39. MONTEMARANO E MONTE MARIANO DI BOIANO : i discendenti dei Liguri Bebiani di Cerreto migrati con San Giovanni nei feudi dei Gesualdo in Irpinia ex Principato Ultra e divenuti irpini ISBN 9788872971161

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Copertina posteriore

Presentazione

I quasi 3.000 montemaranesi mandavano nei banchi 187 alunni dislocati nelle 5 scuole elementari sotto la guida degli insegnanti dei quali non conosciamo i nomi, tranne che di un insegnante privato, Felice Gambale, con 27 figli di papà. Da notare che il paese, col titolo di antica Città, aveva anche la pretura in loco con Luigi De Giorgio come giudice e Francesco De Feo per cancelliere; Luigi De Feo era l’usciere. Nella schiera dei professionisti laureati figuravano – oltre il dottor Michele Fusco, medico chirurgo condottato, e la levatrice condottata Cristina Fusco – l’agrimensore (perito agrario) Celestino De Sipio; gli avvocati Vincenzo e Giovanni Gambale; il farmacista Mariano Forte e il chirurgo Filippo Follo.
Non ritrovando più tutta la sfilza degli industrianti di qualche anno prima, né riuscendoci a spiegare il perché di tale assenze – se non per emigrazione – a distanza di soli due lustri, a rappresentare la classe intermedia erano rimasti l’armaiuolo Luigi Chiancone, i mediatori Nunzio Mangiella e Giuseppe De Lisio, i negozianti di tessuti Generoso Todina e Raffaele Farese. Dai barbieri Giovanni Secca e Giovanni D’Agnese ritorniano ai calzolai Sabino Marcella e Achille e Domenico D’Agnese.
Non da meno le famiglie degli altri lavoratori autorizzati come Teodoro Iannuzzi che faceva il capomastro muratore, Achille D’Agnese il panettiere, Antonio Di Napoli il fabbro ferraio, Giovanni Gallo e Leonardo Discepolo i falegnami, Generoso D’Agnese e Angelo Gambale i beccai. Non possiamo qui dimenticare i pirotecnici che, in nome della tradizione, diventano due: Errico Secca e Giovanni Giammarino. Un altro Secca, Alfonso, faceva il sarto come Giovanni Santoro.
Tutti gli altri abitanti di Montemarano, per la maggior parte, si dedicavano alla campagna e soprattutto ai vitigni. Vale la pena di ricordare che un buon fiaschetto, chi proprio vino non ne produceva o era forestiero, lo si poteva trovare da Pasquale Nigro, Alfonso Gallo e Generoso Lombardi che, apposta, facevano i vinai.
Un buon bicchiere di vino di cantina prima di una bella fumata di tabacco comprato da Giovanni e Ferdinando Gallo o da donna Concettina Gambale….

Description

MONTEMARANO E MONTE MARIANO DI BOIANO

Presentazione
Premessa

le diverse ubicazioni di monte marano
originate dai liguri in 3 agri del sannio

1. Le Colonie sannitiche dei deportati Liguri
Prima di Montemarano nell’agro di Picentia

2. Le Colonie di Liguri sono altrove: Apuani (Campi Flegrei),
Bebiani (Tammarense) e Corneliani (Alifano)

3. I Liguri da Pozzuoli a Circello, gli Irpini a Benevento,
i Picentini nell’Alta Irpinia del I Secolo

4. A Circello (Bn) la tavola alimentaria del I Secolo d.C.
che comprende i fondi fino all’Alta Irpinia e a Picentia

5. L’altra tavola di bronzo del I Secolo a.C.
ritrovata a Veleya Romana, sui Colli Piacentini

6. Prima i Lucani del periodo Sannita, poi i Romani

7. Il fondo romano della riforma dei Gracchi
sul cippo si Lioni e il cippo di Lioni-Caposele

8.I quattro fondi romani di Lioni-Caposele
erano stati distaccati da un grande fondo Galliciano

9. Il fondo Lolliano è Fontigliano di Nusco:
la lapide di Lollia(no)

10. Lapidi a Cassano di Corneli della gens Cornelia,
non la Colonia Ligure di P.Cornelio

11. La lapide di Cassano che cita i fratelli Avilli
riguarda il fondo del I Secolo chiamato Cassianum

12. Monte Mariano non è Monte Marano:
il monastero della Beata Santa Maria in Loco Sano
è la Basilica di San Felice in M.Mariano del 750 d.C.

13. S.Felice Magno in Loco Sano sul fiume Calore,
presso Quintodecimo e S.Agata distrutte dai Saraceni

14. Le distruzioni dei Saraceni durano per un secolo,
fino all’arrivo di Ottone II: siamo nelle Valli di Sora
e di Cominio nel 981: la fuga sull’Alto Calore

15. Cassano e Luogosano, confuse con Lo Cossano,
cioè Lo(cu) Cusano (Mutri)

Capitolo Primo
la marca di salerno annessa
a URBE neapulia DaI LOMBARDI DI PAVIA

1. Ruggero Borsa fu Guiscardo
rifonda il Principato in S.Felice di Heapula

2. Serra Veteri di Loco Sepi a Cerasulo in Mitiliano
fra Tora e Apudmonte, extra Salerno a Capodacqua

3. Il Duca diventa Marchio del Papa
e dona S.Lorenzo (Cava?) a Rocca San Felice

4. Spunta una Trinità a Cava sede imperiale
alle spalle della Marca regionale di Salerno

5. Muore Re Corrado, No del Papa a Borsa console:
uccide Ruggero I e spunta il figliastro S.Severino

6. Un Principato Regio per i Magni di Bisanzio:
Doge Giovanni a Heapula, Tancredi a Neapulia

7. Arcidiaconia di Neapulia dell’isola Minor
fondata dal Principe Tancredi a Vico Irculano

8. Il Principato di Tancredi a Neapulia di Ircolanio:
l’urbe della frontale Torre Minor di Partenope

9. Borsa accetta l’archiepiscopio di Neapulia
contro Re, Altavilla, Loritello e Sanseverino

10. Rogero I «Il Nipote», di Adelizia II fu Ruggero I,
fu Enrico II fu Adelizia I che risposa Ruggero I

11. Borsa dona Salerno all’archiepiscopio Neapulia:
S.Maria è la Basilica greca in Principato di Sala

12. Il Principe Marchisio parte per le Crociate

Capitolo Secondo
TRIBUNALE DA ATENA A CAMEROTA
IN VICEREGNO DEI LOMBARDI DI PAVIA

1. Inventario dei feudi del Principato «de Rex»

2. Altavilla e Sanseverino da Cava scippano Salerno
e il Principato de Rex assorbe Nova Salernitana

3. Annessione della Diaconia di Hea al tribunale
di Camerota che dona tutto al Principato di Sala

4. Tancredi Altavilla rifonda il Ducato di Olevano
in Granducato di Atena e scippa il Principato di Sala

5. La disfatta della Contea di Fasanella:
l’instituzione dei tribunali di Atena e Camerota

Capitolo Terzo

i ducati assorbiti da neapulia
sede del principato «DE REX» di pavia

1. Il Principato Neapulia «de Rex» di Pavia
annette il Ducato di Heapula a Laureto di Sala

2.Il Ducato di Civitate Laurenti in Padula di Sala
e il Principato di Urbe Teano del Vallo di Teano
riuniti nel Marchionato di Nova Salerno

3. L’area dell’ex Principato del Vallo di Diano
andava da Eboli e Campagna fino a Muro

Capitolo Quarto

il Ducato diocesano di Conza
nel Catalogo dei Baroni del 1096

1. Il Ducato diocesano di Civitate Conza
annesso al Principato regio di Sala Consilina
sottomesso al Marchionato lombardo di Nova Salerno

2. Il Tribunale dei Lombardi fondato a S.Angelo
per demanializzare la Diocesi di Conza:
la Baronia da Bisaccia e M.Marano a Gesualdo

3. Herbert Middlesex, arcivescovo inglese a Conza

4. Medania e Re Tancredi (1189-1193):
i liberatori imperiali di Enrico VI

5. L’Imperatore Enrico occupa Salerno
e vi lascia l’Imperatrice Costanza

6. Ruggiero di Avellino via i Balbano di Re Enrico

7. Guglielmo Svevo fatto Marchio:
è il nuovo Principe e Duca (1194)

8. Conza al prelato-domino Pantaleone di Federico II

9. Nasce una provincia inglese
in Comitato del Giustiziariato?

10. Provincia di Conza: 50 feudi sotto l’arcivescovo

Capitolo Quinto

In Demanio Regio del Comes Elia gesualdo
la nascita della contea di montemarano

1. Bojano (e non Bojaro) prima di Montemarano

2. Il feudo autonomo della Comestabulia militare
di Roberto in Quaglietta e la Contea di Filippo Balbano

3. Il Comitato sovrintendeva sulle tre Comestabulie di Lampo,
Roberto e Gilberto dei conti delle tre Contee
insediatisi in Fasanella (Sa), Quaglietta e Conza (Av)

4. Furono i Siciliani degli Altavilla
a far rinascere Montemarano

5. A Demanio Regio nella Contea del M.Marano
del Comes Elia Gesualdo di Montemarano

6. Lontano dalla Contea del Conte Giordano

7. La produzione della seta fra S.Magno Alter
di Pietra Pizzuta e Pinna Sancti Menna

8 Balbano da Apice a Calabritto,
poi parte la Contea a Conza

9. Laviano Conti di Conza (1239),
e Giacomo è fatto arcivescovo

10. Il Principato finisce
a Melfi e Lagopesole

Capitolo Sesto

gli Stati feudali locali
dopo gli Angioini

1. La Terras di Mons Maranus
fra le terre del Rescritto Angioino

2. La controversia fra Montemarano, Cassano e Montella
al distacco del suffeudo di Cassano da Montella

3. La rivolta del popolo contro il procuratore
del principe che gli negava i diritti nel demanio

4. La falsa linea di confine fra i feudi dell’ex stato

5. La Città di Montemarano nello Stato di Salsa

6. L’ultimo feudatario e il nuovo secolo: il 1700

7. I primi negozianti-elettori del nuovo borgo Ottocentesco

note bibliografiche

Dettagli

EAN

9788872970829

ISBN

8872970822

Pagine

96

Autore

Bascetta

Recensioni

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Editorial Review

 Presentazione

 

I quasi 3.000 montemaranesi mandavano nei banchi 187 alunni dislocati nelle 5 scuole elementari sotto la guida degli insegnanti dei quali non conosciamo i nomi, tranne che di un insegnante privato, Felice Gambale, con 27 figli di papà. Da notare che il paese, col titolo di antica Città, aveva anche la pretura in loco con Luigi De Giorgio come giudice e Francesco De Feo per cancelliere; Luigi De Feo era l'usciere. Nella schiera dei professionisti laureati figuravano - oltre il dottor Michele Fusco, medico chirurgo condottato, e la levatrice condottata Cristina Fusco - l'agrimensore (perito agrario) Celestino De Sipio; gli avvocati Vincenzo e Giovanni Gambale; il farmacista Mariano Forte e il chirurgo Filippo Follo.
Non ritrovando più tutta la sfilza degli industrianti di qualche anno prima, né riuscendoci a spiegare il perché di tale assenze - se non per emigrazione - a distanza di soli due lustri, a rappresentare la classe intermedia erano rimasti l'armaiuolo Luigi Chiancone, i mediatori Nunzio Mangiella e Giuseppe De Lisio, i negozianti di tessuti Generoso Todina e Raffaele Farese. Dai barbieri Giovanni Secca e Giovanni D'Agnese ritorniano ai calzolai Sabino Marcella e Achille e Domenico D'Agnese.
Non da meno le famiglie degli altri lavoratori autorizzati come Teodoro Iannuzzi che faceva il capomastro muratore, Achille D'Agnese il panettiere, Antonio Di Napoli il fabbro ferraio, Giovanni Gallo e Leonardo Discepolo i falegnami, Generoso D'Agnese e Angelo Gambale i beccai. Non possiamo qui dimenticare i pirotecnici che, in nome della tradizione, diventano due: Errico Secca e Giovanni Giammarino. Un altro Secca, Alfonso, faceva il sarto come Giovanni Santoro.
Tutti gli altri abitanti di Montemarano, per la maggior parte, si dedicavano alla campagna e soprattutto ai vitigni. Vale la pena di ricordare che un buon fiaschetto, chi proprio vino non ne produceva o era forestiero, lo si poteva trovare da Pasquale Nigro, Alfonso Gallo e Generoso Lombardi che, apposta, facevano i vinai.
Un buon bicchiere di vino di cantina prima di una bella fumata di tabacco comprato da Giovanni e Ferdinando Gallo o da donna Concettina Gambale.