MABILIA E LE ERBE MAGICHE (con l’erbario delle erbe medicamentose e il processo per stregoneria a Benevento) ISBN 9788872973141

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26,00 20,00


Copertina posteriore
Categoria:

Mabilia e le Erbe Magiche-
Racconto Storico
La Medicina Popolare delle Mammane Le radici di Pietrastornina nel Trecento

Mabilia, Gundrada e Jacoba non sono personaggi inventati, ma tre guaritrici di Pietrastornina di cui possediamo i verbali di interrogatorio di settecento anni fa.

Il racconto è stato elaborato per le giovani generazioni e per gli anziani non solo perché istruttivo, ma per rendere giustizia a quelle donne che, con i loro mortai e le loro caldaie di rame, hanno sfidato un’epoca di oscurità.

È un viaggio bellissimo tra le Pietre Cave e il Castello dell’Ilice; un libro che profuma di malva, di roccia e di libertà.
Pietrastornina, 1344.

Mentre la Morte Nera si prepara a colpire il mondo, tra le rupi della Montagna — risalendo il torrente San Martino dal Piano della Civitate Tocco, sprofondata nel fiume Sabato — si consuma una battaglia silenziosa. Da una parte il Notaio Nicola, con i suoi registri e le sue tasse sulla paura; dall’altra Mabilia e le Mammane, custodi della scienza antica delle Madri: la medicina popolare.
Accusate di stregoneria per aver usato radici e mortai, marchiate a fuoco sul corpo e cacciate dal quartiere Triggio di Benevento dal Rettore inviato dal Papa di Avignone, queste donne non si sono mai arrese. Protetto dal castello invisibile e coperto dalle erbe dell’Illice, il loro sapere ha sconfitto la burocrazia e il tempo.
Arturo Bascetta ci conduce tra le “grotte del fuoco”, dove si preparavano gli unguenti, e i documenti segreti dell’Archivio Vaticano per raccontare ai ragazzi una storia vera: quella di come il coraggio e la medicina popolare abbiano trasformato una rupe in una roccaforte inespugnabile.
Perché a Pietrastornina le nonne non erano streghe, ma vere scienziate del Trecento.

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La Verità dietro la Leggenda

Prima di iniziare questo viaggio, caro lettore, devi sapere un segreto: Mabilia, Gundrada e Jacoba non sono personaggi nati dalla fantasia di uno scrittore. Sono donne in carne ed ossa che hanno camminato lungo il fiume Sabato e risalito i sentieri della nostra Rupe settecento anni fa.
I loro nomi, le loro parole e le accuse mosse contro di loro non sono invenzioni, ma frammenti di verità riemersi dai verbali degli interrogatori del 1344. In quelle carte ingiallite dell’Archivio Vaticano, abbiamo ritrovato le loro voci: il coraggio di Mabilia nel difendere i suoi unguenti, l’astuzia di Jacoba nel proteggere i figli e la forza di Gundrada nel non tradire mai il segreto delle erbe.
Questo libro nasce dal desiderio di rendere giustizia a loro e a tutte le Mammane di Pietrastornina. Per secoli sono state chiamate streghe, ma oggi sappiamo la verità: erano scienziate della terra, custodi di una sapienza millenaria che il potere di allora voleva solo tassare e spegnere.
Grazie alla ricerca storica di Arturo Bascetta e ai racconti tramandati dai nostri anziani, abbiamo potuto riaccendere quel fuoco sotto la caldaia di rame. Quando leggerai queste pagine, ricorda che stai leggendo la nostra storia. Quella vera.

Introduzione
La caldaia di rame

La storia di Pietrastornina non sarebbe mai tornata a parlarci senza il lavoro paziente di Arturo Bascetta, che come un cercatore d’oro ha scavato tra le carte polverose per restituirci la verità. Ma soprattutto, questo racconto non sarebbe mai nato senza la voce degli anziani del paese. Sono loro i veri custodi del tempo: senza i loro racconti sui decotti di malva pestati con amore nei vecchi mortai, non avremmo mai ritrovato la strada per risalire il sentiero.
È grazie a quei ricordi sussurrati che siamo potuti entrare nel calore della grotta di Mabilia. Lì, tra i vapori profumati, brillava la sua grande caldaia di rame, il centro di tutto.
In quel metallo lucente, che rifletteva la luce del fuoco, Mabilia non bolliva solo erbe: mescolava speranza e sapienza. Mentre fuori il mondo era freddo e pieno di bandi e tasse, la sua caldaia borbottava piano, trasformando i fiori di malva e le radici in un abbraccio che guariva il corpo e l’anima.
Per voi ragazzi, la morale è semplice e dolcissima: ascoltate i vostri nonni. Le loro mani, che forse un tempo hanno usato quegli stessi mortai, e le loro storie sono il filo invisibile che ci lega alla terra. Non permettete che il rumore del mondo moderno vi faccia dimenticare il suono della malva che viene pigiata o il profumo di un decotto che bolle.
In quella caldaia di rame c’era la prova che la cura più grande è la dedizione. Mabilia, con il suo coraggio, ci insegna che non importa quanto sia buia la notte o quanto sia severo un notaio: finché ci sarà qualcuno pronto ad accendere un fuoco per gli altri e un autore pronto a raccontarlo, la nostra storia resterà viva, calda e profumata come un rimedio di montagna.

Angela Iuliano

Description

IL SEGRETO DELLA RUPE: L’ILICE

Cosa faresti se un Notaio decidesse di tassare i tuoi segreti e sequestrare i mortai con cui tua nonna prepara i suoi rimedi?
Nel 1344, a Pietrastornina, la scienza non era nei libri, ma nelle mani di Mabilia e delle Mammane. Mentre la Morte Nera risaliva il fiume Sabato e la Chiesa murava le caverne per paura della “stregoneria”, un intero popolo decideva di ribellarsi. Tra caldaie di rame che borbottano decotti di malva e messaggi segreti scritti con l’inchiostro delle bacche, scopri la storia vera di come una montagna sia diventata inespugnabile.
Un viaggio emozionante dedicato a chi sa che la verità non si trova nelle carte polverose, ma nei racconti degli anziani e nel respiro della terra.
Siamo arrivati alla fine di questa avventura narrativa. È stato un piacere dare forma a questa storia di coraggio e radici, ispirata all’ultimo volume di Arturo Bascetta sulla medicina popolare a Pietrastornina ai tempi del Boccaccio.

Oggi, i ragazzi di Pietrastornina possono finalmente correre a casa e raccontare alle mamme che quelle nonne di tanti secoli fa non erano “streghe” da temere, ma vere pioniere.
Erano scienziate senza laboratorio, donne che con la sola forza delle braccia e il ritmo costante di un mortaio riuscivano a strappare alla terra i segreti per guarire. Mentre nel resto del mondo ci si affidava ancora alla superstizione o si rincorreva la luna per cercare risposte, a Pietrastornina le Mammane studiavano la botanica e la medicina popolare con un coraggio infinito, tanto da far tremare i potenti nei loro palazzi.
Il segreto delle erbe dell’Illice, il castello che c’è ma non si vede, continua a proteggere questa storia. Perché la vera forza di Pietrastornina non è scritta solo tra le grotte del fuoco, ma nella conoscenza e nel sapere.
IndicE

Pietrastornina, 1344…
La Verità dietro la Leggenda

introduzione
la caldaia di rame

presentazione
il ritorno delle mammane

premessa
la STORIA DIETRO LA LEGGENDA

PROLOGO
LE OMBRE SULLA POLVERE

I.
L’ODORE DELLA TERRA

1. Il Notaio di Benevento sulla roccia
2. Il segreto delle radici nere
3. Le parole proibite lungo il fiume
4. All’ombra della roccia
5. I rintocchi del vento di Levante

II.
La caccia alle streghe

1. La multa da un’oncia d’oro
2. Il mistero del gregge “segnato”
3. Il sequestro dei mortai
4. Le curatrici espulse da Benevento
5. Jacoba e l’erba del sonno
6. Mabilia: la prima “untrice”

L’ERBARIO DI MABILIA
I Segreti delle “Pietre Cave”

LA MALVA (Malva Sylvestris)
Per il Notaio: Una pianta comune di poco valore.
Per Mabilia: La “Regina della Dolcezza”. Pigiata nei mortai o bollita nella caldaia di rame, i suoi decotti servivano a calmare ogni infiammazione. Era il primo rimedio che si offriva a chi aveva il corpo in fiamme per la febbre.

LA CONSOLIDA (Symphytum Officinale)
Il segreto: Le sue radici nere nascondono una polpa bianca e appiccicosa.
L’uso: Veniva usata per “consolidare”, cioè saldare le ossa rotte. Era la colla naturale della montagna, capace di fare miracoli dove i medici di città non arrivavano.

L’ERBA MORELLA (Solanum Nigrum)
Il pericolo: Chiamata anche “Uva del Diavolo” per le sue bacche nere.
La scienza: Se usata con la sapienza delle Madri, diventava l’erba del sonno e del sollievo. Calmava i dolori più atroci della Peste, regalando un momento di pace a chi soffriva.

L’ARTEMISIA (Artemisia Absinthium)
La protezione: L’erba dedicata alla Luna e alle donne. Si diceva che tenesse lontani gli spiriti maligni, ma in realtà serviva a purificare l’aria e a proteggere lo stomaco.

III.
il segreto delle pietre cave

1. E’ scienza, non magia!
2. Gundrada e i messaggi segreti
3. Addio a Benevento: dal Trivio alla Roccia
4. Il trucco di Jacoba: “falsificare la morte”
5. Pietrastornina, il «Castrum» delle erbe

IV.
le donne marchiate a fuoco
1. Furto legale alle guaritrici
2. Benevento bandisce i poteri delle donne
3. Il marchio infamante col ferro rovente
4. Terremoto, Peste e Tasse: è la fine…
5. La supplica dei Signori della Montagna
6. Il ritorno delle ombre di Pietra
7. La carta contro la carne

V.
la difesa della regina

1. Il Cavaliere inviato sulla Pietra
2. Abbattuti i muri dei sortilegi
3. Il segreto del Castello che non c’è
4. La Regina contro il Notaio
5. La vittoria delle Donne
6. L’Eredità della Pietraù
7. Fine del Notaio: il trionfo della sapienza
8. Il soffio del tempo sulla Pietra dell’Illice

postfazione
la caldaia di rame

L’Erbario di Mabilia…

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Bascetta

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