Béatrix de Savoie. Beatrice di Savoia Regina di Sicilia

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Copertina posteriore

IL VEDOVO RE MANFREDI PIAZZA LA FIGLIA AL RE D’ARAGONA, MA SI RISPOSA PRIMA LUI

Così il cronista: — La prima settimana de Maio venne la nova, cha erano venute le Galere de’ Catalani, per portarene la Zita in Hispagna; et la Reina moglie di Re Manfredo, ne sta assai mal contenta di tale parentezza: tanto sono venuti li Calalani male in ordine et scontienti. Alli 24 di detto mese si sappe, che le Galere erano partute da Palermo, et cha lo Re venne da Sicilia in Calabria. Lo Giugno seguente lo Re cadìo malalo a Caserta, et stette in fine di morte. In chisto tiempo lo Re donao a Jovenazzo a Messer Jordano Lanza Piamontese, et ne lo fece Conte; et se dice, che li è frate consobrino per parte di mamma.
Lo Settembre sequente venne Messer Rinaudo de Aquino ditto de la Crotta Justitiero in Terra di Bari, et de Terra d’Otranto, lo quale non era stato mai ad altra Justitieria. Et se partio Messer Lionello Faiella de Napole con multo buono nome, che havea ben governato; et in tiempo suo la Provincia nostra non habbe mai otrasio nullo dalli Saracini; et li foro mandate per fino a Napole chiù di dieci onze di presiento. Al dì 10 di Octubro Re Manfredi venne a Foggia a fare la caccia, et nce vennero assai gentili huomini de Napole. Alli 27 del detto mese lo Sindico di Barletta andao a presentare lo Re insembra con molti altri della Provincia….

La Regina Beatrice era morta già da alcuni mesi quando, il 28 luglio 1260, a Barcellona, gli ambasciatori di Re Manfredi stilarono i capitoli matrimoniali. Giraldo de Porta, Maior de Iovenacio, lacopo Mustacci, socii del re, e del magister Stefano da Monopoli, giudice della Magna Curia, a nome di Manfredi, impegnarono la Corona ad una dote di 50.000 once d’oro da versare in gioielli, oro, argento e pietre preziose.
Le nozze si sarebbero celebrate a maggio del 1261, a Montpellier, come di prassi per i reali catalani che impegnarono sul capo del giovane Pietro la promessa fare di Costanza una regina, o, in caso contrario, di restituire la dote al padre, specie se fosse morta senza figli, dotandola comunque, fin da subito, degli stati di Girona e di Cottliure per almeno venti anni, in modo da preservare la reggenza sui figli, in caso di morte prematura di Pietro.56
I tempi si allungarono anche per la indisponibilità di Re Manfredi, che viveva come i più grandi signori al mondo, mandando nel panico i messaggeri dei reali aragonesi per chiudere il contratto fatto con i messaggi siciliani. In verità il matrimonio sembrava slittare per mancanza di liquidità, ancora nel 1260, mentre Manfredi era alle prese con i 18 anni della fresca moglie Elena, da poco sposata nel castello di Trani, in attesa che il padre, Michele II, non solo lasciasse in pace le coste della Sicilia, ma facesse recuperare i diritti dotali su Durazzo, conquistata nel 1256, Corfù, Valona, Berati e altre città dell’Albania.
Così il cronista: — Ze foro grandi feste et suoni, et la sera foro facti tanti alluminere, et tanti fanò in tutti li cantuni de la nostra terra, che paria che fosse die.57
Per Ceva Grimaldi «il Levante e l’Italia formò la sua ricchezza; gli Ebrei, che correvano dovunque vi era da guadagnare, vi si stabilirono e vi si mantennero sino ai tempi degli Aragonesi; sotto gli Angioini, Trani aveva un arsenale e forniva due galere. Quando Elena degli Angeli figlia di Michele despota di Romania venne alle seconde nozze di Manfredi Re di Napoli, questo Principe la ricevette in Trani: un frammento di un giornale di quei tempi descrive con molta ingenuità l’incontro de reali sposi.
Così la pagina di cronaca: — A lo dì doi de lu mise de junio de ipso anno mcclix arrivao in Apulia cu oçto galere la zita de lu Seniore Re Manfridu, filla de lo Despotú de Epiru, chiamata Alena, accompagnata da multi baruni, et damicelle de lu nostro Reami, e de quillu, de lu soi patre, et sbarcao in lo portu de Trano dovi l’ aspectava lu Seniore Re, lu quali quando scise la zita da la galera l’abbrazzao forte et la vasao. Dopo che l’appe conducta per tutta la nostra terra tra l’acclamazioni de tutta la gente la menao a lo castellu, dove ze foro grandi feste, et suoni, et la sera foro facti tanti alluminere, e tanti falò in tutti li cantuni de la nostra terra, che paria che fosse die.
Lo jurno appresso lo seniore Re creao multi cavalieri tra li quali foro li nostri concittadini messeri Cola Pelaganu e Fredericu Sifola che aviano accompagnata la Reina in lu viaggiu cum le doi galere della nostra terra. La detta Reina e’ multa avvenente et de bona manera, et e’ piue bella de la prima mogliera de lu Re; et se dise, che non have piue de dizesette anni.58
Dopo le nozze, celebrate a Trani con tale sfarzo e tale solennità da colpire la fantasia dell’anonimo autore, i messaggeri aragonesi tornarono senza doni, però con l’impegno di Re, figlia e giovane matrigna di rivedersi nel 1261, nella Napoli aragonese, dove furono accolti da Ferrante Sancio, figlio spurio di Giacomo I, con l’impegno di guidare il viaggio di Costanza fino alle braccia del marito Pietro.
Cosa che avvenne in un lasso di tempo più lungo del previsto, per via del turbolento Papa, che impegnò di continuo le ambascerie napoletane fino al 1862, fomentando nel mentre Alfonso X di Castiglia, il quale diede il suo diniego a quel matrimonio che piaceva solo al maestro dei templari, Guglielmo de Pontone.
Di certo Re Giacomo preferì privilegiare il matrimonio con l’erede di Francia, piuttosto che continuare nell’immediato l’impegno con lo squattrinato Manfredi, promettendo al consuocero di non immischiarsi nella lotta ghibellina e di ritirarsi dallo scontro con i provenzali. Solo che alla fine, a conti fatti, preferì andare per la sua strada e lasciare che Pietro, il 13 giugno 1262, impalmasse a Montpellier, nella chiesa di Santa Marie des Tables, la splendida Costanza, di una decina di anni più giovane del figlio, svezzata dal pianto della nutrice Bella, accompagnata dai figli Ruggero e Margherita di Laùria.
Sancirono l’evento i futuri cortigiani, Corrado e Manfredi Lancia, Bonifacio d’Anglano, Riccardo Filangieri e Oberto de Morra che avevano accompagnato Costanza, versando la prima metà della dote contrattualizzata nelle mani del sovrano…

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Description

Piemonte e Sicilia sono di Re Manfredi:

Parlamento a Barletta, nasce Manfredonia, Beatrice è Regina

Il cronista Saba Malaspina, sebbene in un solo passo dirà di Beatrice come a sovrana di Sicilia.
Spinelli, che ricostruisce la storia di Manfredi, lo lascia solo intendere.
Così il cronista: — In questo tiempo si sappe, che era venuta nova da Sicilia, che era morto nella Magna lo figlio di Re Corrado. Et lo Principe di Taranto si fece incoronare in Palermo, et se chiama Re Manfredo.
Alli 11 di Settembre passao Re Manfredo in Calabria, et dette licenza a gran parte delli Tudischi, che erano allo Reame; et isso andao per Calabria et per Principato, et facea gratia a tutte le Terre da dove passava, et fece assai Cavalieri.
Alla fine del detto mese Re Manfredo fo a Siponte, et designao di levare la Terra da chillo mal’aere, et di ponerla, dove sta mo, et chiamarla dal nome suo Manfredonia.
Lo dì della Candelora lo Re fece la entrata a Barletta, et li uscirono incontro fino allo Ponte settecento persune in processione con le palme in mano cantando, et dicendo: – Benedictus qui venit in nomine Domini.
Dice Spinelli che «alli 20 di Febraro 1256 vennero in Barletta li Ambasciaturi della Reina moglie del fu Re Corrado, et de lo Duca di Bavera. Et Re Manfredo li ricevette con grande honore. Alli 24 del detto mese Re Manfredo dette audientia in pubblico alli dicti Ambasciaturi, et uno di loro, che era uno Abbate vecchissimo, fece lo sermone, et disse, che Corradino figlio del Re Corrado è vivo; et perciò lo pregava la Reina et lo Duca di Bavera, che voglia lassare chisto Reame, perchè chillo piccirillo è lo Padrone, come è di dovere; et cha castigasse chilli, che l’haveano ditto la mensogna della sua morte. Et lo Re Manfredo li fece una saggia risposta, dicendole, cha lo Reame era perduto per chillo figliuolo, et cha isso se l’havia recuperato per viva forza da mano de due Papi, come era notorio a tutto lo Munno; et cha lo Papa, et la gente de lo Reame non haveriano comportato di fare chiù signoreiare la natione Tudisca; ma che isso se ne contentava tenere chisto Reame sua vita durante, et poi lassarelo a Corradino; et cha la sua Madre faria assai buono a mandarelo a crescere a quà et a pigliare i costumi ltaliani, perchè isso se l’haveria tenuto come a figlio».47

«La Regina Beatrice, secondo Matteo Spinelli, sarebbe morta nell’ottobe del 1267, ma il ch. Minieri-Riccio con buone ragioni e documenti dimostra come quella morte abbia a fissarsi nel marzo dell’anno 1268. E non crede né pure che sia stata seppellita, come riferisce il Summonte, in Nocera. La lapide che vedesi tuttavia nella Chiesa di S.Maria Mater-Domini, guasta e corrosa dal tempo, dal nostro storico è giudicata falsa.48
Il 10 agosto 1258 Manfredi fu incoronato Re di Sicilia, a Palermo, come conferma la Historia de rebus gestis Federici II e Beatrice ne divenne Regina consorte. Malaspina, giovane autore all’epoca dei fatti, è l’unico cronista che, parlando della morte della moglie di Manfredi, la definisce Regina. Muntaner, autore delle Cronache Catalane, dice che Manfredi fu Re di Sicilia, del Principato e di tutta la Calabria e Terra di Taranto e Terra d’Ortranto, della croata Pola, del Bruzio e di tutte quelle contrade all’incontro della città di Ascoli, che è nella Marca di Ancona.
Del regno faceva parte la spiaggia fin dentro Fabia, cioè il mare della detta città di Ascoli e Fermo, e come figlio dell’imperatore Federico restava il più alto signore del mondo e della maggiore casata.
Così Muntaner: — Tracta e ordona, que li donas muller, perço com de moltes parts li venien molts honrrats matrimonis de filles demperadors e de reys.
E finalment acordas, que li donas la filla del rey Manfre qui era rey de Sicilia e de Principat e de tota Calabria e de terra de Taranto e de terra Dortrento e de Pola e de Brus, e de tota aquella encontrada entro en la Ciutat de Scales qui es en la marcha Dancona; e la sua mar tenia de plaja Romana entro a sent Fabia qui es mar de la dita ciutat de Scales e de Fermo; e era fill del emperador Fraderisch qui era lo pus alt senyor del mon e de la major sanch.49
Re Manfredi manterrà la Corona di Sicilia per ben sedici anni, oltre il Principato del Regno, che fu sempre il Gargano, che riuniva il suo Parlamento in quel di Barletta….

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Editorial Review

LA REGINA DI SAVOIA PADRONA DI SALUZZO

 

[caption id="attachment_7988" align="alignleft" width="334"] Barcelona Cathedral Interior - Royal tombs in the Cathedral of Barcelona - The Queens[/caption]

Beatrice di Savoia, promessa sposa a Manfredi III Marchese di Saluzzo quando aveva solo un anno e futura Regina di Sicilia dopo la vedovanza.
Nel concreto, il padre Amedeo IV l’affidò al marito alla morte del nonno, portando in dote a Saluzzo quella parte di Lombardia che andava da Bonizone a Berge, poi ereditata dal figlio Tomase I di Saluzzo (1239-96) a soli 4 anni, sotto la tutela dello zio del Monferrato. La madre intanto sposò il futuro Re Manfredi di Svevia.
Vista la potenza del padre Imperatore, Federico di Svevia, i Savoia offrirono la vedova Beatrice, sottomettendosi allo Stupor Mundi e offrendo: Ivrea, il Canavese e Castello di Lanzo, Torino, il ponte e la bastìa, i castelli di Collegno e Cavoretto, Castelvecchio e Moncalieri, portando il Piemonte settentrionale nelle mani degli Svevi, restituendolo ai Savoia come vicari generali dell’Impero da Pavia in su.
Fu allora che Beatrice lasciò Saluzzo per divenire Regina e madre di Costanza di Sicilia e della II Beatrice Marchesa di Saluzzo.

 

 

INDICE

béatrix de savoie
Beatrice di Savoia

1.
la bellezza fattasi principessa

— Le nozze di Amedeo con Anna - Margherita
— Torino coi ghibellini del Conte di Savoia
— Beatrice primogenita di Amedeo e Margherita
— I Savoia offrono le doti di Beatrice e Margaret

2.
la dote dei savoia ai saluzzo

— La promessa sposa del Marchesato d’Italia
— Le nozze: Manfredi III Marchese di Saluzzo
— Prove tecniche di fedeltà all’Imperatore
— Il padre sposa Cecilia del Balzo: la matrigna
— I preesistenti domini di Manfredi di Svevia

3.
la vedovanza e il nuovo amore

— Morte del marito Manfredi e la vedovanza
— I Savoia cercano marito alla bella vedova
— Manfredi figlio di Federico di Svevia
— La guerra modifica il contratto matrimoniale

4.
la nuora dell’imperatore

— Il secondo matrimonio con futuro Re di Sicilia
— Beatrice e Manfredi sposi nel 1247
— Re Manfredi fa partorire Beatrice a Catania
— Addio al suocero Imperatore Federico
— Morte del padre e dominio del fratellastro
— Manfredi e Beatrice vicari di Sicilia a Catania
— La nascita di due figlie: Costanza e Beatrice
— Beatrice sarà Regina con le sorelle a corte

5.
L’anno del reame e della morte

— La Sicilia è di Manfredi: nasce Manfredonia
— Il Re incoronato solo, ma Beatrice è Regina
— Costanza promessa sposa a Pietro d’Aragona
— Il vedovo si sposa prima lui, poi la figlia
— Beatrice jr di Savoia figlia di due madri

Appendice Documentaria
Regesto dei Marchesi di Saluzzo
(1091-1340)

1. MATRIMONIO CON MANFREDO DI SALUZZO
2. GIURAMENTI DI FEDELTà A MANFREDO
3. MATRIMONIO CON MANFREDI DI SVEVIA
4. ALTRI CONTRATTI DI FAMIGLIA