Isolda de Nuceria e Simone de Bellovidere: Donna isolda di Belvedere ISBN 9788872976456

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Donne reali e uomini d’arme n. 27

Descrizione sintetica del prodotto

introduzione donna ISOLDA maritata belvedere La PADRONA Dei feudi e del mare Nell’autunno del 1269, la Terra d’Otranto brucia sotto il sole del Sud e sotto il peso di una nuova era. Il tramonto della dinastia sveva ha lasciato il posto alle insegne francesi di Carlo I d’Angiò, e il Regno di Sicilia è un immenso cantiere politico dove la terra si guadagna con la fedeltà e si difende con il ferro. È l’8 settembre quando la grande storia feudale spalanca le porte a una giovane donna destinata a incrociare i destini delle più potenti famiglie militari del Mezzogiorno: Isolda de Nuceria. Isolda non è una figura che subisce gli eventi. Figlia di Enrico de Nuceria, un abile uomo di Stato di origine longobarda capace di traghettare i propri beni dal vecchio al nuovo regime, Isolda cresce tra l’aristocrazia del Principato di Salerno e le ricche distese fondiarie della Puglia, ereditate da parte di madre. Quando il Re in persona ratifica il suo matrimonio con il milite Simone de Bellovidere, le assegna come dote il controllo del casale salentino di Zollino. È l’inizio del suo potere. Il carattere di Isolda si tempra subito. Nel 1271, la morte del padre Enrico fa vacillare l’ordine nei possedimenti: i vassalli, terrorizzati dalle prime avvisaglie di nuove guerre, tentano di fuggire dalle campagne. Invece di cedere al panico, la giovane signora agisce con fermezza. Ottiene l’intervento della Corona e costringe i contadini a tornare alla terra, garantendo i raccolti necessari all’approvvigionamento del Re. Isolda ha solo trent’anni, ma ha già capito che nel neonato regno angioino il diritto appartiene solo a chi sa tenerselo. Per quasi vent’anni, la sua esistenza si muove all’ombra dei grandi movimenti geopolitici del Mediterraneo. Suo marito, Simone de Bellovidere, scala i vertici del potere regio, diventando Giustiziere e poi Viceammiraglio della flotta reale. Mentre Simone cavalca le onde del mar Ionio, presidia Corfù e combatte nei castelli d’oltremare, Isolda resta a terra. Ma il suo non è un ruolo passivo. È lei a governare l’immenso asse patrimoniale che unisce Brindisi, Alessano e Mesagne. Quando nel 1282 esplode la sanguinosa Guerra dei Vespri Siciliani, i feudi di Isolda si trasformano nella retrovia logistica dell’esercito francese. Tra passaggi di truppe e capitani d’arme arroganti che pretendono requisizioni coatte, la nobildonna impara l’arte della resistenza legale. Affina una determinazione feroce, difendendo i propri confini dagli stessi alleati del Re. La vera tempesta, tuttavia, deve ancora arrivare. Tra il 1289 e il 1290, il mondo di Isolda crolla. Mentre la Calabria brucia e la roccaforte di famiglia a Belvedere subisce il tragico assedio degli aragonesi, il marito Viceammiraglio Simone muore sul campo. Rimasta vedova nel caos della guerra, Isolda si ritrova improvvisamente sola e vulnerabile. L’attacco più pericoloso non arriva dai nemici del Regno, ma dall’interno della sua stessa famiglia: il cognato, Guido de Bellovidere, tenta di confiscarle ogni bene per finanziare lo sforzo bellico, convinto che una vedova non possa opporsi. Ma Guido ha sottovalutato la donna che ha gestito le retrovie della Puglia per vent’anni. Isolda non cede. Per combattere l’oppressione dei Bellovidere, stringe una nuova, strategica alleanza matrimoniale con Matteo de Guinis, un influente signore della guerra e banchiere regio. Forte di questo nuovo scudo politico, Isolda trascina il cognato davanti al tribunale del sovrano, ottenendo da Re Carlo II d’Angiò l’ordine immediato di restituzione delle sue terre. La sua sete di giustizia non si ferma: l’anno successivo cita in giudizio persino l’altissimo cavaliere regio Ugo di Ampurias, colpevole di aver occupato i suoi territori a Mesagne, costringendo il Re a intervenire personalmente per mediare. Attraverso i registri d’archivio e le pergamene cancellate dal tempo, la vita di Isolda de Nuceria emerge non come una nota a piè di pagina, ma come il racconto di una sopravvissuta d’eccezione. Fu l’anello di congiunzione tra le più grandi dinastie militari dell’Italia meridionale, una donna capace di tenere testa a generali, cognati e sovrani, difendendo la propria dote mentre intorno a lei crollavano i castelli del Regno. Questa è la sua storia.

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Description

Isolda de Nuceria e Simone de Bellovidere: Donna isolda di Belvedere

INDICE riepilogo LA GENERALESSA CHE DIFESE IL CASTELLO DAI RE CATALANI introduzione donna ISOLDA maritata belvedere La padrona dei feudi e del mare CAPITOLO I il sangue longobardo nelle vene SALERNITANE CAPITOLO II le trame del matrimonio coi bellovidere di provenza CAPITOLO III L’occasione delle nozze nel feudo del faro di calabria CAPITOLO IV La generalessa calabrese e i minatori dello Stretto CAPITOLO V Assedio al Castello e morte dell’Ammiraglio CAPITOLO VI attacco ai Sangineto subentrati al castello CAPITOLO VII il trionfo di belvedere sul sangue dell’erede CAPITOLO VIII la lunga faida tra parenti ma l’eredità va ai de nuceria CAPITOLO IX i feudi dotali tornano alla vedova delle due calabrie CAPITOLO X donna isolda resta lontano, ma fu lei la signora di sempre EPILOGO Nota storiografica su Isolda de Nuceria APPENDICE DOCUMENTARIA passi su belmonte nelle cronache coeve Crònica Il cronista spagnolo Ramon Muntaner Historia Sicula Il cronista siciliano Niccolò Speciale Nuova Cronica Il cronista guelfo Giovanni Villani Rerum Sicularum Historia La cronaca curiale di Saba Malaspina fonti e bibliografia sinossi sinossi Il volume ricostruisce per la prima volta la biografia inedita di Isolda de Nuceria, nobildonna di origine longobarda vissuta nella seconda metà del XIII secolo, figura chiave ma finora rimasta inesplorata nelle pieghe dei registri d’archivio angioini.Attraverso un approccio metodologico rigoroso, basato sulla decodifica dei repertori della Regia Cancelleria, dei transunti di Carlo De Lellis e dei manoscritti della Biblioteca Brancacciana, l’opera solleva Isolda dal limbo dell’omonimia e della frammentazione documentaria. La sua vita si rivela una straordinaria cerniera geopolitica tra la Terra d’Otranto in Puglia e la Calabria Citra sul Tirreno. Prima sposa di Simone de Bellovidere (Maestro della Regia Marescallia e Viceammiraglio del Regno) e poi di Matteo de Guinis (potente capo militare e banchiere regio), Isolda attraversa la sanguinosa Guerra dei Vespri Siciliani (1282-1302) non come spettatrice, ma come amministratrice e difensrice intransigente del proprio asse patrimoniale. Il testo analizza le sue clamorose battaglie legali contro le requisizioni coatte dei capitani d’arme francesi, contro l’altissimo cavaliere Ugo di Ampurias e contro il cognato usurpatore Guido de Bellovidere. Il saggio dimostra come la crisi patrimoniale della sua casata e il martirio della fortezza tirrenica durante il drammatico assedio aragonese del giugno 1289 abbiano costretto la Corona angioina a riorganizzare le difese costiere, aprendo la strada all’ascesa della dinastia dei Sangineto a Belvedere Marittimo. Inedito storiografico assoluto, estrae la figura di Isolda de Nuceria da secoli di oblio, restituendo un tassello mancante fondamentale per l’assetto feudale del Mezzogiorno. Dimostra documentalmente che la fortezza di Belvedere Marittimo prese il nome originale e la prima investitura feudale proprio dalla stirpe di Simone de Bellovidere, correggendo gli errori della storiografia ottocentesca. Offre uno spaccato inedito sul funzionamento del diritto feudale e della macchina burocratica angioina (es. la ricostruzione diplomatica della Littera Provisionis del 1292 per l’esazione straordinaria del riscatto dei figli di Sangineto). Scardina il cliché della donna medievale passiva, mostrando una figura femminile dotata di straordinaria fermezza legale e amministrativa, capace di sfidare l’aristocrazia militare e i favoriti del Re. L’opera si articola in 12 capitoli cronologici e tematici completati da una nota storiografica finale. Lo stile adotta i canoni del “romanzo scientifico”: azzera l’ostacolo delle note a piè di pagina e delle citazioni fredde inserendo le fonti documentarie direttamente nel flusso narrativo. Il risultato è una narrazione “con i piedi a terra”, rigorosa nei dati ma fluida e appassionante nel ritmo della lettura.

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Cuttrera

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Editorial Review

Donne reali e uomini d'arme n. 27

 

 

Descrizione sintetica del prodotto

introduzione donna ISOLDA maritata belvedere La PADRONA Dei feudi e del mare Nell’autunno del 1269, la Terra d’Otranto brucia sotto il sole del Sud e sotto il peso di una nuova era. Il tramonto della dinastia sveva ha lasciato il posto alle insegne francesi di Carlo I d’Angiò, e il Regno di Sicilia è un immenso cantiere politico dove la terra si guadagna con la fedeltà e si difende con il ferro. È l'8 settembre quando la grande storia feudale spalanca le porte a una giovane donna destinata a incrociare i destini delle più potenti famiglie militari del Mezzogiorno: Isolda de Nuceria. Isolda non è una figura che subisce gli eventi. Figlia di Enrico de Nuceria, un abile uomo di Stato di origine longobarda capace di traghettare i propri beni dal vecchio al nuovo regime, Isolda cresce tra l'aristocrazia del Principato di Salerno e le ricche distese fondiarie della Puglia, ereditate da parte di madre. Quando il Re in persona ratifica il suo matrimonio con il milite Simone de Bellovidere, le assegna come dote il controllo del casale salentino di Zollino. È l'inizio del suo potere. Il carattere di Isolda si tempra subito. Nel 1271, la morte del padre Enrico fa vacillare l'ordine nei possedimenti: i vassalli, terrorizzati dalle prime avvisaglie di nuove guerre, tentano di fuggire dalle campagne. Invece di cedere al panico, la giovane signora agisce con fermezza. Ottiene l'intervento della Corona e costringe i contadini a tornare alla terra, garantendo i raccolti necessari all'approvvigionamento del Re. Isolda ha solo trent'anni, ma ha già capito che nel neonato regno angioino il diritto appartiene solo a chi sa tenerselo. Per quasi vent'anni, la sua esistenza si muove all'ombra dei grandi movimenti geopolitici del Mediterraneo. Suo marito, Simone de Bellovidere, scala i vertici del potere regio, diventando Giustiziere e poi Viceammiraglio della flotta reale. Mentre Simone cavalca le onde del mar Ionio, presidia Corfù e combatte nei castelli d'oltremare, Isolda resta a terra. Ma il suo non è un ruolo passivo. È lei a governare l'immenso asse patrimoniale che unisce Brindisi, Alessano e Mesagne. Quando nel 1282 esplode la sanguinosa Guerra dei Vespri Siciliani, i feudi di Isolda si trasformano nella retrovia logistica dell'esercito francese. Tra passaggi di truppe e capitani d'arme arroganti che pretendono requisizioni coatte, la nobildonna impara l'arte della resistenza legale. Affina una determinazione feroce, difendendo i propri confini dagli stessi alleati del Re. La vera tempesta, tuttavia, deve ancora arrivare. Tra il 1289 e il 1290, il mondo di Isolda crolla. Mentre la Calabria brucia e la roccaforte di famiglia a Belvedere subisce il tragico assedio degli aragonesi, il marito Viceammiraglio Simone muore sul campo. Rimasta vedova nel caos della guerra, Isolda si ritrova improvvisamente sola e vulnerabile. L'attacco più pericoloso non arriva dai nemici del Regno, ma dall'interno della sua stessa famiglia: il cognato, Guido de Bellovidere, tenta di confiscarle ogni bene per finanziare lo sforzo bellico, convinto che una vedova non possa opporsi. Ma Guido ha sottovalutato la donna che ha gestito le retrovie della Puglia per vent'anni. Isolda non cede. Per combattere l'oppressione dei Bellovidere, stringe una nuova, strategica alleanza matrimoniale con Matteo de Guinis, un influente signore della guerra e banchiere regio. Forte di questo nuovo scudo politico, Isolda trascina il cognato davanti al tribunale del sovrano, ottenendo da Re Carlo II d'Angiò l'ordine immediato di restituzione delle sue terre. La sua sete di giustizia non si ferma: l'anno successivo cita in giudizio persino l'altissimo cavaliere regio Ugo di Ampurias, colpevole di aver occupato i suoi territori a Mesagne, costringendo il Re a intervenire personalmente per mediare. Attraverso i registri d'archivio e le pergamene cancellate dal tempo, la vita di Isolda de Nuceria emerge non come una nota a piè di pagina, ma come il racconto di una sopravvissuta d'eccezione. Fu l'anello di congiunzione tra le più grandi dinastie militari dell'Italia meridionale, una donna capace di tenere testa a generali, cognati e sovrani, difendendo la propria dote mentre intorno a lei crollavano i castelli del Regno. Questa è la sua storia.

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