Description
ARRIVA IL FESTIVAL DI NAPOLI AL TEATRO MEDITERRANEO

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NOTE SULL’AUTORE
Antonio Sciotti, napoletano, classe 1967, figlio e nipote d’arte, ha ereditato dal padre una mirabile collezione di cimeli legati al teatro e alla canzone napoletana.
Saggista, scrittore e storico del teatro e della canzone partenopea, si occupa attivamente di tutto il movimento relativo al recupero della memoria storica del mondo di Cantanapoli. Cura gli archivi musicali della casa editrice La Canzonetta e collabora con diversi periodici di collezionismo musicale. Direttore artistico del teatro Cortese di Napoli.
Ha scritto: Gilda Mignonette: Napoli New York solo andata (Ed. Magmata, 2008), Ada Bruges, l’ultima sciantosa di Cantanapoli (Ed. Rabò, 2010), Alcuni successi de La Canzonetta: Da Tu ca nun chiagne a Indifferentemente (Ed. La Canzonetta, 2011), Cantanapoli: L’Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981 (Ed. Luca Torre, 2011), Almanacco della Canzone Napoletana Vol. 1° 1880-1922 (Ed. Bascetta, 2020), Almanacco della Canzone Napoletana Vol. 2° 1923-1980 (Ed. Bascetta, 2020), Le Dive del Fonografo (Ed. Bascetta, 2021), I Divi della Canzone Comica (Ed. Bascetta, 2021), Isa Danieli e la Dinastia Teatrale dell’800 (Ed. Bascetta, 2021), La Storia della Bottega dei 4 di Libero Bovio (Ed. Bascetta, 2022), Le dive dalla vita spezzata (Ed. Bascetta, 2022), Storia delle Canzoni dedicate a Ischia (Ed. Bascetta, 2023), Storia delle Canzoni di Pulcinella (Ed. Bascetta, 2023), La Canzone Napoletana d’America (Ed. Bascetta, 2023), Storia del Festival di Piedigrotta (Ed. Bascetta, 2023), Storia della Sceneggiata Guappi di cartone dal Teatro alla Tv (Ed. Bascetta, 2024), Capri, cent’anni di Canzoni e Festival dedicati all’Isola delle Sirene (Ed. Bascetta, 2024), Angela Luce, la Dea dello Spettacolo (Ed. Bascetta, 2024), Storia della Piedigrottissima (Ed. Bascetta, 2024), Almanacco del Teatro d’Arte Napoletano (Ed. Bascetta, 2025), Storia delle Audizioni di Piedigrotta (Ed. Bascetta, 2025), I Festival degli anni ’50 in Televisione (Ed. Bascetta, 2025), La Canzone Napoletana di Lipsia (Ed. Bascetta, 2026).
INTRODUZIONE
C’è stato un tempo in cui la canzone napoletana faceva il giro del mondo. Dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino ai primi anni ’30 del Novecento ha regalato successi che si cantavano a Parigi, a New York, a Buenos Aires. Poi, all’improvviso, qualcosa si è rotto. Dalla seconda metà degli anni ’30 alla fine degli anni ’40 arriva la crisi.
Dall’America e dall’Europa sbarcano ballate nuove, suoni diversi. La radio li trasmette tutti i giorni. E la canzone napoletana, quella di una volta, inizia a sembrare vecchia, stantia, una cosa da nonni.
Le nuove generazioni voltano pagina. In mezzo al silenzio resistono solo poche canzoni: ‘Na sera ’e maggio, Che t’aggia ddì, Tammurriata nera, Simmo ’e Napule paisà, Munasterio ’e Santa Chiara. E qualche macchietta che tiene ancora in piedi il sorriso: Agata, Ciccio Formaggio, Dove sta Zazà. Troppo poco per un repertorio che aveva fatto la storia. Serviva uno scossone. Servivano volti nuovi. Nuovi autori, anche presi “in prestito” da altri mondi. Nuovi cantanti.
Bisognava passare il testimone e cambiare strada, se si voleva riportare Napoli al centro della musica. E il cambiamento ha un nome, una data, una canzone: Anema e core.
È il 1950. Come Funiculì funiculà nel 1880 aveva acceso l’industrializzazione della canzone napoletana, Anema e core accende il “filone confidenziale”. Un suono più dolce, più intimo. Entra nei night di tutto il mondo e fa innamorare di nuovo l’Italia di Napoli. Ma da dove nascono queste canzoni? Non più dalla Piedigrotta. Non più dai vecchi palcoscenici. Nascono nei festival.
Negli anni ’50 i festival spuntavano come funghi. Il primo di tutti lo inventa la Rai nel 1947: il “Festival di Piedigrotta”. Tre serate, le eliminatorie, la finale, il voto del pubblico. Canzoni italiane da una parte, napoletane dall’altra.
Per cinque anni la Rai ci crede. Lo lega perfino alla Lotteria Italia. Lo porta in Eurovisione, lo fa arrivare addirittura in America. All’inizio non funziona. Nelle cinque edizioni le case editrici mandano le solite canzoni tradizionali dai ritmi stantii.
Poi nel 1951 le canzoni italiane vanno a Sanremo. Restano solo quelle dialettali e, così, nel 1952 nasce il Festival della Canzone Napoletana.
Perché la Rai decide di organizzare i festival? Perché aveva capito che la musica italiana stava affondando. Che in radio passavano solo brani stranieri, di “dubbia fattura”. E allora decide di rimboccarsi le maniche: Sanremo nel ’51, Napoli nel ’52.
Con il festival arrivano sguardi nuovi su Napoli. Non più solo serenate, barcarole, canzoni di giacca. Al loro posto ci sono beguine, bajon, swing, slow, twist, shake. Canzoni scritte in napoletano ma con il passo del mondo. E il mondo le ascolta e l’Europa le canta. In meno di vent’anni dal palco del festival vengono lanciate Guaglione, Sciummo, Lassame sunnà, Tu si’ ’na cosa grande, Lazzarella. Canzoni che diventano film: Cerasella, Lettera napulitana, Desiderio ‘e sole, Tuppe tuppe mariscià, Malinconico autunno, Napule sole mio.
Sul palco salgono Modugno, Gaber, Dallara, la Vanoni, Claudio Villa, Milva, il Quartetto Cetra, la Pizzi, Johnny Dorelli, James Senese, la Zanicchi e tanti altri.
Ci sono anche voci internazionali: Henry Wright, Dean Reed, Anna German, Mei Lang Chang, Michaelis.
Mancano all’appello, per incomprensioni dell’ultimo minuto, Mina, Gino Paoli, Mia Martini, Carosone, Rosa Balistreri, la Cinquetti, Totò. A condurlo i noti volti della TV: Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Enzo Tortora, Corrado, Daniele Piombi. A scrivere e comporre canzoni ci sono penne come Mogol e Morricone.
Nel 1971 il festival è pronto, ma la Rai ritira le telecamere dopo alcune denunce di autori esclusi. Nel 1981 si tenta un ritorno, isolato. Poi di nuovo il silenzio.
Negli anni ci sono stati altri tentativi di ripristinare il festival, ma senza le telecamere della Rai queste edizioni sono rimaste soltanto delle parentesi. Negli ultimi anni, anche senza la ripresa televisiva, cresce il festival organizzato da Massimo Abbate, che diventa un palco importante per le voci nuove.
Il volume “La Grande Storia del Festival di Napoli 1931-1961” offre un approccio storiografico diverso rispetto all’”Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana” del 2010. È un’altra cosa.
Vengono valorizzati i dati: elenco completo dei brani in gara, dinamiche di selezione, accordi, ritiri, intrighi, impatto internazionale. Sono incluse le Hit Parade, la Borsa del Disco, le canzoni che hanno fatto il giro del mondo, i “veri” autori dei brani festivalieri individuati dopo un’accurata ricerca negli archivi della Siae.
La ricostruzione si fonda su documenti originali, su testimonianze raccolte negli anni, su una ricerca meticolosa. Perché la vera storia del Festival di Napoli non era mai stata raccontata fino in fondo.
Buona lettura.
A fatica terminata voglio ringraziare quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro di recupero della memoria musicale partenopea di cui il presente volume è solo una parte, anche se notevole. Si ringraziano Maria Rosaria Vassallo, Salvo Domina, Pietro Catauro, Pasquale Scialò, Giuseppe Giorgio, Claudio Pennino, Anna Sciotti, Maria Tommasina La Rocca, Assunta Coccorese, Laura Bourellis, Attilio Laviano, Anna Venuso e l’editore Arturo Bascetta.
Ringrazio principalmente mio padre, Alberto Sciotti, il suo prezioso archivio si è rivelato, ancora una volta, una fonte inesauribile e imprescindibile per la realizzazione di questo libro.
Antonio Sciotti

la canzone napoletana importata da lipsia
1911 – 1915
introduzione
capitolo uno
Nasce la Polyphon e la Canzone Napoletana
diventa un prodotto Tedesco
capitolo due
Audizione Polyphon 1911:
I’ m’arricordo ‘e te
capitolo tre
Audizione Polyphon 1912:
Canzone ‘a Chiarastella
capitolo quattro
Audizione Polyphon 1913:
Tarantella luciana
capitolo cinque
Audizione Polyphon 1914:
Guapparia
capitolo sei
La fine della Polyphon
e il rinnovamento della Canzone Napoletana
Cronologia delle canzoni Anni Cinquanta
Note sull’Autore e Ringraziamenti
Bibliografia
NOTE SULL’AUTORE
Antonio Sciotti, napoletano, classe 1967, figlio e nipote d’arte, ha ereditato dal padre una mirabile collezione di cimeli legati al teatro e alla canzone napoletana.
Saggista, scrittore e storico del teatro e della canzone partenopea, si occupa attivamente di tutto il movimento relativo al recupero della memoria storica del mondo di Cantanapoli. Cura gli archivi musicali della casa editrice La Canzonetta e collabora con diversi periodici di collezionismo musicale. Direttore artistico del teatro Cortese di Napoli.
Ha scritto: Gilda Mignonette: Napoli New York solo andata (Ed. Magmata, 2008), Ada Bruges, l’ultima sciantosa di Cantanapoli (Ed. Rabò, 2010), Alcuni successi de La Canzonetta: Da Tu ca nun chiagne a Indifferentemente (Ed. La Canzonetta, 2011), Cantanapoli: L’Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981 (Ed. Luca Torre, 2011), Almanacco della Canzone Napoletana Vol. 1° 1880-1922 (Ed. Bascetta, 2020), Almanacco della Canzone Napoletana Vol. 2° 1923-1980 (Ed. Bascetta, 2020), Le Dive del Fonografo (Ed. Bascetta, 2021), I Divi della Canzone Comica (Ed. Bascetta, 2021), Isa Danieli e la Dinastia Teatrale dell’800 (Ed. Bascetta, 2021), La Storia della Bottega dei 4 di Libero Bovio (Ed. Bascetta, 2022), Le dive dalla vita spezzata (Ed. Bascetta, 2022), Storia delle Canzoni dedicate a Ischia (Ed. Bascetta, 2023), Storia delle Canzoni di Pulcinella (Ed. Bascetta, 2023), La Canzone Napoletana d’America (Ed. Bascetta, 2023), Storia del Festival di Piedigrotta (Ed. Bascetta, 2023), Storia della Sceneggiata Guappi di cartone dal Teatro alla Tv (Ed. Bascetta, 2024), Capri, cent’anni di Canzoni e Festival dedicati all’Isola delle Sirene (Ed. Bascetta, 2024), Angela Luce, la Dea dello Spettacolo (Ed. Bascetta, 2024), Storia della Piedigrottissima (Ed. Bascetta, 2024), Almanacco del Teatro d’Arte Napoletano (Ed. Bascetta, 2025), Storia delle Audizioni di Piedigrotta (Ed. Bascetta, 2025), I Festival degli anni ’50 in Televisione (Ed. Bascetta, 2025).
RINGRAZIAMENTI
A fatica terminata voglio ringraziare quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro di recupero della memoria musicale partenopea di cui il presente volume è solo una parte, anche se notevole. Si ringraziano Mariolina Cozzi-Scarpetta, Maria Rosaria Vassallo, Pietro Catauro, Pasquale Scialò, Giuseppe Giorgio, Claudio Pennino, Anna Sciotti, Maria Tommasina La Rocca, Assunta Coccorese, Laura Bourellis, Vincenzo D’Anna, Attilio Laviano, Anna Venuso e l’editore Arturo Bascetta. Ringrazio principalmente mio padre, Alberto Sciotti, il suo prezioso archivio si è rivelato, ancora una volta, una fonte inesauribile e imprescindibile per la realizzazione di questo libro.
BIBLIOGRAFIA
– Almanacco della Canzone Napoletana 1880-1922 Vol. 1 di Antonio Sciotti (Ed. Bascetta 2020, Napoli).
– Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana di Pietro Gargano (Ed. Magmata, Napoli, 2005).
– Le dive del Fonografo 1900-2000 di Antonio Sciotti (Ed. Bascetta 2021, Napoli).
– I divi della canzone comica di Antonio Sciotti (Ed. Bascetta 2021, Napoli).
– Dizionario del Cinema Italiano di Enrico Lancia e Roberto Poppi (Ed. Gremese, 2003, Roma).
– La canzone italiana 1861-2011 di Leonardo Colombati (Ed. Mondadori, Milano, 2011).
– Archivio del Cinema italiano: Il cinema muto 1905-1931 di Aldo Bernardini (Ed. Anica 1991, Roma).
– L’Enciclopedia dello Spettacolo fondata da Silvio D’Amico (Ed. Maschere 1959, Milano).
– Enciclopedia della Canzone Napoletana di Ettore De Mura (Ed. Il Torchio, 1969, Napoli).
– Storia del Festival di Piedigrotta (Ed. Bascetta, 2023).
– La Canzone Napoletana d’America (Ed. Bascetta, 2023).
PERIODICI: Segnalazioni Cinematografiche, Piedigrotta La Canzonetta, Piedigrotta Gennarelli, Piedigrotta Izzo, Piedigrotta Bideri, Il Teatro Illustrato, Cafè Chantant, Il Tirsio, Lo Spettacolo, La Maschera, Penombra, La Scena, Arte e Varietà, Eldorado, Il Proscenio, Vela Latina, La Tavola Rotonda, Musica e Musicisti, Napoli-Eden, Cronaca Partenopea, Caporal Terribile. Il Teatro di Varietà.
QUOTIDIANI: QUOTIDIANI: Corriere di Napoli, Il Mattino, Il Roma, La Tribuna, Il Giornale d’Italia, Il Pungolo, Il Giorno, La Libertà.








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