La vita è un tazebao

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Copertina posteriore

IL RAGAZZO ALBANESE CHE PARLAVA ARBERESH

  C’era allora la consuetudine di inviare i propri figli in collegio a pagamento a meno che non intendessero iniziare la vita di seminaristi. Mi son ritrovato così a fare il seminarista a pagamento!
La disciplina era ferrea e gli studi dovevano procedere di pari passo. Ovviamente non tutto funzionava a dovere e così accanto a docenti preparati e riconosciuti, vi erano altri che non avevano tale qualifica e svolgevano il ruolo di docenti senza titolo.
Così mi son portato dietro l’idiosincrasia nei confronti della matematica e l’allergia al greco. Riuscivo a portarmi una stentata sufficienza solo per qualche operazione di copia illegittima e per lo studio della letteratura che amavo particolarmente. Ma che vita! Durante il pranzo, a turno, si leggeva il “galateo” -io lo definivo come il libro delle morbosità di monsignor Della Casa- e molto spesso per punizione, se non rispettavamo la punteggiatura, venivamo posti dietro un pilastro in punizione mentre gli altri si godevano la beata ricreazione. L’unica variante era rappresentata dalle sinfonie che il classico opportunista, ovviamente ben visto e coccolato, si affrettava a diramare attraverso un graffiante giradischi istallato nella presidenza…

Collana:

Description

LA DIFFICILE INTEGRAZIONE

Gli italiani rientravano nei rispettivi paesi quasi settimanalmente mentre per i ragazzi greci questo era precluso. Mi chiedevo il perché e dopo le spiegazioni, più o meno plausibili, emergeva sempre la mezza verità che aleggiava attorno a questo fenomeno.
Erano rifugiati politici? Erano migranti economici? Erano figli della buona borghesia greca, che non potendo iscriversi alle Università elleniche, preferivano fare ricorso alle nostre?
Di spiegazioni se ne dicevano a iosa. Sta di fatto che il Regime di Papadopoulos imponeva regole ferree, l’autarchia imperava ma le risorse economiche per i propri figli all’estero arrivavano puntuali. Come si conciliavano le cose? Intellettuali, poeti e cittadini inermi avevano sopportato sofferenze indicibili. Intere classi dirigenti vennero messe alla gogna e rinchiuse nelle carceri più dure. Anche la morte, estremo sacrificio, veniva contemperata e stoicamente subita.
Un unico dubbio mi arrovellava il cervello: perché il Regime consentiva questo e perché non mi era mai capitato che qualche studente si trovasse in condizioni di difficoltà?
Gli iscritti ai primi anni avevano la necessità di imparare l’Italiano e quindi tanti soldi spesi senza che l’iter universitario fosse ancora iniziato.
Venivano incentivati gli studenti a frequentare all’estero, per mere difficoltà organizzative, o per calcolo politico? Certamente non ho mai sentito esternazioni contro il regime.
Si giustificavano dicendo che la polizia segreta era presente in massa a Napoli e non potevano rischiare di essere rimpatriati….

Dettagli

EAN

9788872970997

ISBN

8872970997

Pagine

80

Autore

Sasso

Editore

ABE Napoli

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Editorial Review

QUEL BAMBINO VENUTO DA GRECI

 

Qualche anno fa o sarebbe più giusto dire tanto tempo fa, appena compiuti gli anni della scuola elementare, mi ritrovai chiuso in un collegio per continuare gli studi. Allora era difficile in quanto la scuola media non era presente in tutti i paesi così come previsto negli ordinamenti ministeriali. Tutto si fermava con l’avviamento professionale ed il conseguente ipotetico inserimento nel mondo del lavoro. Le mie origini e la mia estrazione sociale non avevano altre velleità.
Ho avuto la fortuna di avere due genitori terribilmente testardi però!
A loro non stava bene vedere in prospettiva una nuova famiglia chiusa nelle convenzioni tradizionali, attività limitata all’ordinario e priva di ogni prospettiva. Volevano dei figli che guardassero al futuro, con una formazione culturale all’altezza, senza il ricatto continuo dei potentati che spadroneggiavano in tutti i campi del vivere civile.
Così decisero di offrire a me e successivamente a mio fratello, la possibilità di proseguire gli studi fuori dal nostro paese.
Il Comune che consentiva la frequenza della scuola media si trovava a 18 chilometri. Tanti allora in confronto ai mezzi di locomozione di oggi! C’erano infatti due collegamenti quotidiani con un servizio autobus che garantiva il minimo sindacale.
La mattina alle sette ed il rientro alle quattordici.
Fin qui quasi tutto normale, solo che nel periodo invernale era un’impresa viaggiare...