45. LA RIVOLTA DELL’UNIONE COL PRIMO MASANIELLO (1547) ISBN 9788872976593

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Copertina posteriore

CASTALDO, 2^ parte dei Diari

RICAPITOLAZIONE
Questo secondo volume ci conduce nel cuore pulsante di una Napoli
cinquecentesca, sospesa tra il fasto delle corti e la brutalità delle ritorsioni
militari.
Attraverso l’attenta analisi filologica editoriale, curata da Sabato
Cuttrera, veniamo introdotti in quella che a tutti gli effetti può essere
definita come una vera e propria miniera di dati d’archivio: i manoscritti
del notaio Antonino Castaldo.
Per secoli le carte sono state saccheggiate, parzialmente copiate e
riadattate da cronisti successivi, senza mai trovare la dignità di
un’edizione davvero integrale. Il lavoro colma questa lacuna
concentrandosi sul testimone d’eccezione noto come copista «D»,
rintracciato tra i fondi delle Biblioteche Nazionali di Napoli e Madrid.
Tra le pieghe dei fogli riemerge anche la figura, spesso distorta o
dimenticata dalla storiografia successiva, di Tomase Aniello Sorrentino,
leader della protesta del 1547 che per lungo tempo è stato erroneamente
confuso o sovrapposto al più celebre Masaniello della rivolta di cent’anni
dopo.
Per comprendere appieno la portata degli eventi, la premessa storica
si affida alle parole di Scipione Miccio, nell’edizione ottocentesca che
Francesco Palermo inserì nelle sue Narrazioni. Questo controcanto ci
offre il ritratto ravvicinato del Viceré Don Pietro di Toledo e della sua
parabola di governo, che si indurisce drasticamente dopo la morte della
Viceregina.
In una Napoli dove le dottrine ereticali iniziano a farsi strada tra la
popolazione, il timore dell’introduzione dell’Inquisizione sul modello
spagnolo si trasforma rapidamente in una psicosi collettiva.
Quando Toledo decide di piegarsi ai voleri di Roma, accogliendo il
breve papale e traducendolo in un editto vicereale, il Consiglio comunale
e i seggi della nobiltà si schierano apertamente contro il provvedimento.
È la scintilla che fa esplodere i vicoli: Tommaso Aniello aizza la folla
nei pressi del mercato, arrivando a sequestrare lo stesso Reggente della
Cancelleria, mentre il Viceré si ritira strategicamente a Pozzuoli per
riorganizzare le forze. Le istituzioni cittadine si radicalizzano, l’Eletto
viene deposto a favore di sei Deputati del Popolo e il carismatico Principe
di Salerno, Ferrante Sanseverino, viene inviato in Spagna per chiedere

Description

L’INCREDIBILE RIVOLTA DEL VERO TOMMASO ANIELLO SORRENTINO 100 ANNI PRIMA DELL’OMONIMO ‘MASANIELLO’ «HISTORIA»

Libro II (1547)

INDICE DIARI DI NAPOLI (1547)
LIBRO II (1547)
INTRODUZIONE
LA MINIERA DEI MSS. DEL NOTAIO CASTALDO,
SCOPIAZZATI E MAI RICOPIATI PER INTERO
DI SABATO CUTTRERA
PREMESSA STORICA
IL REGNO DI DON PIETRO DI TOLEDO
IL VICERÈ CHE GOVERNÒ COL MASSACRO
DA SCIPIONE MICCIO
1. La «Vita» dopo la morte della Viceregina
2. La gente teme l’Inquisizione: le eresie avanzano
3. Il Viceré obbedisce al Papa: il breve, poi l’editto
4. Il Consiglio comunale si ribella: le minacce di Toledo
5. Tommaso Aniello aizza la folla, sequestrato il Reggente
6. Toledo incontra i Capitani a Pozzuoli: l’altra verità
7. Il Consiglio depone l’Eletto e nomina sei Deputati
8. Il Principe di Salerno inviato dal Re per deporre Don Pedro
9. Tre nobili salvano il prigioniero inquisito: da giustiziare!
10. San Lorenzo in allarme! Ma i nobili stoppano l’Unione
11. Massacro in risposta agli omicidi di Spagnoli
12. Bisignano frena i ribelli, umiliati dal Generale
13. Accettata la ronda contro gli irriducibili: Unione divisa
14. 5000 soldati del Duca di Firenze pronti a sbarcare
PROLOGO
IL VEDOVO ALLEGRO SE LA SPASSA
UN DITTATORE AUTORIZZATO DENTRO NAPOLI
ANTONINO CASTALDO, Vita, inserto Ms. in spagnolo, in: MS., De Progressi,
et successi nella Città, e Regno di Napoli, Napoli 1650
IL PRIMO CAPITOLO
1547: IL PAPA RILANCIA L’INQUISIZIONE
E’ PROTESTA, STRAPPATO L’EDITTO VICEREALE
MS., De Progressi, et successi nella Città, e Regno di Napoli. Di Notar ANTONINO CASTALDO
— Effemeridi: l’Almanacco dell’astronomo Luca Guarico
— Cardinali per Inquisizione dei chierici: strappato l’editto
— Grisone, delegato del Popolo, va da Toledo a Pozzuoli
NTONINO CASTALDO
100
IL SECONDO CAPITOLO
MAGGIO: PRIMA RIVOLTA E RITORSIONE
TOMMASO ANIELLO SOLLEVA IL MERCATO
MS., De Progressi, et successi nella Città, e Regno di Napoli.
— Popolo ribelle per l’editto del 9 Maggio: via i traditori!
— Anche i nobili pronti a scendere in piazza
— Chi non aderisce è indicato come Traditore della Patria
— E’ Tomase Aniello Sorrentino il ribelle del Mercato
— 3000 soldati Spagnoli a Castelnuovo sparano sulla folla
— L’accusa di ribellione al Consiglio comunale della Città
— L’idea della ronda popolare per far pace col Viceré
— I nobili sposano il potere con avvocati compiacenti
— Salta la testa di chi fa fuggire i prigionieri politici
— Il dirigente dissente temendo i tempi di Fucillo
— Ma i tre giovani nobili vengono massacrati dal Viceré
IL TERZO CAPITOLO
PRONTA LA DOPPIA RIVOLTA POPOLARE
MA IL VICERE’ SI LIBERA DEGLI AVVERSARI
MS., De Progressi, et successi nella Città, e Regno di Napoli.
— Il Popolo pronto alla rivolta, ma i ricchi frenano
— Il Principe di Salerno inviato dal Popolo dall’Imperatore
— Don Pedro avverte il Re a modo suo: l’anti-inviato
— Attesa popolare: il principe trattenuto da Carlo V
— La gente corre alle armi in S.Lorenzo
— Popolo e nobili pronti a scendere in piazza: l’Unione
IL QUARTO CAPITOLO
IL TRADIMENTO DI DON PEDRO
FUOCO ALLE CASE, CANNONI E STUPRI
MS., De Progressi, et successi nella Città, e Regno di Napoli.
— La vendetta degli Spagnoli: in fiamme Piazza d’Olmo
— Tutti costretti a deporre le armi: la pubblica resa
— L’avvocato Barattuccio frena i Calabresi fuoriusciti
— L’onore di Napoli: senza omicidi e con i Tribunali chiusi
— Carlo V alla Città: stop alle proteste, perdono e riscatto
— Napoli apre il Tribunale di S.Lorenzo e cede le armi
POSTFAZIONE
DUE CRONISTI PER UNA RIVOLTA: INCONGRUENZE E ATTENDIBILITÀ
NOTE BIBLIOGRAFICHE
RICAPITOLAZIONE

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

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Editorial Review

CASTALDO, 2 parte, DEI DIARI

 

RICAPITOLAZIONE
Questo secondo volume ci conduce nel cuore pulsante di una Napoli
cinquecentesca, sospesa tra il fasto delle corti e la brutalità delle ritorsioni
militari.
Attraverso l'attenta analisi filologica editoriale, curata da Sabato
Cuttrera, veniamo introdotti in quella che a tutti gli effetti può essere
definita come una vera e propria miniera di dati d'archivio: i manoscritti
del notaio Antonino Castaldo.
Per secoli le carte sono state saccheggiate, parzialmente copiate e
riadattate da cronisti successivi, senza mai trovare la dignità di
un'edizione davvero integrale. Il lavoro colma questa lacuna
concentrandosi sul testimone d’eccezione noto come copista «D»,
rintracciato tra i fondi delle Biblioteche Nazionali di Napoli e Madrid.
Tra le pieghe dei fogli riemerge anche la figura, spesso distorta o
dimenticata dalla storiografia successiva, di Tomase Aniello Sorrentino,
leader della protesta del 1547 che per lungo tempo è stato erroneamente
confuso o sovrapposto al più celebre Masaniello della rivolta di cent'anni
dopo.
Per comprendere appieno la portata degli eventi, la premessa storica
si affida alle parole di Scipione Miccio, nell'edizione ottocentesca che
Francesco Palermo inserì nelle sue Narrazioni. Questo controcanto ci
offre il ritratto ravvicinato del Viceré Don Pietro di Toledo e della sua
parabola di governo, che si indurisce drasticamente dopo la morte della
Viceregina.
In una Napoli dove le dottrine ereticali iniziano a farsi strada tra la
popolazione, il timore dell'introduzione dell'Inquisizione sul modello
spagnolo si trasforma rapidamente in una psicosi collettiva.
Quando Toledo decide di piegarsi ai voleri di Roma, accogliendo il
breve papale e traducendolo in un editto vicereale, il Consiglio comunale
e i seggi della nobiltà si schierano apertamente contro il provvedimento.
È la scintilla che fa esplodere i vicoli: Tommaso Aniello aizza la folla
nei pressi del mercato, arrivando a sequestrare lo stesso Reggente della
Cancelleria, mentre il Viceré si ritira strategicamente a Pozzuoli per
riorganizzare le forze. Le istituzioni cittadine si radicalizzano, l'Eletto
viene deposto a favore di sei Deputati del Popolo e il carismatico Principe
di Salerno, Ferrante Sanseverino, viene inviato in Spagna per chiedere