Symon de Beauvoir, L’Ammiraglio dei Vespri: IL FONDATORE DEL CASTELLO DI BELVEDERE (guerra ai siciliani e mistero dei casali scomparsi) ISBN 9788872975470

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Copertina posteriore

LO SBARCO DI RE GIACOMO

Testo principale del risvolto/quarta di copertina

passI su belmonte nelle cronache coeve Crònica Il cronista spagnolo Ramon Muntaner Il cronista descrive la campagna militare di Re Giacomo II di Sicilia in Calabria, evidenziando il ruolo delle galee e degli Almogavari. Il testo narra l’assalto alle coste calabresi, sottolineando la sottomissione di castelli e terre murate tra il 13° e 14° secolo. La Cronica di Ramon Muntaner, disponibile in originale e in diverse traduzioni, offre una testimonianza storica dettagliata delle conquiste aragonesi nel Mediterraneo. Capítol CLXIV Com lo senyor rei en Iacme de Sicília faé sa armada e passà en Calàbria, e pres moltes viles e castells.Quan lo senyor rei en Iacme ac ordonades totes ses coses de Sicília, ell faé moure sa armada, de què era capità en Roger de Lúria, i ell en persona passà en Calàbria ab gran cavalleria e ab hòmens de paratge e ab gran foca d’Almogàvers. E com foren viatjats en les marines de Calàbria, l’armada anava per mar e ell ab la cavalleria e els Almogàvers per terra.E no hi ac castell ni vila murada en tota la costa que no llevantàs bandera del senyor rei de Sicília, o que no fos presa per força d’armes e destruïda. Els Almogàvers fien grans fets d’armes cascun dia, que corrien tota la terra e no hi romania cosa que no fos cremada o deparada, si no es retien a la mercè del senyor rei. E d’aquesta manera s’enfrontaren a moltes forces e passaren avant, metent gran terror en tota la província de Calàbria. «Come il signore re Giacomo di Sicilia allestì la sua armata e passò in Calabria, e prese molte città e castelli.Quando il signore re Giacomo ebbe ordinato tutte le cose di Sicilia, fece muovere la sua flotta, di cui era capitano Ruggero di Lauria, e lui in persona passò in Calabria con grande cavalleria, uomini d’arme e una grande forza di Almogavari. E quando giunsero sulle marine di Calabria, l’armata procedeva per mare e lui con la cavalleria e gli Almogavari per terra.E non vi fu castello o terra murata in tutta la costa che non innalzasse la bandiera del signore re di Sicilia, o che non fosse presa per forza d’armi e distrutta. Gli Almogavari compivano grandi fatti d’arme ogni giorno, poiché scorrevano tutta la terra e non rimaneva cosa che non fosse bruciata o saccheggiata, a meno che non si arrendessero alla mercé del signore re. E in questo modo affrontarono molte fortezze e andarono avanti, incutendo grande terrore in tutta la provincia di Calabria». Historia Sicula Il cronista siciliano Niccolò Speciale Niccolò Speciale, alto funzionario in Sicilia, descrive la ferocia delle truppe d’assalto aragonesi (gli Almogavari) durante lo sbarco sulle coste calabresi. È perfetto per far comprendere l’impatto psicologico sugli assediati di Belvedere. Regius exercitus, duce Iacobo rege, calabra litora pervadit. Almugavari, gens ferox et bellicosa, in terram effusi, nihil intactum relinquunt: castra diruunt, vicos incendunt, et incolis mactatis, terrorem ingentem circumquaque diffundunt. Nulla munitio, quantumvis valida, eorum impetum sustinere posse videbatur. «L’esercito reale, sotto la guida di re Giacomo, invade i litorali calabresi. Gli Almogavari, gente feroce e bellicosa, riversatisi a terra, non lasciano nulla di intatto: distruggono i castelli, incendiano i villaggi e, massacrati gli abitanti, diffondono ovunque un terrore immenso. Nessuna fortificazione, per quanto valida, sembrava potesse sostenere il loro impeto.» Nuova Cronica Il cronista guelfo Giovanni Villani Il celebre cronista fiorentino, di parte angioina (guelfa), documenta il dramma della Calabria dal punto di vista della corte di Napoli, evidenziando l’impotenza dei francesi di fronte alla flotta aragonese. Nel detto anno 1289, lo re Iacopo di Cicilia, con grande sforzo di galee e di gente d’arme, passò in Calabria e rubò e guastò tutta la marina e la terra insino a Belvedere e oltre. E i Francesi e i vicari del re Carlo non poteano riparare alla loro furia, perché i Ciciliani erano signori del mare e assalivano le terre a loro posta, faccendo grandi uccisioni di fedeli di Santa Chiesa. «Nel suddetto anno 1289, re Giacomo di Sicilia, con una grande forza di galee e di uomini d’arme, passò in Calabria e depredò e devastò tutta la costa fino a Belvedere e oltre. E i Francesi e i vicari di re Carlo non potevano porre rimedio alla loro furia, poiché i Siciliani erano i padroni del mare e assalivano le terre a loro piacimento, compiendo grandi uccisioni di fedeli della Chiesa.» Rerum Sicularum Historia La cronaca curiale di Saba Malaspina Saba Malaspina, segretario pontificio, descrive lo shock burocratico e militare della Curia di Napoli quando comprese che la Calabria Citra stava per essere tagliata in due. Dum classis sicula litora Calabriae Citra devastat, neapolitana curia ingenti tremore concutitur. Nuntii ad urbem confluebant, castrorum excidia et agrorum populationes nuntiantes. Tunc cognitum est quam infirma esset defensio locorum, cum hostes sine obstaculo per maritima progrederentur, regnum in duo dividere minitantes. «Mentre la flotta siciliana devasta i litorali della Calabria Citra, la curia napoletana è scossa da un grande tremore. I messaggeri confluivano verso la città, annunciando la distruzione dei castelli e il saccheggio dei campi. Allora si comprese quanto fosse debole la difesa di quei luoghi, poiché i nemici avanzavano senza ostacoli lungo le coste, minacciando di dividere il regno in due.»

Description

IL FONDATORE DI BELVEDERE

INDICE prologo SIMONE GIUSTIZIERE REGIO E FONDATORE DI BELVEDERE introduzione IL GIOVANE CHE SCONFISSE GLI SVEVI CAVALIERE, GIUSTIZIERE, AMMIRAGLIO CAPITOLO I I Beauvoir venuti dalla francia l’investitura dei feudi angioini Analisi delle origini della stirpe di Simone, ascesa a Giustiziere e introduzione ai de Nuceria CAPITOLO II le trame delle nozze regie con la de nuceria di salerno L’accordo matrimoniale concepito a Napoli dalla Corona come operazione patrimoniale CAPITOLO III il feudo del faro di calabria e le strategie della corona La nascita di Belvedere Marittimo, i ruoli camerali di Simone e i mandati regi CAPITOLO IV il leone del mare ionio e LE TRINCEE dello stretto La Guerra dei Vespri del 1282, il presidio navale E l’arruolamento dei minatori di Longobucco CAPITOLO V assedio al CASTELLO e MORTE DELL’AMMIRAGLIO La brutale offensiva navale aragonese e la fine eroica del generale francese CAPITOLO VI la difesa dei sangineto subentrati sulla rocca Il mandato esecutivo sul feudo del 1287, e lo scontro sanguinoso a Porta di Mare CAPITOLO VII il trionfo di belvedere sul sangue dell’erede L’applicazione dell’Auxilium straordinario per il riscatto dei figli pagato da Sangineto CAPITOLO VIII lunga faida tra parenti ma l’eredità è della vedova Scontro patrimoniale con lo zio Guido ‘il Vecchio’ e peso fiscale di Guido ‘il Giovane’ a 4 once CAPITOLO IX i feudi delle due calabrie a de nucerIa perchè sono dotali La causa dinastica contro Ugo di Ampurias e i privilegi d’estrazione del 1290 CAPITOLO X donna isolda resta lontano ma fu lei la padrona di tutto L’intelaiatura dei decreti di Simone e il passaggio ai Sanseverino di Belvedere EPILOGO Nota storiografica su Symon de Beauvoir APPENDICE DOCUMENTARIA FONTI E BIBLIOGRAFIA SINOSSI sinossi SIMONE DI BELVEDERE Giustiziere Regio e Viceammiraglio del Re Alla fine del XIII secolo, mentre il Mediterraneo è sconvolto dalla sanguinosa Guerra dei Vespri Siciliani tra Angioini e Aragonesi, l’alto Tirreno calabrese cessa di essere una periferia isolata per trasformarsi nel cuore strategico di un potere marittimo e feudale immenso. Al centro di questa tempesta geopolitica si staglia la figura di Simone di Belvedere, un cavaliere d’Oltracque scelto direttamente dalla dinastia d’Angiò per ricoprire uffici di altissima responsabilità istituzionale: prima come Maestro della Regia Marescallia e inflessibile Giustiziere, e successivamente come Viceammiraglio del Regno. Investito di una giurisdizione costiera sconfinata, estesa dal fiume Tronto fino a Crotone, Simone governa le flotte, le rotte e i destini navali del Mezzogiorno dalle stanze della fortezza tirrenica che prenderà il nome proprio dalla sua stirpe.Attraverso un rigoroso scavo documentario condotto tra le pergamene superstiti della Cancelleria Angioina, i repertori di Carlo De Lellis e i manoscritti della Biblioteca Civica di Cosenza, questo saggio storico restituisce per la prima volta l’assoluto protagonismo del feudo di Belvedere nelle dinamiche politiche del Medioevo. Il volume non si limita a ricostruire le rotte, le gabelle e le strategie belliche dell’Ammiraglio, ma si addentra nei misteri del suo entroterra e della sua stessa casata. Pagina dopo pagina, la narrazione svela il passaggio di consegne e il drammatico dualismo patrimoniale consumatosi tra il 1289 e il 1290, quando la morte sul campo di Simone e l’impatto devastante dell’armata siculo-aragonese alla Porta di Mare aprirono la strada alla definitiva ascesa militare della dinastia dei Sangineto. Un’opera fondamentale di ingegneria istituzionale e storia patria che restituisce alla comunità di Belvedere Marittimo le sue più gloriose radici medievali.

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

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Editorial Review

LO SBARCO DI RE GIACOMO, L'ASSASSINO

 

Testo principale del risvolto/quarta di copertina

passI su belmonte nelle cronache coeve Crònica Il cronista spagnolo Ramon Muntaner Il cronista descrive la campagna militare di Re Giacomo II di Sicilia in Calabria, evidenziando il ruolo delle galee e degli Almogavari. Il testo narra l'assalto alle coste calabresi, sottolineando la sottomissione di castelli e terre murate tra il 13° e 14° secolo. La Cronica di Ramon Muntaner, disponibile in originale e in diverse traduzioni, offre una testimonianza storica dettagliata delle conquiste aragonesi nel Mediterraneo. Capítol CLXIV Com lo senyor rei en Iacme de Sicília faé sa armada e passà en Calàbria, e pres moltes viles e castells.Quan lo senyor rei en Iacme ac ordonades totes ses coses de Sicília, ell faé moure sa armada, de què era capità en Roger de Lúria, i ell en persona passà en Calàbria ab gran cavalleria e ab hòmens de paratge e ab gran foca d'Almogàvers. E com foren viatjats en les marines de Calàbria, l'armada anava per mar e ell ab la cavalleria e els Almogàvers per terra.E no hi ac castell ni vila murada en tota la costa que no llevantàs bandera del senyor rei de Sicília, o que no fos presa per força d'armes e destruïda. Els Almogàvers fien grans fets d'armes cascun dia, que corrien tota la terra e no hi romania cosa que no fos cremada o deparada, si no es retien a la mercè del senyor rei. E d'aquesta manera s'enfrontaren a moltes forces e passaren avant, metent gran terror en tota la província de Calàbria. «Come il signore re Giacomo di Sicilia allestì la sua armata e passò in Calabria, e prese molte città e castelli.Quando il signore re Giacomo ebbe ordinato tutte le cose di Sicilia, fece muovere la sua flotta, di cui era capitano Ruggero di Lauria, e lui in persona passò in Calabria con grande cavalleria, uomini d'arme e una grande forza di Almogavari. E quando giunsero sulle marine di Calabria, l'armata procedeva per mare e lui con la cavalleria e gli Almogavari per terra.E non vi fu castello o terra murata in tutta la costa che non innalzasse la bandiera del signore re di Sicilia, o che non fosse presa per forza d'armi e distrutta. Gli Almogavari compivano grandi fatti d'arme ogni giorno, poiché scorrevano tutta la terra e non rimaneva cosa che non fosse bruciata o saccheggiata, a meno che non si arrendessero alla mercé del signore re. E in questo modo affrontarono molte fortezze e andarono avanti, incutendo grande terrore in tutta la provincia di Calabria». Historia Sicula Il cronista siciliano Niccolò Speciale Niccolò Speciale, alto funzionario in Sicilia, descrive la ferocia delle truppe d'assalto aragonesi (gli Almogavari) durante lo sbarco sulle coste calabresi. È perfetto per far comprendere l'impatto psicologico sugli assediati di Belvedere. Regius exercitus, duce Iacobo rege, calabra litora pervadit. Almugavari, gens ferox et bellicosa, in terram effusi, nihil intactum relinquunt: castra diruunt, vicos incendunt, et incolis mactatis, terrorem ingentem circumquaque diffundunt. Nulla munitio, quantumvis valida, eorum impetum sustinere posse videbatur. «L'esercito reale, sotto la guida di re Giacomo, invade i litorali calabresi. Gli Almogavari, gente feroce e bellicosa, riversatisi a terra, non lasciano nulla di intatto: distruggono i castelli, incendiano i villaggi e, massacrati gli abitanti, diffondono ovunque un terrore immenso. Nessuna fortificazione, per quanto valida, sembrava potesse sostenere il loro impeto.» Nuova Cronica Il cronista guelfo Giovanni Villani Il celebre cronista fiorentino, di parte angioina (guelfa), documenta il dramma della Calabria dal punto di vista della corte di Napoli, evidenziando l'impotenza dei francesi di fronte alla flotta aragonese. Nel detto anno 1289, lo re Iacopo di Cicilia, con grande sforzo di galee e di gente d’arme, passò in Calabria e rubò e guastò tutta la marina e la terra insino a Belvedere e oltre. E i Francesi e i vicari del re Carlo non poteano riparare alla loro furia, perché i Ciciliani erano signori del mare e assalivano le terre a loro posta, faccendo grandi uccisioni di fedeli di Santa Chiesa. «Nel suddetto anno 1289, re Giacomo di Sicilia, con una grande forza di galee e di uomini d'arme, passò in Calabria e depredò e devastò tutta la costa fino a Belvedere e oltre. E i Francesi e i vicari di re Carlo non potevano porre rimedio alla loro furia, poiché i Siciliani erano i padroni del mare e assalivano le terre a loro piacimento, compiendo grandi uccisioni di fedeli della Chiesa.» Rerum Sicularum Historia La cronaca curiale di Saba Malaspina Saba Malaspina, segretario pontificio, descrive lo shock burocratico e militare della Curia di Napoli quando comprese che la Calabria Citra stava per essere tagliata in due. Dum classis sicula litora Calabriae Citra devastat, neapolitana curia ingenti tremore concutitur. Nuntii ad urbem confluebant, castrorum excidia et agrorum populationes nuntiantes. Tunc cognitum est quam infirma esset defensio locorum, cum hostes sine obstaculo per maritima progrederentur, regnum in duo dividere minitantes. «Mentre la flotta siciliana devasta i litorali della Calabria Citra, la curia napoletana è scossa da un grande tremore. I messaggeri confluivano verso la città, annunciando la distruzione dei castelli e il saccheggio dei campi. Allora si comprese quanto fosse debole la difesa di quei luoghi, poiché i nemici avanzavano senza ostacoli lungo le coste, minacciando di dividere il regno in due.»