Capitolo I.
nel granducato di ruggero i marchio
contro boemondo principe a laureto
— L’ex Bovino di S.Agata sul Cervaro e il Beletro
— Nova Barulo: la Porta del Principato dei Lombardi
— La Serra Beneventana di S.Agata di Vico Aquidio
— La sospetta donazione di S.Agata di Pesto a Cava
— Nel 1092 S.Agata donata a S.Lorenzo di Aversa
— Re Corrado e Ruggero I contro Borsa e Boemondo
— S.Agata della Marca Sabba di Ruggero I Marchio
Capitolo I.
S.Angelo feudo e ursaria abbazia
distinte da acquadia e sant’agata
— La badia di Orsaria a Vico Acquidio di S.Agata
— L’ex Bovino di S.Agata sul Cervaro e Beletro
— Da Biviano del Gargano a Bovino salendo il Cervaro
— Ruggero I sui tre monti di Acuto, Pisio e Ylare
— I Loritello col Tribunale vaticano: è Marchionato
— S.Agata data ad Aversa: eredi del Guiscardo (1092)
— I luoghi alterati di Pesto, che è Guasto o Vieste
— L’Imperatore: sì a Papa e Loritello contro Altavilla
— Giustiziere di Puglia a Lecce e del Sannio a Foggia
— Ruggiero I Viceré di Lombardia Sud, ma muore
— Principato di Aversa contro il Principato di Heapula
— Boemondo all’Herola nel Principato Tricarici
— No alla falsa Langobardia del M.S.Angelo at Yriano
— Orsara extra Diocesi di Bovino e S.Agata
— Doni del 1178 di Lorotello a S.Maria Bovino
Capitolo III.
la contea imperiale d’apulia all’harola
e giustizierato di puglia a nova barola
— Le città del Pantano date dai papi a S.Sofia
— Chiese e luoghi del Pantano in bolle e diplomi
— La Contea di Roberto II da Teano al Triolo di Lucera
— Vena Maggiore di Lesina, Gaudio di Larino
— Alarino su Venamajor: l’altra Contea di Lesina
— I toponimi in 100 anni di bolle beneventane
—Vena illiana in Serra Vetere: Isola Tremiti di Termoli
— S.Angelo a Vico Acquidio a Troia e S.Gio’ in Gualdo
— Campi Marini di Troia rifondati in Molise: omonimie
— Nasce Capitanata a S.Angelo del Vico dei greci Iliani
— Principato Laureto: Marchionato foggiano di S.Pietro
Capitolo IV.
a foggia il giustiziere del principato
di san pietro a castello di bassano
— Il Giustiziario coi giudici della Capitanata
— Capitanata è Caput in Ate: l’antico consolato Atense
— Giustiziario a Foggia contro Capitanata di Barulo
— S.Pietro Castello di Bassano in Foggia contro Siponto
— Templari nelle Paludi: il Marchesato de Umburch
—Civitate M.Sant’Angelo ex rebus e M.Sacro a Siponto
Capitolo V.
da cerignola a boiano e s.angelo orsara
fontana fura della chiesa boianense
— Cidiniola è Cerignola, seguono Boiano e Accadia
— L’abbazia di S.Angelo fondata dai Lombardi nel 1093
— S.Nicola di Orsara Casale dell’abate di Sant’Angelo
— Orsara Domus dei Cavalieri spagnoli di Calatrava
— L’abate non dipende dalla diocesi, ma dal Giustiziere
— L’abbazia ha la dignità di una mensa vescovile
— L’arciprete capitolare nominato dal Re, poi dai baroni
Appendice Documentaria
1.
il fallimento della banca:
gli atti, il tribunale, lo scogliemento
Appendice Documentaria
2.
il Memoriatorium attestationis litterarum procurationis del 1353
Appendice Documentaria
3.
la conquista aragonese di troia
e le successioni feudali di ricca
Appendice Documentaria
4.
LA SEZIONE ELETTORALE
DI ORSARA DAUNO IRPINA
IL PAESE DI CONFINE RICCO DI COMMERCIANTI
EMIGRATI IN AMERICA DOPO IL 1890
Fin da allora c’era il mercato settimanale della domenica, oppure alle fiere dell’8 maggio, del 5 agosto e del 29 settembre di ogni anno, su ordine del sindaco e avvocato Gaetano Maffia, come attestava il segretario Vincenzo Terlizzi, con l’esattore Benedetto Campagna, pronto a intervenire sulla riscossione delle tasse. E’ chiaro che venisse anche gente di fuori paese a farsi un’affacciata per portare qualcosa di diverso a casa, essendo il paese asservito e raggiungibile dalla linea ferroviaria Avellino-Caserta-Foggia e dalla carrara detta Via Nazionale delle Puglie.
Dell’amministrazione comunale dell’epoca facevano parte gli assessori Giuseppe De Stefano, Michele Maffia, Nicola Amendola e Giuseppe Terlizzi, il quale era stato indicato anche alla presidenza della Congrega di Carità. Per conciliatore era stato invece designato Nicola Amendola, mentre a pretore Costantino Negry col cancelliere Generoso Zefilippo, col suo usciere Pasquale Salza.
Sempre funzionante il convento, cioè il Conservatorio del SS.Redentore, era invece parroco della parrocchia di San Nicola di Bari, Raffaele Cucciardi, che però non compare in nessuna delle 7 scuole elementari che contavano 450 alunni. Ne erano infatti insegnanti Vincenzo Buonassisi, Nicola Giampietro, Giovanni Campanella, Giuseppe D’Alessio, Otina Verrocchi, Olimpia Cericola, Curcio………….
Sempre pronto era il medico condotto e chirurgo Michele Terlizzi, con Ififenia Ansaldo per levatrice condottata, oltre lo speziale manuale Giovanni Campanella e i tabaccai Davide Laurino e Michele Ferrara e Luigi Cerrato.
Nel 1889 risultava ancor a direttore della Banca Carlo De Gregorio con Giuseppe Maffia per Cassiere………….
Non risultano laureati come invece lo erano i professionisti Francesco Buonassisi agimensore, gli avvocati Michele Tozzi, Giulio Cassitto, Giuseppe Terlizzi, Alberto Serafino. Seguivano i farmacisti Teodoro Grilli fu Vincenzo, Daniele Terlizzi, Giuseppe De Stefano, Gennaro Cucciardi fu Pasquale; oltre il medico chirurgo Antonio Buonassisi.
Nutrita la lista dei commercianti, ovvero degli esercenti arti e commercio riconosciuti dalla Camera del Commercio di Avellino.
In primis vi erano le conosciutissime albergatrici, Filomena Ungaro e Vittoria Campagna che si differenziavano dai baristi dell’epoca, diremmo quelli che facevano solo il caffé, i caffettieri Giovanni Campanella, Vincenzo Fresini, Francesco Paolo Curcio e Giuseppe Cappiello fu Domenico; così da Domenico Toriello che produceva e negoziava solo olii. Così come non avevano stanze per dormire ma solo per mangiare i trattori Lorenzo Martino, Michele Chiariello e Anchille Laurino, e i bettolieri col buon vino: Carmelo Tramonte, Giuseppe De Angelis, Michele Manna, Michele Di Binari, Pasquale Terlizzi, Pietro di Foggia, Felice Baia……………….
C’era in paese anche l’armeria di Carmine e Vincenzo Simonelli, esperti armaiuli, a differenza di Francescopaolo Cappiello di Giuseppe industriante che aveva più che altro un bazar e di Generoso Campanile tutto dedito alla preparazione delle cantine, in quanto bottaio certificato…………
Difficile a credersi ma c’era anche un cartolaio, Gaetano Liguori, mentre si allungava la nutrita schiera dei barbieri Pietro De Felice, Leonardo Buonocore (se è fu Giuseppe nel 1884 faceva il pizzicagnolo, come Francesco Mastropieri fu Domenico), Costantino Acquaviva, Antonio Pellegrino; e dei calzolai Francesco Paolo e Nicola Valentino, Leonardo Frisoli, Ferdinando Campanella, Pasquale Accettullo, e lo scomparso Ferdin………………………Buonassisi, Biase Buonassisi, Pasquale e Donato Martino, Nicola e Giuseppe Cibelli fu Fedele, in precedenza Donato Cericola fu Michele; falegnami erano Filippo Moscatelli, Francesco Tavolarella, Vincenzo e Gaetano Languzzi/Languezzi fu Pasquale, che avevano preso il posto di Pasquale Accettullo fu Pasquale che non era fratello a Pasquale Accettullo fu domenico, calzolaio.
A mezzogiorno in punto però il paese si fermava e tutti correvano a fare colazione, difficilemente a casa e spesso con un pranzo fugace avvolto nella ‘mappatella’ nelle ceste, o nel grembiule che usciva dalle lunghe vesti delle donne, quando si recavano dai braccianti, o dai giornalieri al servizio nei poderi. Pane profumato fatto in casa, con la farina prodotta in campagna o comprata dai mugnai fratelli De Stefano, Covino e Gaetano Liguori fu Pasquale esercente il mulino a vapore, oppure da Antonio Ferrara, Antonio Pignatiello, Vincenzo Lecce, Battista Terlizzi, Raffaele del Lanno, Leonardo Martino. Il pane, anche que……………..vaggio, Giuseppe Branca e Michele Palazzo. Altro genere di negozianti erano quelli in tessuti: Giuseppe Cericola (fu Vincenzo, mercianio), Domenico Toriello, Clemente Cinque fu Fedele (ex negoziante di cereali e merciaio), Pasquale Campagna e Tommaso Covino (fu Angelo, merciaio); mentre di cereali e industriante anche di animali era Giuseppe Forgione fu Eduardo; di animali e agricoltore erano Giulio Cesare e Carlo de Gregorio fu Nicasio e Gaetano de Gregorio fu Pasquale, Domenico de Gregorio fu Ferdinando; lavoro molto più leggero di quello dei negozianti e lavoratori del marmo, quali erano Giuseppe Corrado e Ferdinando Cipriano, o dei negozianti in grani: Pasquale Maffia, Tommaso Covino e i fratelli De Stefano.
E se si fermava l’orologira, ci …………..useppe Zampino, il quale, probabilmente dava corda anche a quello pubblico, con tutti i ferri del mestiere, anche se non erano proprio gli stessi dell’orefice Giuseppe Ferrara di Giovandomenico, e il fratello Michele era addirittura appaltatore del dazio a consumo e rivenditore di sali e tabacchi.
Non restavano fuori dagli artigiani i sarti Giuseppe Aquilino, Giovanni Finamore, Pietro De Felice, Antonio e Leonardo di Salvio, e lo scomparso Carmelo Cericola fu Giuseppe vivo e vegeto nel 1884; a braccetto con i venditori di cuoiami Vincenzo Maria Giampietro di Pasqualandrea e calzolaio, Francesco Paolo Valentino, Pasquale Martino e Gabriele Campagna fu Benedetto che faceva anche il negoziante di cereali, di tessuti e il calzolaio. Si differenziavano i venditori di generi diversi come Pasquale Campagna, Domenico Toriello, Generoso Santoro, Luisa Fatibene.
Nella sezione elettorale dei commercianti del 1884-85 compaiono anche gli agricoltori Domenico Accettullo fu Leonardo e Domenico Acquaviva fu Carmine, anche industriante di cereali, come Salvatore Buonassisi fu Biase al posto del fratello Daniele, e Gabriele Campagna fu Benedetto che negozia anche cuoi, tessuti e fa il calzolaio..seppe Maffia fu Nicola, Giuseppe Mazzeo fu Nicola, Quirino Narducci fu Michele, Pellegrino del Priore fu Francesco…………………
Chiudono Antonio Frisoli fu Michele industriante di cereali nel 1884, nonché merciaio, agricoltore e industriante di animali, che dava la carne a Leonardo di Tommaso Frisoli macellaio, mentre Michele Frisoli fu Vincenzo faceva il muratore come Agostino de Leonardis fu Michele; Balduino Maramonte di Michele funaio e agricoltore; Lorenzo Martino di Angelo industriante di animali e agricoltore; Pasquale Martino fu Leonardo era calzolaio, negoziante di cereali, di animali e cuoi, Gaetano Morsuillo fu Lorenzo faceva il pastaio.
Michele, Antonio e Carmelo Maffia erano industrianti di animali e cereali; e anche Pasquale Maffia fu Michele; cereali e agricoltura era la vita anche per Michelantonio Longo fu Andrea.
Note Bibliografiche
1. Cronaca dei Franchi, Actes des Ducs Normands d’Italie, Vol.I, 51, p.178. Cfr. O.Bertolini, Annales.
2. A.Bascetta, Il Catalogo dei Baroni del 1093, ABE Napoli 2024
3. Catalogo dei Baroni, cit.
4. Codice Diplomatico di Bari (CDB), prg n.90, pag.130.
5. Cartario di S. Lorenzo d”Av., Ms. cartaceo della Società di Storia Patria per le prov. Napolet., segn. XXVII. A. 3, f: 16).
6. Ex authentico transumpto an. 1307 facto. Arm. Arch. S. Laurenti, 6, fasc. 16).
7. A.Bascetta, Il Catalogo dei Baroni del 1093, ABE Napoli 2024.
8. Catalogo dei Baroni, cit.
9. Codice Diplomatico di Bari (CDB), prg n.90, pag.130.
10. Ughelli, Italia sacra siue De episcopis Italiae et insularum,1662.
11. Catalogo dei Baroni,cit.
12. Ughelli, cit.
13. A.Bascetta, Il Catalogo dei Baroni del 1096, ABE Napoli 2024
14. John Julius Norwich, Il Regno del Sole.
15. Di Meo, cit. Actum in Civitate nostra Florentini A. D. Inc. MCLXXIX. Regni quoque D. Guillelmi, D. gr. magnifici, ac triumpbatoris Regis Sic. D.A. P. C. ann XIII. mense aprilis, Ind. XII.
16. Ivi.
17. Gerardo Maruotti, S. Agata di Puglia nella storia medioevale: castrum nobile, 1981.
18. “Cartario di S.Lorenzo d’Av.”, pubblicato come Ms. cartaceo della Società di Storia Patria per le prov. Napolet., segn.XXVII. A. 3, f: 16):
19. Ex: Transumpto auth an. 1307. Arm. 6, fasc. 18, Arch. S.Laurentii. Dal “Cartario di S. Lorenzo” cit, f. 25.
20. Ex authentico transumpto an. 1307 facto. Arm. Arch. S. Laurenti 6, fasc. 16. In: Cartario di S. Lorenzo d”Av.” Ms. cartaceo della Società di Storia Patria per le prov. Napolet., segn. XXVII. A. 3, f: 16).
21. Placido Tropeano, Codice Diplomatico Verginiano, Montevergine.
22. Cronica Conzana, Rescritto datato 11 novembre 1200, indirizzato dal Papa Innocenzo III all’Arcivescovo di Conza Pantaleone, con il patrimonio dell’Arciodiocesi di Conza. Innocentius Episcopus servus servorum Dei. Venerabili fratri Pantaleoni Ecclesiae Compsanae Archiepiscopo, eiusdemque successoribus canonice instituendis in perpetuum…
23. Ivi.
24. Codice Diplomatico Cavense.
25. Ex authentico transumpto an. 1307 facto. Arm. Arch. S. Laurenti 6, fasc. 16.
26. Ughelli, Italia sacra siue De episcopis Italiae et insularum,1662. Cfr. Gaetano Baselice, Su di un viaggio fisico-botanico, e sulle piante economiche della provincia. Così il testo: – A’ 19 detto ci dirigemmo co signori Giuliani, Bastulli, e Grilli al Nord-Ovest di Sanpaolo nel luogo detto Civitate, ove esisteva l’antica Città di Teanum Appulum. Si osservano in fatti de’ ruderi di fabbrica, e de massi di carbonato calcareo a piccoli ciottoli uniti dal cemento anche calcareo. Questi sono un indizio sicurissimo dell’esistenza di una Città.
27. Di Meo, cit. Actum in Civitate nostra Florentini A. D. Inc. MCLXXIX. Regni quoque D. Guillelmi, D. gr. magnifici, ac triumpbatoris Regis Sic. D.A. P. C. ann XIII. mense aprilis, Ind. XII. Cfr. Mansi, del Sacrorum Conciliorum.
28. Di Meo, cit. Cfr. Codice di Amalfi.
29.Plinio, Historia naturalis, lib.3, cap.XI Cfr. Paolo de Rosa, Il Catsrum di Lanzara e l’antica Via Popilia, in: Rassegna Storica dei Comuni, anno III, marzo-giugno 1971. Cfr. M.Vassalluzzo, La Rocca, Salerno, 1967. Sitografia: http://www.iststudiatell.org/rsc/annate_02/RSC_1971_2.pdf
30.Borgia, Memorie istoriche, II, p.271. Cfr. CDC, cit.
31. O.Bertolini, Annales. Cfr. Wikipedia, voce: Cervaro.
32. Di Meo, cit.
33. Ivi. Actum Traconaria, A. D. I. millesimo, centesimo, octavo decimo, Ind. XV.
34. Ivi.
35. Alessandro di Meo, Annali critico-diplomatici del regno di Napoli della mezzana età, 1805, pag.386. Cfr. Miscellanea francescana di storia, di lettere, di arti, Volumi 87-88. Conclude Di Meo nella Nota 5 che «per l’altra difficoltà, ha ben osservato il dotto Cardinale Borgia (Br. Ift. fec. edit. p. 269.) che nelle Carte antiche il donare confermare son come sinonimi. Così peggio, si errò in trascriver le stesse note, allorchè la Carta, qui sopra, recata fu nel 1208. presentata al Papa Innocenzo III, il quale in una bolla, ch’è presso Ughelli, confermò alla Chiesa di Bovino, la donazione di più Castelli fatta da Roberto di Loritello, col Privilegio per mano di Petracca, (Notajo proprio del presente Conte di Loretello) Act. in Civitate nostra Florentina, anno 1126 (per 1179) mense martii, Ind. VIII (per XII) ed aggiugne, interveniente confirmatione illustris. Sic. Regis Guilielmi. Ma ripugna il Vescovo, che dicesi Gisfone di Bovino, ed era Pandolfo».
36. Gerardo Maruotti, S. Agata di Puglia nella storia medioevale: castrum nobile, 1981.
37. Anonimo Cassinese, Cronaca, 1184. Cfr. A.Bascetta, Conza nel 1743, ABE Napoli 2015.
38. Atto sottoscritto: Data in civitate Messane per manus Gualterii de Palear(ia) venerabilis Cathaniensis episcopi et regni Sicilie cancellarii, anno dominice incarnationis millesimo ducentesimo nono, mense augusti, indict(ione) duodecim(a), regni vero domini nostri Frederici dei gratia serenissimi regis Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue anno duodecimo; feliciter amen. Riportato in: Friedrich schenkt dem Kloster, S. M a r i a della G r o t t a am Monte Drogi vier Pflug Ackerland im königlichen Demanium Morcone in Limata Cupa und bestätigt die Besitzungen des Klosters, n.100. Da: Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria di Napoli, perg. n° 3 AA II 31 (B). Cfr. Bartolomeo Capasso; cfr. Mazzoleni, Le pergamene della Società di Storia Patria, parte 1. Elenco delle pergamene in ASPN.
39. Chartes des libertés anglaises (1100-1305).
40. Ivi.
41. Bollario, varie.
42. Bolla di papa Innocenzo III. Cfr. Placido Tropeano, Codice Diplomatico Verginiano, Montevergine.
43. Di Ambrogio,, Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria. Cfr. Catalogo Baroni, cit. Cfr.
44. Zanella – Laviano La Basilicata nel Mondo. Cfr. Donazione di Gionata.Cfr. Placido Tropeano, Codice Diplomatico Verginiano, Montevergine. Cfr. Cronica Conzana, Rescritto datato 11 novembre 1200, indirizzato dal Papa Innocenzo III all’Arcivescovo di Conza Pantaleone, con il patrimonio dell’Arciodiocesi di Conza. Innocentius Episcopus servus servorum Dei. Venerabili fratri Pantaleoni Ecclesiae Compsanae Archiepiscopo, eiusdemque successoribus canonice instituendis in perpetuum… Cfr. Pergamene di Montevergine. Cfr. Cronaca Franciscanorum, anno 1222. Cfr. Cronaca di Riccardo di San Germano.
45. Francesco Longano, Viaggio … per la Capitanata, Domenico Sangiacomo, Napoli 1790.
46. Sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Alberona
47. Luciana Petracca, L’Ordine dei Templari in Capitanata. Storia, sviluppi, aspetti e problematiche, da: https://journals.openedition.org/mefrm/3380, in: Le Miscele della Scuola Francese di Roma – Medioevo (MEFRM). Cfr. Amelli 1903, v. Termoli.
48. Bartolomeo Chioccarelli, Archivio della reggia giurisdizione del regno di Napoli ristretto in indice, Venezia 1721
49. Bartolomeo Chioccarelli, Archivio della reggia giurisdizione del regno di Napoli ristretto in indice, Venezia 1721
50. Matteo Spinelli, I Diurnali, a cura di S.Cuttrera, ABE Napoli, 2022.
51. Ivi.
52. Ivi.
53. Ivi.
54. Luciana Petracca, L’Ordine dei Templari in Capitanata. Storia, sviluppi, aspetti e problematiche, da: https://journals.openedition.org/mefrm/3380, in: Le Miscele della Scuola Francese di Roma – Medioevo (MEFRM). Cfr. Amelli 1903, v. Termoli.
55. Ivi.
56. P.Tropeano, CDV, Codice Diplomatico Verginiano, pagg.135-137, Vol 12, Edizione Padri Verginiani, 1999.
56. Ibidem. Cfr. Cuozzo, Commentario, p.271.
57. Questi invece sono i 56 paesi della provincia di Capitanata nell’ultima ripartizione del 1742, ai tempi di Carlo III di Borbone, con l’instituzione dei catasti onciari: Accadia 1753 – Alberona 1752 – Apricena 1741 – Ascoli 1753 – Biccari 1741 – Bovino 1753 – Cagnano 1750 – Celenza Valfortore 1744 – Candela 1753 – Carlantino 1743 – Carpino 1742 – Casalnuovo 1743 – Casaltrinità 1751 – Casalvecchio 1744 – Casalvecchio 1744 – Castelfranco 1753 – Castelluccio Valmaggiore 1754 – Castelnuovo 1755 – Celle 1754 – Cerignola 1742 – Chieuti 1743 – Colle 1752 – Deliceto 1753 – Faeto 1754 – Foggia 1741 – Ginestra de’ Schiavoni 1753 – Greci 1753 – Lesina 1743 – Lucera 1754-1755 – San Marco in Lamis 1753 – Monte Acuto 1753 – Monte Sant’Angelo 1753 – Montefalcone 1741 – Monteleone 1752 – Motta Montecorvino 1752 – Panni 1753 – Peschici 1743 – Pietramontecorvino 1743 – Rignano 1759 – Rodi 1742 – Roseto 1741 – San Bartolomeo in Galdo 1753 – San Giovanni Rotondo 1742 – San Marco la Catola 1753 – San Nicandro 1742 – San Paolo 1749 – San Severo 1753 – Sant’Agata 1754 – Savignano 1753 – Serra Capriola 1742 – Torremaggiore 1743 – Troia 1745 – Vico 1754 – Viesti 1753 – Volturara 1743 – Volturino 1742.
58.V. A.Bascetta, Carapelle prima di Carapelle, ABE Napoli 2024. C. A.Bascetta, Civitate Tremiti, ABE Napoli 2023 Lo stato politico, ed economico della dogana della mena delle pecore di Puglia esposto alla maestà di Ferdinando IV, Volume 1, Tipografia reale di Vincenzo Flauto, Napoli 1781. Così: «Fabrizio de Sangro Dohanerio di Puglia, fa intendere a V. E. come per alcuni si pretende che lui in virtù del suo officio non habbia giurisdizione in “tempo d’inverno”, se non solo con li fidati di Dogana, che vengono d’Apruzzo, quando non fanno delitto toccante a pecore; e per alcuni altri se pretende, che quando alcuno locato fa qualche delitto, non facendolo in territorio assegnatoli dalla Corte, non possa essere conosciuto da esso, il che faria coglierli affatto tutta la giurisdizione, che tiene, e ha sempre tenuto. E perchè la Dogana nessuna cosa la mantiene dopoi dell’herba, se non la giurisdizione, e il giusto favore, e questo faria de diretto contrario a tutti li privilegi di essa Dogana, ad ogni confuetudine, e al capitolo nuovamente espedito, come del tenore, e parole di esso porria chiaramente vedersi; e li Signori Regenti far fede, che quando si fe’ detto Capitolo fu così discusso, e risoluto». Viene quindi fatta supplica al Re, affinché possa «provvedere, e comandare che siano levate dette dispute, che nascono solo dalla mala interpretazione di detto Capitolo, e che sia offervato inviolabilmente». Datum Neapoli die 11. Februarii 1576.
59. Ivi. Cfr. Luciana Petracca, L’Ordine dei Templari in Capitanata. Storia, sviluppi, aspetti e problematiche, da: https://journals.openedition.org/mefrm/3380, in: Le Miscele della Scuola Francese di Roma – Medioevo (MEFRM). Cfr. Amelli 1903, p. 3-9; De Troia 1994, p. 91-119; p. 80-82; De Troia 1994, p. 409, 415 e 417.
60. Mario Rosario Zecchino, La gestione dei beni fiscali da parte di Federico II di Svevia, cit.
61. Giovan Clemente De Stefano, cit. Giovan Clemente De Stefano, Per la collegialità della Chiesa di Sant’Angelo del comune di Orsara in Capitanata, Tipografia Porcelli, Napoli 1840. Cfr. Baronio, Ann. ecclesias., Lib. 1 an. 60 pag. 599 a 607. Cfr. Ughelli, Ital., Sac. de militens. Episcop. n. 8; Carlo Gagliardi, Instit. jur. canon., lib. 3, tit. 12, §. 22. Docum. estratto dall’Arch. di Troja, n. 1.
62. Giovan Clemente De Stefano, cit. Giovan Clemente De Stefano, Per la collegialità della Chiesa di Sant’Angelo del comune di Orsara in Capitanata, Tipografia Porcelli, Napoli 1840. Cfr. Muratori, Antiquit. medio Evo, tom. 5 dissert. 69, Gagliardo institut. canon. lib. 3 tit. 12 de exemptione regulari. Fol. 302; Cfr. Fleury, Ist. Ecclesia; Bernardo Giustiniani, Istorie cronologiche dell’ Origine degli ordini militari, p. 4 Caval di Calatrav., cap. 26; Cronica de tres Ordens Sanctiego, Calatrava, Alcantara di Frey Francisco de Rades y Andrada.
63. Giovan Clemente De Stefano, cit. Diploma esistente nel grande archivio del Regno, Capia estrat. seg. num. 1. Documento esist. nel Grand. Arch. del Regno Cop. estrat. e seg. al n. II. Cfr. Ughelli, Ital. Sac. Arcivescovi di Trani.
64. Giovan Clemente De Stefano, cit. Diploma esist. nel Grande Archivio del Regno Reg. 1295 LetB. fol. 118 Copia estrat. seg. col n. III. Cfr. Ughelli, cit. V. Reg. del 1300 Let. C. fol. 264, esist. nel G. Archiv. Cop. Estrat. seg. n. IV. Reg. 1305 Let. B. fol. 144 esist. nel G. Archiv. In questo parlasi de’ dritti temporali, ma il Commendario di essi, lo era anche de’ dritti spirituali. Tommasin. Vetus et Nova. ecclesis. disciplin. L. 3 cap. X. §. 3.
65. Giovan Clemente De Stefano, cit. V. Diploma esistente nel G. Archiv. del regno nel reg. del 1322 e 1323 Let. A fol. 18 at. Cfr. Bernardo Giustiniani. Silvio Torelli. Francesco di Rades.
66. Giovan Clemente De Stefano, cit. V. Dipl. esistente nel G. Archivio del Regno, reg. del 1341 e 1342 let. A fol. 80. Estratto fra i documenti segnato al num. V Copia legale di tal diploma esiste nella pergamena tra i documenti esibiti dal Capitolo di Sant’ Angelo n. 3. Il privilegio esiste nell’ archivio di Troja, e vien menzionato in un’atto del grande archivio del Regno, di cui si è estratta copia segnata col n. VI. Docum. estrat. dal G. Archiv. seg. n. VII e tra i Docum. del Capit. n. 4.
67. Giovan Clemente De Stefano, cit. «Fanno fede di ciò due titoli notariali ottenuti dall’archivio del Capitolo di Troja, niente attenenti agli interessi di quella Cattedrale, bensì solo della Badia. Essi sono tra i documenti rimessi dal vescovo. Documento estratto dal G. Archivio seg. al n. XII». v. anche Documento estratto dal G. Archivio del Regno seg. al n. VIII. (4) Documento estratto dal G. Archivio seg. col n. IX. « Il Re consultò la curia del cappellano maggiore, se poteva farsi tale concessione, questa opinò per l’affermativa dicendo Perchè la Cattedrale di Troja è anche regia senza far altra distinzione, osservazione, e senza menzionare le rendite delle due Chiese». Documento estratto dal G. Archivio seg. al n. X.
68. Giovan Clemente De Stefano, cit. Documento estratto dal G. Archivio seg. col n. XI.
69. Giovan Clemente De Stefano, cit. Ughelli, Ital. Sac. Tom. ult. de Vescovadi Antiquati. Ughelli, Ital. Sac. delle dette diocesi. Sarnelli, Cronologia de’ vescovi di Siponto Anno 969. Arciv di Benev. e Siponto.
70. Giovan Clemente De Stefano, cit. Documento ottenuto dall’ archivio di Troja e dall’Estratto legale del Catasto fond. di Troja esiste tra i docum.
71. Giovan Clemente De Stefano, cit. «Costa dagli statuti della Chiesa esibiti tra i documenti del capitolo num. 23. Vedi atto di possesso dato al Rettore Fattore nel 1769. Documento estratto dal G. Archivio. segn. col num. IX. Vedi il suddetto atto di possesso. Atti di possessi degl’ arcipreti esistono nel vol. de documenti esibiti dal capit. n. 5 e 6».V. anche Estratto dal detto libro, esibito fra i documenti n. 18; Estratto notariale di detto istrumento esistente fra i documenti esibiti dal capitolo segnato al n. 8. v. Documenti esistenti nel vol. segnato col n. 7; cfr. Cardinal. de Luca. Miscell. Eccl. Disc. I. n. 26.
72. Giovan Clemente De Stefano, cit. V. Ascan. Tamburrini. De Jure Abbatuum. Disputatio prima. Quaesitum III. IV. V. Quaesitum I ad VIII. Cfr. Tamburrini Disput. prima quaesit. III. ad VIII. v. Bolla di Guglielmo vescovo di Troja sopra enunciata. Docum. estrat. dall’ archiv. di Troja.
73. Giovan Clemente De Stefano, cit. Cardinal. de Luca. De Jurisdictione. Disc. IX. Detto tit. de Feudis Disc. LX. – Spada Const. IV e V. lib. I. Cfr. Joan. Mabillon. Monac. Benedect. Dissert. in secul. X Ecclesiae.
74. Giuseppe Dibenedetto, Le condizioni sociali dei comuni dell’Appennino Foggiano al tempi degli Angioini, Atti sulla Preistoria – Protostoria – Storia della Daunia San Severo, 13-14-15 dicembre 1985, I, Pubblicazione del Comune, a cura di Benito Mundi, Archeoclub Italia, Biblioteca Comunale, Tip.Sales, S.Severo 1988, pagg.150-153. Da: https://www.archeologiadigitale.it/attidaunia/pdf/07-dibenedetto.pdf Cfr. ARCHIVIO PARROCCIHIALE di ORSARA (APO), Informazioni nell’interesse del Demanio della Corona e della cittadinanza orsarese raccolte dal Pretore Vincenzo Del Giudice, 1906-1907, 25; 27.
75. Ivi. Registri della Cancelleria Angioina, XII, Napoli 1959, p. 88.; APO, op. cit., p. 29, 30, 23.
76. Ivi, pag.91, 93.
77. Giovan Clemente De Stefano, cit. Lucio Ferrara. Bibliot. Canon. Tit. delle relig. reg. militari. Art. IV. n. 71. – Ascan. Tamburr. De Jure Abbat. Relig. Milit. n. 73. Cardinal Baronio. Annal. Eccles. an. 1199 n. 72. Bolla del Papa Innocenzo III. Detto Baron. an. 1229, e 1240 Bo’le di Gregorio IX. Bolla di Clemente VI det 1265. Vedi Constitutiones Calatrabenses editae a B. Widone Abbate Cisterciense anno 1187 in Monologio Cisterciensium. Cfr. Bernard. Giustin. Istor. Cronol. dell’ Orig. degli Ord. Eques. e Milit. Ordine di Calatrava. v. Fra Franc. de Rades. Cronic. delli tre ord. ec. V. Dipl. del 1274, e del 1295 sopramenzionati, esist. nel G. archiv. e le copie sono seg. ai n. 1 e 111.
78. Ivi. v. Tommasini. Vetus et Nova Eccles. Discip. Part. 2 Lib. III Cap. X §. I. II. III; Cap. X §. V. Cardinal de Luca. De Jure Patronat. Disc. V. §. 6. … Ascan. Tamburr. De jure Abbat. Disput V. Quaesit. XI; Cfr. Carlo Gagliardo. Instit. Conon. L. III. Tit. 12 §. 28; Nicola Vivenzio antiche provincie del regno di Napoli. Polizia Ecclesiastica pag. 140. Cfr. Cardinale de Luca. De Jure Patronat. Disc. 2 §. 24, e 26. V. Filip. Ammirati. Gius. Sac. Lib. 2. Tit. 22.
79. Ivi. Cfr. De Sariis Istoria del Regno Par. 2 Cap. 12 §. 4. Bartol. Chioccarelli. Bibliot. Can. Lib. 7. Carlo Gagliardo. Instit. Can. V. Dipl. di Roberto, e l’atto di possesso dato a Pulderico contenuti nella pergamena esibita tra i documenti del Capit. n. 3. Cfr. Ioan. Mabillonii – De Monac. Benedict. in seculum X Ecclesiae; Card. de Luca – De Jurisdict. Par. 1. Disc. 1. §. 8 9 e 10.; 34 §. 8 a 10.
80. Ivi. Ascanii Tamburini. De Jure Abbat. Disput. 1 e 11. Cosi può conoscersi nelle Chiese di Carpio, Altamura, S.Nicola di Bari, Cerignola pria di elevarsi a Cattedrale. Conc. Trid. Ses. 24. De Reform. Cap. 16. v. Antonez Portogal. Donat. Reg. Lib. 2. Cap. 3. Fras. De Patronat. Reg. Tom’ I. Cap. 21. Presidente Argento. Consulta per le controversie di Altamura. Presidente Talon – Disert. 5. De l’autoritè de Roys Par. 2. Cfr. Christofaro Bisolto; Francis. Verde Institut. Canon. Tit. 26 §. 2 num. 1008; Giovan Crisostomo Falkners. De confirmat contract. aliorumq. act. summar. 3. V. Valanello Dissert. 79 De confirmat. Privileg. §. 29 num. 1354.
81. Giovan Clemente De Stefano, cit. Cardinale de Luca. Miscellan. ecclesiast. disc. I § 14 a 32. v. Con. Trid. Card. de Luca. De benefici disc. 12 § 1.). Sac. Con. Trid. sess. 24 de reformat. cap. 6. Card. de Lu ca. De jurisdict. disc. 54 – Detto beneficis disc. 46 § 5 € 6.; Cfr. Barbosa. de potestate Episcopo. Par. 3 allegat. 37 n. 27 Fran. Verde. Institut. canon. tit. 22 § 18. Card. de Luca ne luoghi citati; Lucio Ferrara. Bibliot. Canon. Colleg. addit. novis § 109 110; De benefici. disc. 46 § 5 6 e 7.
82. Giovan Clemente De Stefano, cit. Carlo Gagliardi. Dritto eccles. Lib. 3. Tit. 29. Barbarosa. De Jure ecclesiast. Lib. 3. Cap. 13. §. 28, 29, e 30. Francis. Verde. Institut. Canon. Tit. 26. §. 3. n.° 1056. L’ istrumento del 1441 tra il capitolo e l’università col popolo di Orsara vien menzionato nell’altro del 1560, ed in quello del 1593, docum. esibiti dal capit. n. 7, e n. 9. Vivio, Decis. IV. n. 63. – Riccio Prax var res res 90. – Compend. Decis. Neap. Par. 2. Verbo Decima. v. Estrat. di tale istrum. è nel vol. de docum. n. 7. v. Istrum. esist. in copia fra i docum. al n. 9.
83. Giovan Clemente De Stefano, cit. Altri istrum. esist. fra i docum. al n. 7. Estrat. del Libro degli obblig. del Capit., che descrive le funzioni nel Coro di Sant’ Angelo, è tra i docum. del Capit. n. 18.; Gatta, raccolt. di Dispac. riguard. lo Eccles. supplement. 11. Vol. V. Cap. VI. Afflitto aggiunta alla Pratica di Riccio Pepoli Tom. I. Cap. 20 pag. 56 – Gatta Raccol. di Dispac. per lo Eccles. supp. 2. Tom. 5 Cap. 3 §. 240. Istrumenti leggonsi nel docum. n. 7 e docum. n. 22. v. Cardinal de Luca. De Benefic. Disc. 12 §. 1. – De Parroc. Disc. 46.
84. Giovan Clemente De Stefano, cit. Cardinal de Luca. De Benefic. Disc. 46 n. 5 e 6. – Detto de’ Canonic. Disc. 30 n. 7. Cardinal de Luca. De Benefic. Disc. 46 n. 7, 8, e 9; disc. 30 §7, a 9 – Detto de Benefic. disc. 46 § 5, e 6.
85. Giovan Clemente De Stefano, cit. Gardinal de Luca. De benefic. pars. I. disc. 12. Rota. Decis. 157 n. 22. Par. 6-Decis. 133 n. 3. Par. 7.Barbosa. De Canon, et dignit. cap. 5. n. 38 a 42.; Dichiarazione fatta dal capit. dell’ anno 1727 firmata dal Vescovo Faccolli. Docum. prodotto dal capit. n. II. Vivio Decis. 4 n. 63 – Riccio. Prax Varia Res. Rcs. 90 – De Franchis – Vedi l’ istrum. delle Decime Docum. del capit. n. 9. Franc. Verde. Instit. Canon. Tit. 26. §. 3 num. 1018. Franc. Verde. Instit. Canon. Tit. 26. § 30 num. 1043.
86. Vedi atto di posses. dell’arcip. Frisoli tra i docum. del capitolo num. 5. Cardinal de Luca. De jure patronato. Disc. 2. num. 23, ? Disc. 5. num. 6. Cardinal. de Luca. De jurisdict. Disc. 2. num. 26. Cardinal de Luca – Barbosa, ed altri. Segni di collegialità. Vedi li statuti della Chiesa tra i documenti del Capit. seg. al num. 23. Vedi li suddetti statuti Vedi le Bolle d’ Investitura de Canonici esistenti tra i documenti del Capitolo num. 12 e 13. Vedi le sopraddette Bolle d’ Investitura.
87. Ivi. Rota Decis. 157 n. 22. Par 6. – Decis. 133 n. 3 Par. 7Decis. 157 Par. 6 et Decis. 31. n. 8 Par. X. Recens. Barbosa De jure Eccles. lib. 3. ???. 13 ?. 28 ? 30-Franc. Verde Instit. Canon. Tit. 26 § 3. n. 1056. Dichiaraz. del capit. det 1727 firmata dal Vescovo Faccolli, Docum. n. 14. – Lib. del Sacrista Magg. del 1728 Docum. n. 19 Estrat. legale della tabella delle messe contenuta nel lib. capitolare, del 1619 Docum. n. 18.Dichiaraz. del capit. del 1727 firmata dal Vescovo Faccolli in santa visita docum. num. 11. Bolle d’ investit. de’ Canon. docum. num. 12, ? 13. Stato delle prebende. Docum. num. 20. Estrat. legale del lib. delle rendite, e degli obblig. del capit. Docum. num. 21. Docum. num. 27, e num. 28. Copia d’instrum, esibiti fra i docum. num. 7, 9, 10 e do ???. ???. 22.
88. Ivi. Giovan Clemente De Stefano, cit. Statuto della Chiesa – Conclus. del 1322. Docum. num. 25. Può vedersi l’atto di posses. del Rettore Fattore del 1769. Docum. estrat. dal G. Archiv. seg. al num. IX. Lucio Ferrara. bibliot. canon. capitulum. Barbosa. De jure eccl. lib. 2. capit. 6. num. 2, ed 11. Mantica. Decis. 175 num. 1. e decis. 215. num. 1.
89. Giovan Clemente De Stefano, cit. Docum. num. 14. e num. 15. esibiti dal Capit. Il reg. exequatur esiste nel regist. per l’anno 1750 fol. 108 – Grannum. 17. Copia del decr. de’3 maggio 1817, è tra i Docum.
90. Giovan Clemente De Stefano, cit. Pitonio. Discep. 40 num. 2. Estratto esibito dal Capit. docum. n. 7. Tra i documen. del cap. seg. num. 16. Copia legale di tale relazione esiste ne doc. al num. 24.
91. Giovan Clemente De Stefano, cit. Pitonio. Discep. 40 num. 2. Estrat. del catasto fondiario di Orsara. Docum num. 28 – Attestato del sindaco num. 26 altro num. 27. Ordinario del Vescovo. Docum. num. 29. pag. 63. Martyrologium Rom. Cesar. Baron. Maj. 8 Baron. Ann. Eccles. Ann. 488. Tom. I pag. 606. Decreto del 1817 sopra enunciato. Documento esibito dal Capitolo n. 17.
92.Giovan Clemente De Stefano, Per la collegialità della Chiesa di Sant’Angelo del comune di Orsara in Capitanata, Tipografia Porcelli, Napoli 1840. Orazio Flacco Lib. I ode 22; Giovanni Pontano – De bello Neapol. Lib. 4 pag. 48. Ediz.Gravier.; Privilegio esiste nel grand’ Archivio del Regno. Reg. del 1335 e 1336 Let. C fol. 54. Attestato del Sindaco. Docum. n. 26.
93. Bollettino ufficiale delle società per azioni di Italia, Ministero di agricoltura, industria e commercio, Divisione industria, commercio e credito, Roma 1891.
94. Ivi
95. Ivi.
96. Ivi. «Si tratta dell’oblazione del medico Eneas, che nel 1138 si dona con sua moglie al monastero di S.Angelo di Orsara, e di Maraldus de Machidonia di Salpi, che nel 1192 si dona al monastero e ospizio di S. Matteo di Salpi; Cfr. Orsara di Puglia, in provincia di Foggia; Ibid. , n. 402; Orsara di Puglia, in provincia di Foggia; Ibid. , n. 402. Per il monaco Gualterius de Ursaria, si veda anche il documento precedente (appendice, documento n. 2, pp. 342-346.
97. Donato D’Amico, Una esperienza di rinnovamento monastico nel Regno di Sicilia dei secoli XII, Federico II University Press, Fedoa Press, Napoli 2022. Cfr. Hilken, Memory, p. 47, nota 158. In: Appendice documentaria 3, MEMORATORIUM ATTESTATIONIS LITTERARUM PROCURATIONIS.
98. Si tratta di un documento in scrittura gotica cursiva originale (Benevento, Museo del Sannio, Fondo dell’Annunziata XIX, 16, in pergamena di cm.35,5 x cm.49,0, in discreto stato di conservazione discreto, per essere danneggiato in alcune parti. Dicitura sul verso: Attestatio in Benevento litterarum anno precedente scriptarum circa procuratione fratris Gualterii de Ursaria yconomi, defensoris et nuntii specialis pro monasterio S. Mariae de Gualdo Mazzocca.
99. Donato D’Amico, Una esperienza di rinnovamento monastico nel Regno di Sicilia dei secoli XII, Federico II University Press, Fedoa Press, Napoli 2022.
100. Accademia Pontaniana, I Registri Privilegiorum di Alfonso il Magnanimo della serie Neapolis dell’Archivio della Corona d’Aragona, a cura di Carlos Lopez Rodriguez e Stafano Palmieri, nella sede dell’Accademia, Napoli 2018.
101. Ivi, ff. 56r-57r.
102. Ivi. N.260, ff. 150v-152r.
103. Ivi. N.128, ff. 106r-107r
104. Ivi. N.164, ff. 186r-187r.
105. Ivi.N. 80. Ivi, ff. 113r-117v.
106. Erasmo Ricca, Istoria de’ feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Volume 4, Tipografia De Pascale, Napoli 1869, pag.419 e segg.
107. Ivi. «Cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’anno 1696, nella relazione del Razionale, fol. 37. Una copia legale di siffatto istrumento si legge nel citato vol. 486 de processi della Commissione seudale, dal fol. 148 al fol. 139 a tergo. Ivi, dal fol. 561 al fol. 363. – Del medesimo privilegio si sa altresi menzione nel citato cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’ anno 1696, nella relazione del Razionale, fol. 27 a tergo.
Figliuolo di Guevara 1o, fratello di esso Innico – Vedi l’istoria del feudo di Montemalo, vol. III, pag. 251. Repertorio de’ quinternioni della provincia di Principato Ultra, vol. 1″. fol. 179 a tergo ove citasi il fol. 422 del quinternione segnato col n.o 11, che al presente manca. Una copia legale del citato privilegio si legge nel vol. 486 de’ processi della Commissione, feudale, n.o 2818, fol. 93. Figlia di Francesco de Loffredo, Reggente la Regia Cancelleria, e d Beatrice Caracciolo ; siccome si desume dall’ istoria de’ Guevara scritta da Carlo de Lellis nella parte prima de’ Discorsi delle famiglie nobili a pag. 82 Ciò si rileva altresi dal vol. 511 de’ rilevi fol. 786. “Cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’ anno 1659, nella relazione del Razionale, fol. 540. Vedi altresi il cedolario della medesima provincia, il quale principia dall’ anno 1696, fol. 55. Citato cedolario che incomincia dal 1639, (ol. 53. Nel fol. poi 151 • seg. del vol. 512 de’ rilevi (che prima era intitolato Liber secundus informationum introytuum pheudalium provinciarum Principatus Ultra et Capitanatae ab anno 1539 usque ad 1547) sono i documenti dell’ Informatione, seu nota d’intrate feudali delle terre di Savignano, Greci, Ursara e feudo di Montellare del Magnifico Guevara de Guevara, e delle entrate del castello di Monte Male che si possede per lo Magnifico Paulo de Gucvara, presa detta informatione nell’anno 1539. Da’ mentovali documenti si desume che Luciana Tomacello fu consorte di Giovanni de Guevara 1°. Ne qui ometteremo di notare che nel vol. 311 de’ rilevi fol. 786 si trova la Nota d’intrate feudali delle terre di Savignano, Greci e Ursara, che si possedono per lo Magnifico Juara de luara per morte di Giovanni de luara seguita nell’ anno 1534. Cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’anno 4696, nella relazione del Razionale, fol. 32 a tergo, ove si cita il fol. 91 a tergo del registro significatoriarum releviorum 9, che al presente manca. Registro significatoriarum releviorum segnato col n.o 25, dall’ anno 4581 al 1584, dal fol. 74 al sol. 80. I documenti esibiti a fine di giustificare la rendita de’ mentovati feudi si trovano nel vol. 294 de’ rilevi, il quale per lo innanzi era intitolato Libro VIII di originali rilevj di Principato Ultra e Capitanata 1572 al 1399, dal fol. 189 al fol. 217.
Siffatio assenso è trascritto nel quinternione 137, che prima era segnato col n.o 27, dal fol. 34 al fol. 40 a tergo. Si legge tale significatoria nel registro significatoriarum releviorum segnato col n.° 53, dall’ anno 1631 al 1653, dal fol. 119 a tergo al fol. 127 à tergo. Registro significatoriarum releviorum segnato col n.° 77, dall’ anno 4678 al 1682, dal fol. 57 al fol. 73 a tergo. Il citato istrumento è trascritto nel quinternione 427, che per lo innanzi era intitolato quinternione refutationum XI, dal fol. 96 al fol. 102 a tergo. 19 Il diploma ed il regio-exequatur, teste riferiti si leggono nel vol. Titulorum della cancelleria del Collaterale Consiglio, n.o al 1708, dal fol. 69 a tergo al fol. 71 a tergo.
Cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’ anno 1696, dal fol. 680 al fol. 683 a tergo. Cedolario della provincia di Capitanata che principia dall’ anno 1732, fol. 205. Vedi altresi il cedolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dal medesimo anno 1732, fol. 406. In provincia di Terra di Lavoro. Ledolario della provincia di Principato Ultra che incomincia dall’ anno 1767, fol. 237. Parrocchia de’ SS. Giuseppe e Cristoforo nella Chiesa dell’ Ospedaletto di Napoli, lib. XVII de ballezzati, fol. 12 a tergo. Il Comune di Savignano sostenne una lite contro il mentovalo Carlo de Guevara Suardo, Duca di Bovino, intorno alla difesa del Macchione, a’pezzi di territorio denominati Dietrocorte, Pescara di sotto e di sopra, Serra e Castagna, agli usi civici sul bosco Ferrara etc. Dalla Commissione seudale nel 30 gennaio del 1810 fu all’ uopo emanata una sentenza che si legge nel Bollettino dell’ anno medesimo n.o 1 pag. 1091. Gli alli di tal litigio si trocano nel vol. 539 n.° 5084 de’ processi di quel Tribunale. Parrocchia di S. Giorgio de’ Genovesi in Napoli, lib. I de’ matrimonii, fol. 114. Sezione S. Giuseppe di Napoli, atti di nascita dell’ anno 1819, n.o d’ordine 209. Di lei abbiamo ragionato nel discorso genealogico della famiglia Filangieri, vol. 11, pag. 448. Sezione Chiaja di Napoli, atti di matrimonio dell’anno 1838, n.o d’ordine 227 – Parrocchia di S. Giuseppe a Chiaja. Sezione Avvocata di Napoli, atti di nascita dell’ anno 1839, n.o d’ordine 742- Parrocchia dell’ Avvocata.
108. Erasmo Ricca, Istoria de’ feudi del regno delle Due Sicilie di qua dal faro, Volume 4, Tipografia De Pascale, Napoli 1869, pag.419 e segg.. Vedi nell’ archivio della Real Commissione de’ titoli di nobiltà il processo segnato col n.° 1287 ed intitolato: Guevara Giovan Battista – Riconoscenza de’ titoli di Duca di Bovino, Duca di Castel d’ Airola e Conte di Savignano in persona di suo figlio Carlo.
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