DE SANCTIS FRANCESCO DA MORRA IRPINA (2 parte): Lettere edite e inedite. ISBN 9788872972045

In offerta!

44,00 27,00


Copertina posteriore
Sfoglia la lista dei desideri
Categoria:

NOTA BIOGRAFICA

Fausto Baldassarre nasce a Montefalcione (AV) il 22 ottobre 1947. Dopo gli studi liceali al Collegio “La Salle” di Benevento si laurea nel 1971 in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli con tesi “L’estetica di Francesco De Sanctis”, di cui l’ava materna Teresa De Sanctis era pronipote.
Non poco hanno influito sulla sua formazione culturale gli incontri periodici, che avvenivano in casa del noto scrittore e maestro del giornalismo: Carlo Nazzaro, verso cui il padre medico nutriva una amicizia fraterna.
Decisivi sono gli anni dell’Università di Napoli dove incontra filosofi quali Cleto Carbonara, Nicola Petruzzellis, Pietro Piovani, Aldo Masullo e nell’ambito letterario, Salvatore Battaglia.
Questa formazione culturale si traduce concretamente nella vocazione pedagogica dell’insegnamento di filosofia e storia nei licei. I suoi orizzonti si sono maggiormente ampliati presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Giuseppe Moscati di Avellino, dedicandosi alla ricerca e all’insegnamento di Filosofia Teoretica, Etica, Ermeneutica, e all’analisi della Veritatis Splendor di Giovanni Paolo II, del Personalismo di E. Mounier, del pensiero di Italo Mancini, di John H. Newman, del rapporto teologia-poesia, della Mistica: sentiero di esperienza di Dio. Grazie alla lungimiranza del Direttore dell’Istituto, prof. Sabino Accomando, è stato possibile coltivare una pluralità di interessi non solo filosofici, ma anche teologici.
Inoltre la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine di Pietradefusi (AV) gli offre l’opportunità di essere collaboratore storico della causa di Beatificazione e Canonizzazione della Beata Teresa Manganiello e di pubblicare le lettere al Figlio Francesco sul periodico Magnificat, di cui è redattore.
Attualmente è docente di storia della Filosofia, di Filosofia della Religione e di Antropologia filosofica presso l’ISSR S. G. Moscati di Avellino, precedentemente ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei; nel 2014, presso l’ISSR Redemptor hominis di Benevento (Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale), ha tenuto il seminario sul Personalismo (Rosmini, Guardini, Mounier).
Ha pubblicato la “Forestiera Ida Cassi”, 1993; “La merlettaia di Dio: Teresa Manganiello”, 1996, in 3 volumi; “La merlettaia di Dio: Teresa Manganiello”, 1996, volume unico; “Teresa Manganiello. Tradizioni orali. Documenti”, 1997. Questi volumi hanno contribuito notevolmente alla Causa di Beatificazione della Prima Santa dell’Irpinia. La Positio “Super Vita, Virtutibus et Fama Sanctitatis”, (Roma, Tipografia Guerra s.r.l. 2000), infatti porta la sua firma.
Nel 2011 ha pubblicato “Il Cielo di Carlo Michelstaedter”; del 2012 è il volume “Giochi di fuochi. Documenti e testimonianze”; del 2013 è il libro di poesie “Caro Francesco”: un poemetto che traduce il sentimento e l’amore paterno dell’autore in delicate immagini.
Nell’ambito della ricerca si è occupato anche del pensiero utopico di Tommaso Moro, di Paolo Raffaele Troiano, di Lodovico Acernese, di Ugo Spirito, di Carlo Nazzaro, di Francesco De Sanctis.
In qualità di consulente storico ha contribuito alla sceneggiatura del film “Teresa Manganiello. Sui passi dell’amore” (RAI-UNO); conduttore del documentario “Un viaggio elettorale” di Francesco De Sanctis (RAI-UNO); soggettista del film “Il bacio azzurro”. Grazie al regista Pino Tordiglione, che continua a narrare i “paesi dell’anima”, è stato introdotto nel mondo della scrittura cinematografica riscoprendo insieme il fascino dell’autentico, dell’infanzia, come nell’ultimo film che ha protagonista un bambino. Non a caso si chiama Francesco. Quel Francesco che ha mutato lo sguardo del padre sul mondo.
Nel 2015 pubblica il volume Napoli sempre mia. Il Novecento di Carlo Nazzaro (Bascetta ABE) e, nel 2016, cura Piccole Anime. L’Ottocento di Matilde Serao (Bascetta ABE).
Nel 2016 è nominato “ricercatore ufficiale storico della congregazione delle Suore Francescane Immacolatine per il processo canonico di beatificazione del servo di Dio padre Lodovico Acernese” e, inoltre, collaboratore storico della medesima causa.
In segno di gratitudine per le qualità, per la ricerca profonda e appassionata, per meriti acquisiti diversi sono i riconoscimenti: Diploma di Affiliazione Spirituale della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine (la Superiora Generale Suor Mariagiovanna Santedicola, Pietradefusi, 15 maggio 1997); Premio Montevergine – Diocesi Avellino per gli studi e la ricerca storica sulla Beata Teresa Manganiello (1849 – 1876); Pergamena dell’Alliance Francaise per lo studio su Carlo Nazzaro e la letteratura europea, 10 novembre 2009; Riconoscimento della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine in occasione della Beatificazione di Teresa Manganiello (Benevento, 22 maggio 2010); Targa, Pergamena e Medaglia d’argento, Premio di Cultura Nazionale Don Giuseppe Morosini XIX edizione, Comune di Ferentino (FR), Assessorato alla Cultura 17 Novembre 2012; XIII Premio Internazionale Padre Pio da Pietrelcina, Morcone (BN), 28 ottobre 2013.

Description

«I funerali di Francesco De Sanctis si svolsero in Napoli, il 4 gennaio 1883… Il carro funebre era tirato da dieci cavalli bardati, portanti ognuno sulla gualdrappa la stella d’Italia: il cocchiere e i palafrenieri avevano le coccarde di colori abrunate. La bara era ornata di ghirlande e corone tra cui alcune simboleggiavano la Camera, il Senato ed i principali municipi d’Italia… Il funerale di De Sanctis rappresentò per l’Italia un lutto nazionale, ma per Napoli fu un evento solenne, grandioso, eccezionale… Ma il saluto più simpatico, più affettuoso, più travolgente a Francesco De Sanctis lo die’ l’anima di Napoli che avvertì col suo popolaresco, ma sicuro intuito, che non s’era spenta solo una fulgida luce intellettuale, ma era venuto meno un gran cuore, sicuro e schietto, aperto a tutti i palpiti, a tutti gli entusiasmi. Il povero Don Vito [dal quale noi carissimo figlio discendiamo], fratello del defunto, piombato da Morra a Napoli per rappresentare in qualche modo la famiglia d’origine, guardava (mi diceva Benedetto Croce) attonito e stupefatto la fiumana popolaresca, il mareggiare delle corone e delle insegne, dei vessilli e dei gagliardetti, e ripeteva trasecolato: ‘Vi’ che t’ha saputo fa’ Ciccillo’… La frase di Don Vito sarebbe piaciuta al De Sanctis assai più del librone e della tomba che lo scultore Belliazzi gli approntò, con quella manierata freddezza che era nello stile del tempo, nel recinto degli uomini illustri a Poggioreale».
Questa è la narrazione di Edmondo Cione. E’ proprio vero che la morte svela la vita.
Francesco De Sanctis è il mio compagno di viaggio. Segreta guida. Conforto. Il suo grande dolore, la sua resistenza: mai la resa. La sua forza è gioia di vita. Meraviglioso: quel guardare il cielo, quel saper vedere dentro, fuori e lontano.
Caro Francesco ha lasciato in me luminose tracce. Con questo libro ho cercato di liberare il Nostro dai paroloni dei ‘dottoroni’ da ciò che il critico di Morra ha sempre combattuto. A tal proposito ricordo l’indignazione di zio Paolo De Sanctis, fratello di mia nonna, che nell’ascoltare i comizi dei politici di turno contestava il De Sanctis ideologizzato. Il Nostro antenato è straordinaria testimonianza di vita, di speranza.
Ha conosciuto la notte oscura del carcere, la solitudine dell’esilio, non si è lasciato però travolgere dalla disperazione. L’esperienza del dolore gli ha dato sempre più forza. Ha lottato contro l’aridità e la desertificazione delle emozioni. Questo libro, caro Francesco, nasce dall’amore paterno. Tu, studente, in dialogo immaginario con l’antenato. Un dialogo che tocca con passione, essenzialità, chiarezza i temi della vita, dell’arte, della politica. Ricordo: avevo dieci anni. Indossavo il vestito della prima comunione. Con la littorina nella stazione di Montefalcione raggiunsi Morra. Linea ferroviaria Rocchetta S.Antonio, voluta dallo stesso De Sanctis. Mio padre mi affidò all’amico ferroviere. E suvvia!, inizia il mio viaggio. I miei occhi di bambino andavano man mano scoprendo la verde Irpinia, la nuova luce di Morra, tutti i luoghi desanctisiani, la sua casa, il focolare domestico, la culla di ferro, dove sono nati i nostri antenati. Custode di memorie mia madre. Zio Mimì: quest’ultimo straordinario narratore, capace di sintesi fulminanti. Di nonna Teresa Francesca De Sanctis ho un vago ricordo. Austera, vestita di nero sulla soglia della casa mi guardava dall’alto. Così la ricorda l’immaginetta: ‘visse fra i riflessi del genio’.
Figlio, scorrendo l’albero genealogico, vediamo che noi discendiamo dal fratello di De Sanctis, Vito (1824-1889), dal figlio Carlo (1854-1952) e dalla nonna Maria Francesca (1884-1954). Vito seguì il generale Pepe a Venezia e dopo l’impresa per diverso tempo fu in prigione a Brindisi e il fratello Francesco lo soccorse inviandogli sei ducati al mese. Ma l’aiuto è soprattutto spirituale. Infatti da Cosenza, febbraio 1850, il Nostro così scrive al fratello: «Tu non ti devi avvilire. Gli uomini sono sottoposti a dura prova, e la vita non è che una continua lotta con la malvagia fortuna. Gli uomini generosi escono più forti dalle disgrazie quando esse sono effetto di buone azioni. Tu non hai a rimproverarti nulla, ed hai la stima di tutti i buoni e la mia in particolare». E ancora, in un altro scritto, sempre al fratello: «La stima pubblica è un gran tesoro… felice se puoi acquistarla. Essa non si acquista con la dottrina, ma coi buoni costumi».
Noi siamo affettivamente legati al De Sanctis, anche per la famiglia Donatelli. Infatti il Nostro, nel viaggio elettorale, ricorda fra gli altri un suo parente «Carlo Donatelli uomo d’ingegno distintissimo e avvocato primo della provincia. Queste sono le nostre glorie, e il nostro dovere è di conservare ai nipoti piamente queste memorie». Questo dovere ho cercato di adempiere con infinito amore di padre. A questo punto un’altra riflessione. Francesco De Sanctis ha lo spirito di forza, di lotta come Miguel de Unamuno (1864-1936) che amava il Nostro e di se stesso soleva dire: «se volete il pane andate alla bottega di fronte. Io vendo lievito e fermento».
Noi auguriamo che il bicentenario della nascita del fondatore della critica letteraria serva ad alimentare, a provocare, a fermentare nuovi studi e a riscoprire una figura così unica e straordinaria nel panorama della cultura mondiale.
Con amore paterno.

Fausto Baldassarre
Filosofo storico

indice

Dedica dell’Autore

I. L’UOMO

II. L’EDUCATORE

III. IL CRITICO

IV. IL POLITICO

Nota biografica

Recensioni

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni.

Only logged in customers who have purchased this product may leave a review.

Editorial Review

NOTA BIOGRAFICA

Fausto Baldassarre nasce a Montefalcione (AV) il 22 ottobre 1947. Dopo gli studi liceali al Collegio “La Salle” di Benevento si laurea nel 1971 in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli con tesi “L’estetica di Francesco De Sanctis”, di cui l’ava materna Teresa De Sanctis era pronipote.
Non poco hanno influito sulla sua formazione culturale gli incontri periodici, che avvenivano in casa del noto scrittore e maestro del giornalismo: Carlo Nazzaro, verso cui il padre medico nutriva una amicizia fraterna.
Decisivi sono gli anni dell’Università di Napoli dove incontra filosofi quali Cleto Carbonara, Nicola Petruzzellis, Pietro Piovani, Aldo Masullo e nell’ambito letterario, Salvatore Battaglia.
Questa formazione culturale si traduce concretamente nella vocazione pedagogica dell’insegnamento di filosofia e storia nei licei. I suoi orizzonti si sono maggiormente ampliati presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Giuseppe Moscati di Avellino, dedicandosi alla ricerca e all’insegnamento di Filosofia Teoretica, Etica, Ermeneutica, e all’analisi della Veritatis Splendor di Giovanni Paolo II, del Personalismo di E. Mounier, del pensiero di Italo Mancini, di John H. Newman, del rapporto teologia-poesia, della Mistica: sentiero di esperienza di Dio. Grazie alla lungimiranza del Direttore dell’Istituto, prof. Sabino Accomando, è stato possibile coltivare una pluralità di interessi non solo filosofici, ma anche teologici.
Inoltre la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine di Pietradefusi (AV) gli offre l’opportunità di essere collaboratore storico della causa di Beatificazione e Canonizzazione della Beata Teresa Manganiello e di pubblicare le lettere al Figlio Francesco sul periodico Magnificat, di cui è redattore.
Attualmente è docente di storia della Filosofia, di Filosofia della Religione e di Antropologia filosofica presso l’ISSR S. G. Moscati di Avellino, precedentemente ha insegnato Filosofia e Storia nei Licei; nel 2014, presso l’ISSR Redemptor hominis di Benevento (Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale), ha tenuto il seminario sul Personalismo (Rosmini, Guardini, Mounier).
Ha pubblicato la “Forestiera Ida Cassi”, 1993; “La merlettaia di Dio: Teresa Manganiello”, 1996, in 3 volumi; “La merlettaia di Dio: Teresa Manganiello”, 1996, volume unico; “Teresa Manganiello. Tradizioni orali. Documenti”, 1997. Questi volumi hanno contribuito notevolmente alla Causa di Beatificazione della Prima Santa dell’Irpinia. La Positio “Super Vita, Virtutibus et Fama Sanctitatis”, (Roma, Tipografia Guerra s.r.l. 2000), infatti porta la sua firma.
Nel 2011 ha pubblicato “Il Cielo di Carlo Michelstaedter”; del 2012 è il volume “Giochi di fuochi. Documenti e testimonianze”; del 2013 è il libro di poesie “Caro Francesco”: un poemetto che traduce il sentimento e l’amore paterno dell’autore in delicate immagini.
Nell’ambito della ricerca si è occupato anche del pensiero utopico di Tommaso Moro, di Paolo Raffaele Troiano, di Lodovico Acernese, di Ugo Spirito, di Carlo Nazzaro, di Francesco De Sanctis.
In qualità di consulente storico ha contribuito alla sceneggiatura del film “Teresa Manganiello. Sui passi dell’amore” (RAI-UNO); conduttore del documentario “Un viaggio elettorale” di Francesco De Sanctis (RAI-UNO); soggettista del film “Il bacio azzurro”. Grazie al regista Pino Tordiglione, che continua a narrare i “paesi dell’anima”, è stato introdotto nel mondo della scrittura cinematografica riscoprendo insieme il fascino dell’autentico, dell’infanzia, come nell’ultimo film che ha protagonista un bambino. Non a caso si chiama Francesco. Quel Francesco che ha mutato lo sguardo del padre sul mondo.
Nel 2015 pubblica il volume Napoli sempre mia. Il Novecento di Carlo Nazzaro (Bascetta ABE) e, nel 2016, cura Piccole Anime. L’Ottocento di Matilde Serao (Bascetta ABE).
Nel 2016 è nominato “ricercatore ufficiale storico della congregazione delle Suore Francescane Immacolatine per il processo canonico di beatificazione del servo di Dio padre Lodovico Acernese” e, inoltre, collaboratore storico della medesima causa.
In segno di gratitudine per le qualità, per la ricerca profonda e appassionata, per meriti acquisiti diversi sono i riconoscimenti: Diploma di Affiliazione Spirituale della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine (la Superiora Generale Suor Mariagiovanna Santedicola, Pietradefusi, 15 maggio 1997); Premio Montevergine – Diocesi Avellino per gli studi e la ricerca storica sulla Beata Teresa Manganiello (1849 – 1876); Pergamena dell’Alliance Francaise per lo studio su Carlo Nazzaro e la letteratura europea, 10 novembre 2009; Riconoscimento della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine in occasione della Beatificazione di Teresa Manganiello (Benevento, 22 maggio 2010); Targa, Pergamena e Medaglia d’argento, Premio di Cultura Nazionale Don Giuseppe Morosini XIX edizione, Comune di Ferentino (FR), Assessorato alla Cultura 17 Novembre 2012; XIII Premio Internazionale Padre Pio da Pietrelcina, Morcone (BN), 28 ottobre 2013.