46 TORRIONI CASALI DEL PAPA. Paesi del Regno di Napoli: Terra Juli sulla Montagna stregata di Benevento

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Copertina posteriore

L’ANTICO CASALE DEL PAPA NEL REGNO DI NAPOLI

indice

Dedica

1. Una Torre per cominciare
Le origini

2. Torri, Torretta, Tufo, Torricelle e Torrioni
Casali e Università

3. La Casa Palazziata dei nobili Piatti
Un altro Castello

4. La rivolta dopo l’Unità d’Italia
Il Brigantaggio

5. Volti di commercianti ed artigiani del 1800
La fine di un secolo

6. Rettore di nomina papale e chiesa parrocchiale
Sotto l’abate di Pietrastornina

7. Torrione di S.Michele e il Torrione di S.Angelo
Due dei Casali della Montagna

APPENDICE DOCUMENTARIA
Una Torre sullo Scudo

1742: Stemma e Gonfalone
1875: Regolamento di Pubblica Igiene
1875: Regolamento di Polizia Rurale

Note Bibliografiche

Note Bibliografiche

1. Biblioteca Provinciale di Avellino
2. Archivio di Stato di Avellino
3. Camera di Commercio di Avellino
4. ASNA, Catasto Onciario di Tufo.
5. ASAV, Notai di Avellino, Notaio Leo di Torrioni, Busta 7867, Fascicolo 7867.
6. ASAV, Notai di Avellino, Notaio Leo di Torrioni, Busta 7867, Fascicolo 7867, pag.138.
7. ASAV, Notai di Avellino, Notaio Leo di Torrioni, Busta 7867, Fascicolo 7867, pag.138.
8. ASNA, Catasto Onciario di Pietrastornina, 1745.
9. Cfr. ASNA, Catasto Onciario di Torrioni.
10. AA.VV., Torrioni nel 1742, Abedizioni, 2001, V. Note da n.50 a n.58 relative al capitolo sulle chiese.
11. Cfr. ASNA, Catasto Onciario di Torrioni.
12. ASNA, Cedolari, Torrioni, Bobina 36, Vol.65. Die 19. m[es]e Maij 1661 / Super permutatione taxe 16.4.5. in quibus – 112 – taxabat Marius Antonius di Tufo pro Tufo et duobus Terrij Torrajuni ut notatur d.° d.112. / Essendosi per parte di D.[onna] Giulia del Tufo fatta instanza daverseli intestare la Terra del Tufo con il suo Casale chiamato Torrione del Tufo per reputa, e donatione fattali da D.Hipolita del Tufo sua sorella… in Prov.[inci]e di Principato Ultra con suoi feudi et sebfeudi raggione de Patronato de Chiesa, et de presentare in quello et con la potestà de’ reintegrare et intiero stato, et dell’istesso modo, et forma suì come essa D.Hipolita, et suoi Predecessori detta Terra, e Casale meglio et pienamente hanno havuto, tenuto, et posseduto in beneficio di D.Giulia del Tufo sua sorella prossima, et immediata succedettrice, non riservandoli cosa alcuna sopra detta Terra e Casale. Nel cedulatrio della Prov.[inci]a de’ Principato Ultra dell’anno 1639, per tutto l’anno 1660 et 1661 d.112 se nota tassato Marco Antonio del Tufo per Tufo et due terze parti di Terrajuni in docati 16.4.5.
Et per l’altra terza parte di Terrajuni appare per detti cedularij andarne tassato Vincenzo Conte per la terza parte di Toccanise et terza parte di Terrajuni in 10.2.10. per la successione se porta che per morte di detto Marco Antonio del Tufo l’Egidio del Tufo suo figlio, fù presentato nella R.[egi]a Cam.[er]a il Relevio, et fù significato à 17 di Di.[ce]mbre 1602, in 247.4 per la mettà dell’entrate pervenute in anno della morte di detto q.[uonda]m Marco Antonio del Tufo et Casale di terrajuni, ut significatoriorij Releviorij 37 per fede del M.[agnific]o Francesco Sergio R.[egi]o Conservatore delli n.43= R.[egistr]ij Quinternioni della R.[egi]a Camera delli 17 de’ feb[bra]ro 1661 appare che à 26 di gennaro 1607 fù per l’Ill.[ustr]e Conte di Benevento all’hora Vicerè del Regno, prestìto il R.[egi]o Assenzo alla liberatione e vendita fatienda per l?incantatore in nome del S.[acro] C.[onsigli]o ad iusta de’ creditori del q.[uonda]m Marc’Antonio del Tufo ad Oratio Marchese di detta Terra del Tufo e Casale di Terrajuni in Prov.[inci]a di Principato Ultra con suo Castello, sèu fortellezza e Banco della giustitia e cognitione de’ prime e seconde cause, civile, criminale, e miste ute in Quint.[ernionu]m 37 N 279=.
13. AA.VV., Torrioni nel 1742, cit. V. Note sui diplomi della Regina Giovanna.
14. P. Di Caterina, La Cappella di Torrioni, Abedizioni 1999.
15. Ivi.
16. ASAV, Catasto Provvisorio di Torrioni.
17. Archivio Comunale di Torrioni (Av).
18. Archivio di Stato di Avellino.
19. Archivio di Stato di Avellino.

Description

CASALI E FEUDI DELL’ENCLAVE DI BENEVENTOA

Attraverso la documentazione d’Archivio e di Biblioteca ora abbiamo un motivo in più per vantarci del nostro passato.
Torrioni ha aderito volentieri all’iniziativa editoriale sui 119 paesi dell’Irpinia, riscoprendo la nostra storia, le radici, i mestieri dei nostri nonni.
Bascetta ci permette di apprezzare il borgo natio ma, soprattutto, ci fa sentire ancora più orgogliosi dopo aver letto queste pagine. Non a caso il lavoro presenta una documentazione sui regolamenti comunali di ieri e di oggi; è insomma uno spaccato di vita che conferma la crescita del Comune ed apre la strada agli anni del Giubileo.
Oggi sappiamo qualcosa in più sui nostri bisnonni, sulla vita quotidiana che conducevano nel secolo scorso, sui loro mestieri. E’ un piccolo ricordo per chi c’è, e vive la vita di paese, e per chi non c’è più, che portiamo sempre nei nostri cuori.
Le famiglie di Sabato Oliviero e Antonio Cennerazzo abitano fra la Cupa e di Fronte alla Chiesa, che è la Chiesa Parrocchiale, dietro della quale posseggono anche gli orticelli. Ma non solo. Gli stessi Oliviero e Cennerazzo sono coltivatori e possessori dei medesimi territori, gli unici che la Parrocchia possiede, a La Pagana.
Le terre di Pagana della Chiesa Parrocchiale, a loro volta, erano state affidate a censo al Parroco pro tempore dal Marchese Piatti.
Il fondo della Pagana ricadeva verso il territorio di Tufo. Infatti esso era, per la maggior parte, del Marchese Piatti il quale lo aveva affidato quasi del tutto ai torrionesi. Quando il fondo si divise fra la Giurisdizione di Torrioni e Tufo, a seguito dei debiti contratti dalla famiglia del Tufo, la parte di Torrioni fu data a censo al Parroco della Parrocchia di Torrioni.12
La parte della Pagana di Tufo fu data dal Marchese all’Arciprete e alla Chiesa Arcipretale, con suo diritto di eleggere l’Arciprete e di avere il Patronato sulla Chiesa Arcipretale di Tufo.
Cosa che Piatti non fece con Torrioni. Perchè? Evidentemente il Patronato sulla Chiesa Arcipretale di Torrioni era rimasto, da tempo immemore, ai del Tufo. Il feudo, a suo tempo, era posseduto da Donna Ippolita Del Tufo, poi riscattato da Donna Giulia del Tufo, la quale fece instanza per intestarsi la Terra del Tufo con il suo Casale chiamato Torrione del Tufo per reputa, e donatione fattali da D.Hipolita del Tufo sua sorella. Tutto il territorio di Torrioni e Tufo, infatti, nella seconda metà del 1600, era in un solo Stato feudale in cui la Chiesa era quella Arcipretale il cui patronato era del feudatario in quanto feudi et sebfeudi raggione de Patronato de Chiesa, et de presentare in quello et con la potestà de’ reintegrare et intiero stato, et dell’istesso modo, et forma suì come essa D.Hipolita, et suoi Predecessori detta Terra, e Casale meglio et pienamente hanno havuto, tenuto, et posseduto in beneficio di D.Giulia del Tufo sua sorella prossima, et immediata succedettrice, non riservandoli cosa alcuna sopra detta Terra e Casale……..
Anzitutto dobbiamo dire che per la Chiesa Parrocchiale c’era l’anziano sacerdote Don Pietro Ferraro (n.1706) il quale era di Torrioni ed abitava a Cima Casale, coadiuvato da Don Ciriaco Zoina benchè incapace di amministrare i sacramenti. Tutti gli altri preti che abbiamo incontrato sono forestieri e vengono a Torrioni solo a celebrare messa. Ma allora che ci faceva, in Torrioni, il prete Don Luca Morano (n.1706), che sappiamo essere un Sacerdote forestiero, se, alla morte di Don Pietro, la Parrocchia sarà del Rettore Don Giacomo de Leo fino alla sua morte avvenuta nel 1670?
Vabbè che anche Don Pietro Ferraro abitava in Cima Casale, ma la maggior parte di quel quartiere, ricordiamolo, pagavano censo non alla Camera Marchesale di Piatti, ma a quella Baronale dei Camilli, mentre, da sacerdote secolare cittadino che abita in una casa propria di Cima Casale, assegnatacela dal fu Luigi suo padre, confinante con Alesio Ferraro e la via pubblica, e possedendo ad titulum patrimonii terreni a Piano, Bosco e Strada, oltre l’arbustato e vitato confinanti con Ciriaco Papa, a conti fatti, dedottonsi il peso del suddetto patrimonio di ducati 30, secondo la tassa diocesana, la tassa assorbe la rendita e non paga nulla….
Così i Ferraro, per la casa propria con orto, pagavano il censo enfiteutico alla Camera Baronale de Camilli e alla Chiesa Arcipretale. Alla stessa Camera de Camilli pagava censo per il seminato di Tuoro e per le terre alla Chiesa, per il boscoso e il seminato di la Strada, mentre, contemporaneamente, alla Camera…

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Bascetta

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