8. Annuario della canzone napoletana inizio Novecento (3 parte) 1900 – 1909 / ISBN 9788872976951

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Copertina posteriore

3 PARTE: EPISODI POCO CONOSCIUTI E NOTIZIE INEDITE

prologo

I.
Piedigrotta 1900

-Peppino Santojanni s’inventa l’audizione di Piedigrotta
-Dalla Vargas alla Del Monte
I’ te vurria vasà diventa internazionale
-Napoli nel mondo con le cartoline illustrate
-L’idea di Maldacea di sceneggiare le sue macchiette

II.
Piedigrotta 1901

-Torna maggio: una canzone dimenticata
-La nascita della casa editrice La Canzonetta
-Armando Gill lancia il duetto Jett’’o bbeleno
-Nasce la canzone d’occasione
-Piedigrotta editoriale all’Eden
-Spettacolo di canzoni classiche napoletane
-La canzone napoletana sempre più diffusa nel mondo

III.
Piedigrotta 1902

-Il primo concorso di Piedigrotta con referendum popolare
-L’esportazione a Palermo, a Roma e in Brasile
-Concerti di Piedigrotta

IV.
Piedigrotta 1903

-La pubblicazione e il trionfo di ‘A vucchella

V.
Piedigrotta 1904

-Torna a Surriento: un successo internazionale
– Lo spettacolo misto che unisce l’audizione
e il concorso di Piedigrotta: trionfa Voce ‘e notte
-Peppino Villani canta l’anti-eroe Totonno ‘e Quagliarella
-Gennaro Pasquariello lancia Uocchie c’arraggiunate
nella Piedigrottissima organizzata dai fratelli Resi
-Torna la canzone popolare: ‘A pacchianella ‘e Uttaiano

VI.
Piedigrotta 1905

-Sorge a Napoli la prima casa discografica
-La Società Fonografica Napoletana diventa Phonotype
-Lilì Kangy: una canzone in carne e ossa

VII.
Piedigrotta 1906

-Palomma ‘e notte seduce il Teatro Politeama
-Il primo concorso piedigrottesco in un centro commerciale

VIII.
Piedigrotta 1907

-La prima Piedigrotta de ‘La Canzonetta’ nella capitale
-Al concorso Bideri trionfano Serenata a Surriento
e L’albergo ‘e ll’alleria
-Nasce la canzone pubblicitaria

IX.
Piedigrotta 1908

-Diego Giannini canta L’arte d’’o sole
-E.Donnarumma incanta il pubblico romano
nell’esecuzione di Nuttata ‘e sentimento
-Le canzoni di Salvatore Di Giacomo alla Mattinata Valente
-Nasce un nuovo genere musicale con Raffaele Viviani

X.
Piedigrotta 1909

Mario Massa trionfa con Mamma mia che vò sapè
Caruso e Fernando De Lucia cantano Canta pe’ mme

Note sull’Autore
Bibliografia

Description

L’INIZIO DELLA CANZONE DIALETTALE

I volumi dell’Annuario della Canzone Napoletana comprendono il segmento temporale più influente della canzone napoletana che va dal 1880, anno in cui si avvia l’Industrializzazione della melodia partenopea, al 1980 dove si afferma il movimento del Neapolitan Power. Vengono identificate quattro macro aree cronologiche nelle quali si è affermato il rinnovamento della canzone napoletana: l’Industrializzazione (1880), la Commercializzazione (1950), la Neapolitan Power (1975) e la Vesuwave (1990).
La canzone napoletana è il nucleo intorno al quale l’intero studio si è incentrato ponendo al centro l’esclusivo operato di addetti ai lavori, editori, impresari, giornalisti per ricostruire lo straordinario processo evolutivo, dal vicoletto nel quale era relegata alla ribalta internazionale nelle ultime decadi del diciannovesimo secolo. Sono stati meticolosamente setacciati gli anni in esame per restituire un quadro esaustivo storico e sociale con l’ausilio essenziale di documenti di prima mano che hanno schiuso traiettorie imprescindibili nel percorso in analisi. Ogni singolo capitolo è un nitido fotogramma di storie ed eventi che tessono una narrazione documentaristica e argomentativa. In questa tavola del tempo per la quale è stato adoperato il termine di almanacco è stato rilevata ogni traccia del percorso della canzone napoletana, partendo dai suoi primi albori e ripercorrendo il suo tragitto nelle manifestazioni della Piedigrotta, dal 1880 al 1946 e di seguito dei Festival dal 1947 che sancisce quello che viene considerato il secondo rinnovamento della canzone vale a dire quello della Commercializzazione derivante dalle potenzialità del palcoscenico che sostituisce la Piedigrotta.
Il focus sulla canzone-attualità, genere che permette il primo lancio della ancora sconosciuta melodia partenopea erroneamente confusa con la canzone d’occasione e l’identificazione dei misteriosi primi interpreti napoletani e stranieri delle cosiddette canzoni internazionali (quali Voce ‘e notte, Era de maggio, Tu ca nun chiagne, Reginella, Torna a Surriento, ‘O sole mio, Santa Lucia luntana, ‘O marenariello, Palomma ‘e notte, Torna maggio, Maria Marì e altre) compensa un vuoto storico che meritava approfondimenti necessari. Viene tributato, inoltre, un posto d’onore agli investimenti stranieri, quello tedesco risalente al 1911 (Polyphon) e quello americano del 1923 (Santa Lucia), che rivelano non solo la capacità attrattiva della canzone napoletana, ma anche le diatribe derivanti da queste operazioni con rappresaglie da parte degli autori, editori e impresari.
L’ultimo paragrafo funge quasi da intruso rispetto all’excursus temporale in oggetto ed è quello nel quale si accenna brevemente ai primi anni ’90 del Novecento a completamento del quadro storico della canzone napoletana.
E’, questa, la III parte dell’Annuario: 1900-1909.
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Editorial Review

UN LIBRO CHE RIPERCORRE TUTTE LE TAPPE DELLA MUSICA NAPOLETANA - 2 PARTE

 

La canzone napoletana è il nucleo intorno al quale l’intero studio si è incentrato ponendo al centro l’esclusivo operato di addetti ai lavori, editori, impresari, giornalisti per ricostruire lo straordinario processo evolutivo, dal vicoletto nel quale era relegata alla ribalta internazionale nelle ultime decadi del diciannovesimo secolo. Sono stati meticolosamente setacciati gli anni in esame per restituire un quadro esaustivo storico e sociale con l’ausilio essenziale di documenti di prima mano che hanno schiuso traiettorie imprescindibili nel percorso in analisi. Ogni singolo capitolo è un nitido fotogramma di storie ed eventi che tessono una narrazione documentaristica e argomentativa. In questa tavola del tempo per la quale è stato adoperato il termine di almanacco è stato rilevata ogni traccia del percorso della canzone napoletana, partendo dai suoi primi albori e ripercorrendo il suo tragitto nelle manifestazioni della Piedigrotta, dal 1880 al 1946 e di seguito dei Festival dal 1947 che sancisce quello che viene considerato il secondo rinnovamento della canzone vale a dire quello della Commercializzazione derivante dalle potenzialità del palcoscenico che sostituisce la Piedigrotta.
Il focus sulla canzone-attualità, genere che permette il primo lancio della ancora sconosciuta melodia partenopea erroneamente confusa con la canzone d’occasione e l’identificazione dei misteriosi primi interpreti napoletani e stranieri delle cosiddette canzoni internazionali (quali Voce ‘e notte, Era de maggio, Tu ca nun chiagne, Reginella, Torna a Surriento, ‘O sole mio, Santa Lucia luntana, ‘O marenariello, Palomma ‘e notte, Torna maggio, Maria Marì e altre) compensa un vuoto storico che meritava approfondimenti necessari. Viene tributato, inoltre, un posto d’onore agli investimenti stranieri, quello tedesco risalente al 1911 (Polyphon) e quello americano del 1923 (Santa Lucia), che rivelano non solo la capacità attrattiva della canzone napoletana, ma anche le diatribe derivanti da queste operazioni con rappresaglie da parte degli autori, editori e impresari.
L’ultimo paragrafo funge quasi da intruso rispetto all’excursus temporale in oggetto ed è quello nel quale si accenna brevemente ai primi anni ’90 del Novecento a completamento del quadro storico della canzone napoletana.