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UN LIBRO RICCO DI ANEDDOTI
E VOCABOLI DELL’EPOCA: IL GERGO CRIMINALE
Si definisce, secondo le ipotesi esplicative prevalenti, il gergo criminale come una forma di linguaggio criptico della malavita, un insieme di termini e di espressioni tipiche, utilizzato quale codice utile alle comunicazioni interne e noto soltanto, o essenzialmente, agli appartenenti al gruppo o all’organizzazione delinquenziale. L’uso di codici gergali, in qualche misura già presente nella Roma antica, si diffonde nel Medioevo e nel Rinascimento, e si consolida a partire dal XVII secolo. Alcuni termini gergali tra i più celebri e diffusi in Italia, anche nel XX secolo, sono rimasti i seguenti:
A fag un deflettàur: dal bolognese mi faccio un deflettore, vado a rubare un’auto
Albero che non secca mai: la ‘ndrangheta
Ammacchiato: persona ricercata che si nasconde
Ammazzaciuchi: il medico carcerario
Andare a prendere la benedizione: procacciarsi amori mercenari
Asciucàri: prosciugare le vene del sangue altrui, uccidere
Astutàri: spegnere una candela, ammazzare
Azzuppari ‘u cani: prendere un male venereo
Barbottore: l’avvocato
Bella cartata di reschi: reschi, come lische di pesce, gruppo di individui senza importanza
Buiacca: zuppa di scadente qualità
Cappottu di lignu: cassa da morto
Fari ‘a munta: borseggiare
Madama, madame: polizia, poliziotti
Mantice: portafoglio
Minnulàru: dal siciliano il seno femminile paragonato ad un mandorleto
Ommini ci sunnu e si pò arraggiunari: siamo tutti “uomini” e ci possiamo accordare
Pituchera: orologio (nel gergo storico della mala piemontese)
Province babbe: i luoghi dove la mafia siciliana è più debole
Sbianchimento: colpo non riuscito per un imprevisto
Stoppagliero: mafioso incaricato all’iniziazione dei mafiosi
Stuppagghiu: turacciolo, silenzio.
Una recente sintesi in ordine alfabetico è stata poi realizzata, in annni recenti, dall’associazione “ristretti.it”. Essa è particolarmente significativa e stimolante, poichè comprende i principali termini specifici del mondo carcerario, molti dei quali nati nel XIX secolo ma ancor oggi usati di frequente nelle prigioni italiane, frutto talora di dialettismi e di calchi del gergo criminale francese (il c.d. argot) o gitano:
Accavallato
Affascinarsi
Antenna
Aquila Nera
Argomento
Bacaiare
Baiaffa, berta, cannone, canterina, ferro, (da tiro o da stiro) pezzo, rabbiosa, ravatto, tamburo
Balordo
Batteria
Batti
Bedy
Bella
Bevuto
Biciclette
Buiosa
Bovolo o battente
Braccialetti
Bravo ragazzo
Bricca
Bulgaro
Calamascare
Camuffo o fasullo
Carape
Casanza
11. VALORI E OGGETTI PREZIOSI
— Papel, moneta di rame
— Occhio ‘e pecoriello, un soldo
— Occhio ‘e vove, doppio soldo
— Strunzo ‘e cane, rotoletto di soldi
— Sfoglie, biglietti di banca
— Scirum, oro
— Scorze ‘e Portugal, monete d’oro in copia
— Passante, anello
— Streuze, anello d’ottone
— Passa la vacca, non ho denari
— Viaggiatore, portafoglio
— Sfoglino, portafoglio a mo’ di libriccino
— Ritino, portamonete testa ‘e pulciniella, fazzoletto con denari annodati in un capo.
12. TRIBUNALI E PERSONE DI GIUSTIZIA.
— Giustissimo, tribunale
— Runzo, guardia di questura in divisa
— Cornacchia, carabiniere
— Scarrafone (scarafaggio), guardia municipale.
13. ARMI, RISSE, OMICIDI
— Chiangarella, sciabola
— Ricllo, fucile
— Osso di presciutt’, arma da fuoco portatile
— Sfranzum, coltello fare una
— Spellicciata, fare a cazzotti
— Sfranzummate, fare una rissa a coltellate
— Papariello, gettar uno in un precipizio
— Papugno, schiaffo
— Tozzola, scappellotto
— Arrosto, grassazione
— Piroccola, bastone.
14. Giuoco
— Fronne, carte da giuoco.
— Far polles, non voler pagare un debito di gioco.
15. CANTARE
— Accrastare, cantare.
16. Cose SACRE.
Fetta ‘e rape, ostia santuosella, corona, l’osario – fur falla bianca, suora di carità
— Picuozzo, sagrestano.
17. COSE DIVERSE
— Portuso, bottega
— Sproccolo, sedia
— Fuosso, caldaia di rame
— Don Peppo, cantero
— Testa ‘c cardinale, orinale
— Correnta, carrozza
— Parum, ombrello.
18. ANIMALI, INSETTI E PARASSITI
— Pulito, maiale
— ‘E pro’, aino in cattivo arnese
— Camardulesi, pidocchi
— Spissatiempo, piattola
— Reprubbicani, pulci
— Puzzafiate, cimici
— Prete con la tunica imperniciata (inverniciata), scarafaggio
— Quanti (guanti), rogna
— Ciaccio, tigna.
19. EscREATI, ESCREMENTI
— Natta, escreato mucoso ed anche moccio
— Pane rotondo, sterco di bue
— Osse d’ulive, sterco di pecora
— Castagne, sterco d’asino e di cavallo
— Fumare, scorreggiare
— Scaricare, evacuare.
20. GALANTERIE
— Scrocco, bacio
— Bella scorzicella! (pezzo di tigna), bella ragazza!
— A rumpes proprio o tacco!, la sverginerei !
— Far alzare il tambur, ingravidare
— Le facesse fa nu bello ranuziello, le farei fare un bel bambino.
INDICE
Premessa dell’autore
Prefazione – Prof. Luigi Berzano
Inviti alla lettura
– di Furio Gubetti
– di Enzo Maolucci
Cap. I
cesare Lombroso:
chiaroscuri di un genio eclettico
Gli ultimi anni:
un positivista nel mondo degli spiriti
Cap. II
studi e ricerche
sulle organizzazioni criminali
Il Brigantaggio
Il Brigante Musolino
La Camorra
La Mafia (di V.Ciappina)
Il gergo criminale: profili storici (di L.Ciravegna)
Cap. III
Cesare l’antimeridionalista?
I. FONTI E DOCUMENTI
(Testi di riferimento di Cesare Lombroso)
1.
«brigantaggio, camorra e mafia»
“Le società del malaffare”
“Sesso, età, professione”
“Camorra”
“Mafia”
2.
«FAMIGLIE DI DELINQUENTI NATI»
“I Tozzi di Monterotondo”
“Il Brigante Giuseppe Musolino”
“Brigantaggio e agricoltura calabrese”
3.
«LE REGOLE DELLA CAMORRA»
“La camorra nel 1875”
“Da rivelazioni di un Capo camorrista”
“Processi”
“L’ammissione nella società: i carcerati della Sicilia”
“Un canto camorristico”
II. FONTI E DOCUMENTI
(Testo di riferimento di D. De Paoli)
4.
«VOCABOLARIO DEL CAMORRISTA»
“Il gergo dei detenuti”
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