LA ROCCA DELLE STREGHE. Racconti e novelle dei vecchi beneventani

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Copertina posteriore

NINNA NONNA NUNNARELLA

E LA REGINA DI BENEVENTO

(NINNA NANNA DI NONNA SANNITA)

 

Bartolo e la moglie Assuntina vivono in una modesta casa di campagna con i figli Michele di vent’anni e Angioletto di due. Con essi c’è nonna Santina rimasta vedova di Zi Giuvanniello U Nziste, un brigante ucciso dai piemontesi nel ’61.
Nonna Santina, dopo la morte del marito, non ha mai smesso di pensare alla di lui anima, in ogni momento della giornata. La casa dove abitano, un tempo granaio della masseria, è stata riscattata a Don Vincenzo, il possidente, dopo anni di duro lavoro. Comincia così il nostro racconto, nella buia cucina di un casino di campagna. Siamo alla fine del secolo scorso quando i contadini più fortunati già possedevano una casa, strappata al massaro in cambio di tanto sudore, insieme al piccolo pezzo di terra coltivato per anni a colonia parziaria.
Davanti al focolare è seduta nonna Santina. Canta una ninna nanna al piccolo nipotino che non vuole prender sonno.
Nonna nonna, nunnarella,
nonna, ca lu litte è bello,
nonna nonna, nunnarella,
u lupo s’è mangiato a pecorella,
pecorella mia, come faciste
quanne mmocca a lu lupo te veristi,
pecorella mia, come farrai
quanne mmocca a lu lupo te verrai.
Chiama a nu sante e ne venene dui
ce vene la Maronna e santu Luca,
chiama a nu sante e ne venene tre
ce vene la maronna e santu Andrè,
chiama a nu sante e ne venene quatto
ce vene la Maronna e santu Marco,
chiama a nu sante e ne venene cinche
ce vene la Maronna e santu Giacinte
chiama a nu sante e ne venene sei
ce vene la Maronna e santu Michele,
chiama a nu sante e ne venene sette,
ce vene la Maronna e santu Giuseppe,
chiama a nu sante e ne venene otto
ce vene la Maronna e santu Rocco,
chiama a nu sante e ne venene nove
ce vene la Maronna e santu Nicola,
santu Nicola nu vuleva a menna
ma sulamente calamaro e penna.

Nonna nonna, nunnarella,
viene a cavallo e nu venire a piedi,
viene a cavallo e nu cavallo bianco
ca sella d’oro e a breglia a lu musso.
Nonna nonna, nunnarella,
fammi lu ppane e nu lo fare tostarello,
io so piccirillo e nu tengo li rienti,
tengo li rienti de na criatura.
Nonna nonna, nonna rica,
te benerico lu llatte e lu mmele
quanne te nfascio io te benerico,
te benerico la fascia e li panni
te benerico se mbraccio te tengo.

Nonna nonna, nunnarella…

SEGUE

Description

Racconti, Filastrocche e Nenie inedite

dell’antica Valle Beneventana dei Maccabei

 

DOVE NASCONO LE STREGHE

In primo piano sono gli usi e costumi del popolo, inseriti nel ciclo dell’anno e della vita, con a punti di riferimento il semestre primario e una famiglia contadina spiegato ai ragazzi, come se fossimo davanti al focolare di una volta. La seconda parte è fatta proprio di storie vere, cioè di episodi, sconosciuti ai più che rallegrano anche gli animi dei grandi.
Il calendario dà un senso reale, di movimento, di vita, di continuità a cose che, se elencate soltanto (proverbio, detto, canto, racconto), avrebbero avuto un tanto di irreale e di effimero, perdendo, per la statica freddezza, l’originale valore che invece viene rafforzato e suggellato dalle storie.
Ecco allora le pagine assumere un volto diverso dal solito, una veste più popolare e autentica delle nostre genti.
Il racconto non abiura alcuna scientificità dello scritto, anzi ne esalta il vero storico. Agli avvenimenti con tanto di documento finale, si antepone un altro aspetto, quello orale delle tradizioni, più semplice dal punto di vista di studio, ma di certo complesso nell’elaborazione dei dati, desunti da un patrimonio tramandato nella Valle Beneventana e assorbito da una società in continua evoluzione. Questi dati, a volte modificati dal tempo, ma trasportati dal dialetto parlato fino a noi, sono una minima parte del patrimonio orale del tempo, quella meno predisposta a mutarsi – per le sue diverse origini etimologiche – e quindi scevra da infiltrazioni che fortunatamente non ne hanno permesso alcuna integrazione nella lingua parlata moderna. Per esempio la parola “comodino” ha come equivalente “colonnetta” e prima “columella”: ci è giunta mutata nel senso e nel valore con il diretto equivalente italiano di comodino. L’uso del termine è lo stesso, ma da “colonnina porta lume” a “comodino”, come cioè oggetto di comodità, il significato cambia. Con nostra soddisfazione, non capita la stessa cosa con parole come “bardascia”, che oggi ritroviamo in voga tanto a Pietrastornina, ex casale sofiano, quanto in un quartiere di Spoleto, e come “quatrana”, che non hanno un equivalente etimologico italiano se non nella parola “ragazza”. Ma “bardascia” ha una storia diversa, deriva dal francese “bardache”, dallo spagnolo “bardaja”, e prima ancora dall’arabo “bardag” e significa “schiava”, mentra la ‘quatrana’ si rifà alla neonata che gattona, ormai sostituita dal classico ‘guagliona’ anche a S.Martino Valle Caudina e Pannarano.
Purtroppo, però, casi come questo sono più unici che rari. Nonostante ciò, siamo riusciti a riunire abbastanza materiale orale da farne una pubblicazione che si rifà più alla tradizione sabatina, quella che trae origine dall’area dei Maccabei, racchiusa fra i casali di Montefusco e del Partenio, per tornare in città da Ponte Sabato.
Al centro della nostra attenzione è comunque l’uomo, più che Benevento, o se volete le donne, quelle con le loro illusioni nate per alleviare le sofferenze di ogni giorno, per dare colore a una vita spesso monotona e grigia.
In epoche diverse, si sono avuti vari insediamenti umani: opici, sabelli, sanniti, romani, beneventani; ognuno dei quali, con una propria cultura, una propria religione, arricchendoci di usi e costumi non sempre comuni.
Chi ci ha tramandato questa storia, fatta di riti, superstizioni, oltre che di avvenimenti, sono i vecchi. Ecco il vero capitolo, sconosciuto a molti, ancor vivo grazie alla memoria storica degli anziani della Valle Beneventana, ai paesi del ‘Noce’ che non c’è, alla… Rocca delle streghe.
Riti magici, filastrocche, cattiverie e libri di magia nera, ma anche fatti accertati, che si rifanno a papi, re e briganti. Noi abbiamo strappato alla storia – e poi ricucito a parte – tanti piccoli pezzi, anche laddove, per la caratteristica versione dialettale, risultava impossibile trascriverli, eliminando accenti e apostrofi, presentando i racconti nella massima autenticità, riportandone il “colore” e il “calore” di una frase, seppur legata indissolubilmente all’esposizione orale, all’espressione di un volto, dove gli errori di esposizione delle parole fanno parte del gioco.
È questa la risultante di un capitolo che solo momentaneamente abbiamo chiuso e che in un futuro non molto lontano ci ripromettiamo di riunire, in un solo grande volume allargato ai paesi del Calore, con l’ausilio di un infinito aiuto degli anziani che mai si stancheranno di raccontarci del passato.
Ecco allora il nostro sforzo, questo, sperando di aver almeno in parte esaudito il desiderio dei giovani, di sapere delle cose degli avi; e quello dei vecchi, di voler lasciare un segno in nome della tradizione. Essa parte dalla Rocca, che è poi il castello dell’Urbe Benevento, quello nato dopo il sisma del 1348, per amministrare i feudi sofiani che andavano da Tocco Caudio a Tocco di Montemiletto, dalla Serra di Prata alla Serra di San Bartolomeo in Galdo. E’ l’originaria provincia ducale di Santa Maria della Valle Beneventana fatta rifondare da Bernardo Deucio, nunzio inviato dal pontefice di Avignone per ridisegnare le arcidiocesi: Napoli da una costola di Nola, Sorrento da Salerno, Benevento dall’ex Principato di Puglia.
Forse fu la Rocca a sprigionare il mito delle janare, più che il noce. Sicuramente divenne il fortilizio del potere dello stato pontificio, quello che i capitani generali del Regno di Napoli, pur avendo sede a Palazzo d’Aquino, non vorranno mai conquistare……

 

I PARTE

I RACCONTI DI NONNA SANTINA

I CAPITOLO
II CAPITOLO
III CAPITOLO
IV CAPITOLO
V CAPITOLO
VI CAPITOLO

II PARTE
I.
LE STORIE DI ELISEO DANZA
a cura di Virgilio Iandiorio
— Furti di mucche nel beneventano
— Come “canta” GERMANO l’inquisito
— il Fiume inquinato nel “De Campanis”
— la lotta fra nibbi e corvi sul calore

Ii.
la fuga di RE RENé col tesoro
dalla montagna a Benevento

III.
PAOLO IV: IL PAPA BENEVENTANO
NATO A SANT’ANGELO DELLA SCALA

IV.
PALOMBARA BENEVENTANO CONSACRA L’INCORONATA
DISTRUTTA DAL PADRE DI VICTOR HUGO

fonti / note bibliografiche

FONTI

ARCHIVIO DI STATO DI AVELLINO.
ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI.
ARCHIVIO DI STATO DI BENEVENTO.
ARCHIVIO DI MONTEVERGINE.
CODICE DIPLOMATICO VERGINIANO di PLACIDO TROPEANO.
REGESTO PERGAMENE DI MONTEVERGINE di G.Mongelli
SAMNIUM, n. 3-4, luglio-agosto 1971.
Quaderni irpini, n. 2-3, 1970.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

1. Tutti i racconti inediti sono stati raccolti e trascritti dal curatore Arturo Bascetta. Alcuni, entrati nella tradizione popolare, traggono origine da da: Gianbattista Basile, Lo cunto de li Cunti overo Lo trattenemiento de’ peccerille de Gian Alessio Abbattutis, in Napoli, appresso Ottavio Beltrano, 1634. Il Pentamerone ossia la fiaba delle fiabe, trad. di B.Croce, Laterza, Roma-Bari, 1982. Cfr. Charles Perrault, 1697; Grimm, 1822.
2. Su Basile e altri cfr. Edmondo Marra e Ubaldo Reppucci pubblicati da ABE.
3. ASAV, Notai di Avellino, I versamento, notaio Giordano Gaita di Monte Fusco, B.3703, f.165, anno 1674/1675.Parlando di Pietrastornina si accenna della Masseria di Lairella, il Piesco della Torricella, fabbrica fossa della neve, chiesa S.Maria de Juso (sic!). Nel 1721 si parla del Principe di Sulmona per l’affitto del corpo della Bagliva del feudo di Pietrastornina (f.27) ad opera del suo tutore Marcello Lottiero. Si cita Mastro Aniello de Martino abitante al Largo col Piesco arroccato ad esso, cioé sopra il Largo della Piazza Pubblica che confina con il ciesco dell’Elece.
4. Testi di Virgilio Iandiorio, adattati da una libera traduzione dal Pontano. Tratti da: I riti satanici di Benevento. magie di ladroni e mostri del ‘600 nella valle beneventana di Eliseo Danza. Cfr. Biagio Marin, Poesie a cura di C. Magris- E. Serra, Garzanti 1999. Il poeta è nato e vissuto a Grado (1891-1985). Eliseo Danza, Tractatus de pugna Doctorum, tomo primo, Trani 1633, tomo secondo, Montefusco 1636. Ci sono di essi ristampe negli anni successive. Marino Freccia (1503-1560) giurista. Follero Pietro (XVI-1590 circa) giurista. Paolo Fusco (sec. XVI) giurista. Cfr. V.IANDIORIO: Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti Beneventani del ‘500. Il dragone di Eliseo Danza e altre storie, ABE Napoli, 2018.
5. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale dell’Istorie del Regno di Napoli. Dall’anno 1266, fino al 1478. A cura di Ludovico Antonio Muratori, Nella stamperia di Giovanni Gravier, Napoli 1770. L’Anonimo è troppo severo con Caldora, mostrando spesso acredine verso il personaggio. Contarino dice che Caldora, sentendosi pronto a combattere avendo la forza di un 25enne, benché fosse vecchio, descrivendolo generoso e magnanimo, che mai volle titolo di duca, né di principe, ma volle sempre essere chiamato Giacomo, & era signore delle due parti di Apruzzo, e gran parte di Terra di Bari, e di Capitanata. Egli nacque in Apruzzo nel Castello del Giudice, sotto la Montagna, appresso il fiume Sanguine. Portava nelle bandiere, nelle coperte de’ carriagi, e nelle bande de’ cavalli questo detto. Celum Celi Domino terram autem dedit filijs hominum. Volendo asserire, che la terra era di chi più poteva. Riuscirono sotto la sua disciplina molti capitani come il figlio Antonio, Nicolò Monforte conte di Campobasso e Carlo Monforte onte di Termoli.
6. A.Lecoy de la Marche, Le Roi René, cit. Cfr. Histoire des Rois des deux Siciles, cit.
7. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit. Cfr. Angelo di Costanzo, Istoria del Regno di Napoli, voll.2-3, Tipografia dei classici italiani, Milano 1805, pag.75 e segg. Di Costanzo dice che il Re non vuole andarsene e le esternaziosi fossero solo un diversivo per allontanare il nemico. Che lui andava in Abruzzo a prendere soldi per pagare le truppe e che sarebbe tornato per far si che Napoli restasse sepre la città a capo di tutto il Regno.
8. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
9. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
10. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit. Cfr. Angelo di Costanzo, Istoria del Regno di Napoli, voll.2-3, Tipografia dei classici italiani, Milano 1805, pag.75 e segg.
11. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
12. Archivio di Milano, Dominio Visconteo, Anno 1440. Il documento porta la data di Beneventi, in Castro, horà predictâ, die ultimo januarii, tertià indictione, 1440. Il castellano aggiunse anche un Postscripta. — Se una cosa più che un’ altra havessemo ad fare, advisatende et commandatence presto, perché farimo zo che le V. S. commandaranno. E poi i due sottoscrissero il documento come Servitores, Buezellus, castellanus, et Russus de Dyano, rector civitatis Beneyenti. L’atto fu inoltre sottoscritto dai Magnificis dominis, dominis nostris reverendis Fuscolino de Actendolis, ex comitibus Gutigniole, et domino Victori de Rangonibus, de Mutina, militi et generali locumtenenti illustris domini comitis Franciscî Sfortie.
13. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
14. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
15. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
16. Archivio di Milano, Dominio Visconteo, anno 1440.
17. Cfr. Documenti diplomatici, op.cit.
18. Anonimo Auctore, Diaria Neapolitana. In: Duca di Montelione, Giornale, cit.
19. Archivio di Milano, Dominio Visconteo, anno 1440. Cfr. Documenti diplomatici, op.cit. Cfr. Bartolomeo Fazio, olim Bartholom Facii, De rebus gestis ab Alphonso Primo, Neapolitanorum rege, op.cit.
20. Bartolomeo Fazio, olim Bartholom Facii, De rebus gestis ab Alphonso Primo, Neapolitanorum rege, op.cit.
21. Bartolomeo Fazio, olim Bartholom Facii, De rebus gestis ab Alphonso Primo, Neapolitanorum rege, op.cit.
22. A.Lecoy de la Marche, Le Roi René. Sa vie, son administration. Sex travaux artistiques et littéraires. d’après les documents inédits des archivies de France et d’Italie, tome II, Librairie de Firmin-Didot, Paris 1875.
23. A.Lecoy de la Marche, Le Roi René, cit.
24. A.Lecoy de la Marche, Le Roi René, cit. Cfr. M.Vallet de Viriville, Monographie historique. Notice d’un manuscrit sovabe. Didron, Paris 1855.
25. A. CARACCIOLO: Vita et gesti di Paoli Quarto. Manoscritto. A. CARACCIOLO: Collectanea historica de vita Pauli IV. Colonia, 1612. C. BROMATO: Storia di Paolo IV. Voi. II, Ravenna, 1748-53.
26. L. PASTOR: Storia dei papi. Trad. MERCATI, Roma, Desclèe, 1912-22. F. M. MAGGIO: Vita della V. M. Maria Carafa. Napoli 1670.
27. G. M. MONTI: Ricerche su papa Paolo IV Carata con 108 documenti inediti. Benevento, coop. Tipografi, 1925.
28. G. DURUY: Le Oardinal Carlo Carafa, Paris, 1882. O. PANVINIO. Vita del sommo pontefice Paolo IV. Venezia 1562.
29. A. F. VEZZOSI: I scrittori de’ Chierici regolari detti Teatini. Roma, 1780.
30. G. M. MONTI: Papa Paolo IV, profilo. Tipi Istituto Maschile, Benevento, 1926.
31. A.BASCETTA: Pietrastomina: origini, vicissitudini, speranze. Avelline”, WM Editrice, 1987. A.BASCETTA: Pietrastornina, ricerche storiche, Opinioni 1999. A.BASCETTA: Là dove l’acqua scorre: S.Angelo a Scala storie per un libro, Ro.Ma. Editrice, 1987. Cfr. Tranfaglia, pag. 8.
32. A.TRANFAGLIA: II beato Giulio. Avelline, tip. Pergola, 1922.
33. La statuetta che raffigura la Madonna Incoronata viene attribuita allo scuoltore Giovanni da Noia, detto il Merliano (1478-1558).
34. L.ISPANO: Romualdina seu eremitica Montis Coronae Camaldulensis Ordinis historia, in quinque libros partita. In Eremo Ruhensis, in agro Patavino, 1587, ff. 171 e segg.
35. A.MASTRULLO: Chronologia virorum illustrium et rerum exmiarum Congregationis Montis Virginis Ordinis Sancti Benedicti. Napoli, 1656.
36. Annali Camaldolesi, in Tranfaglia pag. 10.
37. Tranfaglia, pag. 11.
38. G.MONGELLI: II beato Giulio da Nardo. 1981, pagg. 70-71.
39. Registri dei capitoli generali di Montevergine, I, 201.
40. Vedi pag. 45.
41. Mongelli, pag. 64.
42. Atto capitolare del 10 luglio 1593, in Lugano, nota 2, pagg. 276 e segg.
43. Archivio di Montevergine, busta 199.
44. G.B. MITTARELLI – A. COSTADONI: Annales Camaldulenses Ordinis Sancti Benedicti. Venezia, 1764, Tomo Vili.
45. Zigarelli, pag. 338. Cfr. P.LUGANO: La congregazione camaldolese degli eremiti di Montecorona dalle origini ai nostri tempi. Frascati, 1908.
46. Archivio di Stato di Napoli, Fondo monasteri soppressi.
47. Zigarelli, pagg. 271, 336.
48. Insurrezioni e brigantaggio nel Principato Ultra, di F.Barra, in Samnium, nota 3, pagg. 214, 215.
49. G.ZIGARELLI: Viaggio storico artistico al Reale Santuario di Montevergine. Napoli, 1860, pag. 338.
50. Vedi nota 18.
51. Le citazioni che seguono si riferiscono a documenti inediti dell’Archivio di Stato di Avellino, Fondo Intendenza, busta 1070.
52. Tranfaglia; Iannacchini: “quivi erasi il maggiore altare che oggi abbella il duomo di Avellino”.
53. Zigarelli, pag. 336.
54. Tranfaglia.Cfr. A. M. IANNACCHINI: Topografia storica dell’Irpinia. Napoli, 1889.
55. II racconto popolare, elaborazione di varie versioni, è da considerarsi un racconto modello.

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Editorial Review

 

LA MAVANARIA VENIVA DAL FIUME SABATO FRA ALTAVILLA E MONTEFUSCO

 

La Nonna ricorda di leggende antichissime in cui si racconta la storia di bambini e ragazzi che non volendo risalire la montagna per lavarsi nella vasca, furono colpiti da chiazze malegne.
Angioletto ascolta con attenzione le parole della nonna, dispiaciuto e preoccupato per la mamma, papà e Michele, che sono andati lassù, da san Silvestro. Ma nonna Santina lo fa solo per tenerlo buono e per ricordarsi di quando anche lei andava fin sopra il Santuario a cavalcioni sulle spalle del padre.

Na vota certi cristiani ricevano che nun nze vulevano lavà rinta a l’acqua sporca i santu Servieste, ma u Santu le facive venì i chiazze malegne e a zella pe cuollo. Accussì loro subito iereno ncoppa a muntagna e fecero i ‘voti.
Ati viecchi parlano i gente pigliate pirfino da rogna. Na zia i S.Giorgio ca camminava chi stambelle roppo ca s’era ngenucchiata quanne passava a statua du Santo mentre ce steva a pruggessione, ive pe s’aizà e camminava senza stampelle.
Cu questo voglio rice ca u sante a chi si comporta bbuono, pur’isse se cumporta bbuono! Quelle stambelle stanna ancora rinta a chiesa i Sant’Angelo.

N’ata storia è quella ‘ra janara d’Atavilla che da miezo a chiazza fino a nterra a statua dinta a chiesa sa fece ca lengua pe terra e pe bbocca l’asceva na fune cu tanta nureche. Pure a fune, cu tutte i nureche, sta ancora dinte a chiesa. Doppo stu fatto a mavanaria le scumparive.
Ce sta ancora u fatto i chillo ca nun vuleva purtà i cicinielli vacanti pe ce mette l’acqua santa, fino a ncoppa a muntagna i S.Seraviest, ricenne ca isso teneva da faticà. E accussì fu, nun ce ive pecché ive a faticà. Ma mentre steva facenne i ncini, ci apparive santu Servieste e cu na voce forte e putente le disse: - Si tinive che ffà ce steveno i juorni pe fa i ncini e jo ca sto.
Vole dice che tu nun è fa nemmeno quello ca stai facenno.
E cu bastone ca isso tene sempe mmano, le dive na mazzata ncapo.
L’ommo se mittive paure e se ne fuive a casa e se chiurive dinte ca freve ncuollo, pe tre gghiurni.

E chiu mo mo?

Arricustateve cacciature,
chi tene appetito chè vene a mangià!
Avimmo fatto na bella ‘nzalata,
cavulabbruocculi e alici salate…

A turno si esibiscono i confratelli con diversi animali, quali asini, mucche, pecore, galline, tutti presenti a manifestare anch’essi il loro dolore:

Nui simmo quatto frati,
uno cchiù cianciuso i nato,
a rumeneca quanno ascimmo,
i che figura che nui facimmo!
A folla di guagliuni
te subbissano i fetuni!
“Soreta tene i tracche”,
e te subbissano i pernacchie.
Ue! Ue! Ue!, chisti ririno
ncuollo a mme!
Ma si sapissiva quanta uai
caggia passate!
E mo, se fa nata resata!
Luna luna santa,
accumpagna a tutti quanta,
accumpagna a quella vecchia,
che steva ncoppa a cerza,
a cerza cariva, e a vecchia fuiva!

E fuiva a Beneviente,
s’accattava nu bellu jenche,
u jenche aizava a cora,
e a vecchia fuiva pu malore!
Ue! Ue! Ue!, chisti ririno
ncuollo a me! Se sapissiva quanti
uai caggia passata… E mo si fa
nata resata!
U mpaglia seggia tutto s’imbroglia
quanno si vere mmieze a folla,
ca paglia ianca fina fina,
mpaglia a seggia ra signurina!
Ue! Ue! Ue!, chisti ririno ncuollo a me!
Se sapissivi quanta uai caggia passato…
E mo se fa nata resata!

A mugliera ru barbiere,
s’è mbarata a fà u mestiere,
cu dui sorde i sapunetta,
ne nzapone a sei o sette!
Tira e molla, molla e tira,
tira e molla e lascià stà!

A mio figlio Nazareno lascio a vacca prena,
a mio figlio Natale, lascio terzi e capitale…

 

31. Ibidem, lib. III p.119
32. Vittore Colorni, Cognomi ebraici italiani a base toponomastica straniera in Italia Judaica, Atti del III Convegno Internazionale, Tel Aviv 18-20 goigno 1985, Roma 1989. P42-46. Cfr. Samuele Schaerf, I cognomi degli ebrei in Italia, Firenze 1925, on web, www.trio-lescano.it › archivio_documenti › I_
33. Philena, op. cit. lib. VIII p.291
34. Le danger de la satire, op. cit tr. It. p.107
35. Philena, tutti i brani riportati in questo capitolo sono tratti dal Lib. XI pp. 424-32
36. Ibidem
37. Ibidem
38. Ibidem
39. Il riferimento scontato è al dramma del poeta drammaturgo spagnolo Calderon de La Barca (1600-1681) La vita è sogno, scritto nel 1635, sulla fugacità, illusorietà e vanità della nostra esistenza sulla terra.
40. Philena op. cit. lib XII pp 466-67.
41. Nicolò FRANCO fece il suo esordio letterario con gli epigrammi latini raccolti sotto il titolo di Hisabella,edito a Napoli nel 1535; a Venezia nel 1536 pubblicò il poemetto in ottave intitolato Il tempio di Amore ; sempre a Venezia le Pistole nel 1539;i Dialoghi piacevoli; nel 1541 il dialogo Il Petrarchista; Dialogo dove si ragiona delle bellezze, del 1542; le Rime e la Priapea ci sono giunte in una edizione, la terza, stampata a Basilea ne 1548; la tragedia Sophonisba , Venezia 1546; a Mantova fu pubblicata la Philena nel 1547. Per notizie più dettagliate cfr. Franco Pignatti - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 50 (1998) s. v. Franco, Nicolò
42. Eleonora IMPIERI, Nicolò Franco prosatore e poeta tra innovazione e tradizione, Università di Pisa Facoltà di Lettere e Filosofia Corso DI Laurea Magistrale in Lingua e Letteratura Italiana, a.a. 2012/2013. https://core.ac.uk/download/pdf/20258464.pdf
43. Le Pistole Vulgari qui riportate sono quelle dell’edizione del 1542 ristampate a Venezia presso Antonio Gardane. On line https://books.google.it/books?id=5d8TAAAAQAAJ
44. G. GALASSO, Dal Comune medievale all’Unità. Linee di storia meridionale, Bari 1969.
45. Società Storica del Sannio, Benevento nell’età pontificia www.samnium.org/recensioni/item/14-benevento-nell-eta-pontificia cfr. Giovanni de NICASTRO, Benevento sacro, edizione a stampa Benevento 1976; Aurelio MUSI, Benevento tra Medioevo ed età moderna, Manduria 2004; Vito Antonio SIRAGO, Storia di Benevento nel Sannio, Benevento 2007.
46. Con il termine erasmiano si vuole indicare un seguace di Erasmo da Rotterdam (1466 o 1469-1536), “celebre umanista olandese che diffuse in Europa gli ideali dell’umanesimo italiano e propugnò una graduale riforma della Chiesa, mediante un ritorno al primitivo spirito del Vangelo” (Treccani, Vocabolario on line). Erasmo mostrò “la fiducia e la speranza in una riforma lenta, graduale, ragionevole e, soprattutto, pacifica della Chiesa; la sua idea di tolleranza si poneva come coronamento al suo ideale umanistico (Treccani, Dizionario di filosofia, 2009, s.v.).
47. Eleonora IMPIERI, op. cit. p.6
48. Nicolò FRANCO, Dialoghi piacevolissimi, Venezia 1593
49. Ibidem, Dialogo X, p. 138-139
50. Questa e le lettere appresso qui riportate sono tratte dal libro: De le lettere di Nicolò Franco scritte a Principi, Signori ed altri Personaggi, e suoi Amici, Libri tre ne le quali si scuopre l’arte del politico e del terso scrivere, nell’edizione Venezia 1615.
51. Antonio E. FELLE, Inscriptiones christianae Italiae septimo saeculo antiquiores, Volume 8 Regio II Hirpini, Edipuglia, Bari 1993 p.22. Altre notizie biografiche, a cura di F. LENZO e L. MILETTI si trovano in http://db.histantartsi.eu/web/rest/Famiglie e Persone/77
52. G. Reichenbach,1937.
53. Enciclopedia Italiana (1937) s.v. Tebaldeo, Antonio
54. Nicola VACCA, Saggio storico sulla ceramica salentina, in Rinascenza salentina, A. 5, n. 4, n.s., 1937, XVI. p,295:”Da notare anche che il Ragusa [Bartolomeo Ragusa] nel Catasto onciario del 1752 è segnato come discepolo di rovagnaro mentre in questo del 1792 come maestro faenzaro: è evidente che anche nel 700 non si faceva distinzione tra rovagnaro e faenzaro non solo come designazione generica di mestiere, ma anche come qualità di prodotti delle loro officine (se di ceramica grossolana e di uso comune, oppure di ceramica decorata, eletta, artistica). La differenziazione formale e sostanziale crediamo sia venuta dopo, nell’ottocento, e persiste tuttavia. Comunque non è detto che il figulo generico, con le qualifiche varie e generiche di cretaro, rovagnaro, faenzaro non producesse, come ora, ceramica grossolana e ceramica decorata contemporaneamente”.
55. Virginio GAMBONE, Vocabolario montellese-italiano, Napoli 2010 p.198 “Rouagno o rovagno recipiente qualsiaso, specialmente di creta, anche di pietra o do legno…C’è chi propone il latino medievale robaneus, derivato dal germanico rauba “armatura” e anche “veste”. Il D’Ascoli propone il greco organon “utensile”.
56. Giammaria MAZZUCCHELLI, Gli scrittori d’Italia cioè notizie storiche, e critiche intorno alle vite e agli scritti dei letterati italiani, Volumi 1 parte 2, Brescia 1753 p.899, dove si legge questo profilo del frate:
“AQUILA (Francesco dell’-) Cappuccino della Provincia dell’Abruzzo, Professore di Teologia, e Predicatore celebre al suo tempo11, fi annovera fra gli Scrittori del suo Ordine dal P. Dionigi da Genova (1), e dal P. Bernardo da Bologna (2) i quali scrivono, che edidit ex Antonio Toppio in sua Bibliotheca Neapolitana Conciones nonnullas de diversis materiis. Chi sia quest’Antonio Toppi di cui qui si cita la Bibl. Napol, a noi non è noto. Noto ci è bensì Niccolò Toppi che ha scritta un’Opera col titolo suddetto, la quale abbiamo sotto gli occhi, ma niuna menzione troviamo farsi in essa di questo Francesco Aquilano Cappuccino; quando pur non fosse quel Francesco Ficetola della Città dell’Aquila cappuccino Filosofo e Predicatore famoso morto in sua patria nel 164o. quivi mentovato a car. 9o ma senza farsi cenno che abbia lasciate Opere o stampate, o manoscritte” .
57. Papàs Francesco CHETTA-SCHIRO’, I Castriota principi d’Albania nell’Ordine sovrano e militare di Malta, Valletta 1929. Cfr. Giovanni Agostino CACCIA, Satire e capitoli piacevoli (1549) a cura di Benedetto Buono, 2013; Apologia di tre Seggi Illustri di Napoli di M. Antonio TERMINIO da Contorsi. Non erit aspernanda brevitas, quae veritate, grandioris afferat fructum voluminis [non bisogna disprezzare la brevità, quando, ad onore del vero, possa dare frutti migliori di un libro troppo voluminoso] Venezia 1581; Carolus du Fresne DU CANGE, Historia Byzantina Duplici commentario illustrata: prior familias ac stemmata imperatorum Constantinopolitanorum, Venezia 1729.
58. Leandro ALBERTI. Descrittione di tutta l’Italia, et isole pertinenti ad essa, Venezia 1577 p,269. Cfr, F. BARRA, Atripalda Profilo storico, Atripalda 1985. G.A. GALANTE, Il Cemetero di S. Ippolisto Martire in Atripalda, ristampa anastatica, Atripalda 1984. N. GAMBINO, Lo Specus Martyrum di Atripalada, in Civiltà Altirpina a. VIII 1983- a. IX 1984
59. Cathopedia l’Enciclopedia Cattolica, s.v. Pompeo Colonna. Cfr. Franca PETRUCCI, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 27 ,1982, s. v. Colonna, Pompeo.
60. La biografia riportata di Alfonso Castriota si può leggere on line
www.comune.copertino.le.it › Territorio › Personaggi illustri › Personaggi illustri
61. Giovambattista FERRARO, Delle razze, disciplina del cavalcare, ed altre cose pertinenti ad essercizio così fatto, Napoli 1560 p.52.
62. Carolus du Fresne DU CANGE, Historia Byzantina Duplici commentario illustrata: prior familias ac stemmata imperatorum Constantinopolitanorum, Venezia 1729
63. Nuova collezione delle prammatiche del Regno di Napoli t.IV, Napoli 1804 p.51 e p.61
64. Nuova collezione delle prammatiche del Regno di Napoli.Tomo VII, Napoli 1804 p.252
65. N. FRANCO, Il Petrarchista - Dialogo, nel quale si scuoprono nuovi secreti sopra il Petrarca e si danno a leggere molte lettere, Venezia 1539.
66. Vincenzo CIARLANTI, Memorie historiche del Sannio, Isernia 1644
67. Salvatore SPIRITI, Memorie degli scrittori cosentini raccolte da Salvatore Spiriti de’ marchesi di Casabona, Napoli 1750 p.78.
68. Gabriella LAVINA - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 18 (1975) s. v. Capobianco, Pietro Paolo.
69. N. FRANCO, Dialoghi piacevolissimi, edizione espurgata, Venezia 1609, Dialogo VI, pp. 92-93
70. C. SVETONI TRANQUILLIi, De Grammaticis, c. 24 on line THE LATIN LIBRARY
71. Giano ANISIO (propr. Giovanni Francesco), nacque a Napoli intorno al 1465 e nella città partenopea morì molto probabilmente dopo il 1540). Fece parte dell’Accademia Pontaniana. Scrisse molto ed in latino: Varia poemata et satyrae (1531), Variorum poematum libri novem Sententiae et satyrae (1536), Epistulae de religione et epigrammata (1538), e la tragedia Protogonos (1536) sul peccato originale. Anna BUIATTI - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 3 (1961) s. v. Anisio, Giovanni Francesco.
72. Di questo particolare sull’ abbigliamento dei religiosi cfr. Volume che contiene gli Statuti della sacra Religione Gerosolimitana…l’ordine che si tiene nel dar l’Abito a chi professa nella Religione… Borgo Novo 1719, p.161
73. Gigliola FRAGNITO - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 21 (1978) s. v. Castellesi, Adriano
74. Enea Silvio Piccolomini (Siena 1406- Ancona 1464) fu papa col nome di Pio II fu tra gli umanisti più versatili e prolifici del suo tempo cfr. Marco Pellegrini - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 83 (2015) s. v. Pio II, papa.
75. Si tratta di Beroaldo Filippo senior (Bologna 1453-1505) per distinguerlo dall’altro Beroaldo Filippo iunior Bologna (1472-Roma 1518), entrambi scrittori e poeti umanisti. “Di tutte le opere erudite del Beroaldo senior, i Commentarii su Apuleio esercitarono probabilmente la maggiore influenza e illustrano sufficientemente le caratteristiche del suo metodo e del suo stile” cfr. Myron GILMORE - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 9 (1967) s. v. Berolado Filippo senior; - Ettore Paratore - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 9 (1967) s. v. Beroaldo Filippo junior.
76. Berolado senior fu autore di Commentarii su Apuleio cfr. M. Gilmore op.cit.; mente Marziano Capella, “scrittore latino di Cartagine (inizio sec. 5º d. C.) fu autore di un’opera enciclopedica in nove libri, De nuptiis Mercurii et Philologiae, in forma di favola mitologica misticheggiante” cfr. Treccani, Enciclopedia on line s. v. Marziano Capella, Minneo Felice.
77. Girolamo Borgia (Senise 1475- Napoli 1550?), vescovo di Massa Lubrense ,discepolo del Pontano, scrisse Historiae de bellis italicis, sulle guerre dal 1494 in poi, e poesie latine. Cfr. Gianni Ballistreri - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 12 (1971) s.v. Borgia, Girolamo.
78. Jacopo Sannazaro (Napoli 1457-1530) poeta e umanista, conosciuto in tutta Europa per la sua opera Arcadia.
79. Notizie di Gaspare Aquila in Gaetano MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri, vol.XXXV, Venezia 1845, pp.57-59
80. Francesco Pecoreo è della schiera la forma “umanistica” del cognome Pecora/Pecoraro, da cui è derivata anche la forma ipocoristica Pecorelli.
81. Gianni Ballistreri, op. ci.
82. G. Moroni, op. cit.
83. Giovanni Maria MAZZUCCHELLI, Gli scrittori d’Italia cioè notizie storiche, e critiche intorno ..., Volume I parte 2,, Brescia 1752 pp. 799-801. In nota il Mazzuchelli scrive: Il passo del Franco per quanta poca fede se gli volesse dare, non si può forse omettere senza demeritare presso al curioso Lettore. Egli è fra suoi Dialoghi, il IV ( Nel quale si finge, che Caronte esamina alcune anime, per che conto niuna di loro habbia in bocca l’obolo, che fintamente è solito di darglisi, per lo passaggio),ed è conceputo colle seguenti e sanguinose esclamazioni:
Anisio resterà scolpato de’ suoi vizi in Napoli? Anisio resterà impunito? Ansio senza di essere bruciato, resterà vivo? Che cos’è ch’i possa difendere? Che cosa è che’egli abbia ardire di domandare? Che cosa è ch’egli pensi che se gli bisogna concedere? Non ha egli posto in uso la…? Non ha depravati i buoni costumi? Non ha egli fatti tanti versacci, che non vagliano pur un quattrino? Oh, non s’è egli finalmente volto a ogni scelleratezza?
84. E il Mazzuchelli, op. cit., aggiunge che con buona “ragione l’Amenta (Niccolò ) ne’ suoi Ragguagli di Parnaso a car. 144 abbia finto, che molti Letterati disgustati del Franco, de’ quali Giano Anisio tiene il primo luogo, si erano uniti al famoso Pietro Aretino per conciar il Franco pe’ dì delle feste. Per altro noi non sapremmo dissimulare che forse a sì fatte accuse contra l’Anisio può aver contribuito certo suo divertimento, che fu per avventura innocentissimo, descrittoci da lui medesimo nella Satira VIII del libro III a Giano Parrasio indirizzata, nella quale dopo avere narrato come distribuiva egli le ore ciascuna mattina, passa al dopo pranzo, dicendo ch’era solito uscire di casa per mutar aria, e che cercava que’ luoghi dove sono iuvenes dicto factoque procaces”.
85. Giovan Francesco II PICO della MIRANDOLA, DIALOGO detto Strega o sia il primo libro dell’illusioni del demonio composto dall’illustre e molto dotto principe segnore ..volgarizzato da Leandro Alberti, Bologna 1524
86. La Strega ovvero degli inganni de’ Demoni Dialogo di Giovan Francesco Pico della Mirandola tradotto in lingua toscana da TURINO TURINI, Milano 1864
87. Francesco D’OVIDIO, Varieta filologiche: Scritti di filologia classica e di lingua italiana, X Napoli 1874, p.133 si trova menzione in Cicerone, che colloca la quercia di Mario in territorio di Sora, sed cum eam tempestas vetustasve consumpserit, tamen erit his in locis quercus, quam Marianam quercus vocabant Cicero, De legibus, lib. I,2
88. Carlo SIMIANI, Nicolò Franco la vita e le opere, Torino-Roma ,1894 p.16
89. Angela ASOR ROSA - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 47 (1997) s. v. Filocalo, G. Tommaso
90. Anna BUIATTI - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 3 (1961) s. v. Anisio, Giovanni Francesco. Cfr. Emilio Santini - Enciclopedia Italiana (1929) s. v. Anisio, Giano.
91. Anna Buiatti, op. cit.
92. Niccolò TOPPI, Biblioteca napoletana, et apparato a gli huomini illustri in lettere di Napoli e del Regno, Napoli 1678, p.338
93. Gionata Liboni, Sozzino Benzi, Basilio Sabazio e la corruttibilità del cielo. La controversia cosmologica in una lettera al cardinale Benedetto Accolti, in Castelli di Yale, IX (9). 2008, pp. 123-154. ISSN 1591-2353
94. E. Impieri, op. cit., p.12
95. Su questa famiglia, Soriceo, e suoi personaggi più importanti cfr. Maria Anna Noto, Viva la Chiesa, mora il tiranno: il sovrano, la legge, la comunità e i ribelli, Benevento 1566, Guida, Napoli 2010. Il cognome dovrebbe essere Soricelli, ma latinizzando alla maniera degli umanisti è diventato Soriceo.
96. Nell’Archivio di Stato di Benevento, è conservato il documento Fondo Pedicini (1423-1677) ASBN, Pedicini, 34, un atto della fine del XVI secolo riguardante la famiglia Soriceo. monasterium.net:8181/mom/IT-ASBN/Pedicini/ASBN_Pedicini_34/charter
97. Malleus Maleficarum, in tres divisus partes, in quibus: Concurrent¡a ad maleficia / Maleficiorum effectus ,/ Remedia adversus maleficia. Et modus procedendi, ac puniendi maléficos abunde ñîtinetur, praecipue autem omnibus Inquisitoribus, et divini verbi concionatoribus utilis ac necessarius. Auctore R. P. F. Iàñîbî SPRENGER. Ordinis Praedicatorum inqusitorc clariss. Venezia 1576. 189
98. Pietro d’ABANO, La seconda parte della geomantia, Venezia 1550- 1552, I parte “ Non è altro la Geomanthia che una vera scientia, per la quale per virtù d’Astrologia si dà a conoscere il fine ed effetto delle cose che s’hanno ad operare, con l’ausilio delli celesti influssi, senz’il mezzo de’ quali niuno vero giudicio a perfetta cognizione ridur si può”- 2° parte p.7 la geomanzia “ meritò da’ Greci esser nominata Geos, che latinamente significa terra, e manthia, che s’interpreta divinatione, che congiunti suonano Geomanthia, ch’altro non vuol esprimere che divinazione in terra”. P.3" Li convenevoli stromenti e necessari all’uso di cotal arte sono una penna bene temperata, et carta bombacina, con negro inchiostro, ovvero una tavola di giesso, o piana terra, o pianata polve, ovvero nell’arena, con uno stilo di ferro, o d’alcun altro metallo, sieno di che materia esser vogliano, pur che si abile a formare la lienatione”.
99. Iàcob Sprenger, op. cit.

D.Andrea Santacroce, D.Arcangelo Calvano, D.Andrea Ferraiolo, D.Angelo Cerreto, D.Antonio Caselli, D.Alessandro Censore, D.Albenzio Mezzacapo, D.Angelo Fiorillo, D.Antonio Santacroce, D.Andrea Commosce, D.Andrea Sant’Angelo, D.Antonio Celere, D.Antonio Giaquinto, D.Angelo Palmiero, D.Angelo Saputo, D.Biagio Celere, D.Bartolomeo Spicciarelli, D.Bartolomeo Calvano, D.Clemente Falco, D.Crescenzo Tecchia, D.Cesare Di Natale, D.Domenico Mangini, D.Domenico Canonico, D.Domenico Ricciardo, D.Domenico Pisanelli, canonico D.Donato Pallozzi, D.Domenico Fiorilli, arciprete D.Domenico Pallozzi, D.Domenico D’Ambrogio, canonico D.Domenico Palmiero, canonico D.Donato Pallozzi, D.Domenico Farina, D.Domenico Razzano, D.Domenico Izzo, D.Donato Russo, D.Francesco Giaquinto, D.Franco Ricciardi, D.Felice Giordano, D.Francesco Toscano, clerico beneficiato D.Domenico Albanese, beneficiato D.Francesco Fiorillo, canonico D.Francesco Rossi, D.Francesco Ricciardi, D.Filippo Faniero, D.Francesco Merola, D.Francesco Ricciardo, D.Francesco Della Ratta, canonico D.Francesco Rossi, D.Gioseppe Russo, D.Giovanni di Nicro, D.Giacinto Grillo, D.Gaetano Pulcarelli, D.Gaetano Santacroce, D.Giovanpietro D’Alena, D.Gaetano Amodio, D.Gioseppe Grillo, D.Gaetano Russo, D.Gennaro Fusco, D.Gioseppe Petrillo, D.Giovanni Borgognone, D.Gaetano Giordano, D.Gioseppe De Franciscis, beneficiato D.Gioseppe Picolli, D.Giovanni Battista Palmiero, Don Gaetano Vitale, D.Gioseppe Varone, D.Giovanni Di Pranzo, canonico D.Gennaro Faniero, D.Gioseppe Smarra, canonico Don Giose Galisa, D.Gabriele Lanassano, D.Giovanni Varone, D.Giovanni Di Stefano, D.Gioseppe Maddaluna, D.Gioseppe Giannettasio, D.Ignatio D’Errico, D.Luca Lomotta, D.Luca Palmisano, D.Lucantonio De Franciscis, clerico Lelio, D.Luca Rossi, D.Lelio D’Alois, D.Libero Santoro, D.Lorenzo Giaquinto, D.Luca Calvano, D.Michele Carignola, D.Marcello Sebasti, D.Mattia Disparono, D.Michele Maielli, D.Nicola Minutillo, beneficiato D.Nicola Tolentino, canonico D.Nicola Giannettasio, canonico D.Nicola Giaquinto, D.Nicola Iannelli, D.Nicola D’Errico, canonico D.Nicola Minutillo, D.Nicola Augusto, D.Nicola Cutillo, D.Orazio Grillo, D.Onofrio Danniele, D.Nicola Faleo, D.Olivaro Farina, D.Palmisano Ricciardo, D.Pompeo Rossi, clerico Pietro Russo, D.Pietro Giannettasio, D.Salvatore Santangiolo, O.mo beneficiato Stefano Maielli, canonico D. Stefano Cutillo, D.Salvatore Luiisano, D.Sebastiano Campanile, D.Tommaso Marria, D.Tommaso Farina, D.Tommaso Di Guido, D.Vincenzo Giaquinto, D.Vitagliano Giaquinto, D.Francesco D’Amico.

1. La Parocchia Cattredale Rettoria di S.Agostino di Caserta possiede numerosi moggi di terreno e diversi Corpi nel tenimento di Maddaloni e Morrone. 2. D.Agnello Zito di Caserta possiede beni nel ristretto della Città di Caserta e altri beni addetti al Beneficio sotto il nome di dentro la Chiesa di Loreto di Caserta. 3. Il Beneficio di S.Andrea Apostolo sito in Caserta di cui ne è procuratore D.Agnello Zito. 4. Il Beneficio sotto il titolo di S.Antonio Abbate che oggi si possiede dal sacerdote D.Pietro Landi. 5. Il Convento di S.Agostino di Caserta possiede beni in ristretto di Caserta come in ristretto di Capoa per ragione della promiscuità. 6. Il sacerdote D.Andrea Santacroce di S.Barbara. 7. Il sacerdote D.Angiolo Calvano di San Benedetto che possiede una casa a San Nicola La Strada. 8. Il diacono D.Andrea Ferrajolo di Toro che possiede beni anche a Limatola. 9. La Parrochial Chiesa sotto il titolo di S.Andrea Apostolo. 10.Il sacerdote D.Angiolo Cerreto di Casola. 11.Il sacerdote D.Antonio Casella della Torre di Caserta che possiede una casa a Casapulla. 12.Il sacerdote D.Alesandro Centore della Torre di Caserta. 13.Il sacerdote D.Albenzio Mezzacapo della Torre di Caserta. 14.Il Convento di S.Angiolillo di Caserta. 15.Il sacerdote D.Agnello Fiorillo di Pozzovetere. 16.Il sacerdote D.Antonio Santacroce di S.Barbara. 17.Il sacerdote paroco D.Andrea Commune di S.Barbara. 18.Il sacerdote D.Andrea S.[ant]angiolo di S.Benedetto. 19.D.Antonio Cecere della Torre di Caserta possiede 7 moggi nelle pertinenze della Città di S.Agata. 20.Il sacerdote paroco D.Antonio Giaquinto di Caserta. 21.D.Angiolo Palmiero di Poccianelli. 22.Il sacerdote D.Angiolo Saputo di Falgiano. 23.La Chiesa della SS.Annunziata òsia l’Ospedale della Città che possiede numerosi moggi e beni nei diversi casali e fuori ristretto. 24.La Parrochial Chiesa di S.Barbara sotto il titolo di S.Bartolomeo. 25. Il sacerdote Biagge Cecere di S.Benedetto. 26.La Parrochial Chiesa di Centorano sotto il titolo di S.Bartolomeo. 27.La Parrochial Chiesa di S.Benedetto sotto il titolo di S.Benedetto. 28.D.Bartolomeo Spicciarelli 29.Il sacerdote Bartolomeo Calvano beneficiato di S.Caterina che possiede beni nel Casale di S.Barbara. 30.Sacerdote Crescenzo Valentino di San Clemente. 31.Il Capitolo della Cattedrale della Città di Caserta possiede beni addetti alla Messa Commune di detto Capitolo fra cui numerosissimi moggi di terreno e alcuni edifici di case nei diversi casali. 32.D.Carlo Tenca di Caserta rivela beni addetti al suo decanato della Cattedrale di Caserta. 33.Il Convento di S.Catarina della Città di Caserta possiede beni nel ristretto della città. 34.D.Clemente Di Majo di S.Clemente. 35.La Congregazione del Rosario della Torre. 36.D.Cesare Guida del Mezzano. 37.D.Crescenzo Quartaro di S.Barbara. 38.La Cappella del Corpo di Cristo della Torre di Caserta. 39.Il sacerdote D.Cesare dell’Aquila del Casale di S.Barbara. 40.Il sacerdote D.Clemente Falco di S.Clemente. 41.La Parrochial Chiesa di S.Clemente sotto il titolo di S.Clemente. 42.Il suddiacono Crescenzo Tecchia. 43.La Cappella di Casolla sotto il titolo di S.Carlo. 44.La Congregazione del Corpo di Cristo della Torre di Caserta. 45.La Cappella del Corpo di Cristo del Mezzano. 46.La Cappella del Corpo di Cristo di Toro. 47.La Cappella del Corpo di Cristo del Rosario e di S.Carlo di Casolla. 48.Il sacerdote Cesare di Natale di Ercole. 49.Il Beneficio di S.Caterina eretto dentro la Parocchia di Centorano oggi posseduto dall’Arciprete di Turazzano. 50.Il sacerdote D.Domenico Mancino della Torre di Caserta. 51.Il sacerdote canonico coadiutore D.Domenico Corvino del Mezzano. 52.D.Donato Ricciardo di Casolla. 53.Il sacerdote D.Domenico Pisanelli di S.Barbara. 54.D.Donato Pallozzi canonico della Cattedrale possiede Corpi li quali sono de iure patronatus della sua famiglia sotto il titolo della Vegine dei Sette dolori. 55.Il sacerdote D.Domenico Fiorillo di Casolla. 56.D.Domenico Pallozzi arcidiacono coadiutore della Cattedrale di Caserta. 57.Il diacono D.Domenico d’Ambrogio di S.Clemente. 58.Il canonico Domenico Palmieri di Poccianelli. 59.D.Domenico Farina della Città di Caserta. 60.D.Domenico Razzano di Briano. 61.Il sacerdote D.Domenico Izzo della Città di Caserta. 62.Il sacerdote D.Donato Russo di Piedemonte di Caserta possiede beni che sono della Cappella de Iure Patronatus della sua famiglia col titolo del Cristo Crocefisso eretto dentro sotto il titolo di S.Rufo in detto casale. 63.Il clerico Domenico Albanese beneficiato del Beneficio di S.Felice Papa e Maria della Pietà eretto dentro S.Barbara. 64.D.Francesco Giaquinto di Casola. 65.D.Francesco Ricciardi di Centorano. 66.D.Felice Giordano di Garzano. 67.Il sacerdote D.Francesco Toscuno della Città di Caserta. 68.Il sacerdote D.Francesco Fiorillo beneficiato di due Benefici ambedue eretti dentro la Parrochia di Briano uno sotto il titolo di S.Maria del Carmine ed altro sotto il titolo di S.Maria della Gratia. 69.Il canonico Francesco Rossi di Casolla. 70.Il sacerdote D.Francesco Biscardi. 71.Il Convento di S.Francesco di Paola della Città di Caserta. 72.Don Francesco della Ratta di Caserta possiede beni addetti al Beneficio sotto il titolo di San Martino. 73.D.Filippo Favieri della Torre beneficiato delli Benefici sotto li titolo di S.Rosolia ed Anime del Purgatorio in detta città. 74.D.Francesco Merola della Città di Caserta.75.D.Francesco Ricciardi di Casolla. 76.D.Francesco della Ratta canonico capoano. 77.D.Francesco Rossi canonico. 78.D.Gioseppe Russo di Casola. 79.Il clerico Giovanni Vivo di Casolla. 80.D.Gaetano Grillo parroco. 81.D.Giacinto Pulcarelli di S.Barbara, possiede beni addetti al beneficio ò sia Padronato sotto il titolo di S.Ambrosio eretto dentro detto Casale. 82.D.Gaetano Santacroce di S.Barbara. 83.D.Gioanpietro d’Elena di Centorano possiede beni addetti alla Cappella di S.Giuseppe Padronato della sua famiglia. 84.D.Gaetano Amodio di S.Clemente. 85.D.Gioseppe Grillo della Torre di Caserta. 86.D.Gaetano Russo di Sommana. 87.D.Gennaro Fusco di Casola. 88.D.Giuseppe Petrillo di Sala. 89.D.Giovanni Borgognone. 90.Clerico D.Gaetano Giordano di Napoli possiede beni addetti al Beneficio sotto il titolo di S.Maria Costantinopoli eretto dentro la Parocchia di Casola. 91.D.Giuseppe de Franciscis di Toro beneficato del Beneficio sotto il titolo di S.Michele Arcangelo e S.Pietro Apostolo eretto dentro la Cappella di D.Marzio d’Alois in S.Nicolò la Strada padronato della sua famiglia. 92.D.Giuseppe Picazzi d’Ercole possiede un Beneficio sotto il titolo di S.Antonio Abbate eretto dentro una Cappella di Centorano. 93.D.Gaetano Vitale di Briano. 94.D.Giuseppe Varone di Centorano. 95.D.Giovanni Grauso di Poccianello beneficiato del Beneficio sottoil titolo dell’Angelo Custode dentro la Parocchial Chiesa di Briano jus Padronato della famiglia De Grauso. 96.Canonico D.Gennaro Favieri. 97.D.Giuseppe Smarra di S.Clemente. 98.La Parochial Chiesa di S.Gennaro di Falciano. 99.Canonico Giuseppe Galase. 100.D.Gabriele Savastano della Città di Caserta. 101.D.Gio Lonardo Varone di S.Clemente. 102.D.Giovanni Di Stefano della Torre à titolo di fattis un ospizio di case di cui gode l’abitazione. Possiede il Beneficio sotto il titolo di S. Nicola in Casolla. 103.D.Giuseppe Mataloni di S.Clemente. 104.D.Giuseppe Giannattasio della Torre di Caserta. 105.Monte di S.Croce. 106.Cappella del Monte di S.Croce. 107.D.Ignatio d’Errico di Casolla beneficiato delli Benefici di S.Luca e di S.Francesco d’Assisi in Tuoro della sua famiglia e possiede i beni del Beneficio di S.Eleuterio. 108.D.Luca Perrotta di Sala. 109.D.Luca Parmisano di Casola. 110.D.Luca Antonio De Franciscis di Casola. 111.Clerico Lelio Vitelli della Torre di Caserta possiede un Beneficio Padronato di sua casa. 112.Crocefisso del Purgatorio della Cappella del SS.mo Rosario della Torre. 113.La Parochial Chiesa di S.Lorenzo di Casolla. 114.D.Luca Rossi di Casola. 115.D.Francesco d’Amico sacerdote casertano con D.Gaetano fratello. 116.D.Lelio d’Alois di Casola. 117.D.Liberio Santoro di Casola. 118.D.Lorenzo Giaquinto della Torre di Caserta. 119.D.Luca Calvano di S.Barbara. 120.La Parochial Chiesa di S.Marco Evangelista di Casola. 121.Il sacerdote D.Michele Brignola di Toro. 122.Il Monte dei Morti di San Clemente. 123.Il Monte dei Morti di Puccianelli. 124.Il sacerdote D.Marcello Sebaste possiede il Beneficio sotto il titolo di S.Antonio di Padua. 125.L’Altare del Beneficiato di S.Maria della Bruna eretto dentro la Parocchial Chiesa di Puccianello. 126.La Parochial Chiesa del Mezzano sotto il titolo di S.Maria dell’Assunta. 127.La Cappella di S.Maria di Sette Dolori di Casola. 128.Il sacerdote D.Mattia Sparano di Casolla. 129.La Cappella del Monte dei Morti eretta dentro la Chiesa di S.Maria Loreto di Caserta. 130.La Chiesa di S.Maria di Loreto di Caserta. 131.La Parochial Chiesa di Tredici sotto il titolo di S.Matteo. 132.Il Monte dei Morti della Città di Caserta. 133.La Cappella sotto il titolo di Mater Domini di Puccianello lajcale della famiglia delli Casolla. 134.Il Monte dei Morti di Casolla. 135.La Cappella del Monte de’ Morti di S.Barbara. 136.Il canonico D.Matteo Izzo possiede beni unitamente con Nicola e fratello D.Agnello. 137.Il Monte de’ Morti di Sommana. 138.Il Monistero di S.Maria del Carmine di Caserta. 139.Il Beneficio sotto il titolo di S.Maria Costantinopoli eretto dentro d’una Cappella del Casale di S.Benedetto discendente dalla famiglia delli Rossi che oggi si possiede da D.Gioanni Castellitto di detto Casale. 140.Il canonico Primiceno della Catedrale di Caserta D.Michele Maselli. 141.Il canonico Nicolò Minutillo. 142.Il beneficio sotto il titolo di S.Nicolò Tolentino di Caserta che oggi si possiede dal canonico coadiutore D.Matteo Forgione. 143.Il Canonico della Cattedrale di Caserta D.Nicola Giannattasio. 144.Il Canonico della Cattedrale D.Nicolò Giaquinto. 145.Il sacerdote D.Nicolò Iannelli. 146.Il sacerdote D.Nicolò d’Errico. 147.Il canonico Arcidiacono della Cattedrale di Caserta D.Nicolò Alisandro. 148.D.Nicolò Augusti. 149.D.Nicolò Folio di Toro. 150.Il sacerdote D.Nicolò Cutillo di Toro. 151.La Cappella di Casolla sotto il titolo di None d’Addio. 152.Il sacerdote D.Orazio Grillo della Torre di Caserta. 153.D.Onofrio Daniele di S.Clemente possiede beni addetti al Beneficio che lui pose in Centorano sotto il titolo di Materdei. 154.D.Oliviero Farina di Marcianisi beneficiato del Beneficio di S.Giacomo eretto dentro la Parrocchia d’Ercole di Caserta. 155.D.Parmisano Ricciardi di Casola. 156.La Parrocchiale Chiesa di Alifredo sotto il titolo di S.Pietro. 157.D.Pietro Paradiso della Torre di Caserta. 158.Il canonico D.Pietro Antonio Giquinto. 159.D.Pompeo Rossi di Casolla. 160.D.Antonio Forgione procuratore della Badia di S.Pietro ad Montes sita nel Casale di Piedemonte. 161.Il clerico Pietro Ruffo beneficiato del Beneficio sotto il cielo di S.Pietro e Paolo della sua famiglia. 162.Il rettore della Badia di S.Pietro ad Montes di Caserta. 163.D.Pietro Giannattasio della Torre di Caserta. 164.La Cappella del Rosario di San Clemente. 165.La Cappella del Rosario al Toro. 166.La Cappella del Rosario di Sala. 167.La Cappella del Rosario di Tredici. 168.La Parrochial Chiesa di S.Rufo di Tredici di Caserta. 169.La Cappella del Rosario di Puccianella. 170.La Cappella del Rosario di Garzano. 171.La Cappella del Rosario di Briano. 172.La Cappella del Rosario di Casolla. 173.La Cappella del Rosario di Piedemonte. 174.La Cappella del Rosario di Casola. 175.La Cappella del Rosario del Mezzano. 176.La Cappella del Rosario di S.Barbara. 177.La Parrocchial Chiesa di S.Sebastiano di Torre. 178.D.Sebastiano Giaquinto. 179.D.Silvestro di Natale. 180.Il canonico Salvato S.[ant]angiolo. 181.Il Seminario della Città di Caserta. 182.Il canonico eddomidario D.Stefano Cutillo. 183.Il sacerdote D.Salvatore Pricisano. 184.D.Sebastiano Campanile della Torre di Caserta. 185.La Sacrista Cattedrale di Caserta. 186.La Parrocchial Chiesa di Sala. 187.La Parrocchial Chiesa della Torre sotto il titolo di S.Sebastiano. 188.Il diacono Tomaso Maggia di Piedimonte di Caserta. 189.D.Tomaso Farina di Centorano. 190.D.Tomaso di Guida di Sala. 191.La Parrocchial Chiesa di Briano sotto il titolo di S.Vincenzo. 192.D.Vitagliano Giaquinto della Cattedrale di Caserta. 193.S.Gioanbatta della Torre di Caserta. 194.La Vescovile Mensa di Caserta. 195.Berardino Vicario cappellano della Torre. 196.Illustrissimo clerico Stefano Maielli beneficiario di S.Francesco d’Assisi.

Antonia Di Lorenzo vedova onesta, Antonia Ricciardi in capillis, Antonia Di Core in capillis, Angela Califano vedova di Francesco Russo, Angela Ferrajolo vedova, Angela Cutillo vedova, Anna Dragone vedova, Angela Viscardo vedova, Antonia del Sole vedova, Anna Maria Iannotta vedova, Anna Malatesta vedova, Angela Iannotta vedova, Bartolomeo Esposito napolitano, Beatrice Cutillo vedova, Catarina Sacco vedova, Carmina Varone vedova, Catarina Ricciardo bizzoca, Clementina Fusco vedova, Catarina de Riccio vedova, Catarina Abitabile vedova, Carmosina Ricciardo vedova, Don Domenico Fusco napolitano, Don Domenico Giordano napolitano, Elisabetta Di Iorio, Elena Izzo vedova, Francesca Santacroce vedova, Giovanna Di Dio vedova, Giovanna Masella vedova, Giovanna Sacco vedova, Geronima Savastano vedova, Giovanna Viscardo vedova, Giulia Ragozzino vedova, Giovanna Marinaro vedova, Giulia d’Ambrosio vedova, Isabella Cuoco vedova, Isabella Farina vedova, Maddalena di Lucca vedova, Maddalena di Giovanni vedova, Olimpia delli Paoli vedova, Orsola Farina vedova, Prudenzia Iannotta vedova, Paola di Lucca vedova, Rosolia Mannonia vedova, Rosa Ricciardo vedova, Rosa Vaccaro vedova, Sabbato Ricciardo padre onesto, Sabba Ricciardo vedova, Teresa Fusco vedova, Teresa Marotta vedova, Vincenzo Maiello padre onesto. Casolla: Anna d’Agostino vedova, Anna Regale vedova, Anna Regale vedova (ripete, nda), Anna d’Agostino vedova, Anna d’Agostino vedova (ripete, nda), Anna Maria della Porta in capillis, Anna d’Errico vedova, Anna Rosso vedova, Antonia Danniele vedova, Anna d’Errigo vedova, Antonia Ricciardo vedova, Apollonia Rauccio vedova, Anna d’Errico vedova, Antonio Corsi napolitano, Angela Masello vedova, Alessandra Consuolo vedova, Giovanni di Vito o Vico clerico, Catarina Savastano vedova, Cristofaro Maria napolitano, Diana Centore vedova, Diana Mosca in capillis, Faustina Tedesco vedova, Giacomo Goffritello napolitano, Gironima Picatio vedova, Gironima Natale vedova, Imbriana Fiorillo vedova, Laura dell’Aquila vedova, Laurenza Ferrajolo vedova, Marianna Palmiero vedova, Marchesella Cemmino vedova, Martella Scavingi vedova, Marianna Scialla vedova, Marta Luiisano vedova, Nicoletta Perna vedova, Orsola Ianniello vedova, Rosalia Mandato vedova, Rosolena di Sparano vedova, Rosolena Gentile vedova. Poccianello: Andrea Petriccione napolitano, Andrea Fiorillo napolitano, Antonia Milano vedova, Bruna Tescione vedova, Bartolomeo Lagnese forastiero, Bruna Cangiano vedova, Laura Monaco vedova, Orsola Fiorillo vedova. S.Barbara: Anna Ianniello vedova, Francesco Pulcharelli napolitano, Prisco dell’Aquila napolitano, Teresa Veccia vedova, Girolama di Liguoro vedova. Toro: Agnese Bergandino vedova, Domenico Giuseppe Faviere napolitano, D.[on] Giuseppe de Simone napolitano, Liborio Vascone, D.[onna] Maddalena della Ratta, D.[onna] Vittoria Trolio vedova, D.[omeni]co Giannettasio del fu Sebastiano abita in Napoli, D.[onna] Elena d’Amato, Giacomo Lieta napolitano, Marzia di Stasio vedova, Maddalena Giordano vedova, Marta Sacco vedova, Maria Loffredo vedova.

Antonio Cicia, Antonio Maronise, Antonio Monforte, Antonio Savjate, D.Bonaventura De Rossi, la Baronia di Pietrapertosa, Crescenzo Mancino, D.Cosimo Giorgio, D.Donato Petrillo, li Eredi di P.Ludovico Paternò, li Eredi di Luca Leonetti, li Eredi di Donato Albanese, li Eredi di Giuseppe Cappiello, D.Filippo, D.Nicola e D.Giovanni in Saronio, D.Giuseppe Maioriello, Nicola della Valle, D.Pietro Fiorillo e D.Vincenzo Alberto.

Agata Bernardo, Antonia Toscano, Anna D’Angelo, Angiola Panzarella, Andreana Lionetti, Angela d’Uva, Antonia d’Ancicco, Antonia Cicia, Angiola Padovano, Antonia dello Riccio, Antonia Mandato, Cecialia Ferrajolo, Camilla Cicia, Carmosina Galalto, Caterina Longo, Caterina Pontecchia, Diana Zarrillo, Diana di Natale, Filippa Galato, Petronima Marocco, Rosolena Iadicicco vive de’ regali, Gelsomina Giaquinto, Isabella Santacroce, Lucrezia Gifune, Lucia Giaquinto, Maddalena della Valle, Marta Cerrato, Maddalena Mandato, Maddalena Veccia, Nicoletta di Stasio, Olimpia Marocco, Orsola Spinelli, Orsola Mandato, Porzio Longo, Porzio Giannino, Susanna Veccia, Vincenza Di Sparano.

Anna Maria Ricciardo, Carlo delli Paoli, Carlo, l’eredi Carlo, D.Elisabetta Ricciardo, D.Geronima Sisola, Martino della Valle. Bonatenenti ecclesiastici forastieri: 1. D.Angelo di Mauro. 2. La SS.ma Annunciata della Valle. 3. D.Bartolomeo Scicciarelli della Torre di Caserta. 4. D.Crescenzo Rossi della Baronia di Formicola. 5. D.Carlo Giurgiolo di Napoli. 6. Il Monastero della Concezione di Cajazzo. 7. Il Convento di S.Domenico di Napoli. 8. Il Convento di S.Domenico di Mataloni. 9. D.Francesco Cesare di Napoli. 10.Il Collegio di S.Francesco Saverio di Napoli. 11.Il Monistero delle Reverende Monache di Napoli. 12.Il Diacono di Ferdinando Rossi di Piedimonte d’Alife. 13.D.Francesco Grasso di Napoli. 14.D.Filippo d’Agostino di Napoli. 15.Il Gran Prioriato della Religione di Malta. 16.D.Giovanni e fratelli De Picone della Terra di Frasso. 17.Il Principe della Porta di Aversa. 18.Il Beneficio sotto il titolo di S.Florigio che si possiede dall’Abbate D.Antonio Gibelli di Roma di cui n’è procuratore D.Andrea Giura. 19.S.Martino Real Certosa di Napoli. 20.La Vescovil Menza dell’Aquila. Bonatenenti secolari capoani: 1.D.Alessandro Morelli di S.Maria di Capoa. 2.Alessandro Menditto di Casanova di Capoa. 3.D.Antonio e fratelli Santoro di Casanova di Capoa. 4.D.Antonio Fusco di Casanova di Capoa. 5.Clerico Bartolomeo Rossi di Recali di Capoa. 6.D.Brigida Buonpane di Casanova di Capoa. 7.Notar Carlantonio Scialla di Casanova di Capoa. 8.Donato della Peruta di S.Nicolò alla Strada di Capoa. 9.Li Eredi di Nicola Mazzaccoli di Capoa. 10.Li Eredi di Nicola Pollastro di Casanova di Capoa. 11.Francesco Antonio de Lise di Casapulla di Capoa. 12.D.Francesco e D.Onofrio di Capoa. 13.D.Ferdinando Molina di Capoa. 14.D.Francesco e f.lli Giaquinto di Recali. 15.D.Felice di Natale di Casapulla di Capoa. 16.Gregorio Vitale di Casanova di Capoa. 17.Giovanni della Peruta di S.Nicolò alla Strada. 18.D.Giovanni Faenza di S.M. di Capoa. 19.Giovanni d’Amico di Casanova di Capoa. 20.Giuseppe di Casanova di Capoa. 21.D.Giuseppe Capece di Capoa. 22.D.Grazia Iannelli di Casapulla di Capoa. 23.Il Diacono D.Giacomo Buonpane di Casapulla. 24.D.Giuseppe Santoro di Casanova di Capoa. 25.Luca Antonio Stellato di Catorano di Capoa. 26.Il Dottore Fisico Luca della Peruta di S.Nicola alla Strada. 27.Natale Iannotta di Casapulla di Capoa. 28.D.Nicolò Cusano di S.Maria di Capoa. 29.Nicolò Santoro di S.Nicolò alla Strada. 30.Nicolo D’Orso delle Curti di Capoa. 31.D.Ottaviano. 32.D.Pietro di Stasio di S.Nicolò alla Strada. 33.Simmio Martone di Casanova di Capoa. 34.D.Saverio Majelli di S.Nicolò alla Strada. 35.Salvatore Scialla di Casanova di Capoa. 36.D.Teresa de Franciscis di S.Nicolò alla Strada. 37.Tomaso e Carmine della Valle di Corragno. 38.Vincenzo Sparano di Casanova. 39.D.Vincenzo Galise di Casanova. 40.D.Vincenzo Perreca di S.Nicolò alla Strada. Bonatenenti ecclesiastici capoani: 1.La Parocchial Chiesa di S.Andrea Lagni. 2.D.Bartolomeo Santoro di S.Nicolò alla Strada. 3.D.Benedetto di Natale di Casapulla. 4.D.Carlo Majelli di S.Nicolò alla Strada. 5.D.Clemente Buonpane di Casapulla. 6.Il Convento del Carmine di Capoa. 7.La Cappella del Corpo di Cristo di S.Nicolò alla Strada. 8.D.Francesco della Peruta di S.Nicolò alla Strada. 9.Il Collegio di S.Francesco Saverio di Capoa. 10.D.Giuseppe Maria Buonpane di Casapulla. 11.D.Gioanbatta di Blasio di Macerata. 12.Il Convento de’ Padri di Gerusalemme. 13.La Chiesa Parocchiale di S.Maria de’ Sorci di Capua. 14.La Menza Arcivescovile di Capoa. 15.Il Monte de’ Morti di S.Nicolò alla Strada. 16.Il Monte de’ Morti di Capoa.17.D.Nicola del Bene di Coccagno. 18.La Cappella del Rogo di Ercole. 19.Il Seminario di Capoa.

1. Calendario.
2. Istorica Descrizione.
3. Calendario, cit.
4. Calendario, cit.
5. Istorica Descrizione, cit.
6. Notiziario, 1790.
7. Istorica Descrizione, cit.
8. Istorica Descrizione, cit.
9. Esperti, Memorie, cit. Scrive l’Esperti: Si trova edificata la Città di Caserta sotto il grado 41. e minuti 17. di latitudine, e 16. e 50. di longitudine giusta le Tavole del Verenio Geog. gen.tom.2. sopra la sommità d’un Colle de’ Monti Tifati.
10. Istorica Descrizione, cit.
11. Esperti, Memorie, cit. Secondo l’Esperti i successori Arcivescovi non ne feroro motto di tale pretenzioni, massime il Cardinal Bellarmino immediato successore. Vi furono delle dispute, ma leggieri in tempo dell’Arcivescovo Bologna, e del Cardinal Caracciolo, il quale servendoli alcuni travi, e tavole per uso della propria Chiesa, ne fece domanda alla Città di Caserta, e gli furono concessi.
12. Esperti, Memorie, cit. A dire dell’Esperti la causa infinita fu ripresa da Don Mondillo Ursino, che, di tutta risposta, rinnovò il diploma del Feudo della Rocca con obbligarsi all’adoa, mettersi in corrente, e farsi rimettere l’attrassate, che mai si erano pagate dall’antecessori Arcivescovi; dal che si vede essere il detto diploma una carta inventata, e fittizia, non vera, come bene avvertì l’Avvocato di Caserta D.Giuseppe Maria in una Scrittura ben lunga data in luce a 15 di Luglio 1762 nella Banca di Girace presso lo Scrivano Perrei, Commissario Sig.D.Niccolò Caracciolo; ed altre rapportate in altra Scrittura. La causa dal Consiglio passò alla Camera perchè il Re, come padrone, e primo Cittadino di Caserta ave anche parte, ed interesse in detto monte; onde credo che non averanno più spirito gli Arcivescovi di Capua di suscitare così lunga causa.
13. Esperti, Memorie, cit. Tantomeno il suolo, scrive l’Esperti, presentava terrapieni, che d’estate s’infuocano; ecco perchè, anche d’inverno, è nero sopra e rosso sotto, lasciando che i tenui raggi diano il giusto calore e d’estare il rossiccio eccedente non riscaldi la superficie.
14. Esperti, Memorie, cit. A dire dell’Esperti, le acque non debbono avere sapore alcuno, dapoichè dove vi ha sapore, uopo è, che vi sieno delle particelle d’altro elemento...
A dire dell’Esperti i quattro flussi d’acqua. Il quarto flusso di acqua sorgiva, per volere di Re Carlo, fu portato nella Torre per servizio non solo del Real Palazzo, che de’ Cittadini. Il che fu eseguito con celerità, ed economia dal vigilantissimo Intendente del Reale Stato di Caserta Cavalier Neroni.
15. Felici M.. Cfr De’ Sivo G., Storia Pugliese. Così la lapide: d.o.m. / joseohus schinosi episcoparum minimus / peccatorum maximus / conscius sibi / solum superasse sepulcrum / vivens / hoc ciniri suo paravit / a.p.v. mdccxvi / obit die xiv septembris / nd / mdccxxxiv. Esperti, Memorie, cit. Ma io avverto dippiù, scrive l’Esperti, che la nostra Città sta situata tra il nascere, e tramontare del Sole d’inverno, il che molto più giova. Cfr. ASN, Catasto Onciario S.Maria Maggiore, oggi Santa Maria a Vico. Esperti, Memorie, cit. Un compito delicato, quello dei nobili-amministratori, atteso che le entrate erariali di Caserta, cioè l’Erario della Città, si ricava da molti corpi stabili, ma fra gli altri vi è il pascolo de’ forastieri nelle montagne, la mortella, alcuni censi di dette montagne, la Bagliva, alcuni capitali, le Gabelle sopra il Vino, e pure il jus prohibendi delle botteghe de’ comestibili, e le Dogane per la vendita delle Farine, le quali cose tutte ascendono al numero di ducati undecimila in circa, i quali servono per gli pesi, ed altro. Degli Eletti ne abbiamo riscontro presso il Parroco finalmente di S.Benedetto, che li dà il nome di Tribuni della plebe.
16. Ecco la lettura della scritta sul coperchio del sarcofago: + hic jacet corpus domini jacopi episcopi casertani / cujus anima requiescat in pace amen / sub anno domini mccc - lx die... m... ind... / pontificat scissimi in x patris et d.ni - d.ni pp.... anno.
17. ASN, Catasti Onciari, Pietrastornina.
18. Bascetta A., Mugnano nel 1754. 1°- La Terra di Lavoro.
19. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Per le Chiese parrocchiali citate in un primo elenco del Catasto di Caserta dove vengono definiti ecclesiastici di tutti i luoghi pii V. NOTE SU CHIESE, ECCLESIASTICI, VEDOVE E FORESTIERI in Appendice documentaria.
20. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Per l’elenco conclusivo delle chiese e degli ecclesiastici riportato nel Catasto V. NOTE SU CHIESE, ECCLESIASTICI, VEDOVE E FORESTIERI in Appendice documentaria.
21. Bascetta A., Carolineo dei Franchi, Carovigno dei Normanni, cit.
22. Bascetta A., Mugnano nel 1754, cit.
23. ASN, Catasti Onciari [Casali di Napoli], Vico Equense.
24. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Elenco di vedove, vergini e bizzoche. A Casolla, invece, mentre si ripetono due donne omonime, Anna Regale vedova e Anna d’Agostino vedova, si elencano il forestiero Antonio Corsi napolitano, Giovanni di Vito o Vico clerico, Cristofaro Maria napolitano e Giacomo Goffritello napolitano. Tre invece i forestieri di Poccianello: Andrea Petriccione napolitano, Andrea Fiorillo napolitano e Bartolomeo Lagnese forastiero, mentre a Santa Barbara, oltre le vedove, compare solo Francesco Pulcharelli napolitano. Leggermente diversa la situazione a Toro dove i forestieri citati, fatti salvi Domenico Giannettasio del fu Sebastiano abita in Napoli, Liborio Vascone, Giacomo Lieta napolitano e Domenico Giuseppe Faviere napolitano, sono dei notabili trascritti con il titolo di Don. Si tratta di Don Giuseppe de Simone napolitano e Donna Maddalena della Ratta.
25. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Repertorio de’ bonatenenti forastieri e vedove e zitelle del Quartiero della Città.
26. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Per il Reperto delle vedove, zitelle, bizzoche e privilegiati. [Città di Caserta] V. NOTE SU CHIESE, ECCLESIASTICI, VEDOVE E FORESTIERI in Appendice documentaria.
27. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Per il Repertorio de’ bonatenenti forastieri e vedove e zitelle del Quartiero della Città. Questi i forestieri rielencati nell’indice, per le vedove e le zitelle rielencate nell’indice, per i fuochi (capifamiglia forestieri) di Caserta, per i Bonatenenti ecclesiastici forastieri, per i Bonatenenti secolari capoani e per Bonatenenti ecclesiastici capoani: V. NOTE SU CHIESE, ECCLESIASTICI, VEDOVE E FORESTIERI in Appendice documentaria.
28. Bascetta A., Il Tesoro del Marchese Amoretti. Quando ogni anno, fra Summonte e Capriglia, passavano gli erari dell'esattore, in genere prima della vigilia di Natale, si rinnovava il rito della raccolta delle olive, poggiandone un pugno su una cuscinella di tela per poi schiacciarle.
29. Bascetta A., Mugnano nel 1754, cit.
30. ASN, Catasti Onciari, Caserta.
31. ASN, Catasti Onciari, Alessandria del Carretto. Trascrizione di Ettore C.Angiò.
32. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Frontespizio.
33. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Frontespizio. Catasto generale della Città di / Caserta / diviso in sei quartieri nominati cioè / Quartiero della Città al num.1688 / Quartiero della Torre al “[num.]1351 / Quartiero di S.Clemente al “[num.]1 / Quartiero di Toro al “[num.]766 / Quartiero di Casolla al “[num.]1032 / Quartiero di Poccianello al “[num.]460 / Con li seguenti volumi / Volume dell’Ecclesiastici al num.1 / “[Volume] De Bonatenenti Forastieri al num.191 / “[Volume] Delle Vedove e Zitelle al “[num.]209 / “[Volume] De Fuochi di Caserta e figli de fuochi abitano altrove al num.245 / “[Volume] De Bonatenenti Ecclesiastici Forastieri n.252 / “[Volume] De Bonatenenti Capuani num.273 / “[Volume] De Ecclesiastici Bonatenenti Capuani num.313 / Tutti con loro repertoi / posti nel principio del libro / e detti foliarij contengono anche l’once di ciascuna persona / e le cedole de Deputati e stimatori / formato in quest’anno / 1749.
ASN, Catasto Onciario, Caserta. Repertorio [dei quartieri] Terra di Lavoro / Caserta [seguono i nomi dei capifamiglia per quartiere e casale, escluso vergini, bizzoche, vedove, bonatenenti, ecclesiastici, etc.] /
- Quartiero di Poccianello [n.358]: Poccianello [n.98] Briano [n.170] Alifreda [n.13] Ercole [n.77]
- Quartiero della Città [n.233]: Città [n.77] Sommana [n.28] Casola [n.63] Pozzovetere [n.65]
- Quartiero di Toro [n.297]: S.Barbara [n.66] Toro [n.121] Garzano [n.45] Saturano [n.12] Piedimonte [n.42] Sala [n.101]
- Quartiero di S.Clemente [n.467]: S.Clemente [n.173] Centorano [n.87] Tredici [n.53] Falgiano [n.78] S.Benedetto [n.76]
- Quartiero di Casolla [n.187]: Casolla [n.150] Mezzano [n.37]
- Quartiero della Torre [n.188]: Torre [n.188]
34. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Gli otto estimatori e deputati delegati alla redazione del Catasto sono Don Giuseppe Ricciardi, Angelo Mandato sessagenario, Carlo Pezzella, Donato Ricciardo, Nicola Mazzarella, Andrea Centore, Domenico Centore e Giacomo Pastore.
35.Vive civilmente Don Giuseppe Ricciardo in Portico di Capua ha giomenta per il galesso.
36. Vive civilmente Giacomo Pastore.
37. Il civile Donato Ricciardo di 61 anni possiede una casa con giardino, ½ uliveto censuato dalla Menza Vescovile di Caserta e 100 pecore.
38. Il bracciale Angelo Mandato e i bracciali Andrea e Domenico Centore.
39. Degli otto deputati et estimatori restano i due massari. Il massaro Carlo Pezzella di 49 anni chev possiede un edificio di case detta della Santella e il massaro Nicola Mazzarella.
40. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Indici. Collettiva d’once delli otto deputati: 1.Don Giuseppe Ricciardi on.273.5 - 2. Angelo Mandato sessagenario - 3. Carlo Pezzella on.142.20 - 4. Donato Ricciardo on.59.20 - 5. Nicola Mazzarella - 6. Andrea Centore on.48.20 - 7. Domenico Centore on. 24. - 8. Giacomo Pastore on.619.28. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Frontespizio. Catasto generale della Città di Caserta diviso in sei quartieri nominati cioè Quartiero della Città al num.1688; Quartiero della Torre al num.1351; Quartiero di S.Clemente al num.1; Quartiero di Toro al num.766; Quartiero di Casolla al num.1032; quart. di Poccianello al numm.466. ASN, Catasti Onciari, Caserta. Repertori.
41. V. note precedenti.
42. Il civil vivente magnifico Bonaventura Leonetti di anni 60 e la magnifica Rosalia Minutillo di anni 72 posseggono 1 casa con 2 orticelli, 1 casa contigua affittata, moggi 5 di terreno nel luogo detto Aurichiaro, moggi 4 di terreno di sua moglie.
43. Altri benestanti sono lo speziale di medicina Giuseppe Giaquinto, il massaro Nicola Izzo, il commerciante Nicola Massaro di Musano, il sartore Domenico Della Riccio che possiede tre moggi di terreno arbustato e montuoso, 2 moggi e mezzo denominato La Partella montuoso, 2 moggi e mezzo di terreno oratorio, un moggio denominata Lo Sorbo, una moggia di selva, il dottore fisico Francesco Pallozzo, il massaro Agostino Cafanelli, il massaro Baldassarre Mandato che possiede due case: 1 in uso e 1 in affitto, due bovi, due vacche, una giumenta ad uso del suo mestiere.
44. L’artegiano Nicola Masella, il pecoraio Nicola della Valle, il barbiero Nicola Barbato, il sartore Nicola di Spazio, il giornaliere Nicola Giaquint, Domenico Secchia che possiede 1/3 di Terra detta Atellena, il solapianelli Sisto Rossetti, il servitore Andrea D’Amico, il mastro falegname Gregorio d’Amato che non possiede beni di sorta alcuna.
45. Risultano bracciali e braccianti del quartiere della Città numerosi contadini fra cui il bracciale Agostino Merola di 36 anni ha una sorella di nome Anna Maria, possiede venti moggi di terreno e una casa per uso; in totale paga 125-10 once, e il bracciale Andrea Pascarella di anni 40 e la moglie Marta Merola di anni 32 posseggono un somaro che tengono a menanno da Nicolò di Spazio e al peso assorbisce la rendita, il bracciante Nicola Santa Croce che possiede un terreno denominato La Boschina.
46. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Cfr. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
47. Il civil vivente Don Gennaro d’Alois di anni 74 ha un palazzo, una giumenta e numerosi moggi di terreno.
48. Il nobil vivente Carlo Giaquinto paga once 317_11. Il civil vivente Magnifico Donato Giaquinto di anni 18 possiede una casa palaziata con giardino. In totale paga once 40_20. Il civil vivente Filippo Giaquinto di anni 35 (cieco) possiede una casa palaziata, ½ moggio di oliveto a Santa Barbara, cinque moggi a Ripa, 1 moggio e ½ a S. Maria vecchia, due a Bisignano, una terra a Virolo e otto moggi a Giugnano. In totale paga once 310. Carlo Giaquinto paga 49_10 once.
49. Il civil vivente Don Casimiro de Franciscis di anni 66 possiede un palazzo con giardino, numerosi oliveti e terreni fra i quali tre denominati La Pigna, Lo Ponte e La Rotonda. In totale paga once 772_25. Il massaro Angelo Fiorenza di anni 42 ha cinque figli: il chierico Biase di anni 21, Antonio di anni 16, Filippo di anni 15, Marta di anni 23 e Carmina di anni 18. Il capofamiglia in totale paga 78 once. Il massaro Andrea Giaquinto possiede due vacche, una giovenca, un somaro e diciassette moggi di terra denominati Migliaccio; in totale paga 92_10 once. Il massaro Nicola Giaquinto paga once 209.
50. Per il bracciale Nicola Massaro, il bracciale Crescenzo Papa che possiede due pecore e paga once 14_14, per il mastro falegname, il barbiere Andrea Giaquinto che paga once 52_20 e altri V. Appendice documentaria.
51. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
52. Sul massaro Andrea Roberti e altri V. Appendice documentaria.
53. Il giurato Alesio Epifani di 30 anni possiede due case e vi abita con la moglie Elisabetta d’Ettore di 20 anni, il figlio Nicola di 2 anni e la sorella Elena Sparano di 60 anni.
54. Il magnifico Giovan Andrea Viola di 46 anni possiede una casa palaziata.
55. Fra gli otto massari presenti si ricorda il massaro Giovanni Battista Veccia che possiede mogge di terreno dove si dice alli Canzani e un edificio di case di più e diversi membri inferiori e superiori patrimoniali. Il bracciale Pasquale di Sparano possiede un edificio di case, il bracciale Pietro Tammaro che possiede territorio dove si dice alle Saudine di Zimara e il bracciale Vitagliano Fiorillo che possiede moggia di terreno dove si dice alle Saudine. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
56. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Cfr. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Vive civilmente Don Marcantonio Pagano nel suo edificio di case palaziato con giardino per uso abitazione. Possiede un oliveto alle Maiesi, un edificio nel luogo detto Al Sopportico, altre due case dove si dice Alle Case Vecchie. V. Appendice documentaria. Il massaro di capre Francesco Sacco di 50 anni possiede un edificio, mentre il massaro di pecore Domenico d’Aiello non dichiara altro. Seguono i restanti massari. Per il negoziante Francesco Ciaglia e altri V. Appendice documentaria. C’è il capocorsore Filippo Olivieri e l’indoratore Giuseppe di Core. Il medicante Giacomo Di Iorio vive con la moglie e il medicante Gaetano Esposito non ha beni.
57. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Cfr. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
58. Il dottore fisico e magnifico Giacomo Antonio Marzano paga once 122_25. Per questi e altri V. Appendice documentaria.
59. E’ lavorante di coiraro Ferdinando Natale che paga in totale 36 once; coiraro Andrea Carola di 40 anni abita insieme alla famiglia col parroco nella casa parrocchiale ma non possiede alcun bene, mentre il coiraro bracciale Paolo Viventio paga 12 once. V. Appendice documentaria.
60. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Cfr. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
61. Vive civilmente Giacomo Pastore di 45 anni come vive civilmente Giuseppe Tedesco di 32 anni con la moglie possiede una casa con giardino e cappella, ma anche sei moggi e mezzo di terra a Variano e 4 moggi a Tredici, alla via Vecchia. In totale paga 501.19 once.
62. Il coriaro Francesco Ricciardo del fu Andrea abita nella casa propria insieme alla moglie e i debiti assorbono la rendita del moggio di terra che possiede. Per il sosamellaro Antonio Scialla e altri V. Appendice documentaria.
63. Per Faustino Avagliano, in Lazio Sud n.8 anno 1984, che riporta un documento sulla produzione e sul commercio degli aghi a S.Germano nel 1676, l’industria e il commercio degli aghi era fiorente a Cassino, dove si stipulavano contratti, come quello con Benedetto Pagliaro, venditore all’ingrosso di aghi e i produttori, e cioè gli acorari capimastri. Sono ricordati ben quattordici acorari capimastri, i quali naturalmente avevano alle loro dipendenze altre maestranze, come usa dire ora, il cui numero però ci sfugge. Le due parti si accordano su una serie di capitolati, che qui di seguito sottolineiamo. Il contratto ha la durata di due anni. Anzitutto i produttori degli aghi si impegnano a vendere in esclusiva a Benedetto Pagliaro i quattro tipi di aghi che producono, e cioè: Aco di libra, Aco da Coriaro, Aco ordinarie, Aco da quatrella, al prezzo di grana quarantasette e mezzo al migliaio per il primo tipo, grana quaranta al migliaio per il secondo tipo, grana trentacinque al migliaio per il terzo tipo, carlini sette al migliaio per il quarto tipo. Benedetto Pagliaro si obbliga con giuramento a pagare subito il dovuto agli Acorari capimastri e il Pagliaro si impegna a fornire il ferro necessario per la produzione degli aghi, a mazzi di peso libra quaranta sette, e mezzo l’uno, et perfetto per il lavoro d’achi al prezzo di ducati sei il mazzo.
64. Il coraro Andrea Pastore di 75 anni abita con la moglie Lucrezia Ascentiano, con i figli e tre servitori. Possiede moggi di terreno e cavalli per un totale di 2773_17 once.
65. De Maio M.,www.solofrastorica.it. ASS, Notaio G.D.Vitagliano-Salerno (1578-1579), f.24.
66. Per il resto sono tutti braccianti. Il più “agiato” è il bracciale Agostino Vaccaro di 56 anni possiede una casa propria e si è appurato che possegga un cavallo e un somaro stimati in once 36.
67. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Cfr. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
68. Vive civilmente Giuseppe Mazzia in un edificio di case ad uso proprio. Possiede un altro edificio all’incontro e un giardino accosto, 6 moggi a Maddaloni nel luogo detto Barbarotta, 8 moggi alle Cinquevie, una giumenta, due vacche e una somara. Paga 514.20 once. Il cocchiero Silvestro Di Lorenzo di 60 anni possiede una casa, mentre il rappezzascarpe Donato Pesante non ha beni e il sartore Filippo Piglialarmi abita in casa propria con il fratello scarparo Bartolomeo di 45 anni e possiede 5 moggi e ½ di terra e un’industria de salami.V. Appendice documentaria.
69. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
70. Vivono civilmente il magnifico Alessandro Farina e altri. Cfr. Bascetta A., Mugnano, cit.
71. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
72. Bascetta A., L’esercito di Franceschiello. Lo sbirro Rinaldo Caracciolo possiede una casa ad uso abitazione. Il satellite Stefano di Liguori di 42 anni vive con la moglie Ambrovana Cutillo di 43 anni, il figliastro Marco Farina di 18 anni e la figlia Grazia di 17 anni. I satelliti sono citati in Bascetta A., La fine del Regno delle Due Sicilie.
73. Sul nobil vivente Don Alessandro De Franciscis e altri. V. Appendice documentaria.
74. ASN, Catasti Onciari, Crotone.
75. Liberti R., www.sosed.it.
76. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. V. Appendice documentaria per lo stato di famiglia anche di altri.
77. Il civil vivente Andrea Falco possiede un ospizio di casa con giardino a uso abitazione, 5 moggi di terreno fruttifero a La Corte. V. Appendice documentaria.
78. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
79. Il nobil vivente Giuseppe Amato Giaquinto possiede una casa palaziata nel quartiere Torre, un terreno montuoso nel Monticello di Sala. Per questo e altro in totale paga 1633.29 once. Vive civilmente Don Vincenzo Albanese di 63 anni nella sua casa palaziata ad uso e sotto di essa Cappella Patronale della famiglia rivelante il ritratto di S.Felice Martire e Santa Maria della Pietà di cui si è beneficiato il clerico Luca. Possiede un oliveto e 5 moggi di terreno seminato a Campo di Rieno, 2 moggi a Castagneto, 1 moggio e ½ a Campo di Prato, un moggio e ½ a La selva di San Pietro. Vive civilmente il magnifico napolitano Francesco Pulcarelli di 58 anni. V. Appendice documentaria.
80. Il clerico Pietro Antonio Falco di 42 anni non si carica, nè tassa , nè industria perchè civil vivente e possiede un piccolo oliveto ed una vacca e abita con le sorelle vergini in capillis e con il garzone. Il clerico Pietro Ruffo di 44 anni possiede 8 moggi di uliveto nel luogo detto La Corte, 20 passi di giardino a Casolla e vive con la serva di cucina, Marta di 42 anni, nella sua casa palaziata con giardino. Il garzone Pascale dell’Aquila non possiede beni ma campa la famiglia con i fratelli. Al castratore Nicola Brignola di 45 anni non si carica nè testa, ne industria del suddetto Nicola per esser morto. Il napoletano Prisco dell’Aquila di 40 anni non si carica perchè è napolitano ma ponendosi nella rubrica dei napolitani pagherà quid iuris. Possiede case terragne.
81. Il bracciale privilegiato napoletano Giuseppe dell’Aquila di 65 anni possiede una casa per uso di propria abitazione.
82. Il bracciale Tomaso Pontillo di 34 anni possiede un somaro ed una casa matrimoniale di suo fratello dove abita con la moglie.
83. Il massaro napoletano Giacomo Ossitello possiede una somara al menando di Nicola Chianese e una casa palaziata. Altro nobile che vive del suo è il signor D.[on] Sebastiano Caselli. Seguono il notaro Cesare Giaquinto e altri. V. Appendice documentaria.
84. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Per quanto riguarda la vergine in capillis Diana Moccia di 70 anni possiede indiviso un edificio di case in tre membri con altre comodità dove abita con la bizzoca Maddalena Moccia di 75 anni.
85. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
86. Il civil vivente Cap.[ita]noD.[on] Franco Mazzia di 54 anni possiede un edificio di case a più membri con un giardino cansuato dalla Cappella del Rosario di Piedemonte, un altro edificio di case, un oliveto alla montagna di S.Pietro.V. Appendice documentaria.
87. Il bracciale Andrea Vanore di 62 anni, non possedendo beni, vive a pigione. Il bracciale Carlo Sebasti abita unitamente con Annella Rossi, sua suocera. Il bracciale Domenico Gentile non possiede beni perchè v’ a casa a pigione.
88. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
89. Ivi.
90. Vive civilmente il magnifico Antonio Forgione di 30 anni nella sua casa palaziata con giardino, possedendo anche un altro edificio affittato e una bottega nella Torre. P. il massaro Andrea Toraldo che possiede due buoi e altri v. Appendice documentaria.
91. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
92. Il magnifico Giacinto Sebasti possiede una casa con giardino per uso proprio. Il magnifico notaro Tomaso Ricciardo compare senza beni con l’annotazione che i figli sono stradati alla via Delle Lettere. Il civil vivente di Casolla Don Geronimo Errigo vive con la sorella Donna Maria napoletana di 76 anni ed ha una figlia monaca nel monastero di S.Agostino, Donna Vittoria di 38 anni, alla quale si è aggiunta un’altra figlia monaca, Donna Teresa di 37 anni, sempre in S.Agostino. P. altri figli e familiari v. Appendice documentaria. Don Geronimo possiede una casa in S.Barbara con giardino, un edificio di case con giardino, 18 moggi a La Selva, 14 moggi a La Selva con piscine, 3 moggi a S.Andrea, un edificio di case nel casale a uso publico, 5 moggi nel Casale di S.Benedetto a S.Caterina. 5 moggi nel Casale di Toro a Il Pastino, 10 moggi di terreno a S.Lucia nel Casale, 9 moggi nel Casale di San Clemente a S.Maria Macerata, un oliveto nel Casale di Cuccagna di Capua, una casa con giardino a Casolla. Una casa a Capua, 40 moggi ad Aversa nel luogo detto Gavolo, una casa nel Casale di S.Patierno della Città di Napoli, una casa a Caserta, 2 bassi sotto l’edificio che possiede a Casolla, un oliveto a Garzano, 6 moggi in Sommana, una casa a Caserta, 2 bassi sotto l’edificio che possiede a Casolla, un oliveto a Garzano, 6 moggi in Sommana a Lo Fieno, una porzione di casa a San Feliciano, due oliveti in S.Barbara a La Vigna, una casa censuata dal Monte de’ Morti. Lo speziale di medicina, il magnifico Giovanbattista Ricciardo possiede un edificio di case in comune con i fratelli. Vive civilmente Tomaso d’Amelio possedendo un edificio di case di più membri con giardino, una porzione di montagna, parte olivata e parte mortellata, 3 moggi seminati e fruttiferati in Casolla al Pastino, 3 moggi in Mezzano, un edificio di case di membri inferiori con piccolo giardino che tiene in affitto a diverse persone. Nulla di più sul sacerdore Magnifico Don Domenico Fiorillo di 57 anni. Il molinaro Gennaro di Giuda possiede 2 somare per il suo mestiere, abita in una casa a pigione per la quale paga ad Antonio Fusco annui carlini 35. Il bottegaro Francesco di Sparano vive con la moglie. Il salinitrano Nicola Fusco possiede una casa ad uso proprio dove abita con la moglie.
93. Bascetta A., Camposano nel 1742, cit.
94. D’Agostino P., Trorpea, cit.
95. Bascetta A., Mugnano nel 1754, cit.
96. Il pettinatore Antonio Capasso possiede una casa ad uso proprio. Il pettinatore Nicola Varone possiede un edificio di case con giardino per uso proprio. Il pettinatore Nicola Ianniellovive in un edificio di case ad uso proprio.
Il mandese Nicola di Sparano possiede una casa ad uso proprio. Il mandese Giuseppe di Sparano figlio di Biase possiede un edificio di case per uso proprio dove abita con la moglie. Il mandese Andrea Sparano non possiede beni. Il coiraro Andrea Giaquinto possiede due bassi in mezzo alla piazza di detto Casale, un edificio di case con camere superiori ed inferiori per uso proprio, alcuni moggi di terreno.
97. ASN, Catasti Onciari, Capua, 1754.
98. Salzano A., Vocabolario, Napoli, 1979.
99. Noviello G., Atti del Circolo Culturale B.G. Duns Scoto di Roccarainola, n.18-19-20, Dicembre 1994. Cfr. ASN, Catasti Onciari, Avagliano, Voll.5089-5090. Cfr. ASN, Catasti Onciari, Vico Equense. ASN, Catasti Onciari, Massa Lubrense. Cfr. ASN, Catasti Onciari, Pietrastornina. ASN, Catasti Onciari, San Giorgio del Sannio. Cfr. Bascetta A., Mugnano nel 1754, cit. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
100. Il massaro Gennaro Pontillo possiede due buoi di Lauro obbligati a Marco di Guida al menando e un edificio di due case per propria abitazione. Antonio Ricciardo di 50 anni possiede una vacca data alla società di Mattia Veccia e due edifici di case per uso dove abita con la serva. Fra i bracciali si distingue il bracciale Nicola di Sparano del fu Giuseppe di 35 anni il quale possiede un edificio di case per uso proprio consistente in due camere. E’ una delle rare volte in cui si parla di camere, altrimenti sempre dette membri, o direttamente case.
In questo casale, ma anche in altri, si notano i contadini che non posseggono una casa e sono costretti ad affittarla, come sintetizzato nell’espressione: à pigione. V. Appendice documentaria.
101. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
102. ASN, Catasti Onciari, Capua. Vive civilmente il magnifico Don Giuseppe Della Ratta di 48 anni nel suo palazzo con Cappella sotto il titolo di San Salvatore a uso proprio e possiede anche due moggia à Nummaja e 6 alla Landrina. Abita con il figlio tessitore Domenico Farina.
103. Vive civilmente Don Giuseppe Caselli di 80 anni nel suo palazzo con giardino a uso proprio godendosi le 5 moggia alla Malalocata, una casa con giardino affittata, 6 moggia a Casapulla, una bottega affittata, una casa nella Torre. Molti beni che lo vedono tassato per once 139.27 ½ e tiene serva e servidore. Vive civilmente il m.[agnifico] D.Luca Ianniello vive nel suo palazzo ad uso proprio insieme ad un cavallo con calesse. Vive civilmente D.c. D.Nicola Giannattasio di 60 anni il quale possiede un palazzo in Caserta con giardino per uso proprio. Tiene i suoi beni nel tenimento di Morrone. Il m.[agnific]o civil vivente Marcello Majelli vive in un palazzo con giardino ad uso proprio e sei case affittate e possiede 34 moggi di terreno in San Benedetto, 100 capre. Abita con i fratelli, il cocchiero Mauro di Bisceglie, il servo Ferdinando, il servo Giuseppe, la serva Pasca di Sparano, il volante Domenico Centore. Vive civilmente il D. Don Alessandro Vitelli nel suo piccolo palazzo ad uso proprio e nelle sue proprietà rappresentate da moggia 6 nelle pertinenze di Casanova di Capua che gli fanno pagare once 557. 4 ½. Don Arcangelo Grillo vive nella sua casa palaziata a uso e parte affittata, godendosi anche le 15 moggia con aja dove si dice Lo Serrone, una casina a Carrara, una casina a Pozzovetere, una casa palaziata a Alifreda. Il notaro Aniello Tripaldelli di 36 anni possiede una casa palaziata con giardino a uso proprio dove abita con la moglie. Vive civilmente Don Lorenzo Giannattasio che possiede una montagna a Coccagna, moggia 20 con casa e un monticello a Sarzano tenimento di Capua, oltre a numerosi terreni. Vive civilmente D.lo Domenico Vitelli di 54 anni nella sua casa palaziata per uso suo benchè abbia affittato alcuni bassi. Possiede moggia due a San Nicola La Strada e moggia 2 alla Via Della Porta.
104. Vive civilmente il magnifico Ambroggio Borgognone di 39 anni che possiede un edificio di case per uso proprio in comune col fratello, un edificio affittato all’Uni[vers]tà di Caserta ad uso di quartiere di Soldati, un altro edificio di case nel Casale di Piedemonte. Abita con la moglie, la magnifica Rosalia de Angelis di 36 anni, i figli Agostino e Mariangela di 4 e 6 anni, il fratello Vito di 36 anni, il servo Domenico Corvino di 18 anni e il servo di Atripalda Gennaro Riccio di 18 anni. Altri possedimenti riguardano le moggia 7 e 1 ½ nel Campo di Mauro, 4 e ½ nel luogo detto Corrivo, 5 mogge a Capua nel luogo detto San Pietro in Campo. Il napolitano D.co Don Giuseppe Favieri di 51 anni, napolitano e comm.e vive nel suo palazzo con giardino in parte a uso e in parte affittato insieme alla figlia Donna Catarina di 14 anni, la figlia Donna Margarita di 11 anni, al fratello Don Gennaro, com.e penitenziero di 53 anni, al servo di livrea di Bologna Giovanni Bonati e al fratello Don Filippo com.e di 42 anni. Possiede 3 moggi a San Nicola La Strada, 36 passi di terra a San Benedetto, un edificio di case a San Benedetto che tiene affittato, una montagna olivata dietro S.Lucia. Vive civilmente il magnifico Antonio Giannattasio il quale possiede moggia 17 di territorio nelle pertinenze di Capua in tenimento di San Nicola La Strada e moggia 3 nel luogo detto Le Massarie. Vive civilmente Alfonzo Lagnese. Il Dottore Fisico Francesco Visconti possiede un edificio di case per uso proprio di cui ne tiene affittato un basso. Il magnifico speziale di medicina Antonio Di Stefano possiede un edificio di case ad uso proprio. Il magnifico speziale Francesco di Stefano abita a casa di Pietro Giannattasio. Lo speziale Domenico Di Blasio possiede un edificio di case e tiene affittate tre camere. Lo speziale manuale Biaggio Ferraro possiede un edificio di case inferiori e superiori con giardino per uso proprio dove abita con la moglie. Lo speziale Berrardino Manna di 47 anni vive in un edificio di case con giardino a uso proprio. Lo speziale manuale m.[agnific]° Nicola Di Blasio possiede un edificio di case per uso proprio. Lo speziale manuale Onofrio Giannattasio di 35 anni non possiede beni ma vive con il fratello Giacomo che sta in Governo di 48 anni, l’altro fratello Giuseppe di 23, altri due fratelli commorante in Roma: Angelo di 33 anni e il sacerdote Don Filippo di 38 anni, l’ultimo fratello, Don Fortunato di 40 anni, commorante in Aversa. Vive con i figli, il D.[otto]re Fisico Mattia di 48 anni sposato con Andreana di Lillo. Il m.[agnific]o Nicola Masiello di 36 anni possiede un edificio di case con giardino ad uso proprio, 9 moggi e ½ a La Via Della Porta.
105. Il miniscalco Nicola Giaquinto di 75 anni possiede un edificio di case ad uso proprio e ne tiene affittati i due bassi ed un altro edificio a La Santella, uno nel Casale di San Clemente, un moggio seminato a S.Maria Macerata, sette moggi in Maddaloni a Lo Variario, due vacche, due annicchi, un cavallo e due giumente. Vive con la moglie Angela di Filippo di 75 anni, con il m.[agnifico] notaio Francesco. Il miniscalco Domenico Cappella non possiede beni.
106. Il giurato di Corte Erasmo Esposito di 55 anni non possiede beni e vive in casa di Gaetano Vitale. Per gli altri V. Appendice documentaria.
107. Di Iosa, Arciprete Ernesto, Carlantino, 1926.
108. Il mercadante Francesco Capasso possiede spizio di case per uso e porzione in affitto. Il mercadante Giovannantonio Laudando possiede un edificio di case con giardino. Il mercadante Francesco Ricciardi. Il mercadante Felice Antonio d’Ercole non possiede beni.
109. Il sellaro Giovanni d’Agostino di 50 anni e la moglie Tarquinia della Valle di 50 anni dichiarano di vivere solo con i loro figli Stefano di 22 anni figlio di detta arte, il sartore Domenico di 20 anni, il calzolaio Bartolomeo di 18 anni.
110. De Maio M., www.solofrastorica.it.
111. ASN, Catasti Onciari, Capua. Per i nomi V. Appendice documentaria.
112. Il commerciante da molti anni mecelliero Andrea Bernardo di Capuano non possiede beni.Per gli altri V. Appendice documentaria.
113. ASN, Catasti Onciari, Capua. A Torre c’è il fontanaro Nicola Bologna di 80 anni che possiede un edificio di case, e il fondachiere e merciaro Nicola Michitto che vive in un edificio di case ad uso proprio e possiede un cavallo.
114. De Maio M., www.solofrastorica.it, www.mimmademaio.com.
115. Il mandese Francesco Giarro non possiede beni. Il mandese Marco Coscia Zosfaro non possiede beni. Per gli altri V. Appendice documentaria.
116. ASN, Catasto Onciario, Capua. A Torre di Caserta il figlio del fabbricatore Giuseppe Alfinito, Vito di 38 anni, è al servizio di Sua Maestà, come diversi altri. C’è anche il soldato di campagna Gioacchino Grillo di 74 anni il quale possiede una casa terranea affittata e lui abita alla casa di Margarita Casella. Lo scoppettiere Onofrio Grieco non possiede beni, ma è sposato. Il fucilaro Domenico Antonio Greco non possiede beni e abita con la moglie.
117. De Maio M., www.solofrastorica.it.
118. Romagnuolo F., Mestieri tradizionali e nuove professioni. Il ferraro Crescenzo Battista possiede un edificio di case per sua abitazione vivendoci con il fratello ferraro Giuseppe di 34 anni, il figlio Francesco soldato di Sua Maestà di 30 anni. Il ferraro Domenico Antonio di Battista abita a pigione nel Casale di Briano e possiede una porzione di case ereditarie paterne nella Torre di Caserta. Il ferraro Geronimo Rauccio possiede un edificio di case nel luogo detto S.Agostino.
119. Cfr con www.provincia.campobasso.it. A Torre il chiavettiero Agnello Nastas non possiede beni. E’ povero come il suo collega chiavettiero Pietro Iannelli.
120. ASBN, Prov., Bc, note del 2 gennaio 1646, 20 dicembre 1752 e del 23 dicembre 1752. Da: www.ibnaf.it/frame/amb_fsetdoc2.html. Questa la nota lei lavori eseguiti dal Fontana per il Banco: lucchetti, serrature e chiavi per la sala dell’Udienza, per l’ufficio della Revisione, per la stanza del Libro maggiore, per il cassetto dell’Orefice, per diversi lavori alla porta del cortile, per le chiavi del la bufette dove si conservavano le pianete nella chiesa, per accomodi fatti allo stipo dove si conservava il poreficatoro, sempre nella chiesa, per zeppe per mantenere la canbana grande dello orologio nel suo luoco e per averla posto alla sua situazione, per alcuni catenacci con relative chiavi da usare per sopra allo Monte alli Liberi Magiori dell’oro e delli panni, per serrature e chiavi degli stipi degli stessi Libri maggiori, per lavori fatti alla porta del varcarobbe, per una chiave nuova per lo stipo del deposito e per altri lavori eseguiti in varie case del Banco attestati il 23 dicembre 1752. Il mastro chiavettiero, scrive Colonnesi nel suo Domenico Fontana, mastro ferraro a Napoli nel ‘700, era nato a Napoli tra il 1732 ed il 1737. I contadini sono nella miseria più nera. Il lavorante de’ Ferri Ferdinando Nastasi non possiede beni. Per gli altri V. Appendice documentaria.
121. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
122. Il M.[agnific]o D.[otto]re Vincenzo di Caprio di 50 anni, fuoco casertano abitante in Napoli, possiede un edificio di case e due giardini, una montagna mirtillata e olivata, un oliveto detto l’Oliveto Grande. Per gli altri V. Appendice documentaria.
123. L’agrimensore è Tomase Viglione.
124. Il vaticale Cesare di Giacomo possiede un edificio. Il bracciale Giuseppe Gentile il cui figlio Stefano di 13 anni si è applicato alla scuola. Per gli altri V. Appendice documentaria.
125. Altre curiosità riguardano il fuogo casertano abbitante in Casapulla Bartolomeo Lagnese.
126. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
127. Vive civilmente il magnifico Filippo Caricchi nella sua casa palaziata per uso proprio con quattro giardini, 12 pecore e un oliveto montano. Il D.[otto]re Donato Mazzarella di 38 anni possiede in comune con i fratelli e madre un edificio di case per uso bottega alla strada pubblica di Briano. Per gli altri V. Appendice documentaria.
128. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli.
129. Il mercadante Francesco di Miele ha una giumenta e calesso per suo mestiero e abita in un edificio di case quale serve per propria abitazione. V. Appendice documentaria.
130. L’oste è Matteo de Luca di 44 anni possiede 2 bassi ed una stalla.
131. V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo. Cfr. Assessorato Cultura Città di Caserta (a Cura di), Caserta I Casali Storici, Paparo edizioni, Napoli. Per quanto riguarda il Civile D.[otto]r D.[on] Gennaro Picozzi e gli altri V. Appendice documentaria.
132. Il D.[otto]r Fisico Bonaventura Lionetti della Terra di Morrone abitante in Caserta possiede in comune colli fa.[milia]ri Tomaso Santoro e Marianna Scialla. Per la vedova [Donna] Marianna Scialla, una casa palaziata di più membri con cortile con Cappella contiigua sotto il titolo di S.Maria della Purità.
V. nota 20 e nota 33, Note Capitolo Secondo.
133. Il massaro Nicola della Peruta possiede 4 bovi e due vacche in un edificio di case con giardino. Il massaro Carlo Mazzarella possiede un bove, una giumenta e un edificio di case con picciolo giardino. Il vaticale Domenico Santonastasio di 70 anni possiede un cavallo ed un edificio di case ad uso proprio
134. Per bottegari, maccaronari e altri V. Appendice documentaria.
135. Manfredi, Note storiche.
136. ASN, Catasti Onciari, Martina Franca.
137. ASN, Catasti Onciari, Avigliano; ASN, Catasti Onciari, Crotone.
138. Per lo scarparo Gaetano Grillo e per gli altri V. Appendice documentaria.
139. Il bracciale Francesco Ferrajolo di 56 anni possiede due moggi a Montecupo nelle pertinenze di Caserta e un edificio di case ad uso proprio dove abita con la moglie Orsola Vinciguerra di 53 anni e i figli: il sacerdote Don Nicola di 33 anni, il fornaro Biaggio di 21 anni e Marianna di 12 anni. Qualche curiosità. Il bracciale Nicola de Grauso non possiede beni e tiene in affitto un edificio di case del Sign. Stefano Santoro di Casanova dove abita con la moglie, e il bracciale Carlo Rossi di 40 anni non possiede beni e abita nelle case del R.[everen]do D.[on] Giovanbatt.[ist]a De Blasio e paga annui ducati quattro dove vive insieme alla moglie.
140. E ancora: Il bracciale Carlo Petriccione di 55 anni abita alle case del clerico Silvestro Petriccione figlio di Teresa insieme alla moglie Teresa Mazzarella. Il bracciale Andrea Vozza vive in un edificio di case più un piccolo giardino a uso proprio. Il figlio Giuseppe Vozza di 24 anni il quale cosa e sta al servizio di Sua Maestà. Il bracciale Vito Petriccione possiede un edificio di case con due botteghe alla strada.