
2.
civitate frequentina a «vibino»
e la vera quintodecimo di andria
— Il tratto ecano dell’Appia Traianea diretta a Venosa
— Eculano degli Eculanensi migrati da Eca (Lucera)
— Quintodecino presso Andria, non a Mirabella
— Civitate Aquaputida confusa a Loco Acqua Putrida
— Valle di Ansanto non è Lagovelino di Ansanto
— A Mofeta mancano la Grotta di Virgilio e il Lago
— Frequento e Quintodecimo, non Frigento e Mirabella
— La città di S.Marciano nacque fra Vibino e Arpi
3.
la reggia del guiscardo in eculano
sull’appia di urano e quintodecimo
—S.Giovanni a Urano di S.Pietro: Castello Aeculano
— La reggia del Guiscardo sul Beletro di Silla
— L’Urbe Barola di s.Giovanni distrutta dal sisma
— S.Eleuterio: la camera regia di Troiana Civitate
— I confini di Troiana di Arce col borgo di Gurgano
— Tre abbazie miste di Arce e S.Marciano in Bibino
4.
la contea frequentina di trecento
sui ruderi di bivinum romana
— Martiri di Triginta lontani dalla Frigento irpina
— S. Marciano era a Vibino, dove nasce la sua Civitate
— Frecento è S.Marciano in Arce Troiana di Bivino
— Le Contee Frigentina e Volturariense di Re Roger I
— Abellini di Castelvetere fanno antiré Ruggero II
— Episcopio ecano di Frequento e Canneto di Lucera
— La Contea dell’ex Civitate Frequentina di Andria
— Civitate «300» non al 30° miglio, ma dei 30 maritri
5.
civitate trecento
si s.marciano/martino in arce
— Metamorfosi onomastica e insediamento sull’Appia
— Coi Bizantina sul Beletro: gli atti (969 – 1011 d.C.)
— Episcopio non è Frigento: l’espolio (1018-1035 d.C.)
— S.Marciano nei Diplomi imperiali (1022-1038)
— Dissoluzione e migrazione fonetica (1045 – 1051)
6.
da contea di civitate frequentina
la migrazione sulla traianea eclana
—Trecento in Giustizierato di Samnia (Foggia)
—L’Obituario di S.Sofia, annuario del Fortore nel 1137
— Scompare Frequento tra Torre Pagana e Ruvo
— Frigento ricostruita dagli Avellinesi in Irpinia
7.
i due tenimenti chiamati frigento
uno con s.croce; uno con s.silvestro
— Una nuova Frequentina rinasce a San Severo
— Via i Guiscardelli, S.Guglielmo erode Frequento
— Giovanni, vescovo del 1142, su S.Croce e Bassano
— S.Croce Frigentine, mentre S.Silvestro a «Frequenti»
— Curia di Paternò (1145) con lo strategoto Salomone
—Contea Dell’Aquila: Capuani su Avellino e Eculana
— La bolla di Papa Alessandro III
—Demanio per Dell’Aquila di Castelvetere Abellino
— S.Nicolai di Frequento in Contea Castello Vetere
— Riecco castello taurasino e sede frequentina
— Gli stratigoti locali commoranti a Taurasi
— La Bolla di Innocenzo III del 14 luglio 1209
note bibliografiche




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