31. MARGHERITA DI SAVOIA, MARGHERITA DI COSENZA: Duchessa di Calabria Citra da Belvedere a Cropani ( ISBN 9788872976524)

In offerta!

33,00 22,00


Copertina posteriore

Donne reali e uomini d’arme n. 31

Indice dei nomi

Alfonso (d’Aragona), pretendente al Regno di Napoli – Cap. I, II, III
Alfonso (d’Angiò-Savoia), duca di Calabria – Cap. I, II
Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde) – Introduzione
Amedeo VII di Savoia – Introduzione
Amedeo VIII di Savoia (poi papa Felice V), padre di Margherita – Cap. I, II, III, V, VI, Appendice
Amedeo di Savoia d’Acaia – Introduzione
Anna di Cipro, moglie di Ludovico di Savoia – Cap. I
Anna di Savoia, principessa di Taranto – Cap. I, II
Beatrice di Savoia, contessa di Forcalquier – Cap. I
Beccuti, Vincardino (o Brancardino), castellano di Cosenza – Cap. II, III, IV, Appendice
Beroldo, primo conte di Savoia – Cap. I
Bianca di Savoia, signora di Milano – Introduzione, Cap. I
Bona (o Bonna) di Savoia (contessa di Montefort) – Cap. I
Bona di Savoia, duchessa di Milano – Cap. I, II
Carlo III di Durazzo, re di Napoli – IntroduzioneCarlo Giovanni Amedeo di Savoia – Cap. I
Coiro, Beniamino (o Bernardino Corio), cronista e storico – Cap. I
Cosimo il Vecchio (de’ Medici) – Cap. I
Elena di Württemberg, figlia di Margherita – Cap. VI, Appendice
Federico (del Palatinato), reggente – Cap. VI, Appendice
Federico d’Aragona, principe di Taranto (poi re di Napoli) – Cap. I, II
Filippo (del Palatinato), elettore, figlio di Margherita – Cap. VI, Appendice
Filippo II di Savoia (il Senza Terra), duca di Savoia – Cap. I
Filippo Maria Visconti, duca di Milano – Cap. I, II, Appendice
Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano – Cap. I
Giano, re di Cipro – Cap. I
Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli – Introduzione
Giovanna II d’Angiò, regina di Napoli – Cap. I, III
Giovanni di Bicci (de’ Medici) – Cap. I
Giangaleazzo Sforza, duca di Milano – Cap. I
Gonzaga, Dorotea, nobildonna mantovana – Cap. I
Iolanda d’Aragona, duchessa d’Anjou – Cap. I, Appendice
Lorenzo de’ Medici (il Magnifico) – Cap. I
Ludovico di Savoia, duca di Savoia – Cap. I
Ludovico III d’Angiò, duca di Calabria e primo marito di Margherita – Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Ludovico IV del Palatinato, secondo marito di Margherita – Cap. V, VI, Appendice
Luigi I d’Angiò – IntroduzioneLuigi II d’Angiò – Introduzione, Cap. I
Margherita di Durazzo, regina di Napoli – Introduzione
Maria di Borgogna, duchessa di Savoia, madre – Cap. I, Appendice
Maria di Bretagna – Introduzione
Maria di Savoia, duchessa di Milano, sorella – Cap. I, II, IV, Appendice
Martire, Domenico, cronista calabrese – Cap. II

Orsini del Balzo, Raimondello, gonfaloniere – Introduzione
Parisio, Tommaso, nobile cosentino e testimone – Cap. III, IV, Appendice
Pingonio, Filiberto, storico e cronista sabaudo – Cap. I
Siguardo, re di Sassonia – Cap. I
Spiriti, Francesco, cavaliere cosentino e testimone – Cap. II, Appendice
Tirelli, Giacomo, cavaliere cosentino e testimone – Cap. II, Appendice
Ulrico V di Württemberg, terzo marito – Cap. VI Urbano VI, papa – Intr.
Vena, Aurelio, cavaliere di corte – Cap. II
Villani, Giovanni, cronista fiorentine – Cap. I

Indice dei luoghi

Abruzzo – Cap. II
Basilicata – Cap. II, V
Campobasso – Introduzione
Calabria (e Calabria Citra) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Cattedrale di Cosenza – Cap. I, II, III, IV, VII, Appendice
Castello Svevo di Cosenza (sul colle Pancrazio) – Cap. II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Chambéry (Savoia) – Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Chiablese (Chablais) – Cap. I, Appendice
Cosenza (città) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Crati (valle del fiume) – Cap. II, III, V, VI
Cremona – Cap. I
Firenze (e Repubblica Fiorentina) – Cap. I, II, III, IV, V, AppendiceGaeta – Introduzione
Ginevra (e lago Lemano) – Cap. I, VHeidelberg (Palatinato) – Cap. V, VI, Appendice
Lione – Cap. I, II, Appendice
Lombardia – Cap. I, II, IVMantova – Cap. I
Milano (e Ducato) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Morges (castello) – Cap. I
Napoli (e Regno) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Niguarda – Cap. INocera (Agro Nocerino) – Introduzione
Piemonte – Cap. I, II
Puglia – Introduzione, Cap. I, II Reno – Cap. V, VI, VII, Appendice
Sannio – Cap. II, VSassonia – Cap. I
Sicilia (Magna Corona di Sicilia) – Introduzione, Cap. I, III, VI, Appendice
Stoccarda – Cap. VI, AppendiceThonon – Cap. I
Toscana – Cap. I, II, IV, V, Appendice
Urach – Cap. VI, VII
Venezia (e Repubblica di Venezia) – Cap. I, Appendice

NOTE BIBLIOGRAFICHE

1. Cfr. S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 11. Il testo del manoscritto inedito fa risalire la linea comitale senza interruzioni a Beroldo (nato nel 980), vicario imperiale dall’anno 998. Viene riportato l’elenco analitico dei figli nati dal duca Ludovico, evidenziando il matrimonio del 1432 tra Maria di Savoia e Filippo Maria Visconti. L’autore chiarisce l’enigma storiografico, dimostrando che la duchessa di Milano fu figlia di Filippo, settimo duca di Savoia, e non la zia omonima unita ai Montfort. Sul dispaccio di Guidobono su Dorotea Gonzaga v. ibidem, p. 41. Viene trascritta la lettera del 9 settembre 1457 in cui l’ambasciatore Guidobono descrive dettagliatamente i tratti fisici e gli “occhi bianchi” della sposa promessa. Dalla ricapitolazione storiografica delle lettere medicee. Viene documentato lo sfarzo della corte milanese a Firenze e il consumo di carne in tempo di Quaresima. Sull’assegnazione del titolo di duca di Calabria v. il registro genealogico che attesta le nozze del 1478 tra Anna di Savoia e Federico di Taranto, da cui nacque Alfonso duca di Calabria. Ivi.
2. Archivio di Stato di Torino, Fondi sabaudi – Lettere e patenti del XV secolo. L’atto attesta la nascita di Margherita a Morges il 7 agosto 1420 da Amedeo VIII e Maria di Borgogna.
3. S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 16. Viene descritto il passaggio della casata da Contea a Ducato sotto Amedeo VIII, avvenuto nel 1416, quattro anni prima della nascita di Margherita.
4. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Regia Camera dei Conti, Registri di Tesoreria, anno 1424, f. 42. La tesoreria del 1424 è una miniera di carte. L’atto definisce Margherita come “illustris domicella”.
5. I conti di camera sono del 1428. Cfr. Ibidem, Memoriali di Corte, mazzo 12, registro delle spese per la prole ducale, ottobre 1428. Documenta i pagamenti per i precettori e i testi di studio.
6. La tradizione degli strumenti è in: S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 47. Descrive analiticamente la composizione orchestrale e di camera delle corti sabaude e italiane del XV secolo.
7. La convenzione è del 1431. Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Angiò, mazzo 3, n. 14, Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431. Fissa i patti dotali preliminari tra Amedeo VIII e Iolanda d’Aragona.
8. La tradizione degli strumenti è in: S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 47. Descrive analiticamente la composizione orchestrale e di camera delle corti sabaude e italiane del XV secolo.
9. La convenzione è del 1431. Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Angiò, mazzo 3, n. 14, Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431. Fissa i patti dotali preliminari tra Amedeo VIII e Iolanda d’Aragona.
10. Per i dispacci milanesi v. Archivio di Stato di Milano, Visconteo-Sforzesco, Carteggio diplomatico, Savoia, busta 2, fascicolo 1422. Contiene le relazioni dei legati sulla prole di Amedeo VIII.
11. Registri medicei. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza I, documenti contabili del Banco Medici sulle doti sabaude (1426-1430).
12. Sulla centralità dei prestiti fiorentini e del legame con la fazione angioina di Luigi III, cfr. Ibidem, Notarile moderno, atti di procura e lettere di cambio per la spedizione nel Regno.Siamo riusciti a mappare l’infanzia di Margherita fino al 1431 attraverso tre grandi archivi (Torino, Milano, Firenze).
13. Ivi. I registri storiografici annotano formalmente il matrimonio stipulato nel 1432 tra Margherita e Luigi III d’Angiò-Valois, erede adottivo della regina Giovanna, abrogando le pretese di Alfonso d’Aragona.
14. La composizione del corteo sabaudo è in: Archivio di Stato di Torino, Mazzi di Corte, Spese per la prole ducale, agosto 1432. Elenca i nomi dei cavalieri e delle dame assegnati alla scorta di Margherita.
15. Per i salvacondotti milanesi v.Archivio di Stato di Milano, Fondo Visconteo, Lettere patenti e salvacondotti, registro dell’anno 1432. Documenta le disposizioni di Filippo Maria Visconti per il transito sicuro.
16. Le esenzioni daziarie a Firenze sono in: Archivio di Stato di Firenze, Signori, Deliberazioni in forza d’ordinario, agosto-settembre 1432. Riporta il decreto di esenzione dai dazi per i bauli dotali sabaudi.
17. L’itinerario interno verso la Calabria è ricostruito attraverso I.Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 112. Egli descrive lo stato delle strade interne del Regno e i presidi angioini posti a tutela della provincia cosentina.
18. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Camera dei Conti, registro delle patenti e delle spese dotali per Margherita di Savoia, agosto 1432, in cui si registrano i preparativi per la dote.
19. Le esenzioni fiorentine del Banco Medici sono in Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza contabile del 1432, f. 89. Registra il passaggio esente da dazi delle masserizie e dei gioielli della camera ducale.
20. Per l’insediamento ducale a Cosenza v. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, pp. 120-125. Documenta i decreti emessi da Luigi III a Cosenza subito dopo l’arrivo della moglie presso la sede della corte nel castello cosentino.
21. Per la vita di corte nel castello cosentino v. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 132. L’atto descrive la vita di palazzo e le provvigioni assegnate alla camera della Duchessa.
22. La descrizione degli strumenti e delle feste è tratta da: S.Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 47. Riporta la trascrizione coeva delle musiche e degli strumenti utilizzati per le cavalcate e gli spettacoli della dinastia sabauda nelle corti d’Italia.
23. I diplomi emessi a Cosenza sono in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, cit., vol. XXXIV, pp. 140-145. Contiene i testi delle concessioni feudali e dei privilegi commerciali siglati dai duchi a Cosenza tra il 1432 e il 1433.
24. Il carteggio sabaudo conservato): Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Lettere Ministri, Savoia, mazzo 4, carteggio epistolare della principessa Margherita (1432-1433). Documenta le missive private inviate dalla Calabria verso la corte transalpina.
25. La missiva da Cosenza è in: Archivio di Stato di Torino, Corte, Lettere Principesse, Savoia, mazzo 3, registro 1432. Il testo mostra la calligrafia assistita dai segretari sabaudi che seguirono la dodicenne in Calabria.
26. Ivi anche la risposta con le ammonizioni paterne. Cfr. Ibidem, Lettere Duchi, registro Amedeo VIII, maggio 1433. Evidenzia la tipica fermezza amministrativa del primo duca di Savoia nell’istruire i propri figli distanti dalla corte d’origine.
27. I. Orefice, cit, in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 152. L’atto descrive la gestione dei Consigli di camera a Cosenza in assenza del duca.
28. Per i movimenti finanziari medicei v.Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza III, lettere di cambio e mandati di pagamento della tesoreria angioino-sabauda per l’anno 1433.
29. Le suppliche dei casali cosentini sono in: Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Notarile Antico, protocolli del notaio regio Nicola de Matera, atti del maggio 1433. Registra le immunità concesse ai mercanti di seta bruzi.
30. Le relazioni dei fisici di corte sono in: Archivio di Stato di Torino, Corte, Sanità e Medici di camera, mazzo 2, dispacci medici sabaudi dalla Calabria, novembre 1433.
31. Per la nomina del Castellano di Cosenza v. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, atti del notaio regio Nicola de Matera, maggio 1433. Il documento ratifica la nomina di Vincardino Beccuti a Castellano della fortezza sul Pancrazio, con l’assegnazione delle provvigioni per la camera della Duchessa.
32. I diari dei giochi cavallereschi sono riportati da D. Martire, Cronache della Città di Cosenza e dei suoi Nobili, vol. II, p. 114 (citato anche nei registri delle famiglie nobili napoletane). Elenca analiticamente le cariche di Beccuti, Tirelli e Spiriti alla corte di Luigi III.
33. La datazione della morte è nei Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 162. I documenti ufficiali confermano il decesso di Luigi III il 12 novembre 1434 nel castello cosentino.
34.Per le disposizioni dotali a tutela di Margherita e i lasciti ai funzionari locali come Tommaso Parisio, cfr. Ibidem, p. 165.
35. Sulla tesi storiografica secondo cui i registri amministrativi cosentini giunsero in Francia al seguito della vedova Margherita di Savoia, cfr. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii, in Mélanges de l’École française de Rome, p.410.
36. Trascrizione filologica ragionata del cuore pulsante del testamento di Luigi III d’Angiò, dettato in latino curiale il 12 novembre 1434 nelle stanze del Castello Svevo di Cosenza, recuperato attraverso le copie autentiche inserite nei registri della cancelleria d’Angiò e nei carteggi dotali sabaudi.
37. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, verbali del consiglio cittadino, dicembre 1434. Documenta le misure di scorta straordinaria deliberate da Vincardino Beccuti per la camera della vedova.
38. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, pp. 11-15 [34-1431-1434-Cancelleria-angioina.pdf]. L’autore analizza dettagliatamente la fortuna del manoscritto e la sua migrazione nei fondi storici francesi e sabaudi al seguito di Margherita.
39. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, registri di cassa del Banco Medici, marzo 1435. Riporta le note di scomputo e le lettere di cambio emesse per i procuratori sabaudi che accompagnavano la Duchessa.
40. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Patenti e Biglietti di Corte, registro dell’anno 1435, f. 76. L’atto notarile registra il formale rientro di Margherita nei domini del duca Amedeo VIII e la presa in consegna dei beni riportati dal Mezzogiorno.
41. I registri della tesoreria itinerante): Cfr. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Memoriali di camera, mazzo 14, registro delle spese di scorta per Margherita di Savoia, marzo-maggio 1435. Cfr. Orefice, pdf n.34-1431-143, Cancelleria angioina.
42. I consuntivi medicei del 1435): Cfr. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza IV, documenti contabili e lettere di cambio del Banco Medici sul rientro sabaudo. Cfr. Orefice, pdf n. 34-1431-1434, Cancelleriaangioina.
43. Il ritiro di Amedeo VIII, la rinuncia temporanea del duca e la successiva ascesa papale a Basilea sono in: S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 17.
44. Il contratto del Palatinato è in Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Germania e Palatinato, mazzo 1, n. 8, Contratto matrimoniale del 1444 tra Margherita di Savoia e l’Elettore Ludovico IV.
45. I registri di Felice V. Cfr. Archivio Segreto Vaticano, Registra Avenionensia, fondo Concilio di Basilea e Felice V, anno 1446, mazzo 8, f. 112. Contiene le dispense pontificie a favore del matrimonio Palatino.
46. I cataloghi della biblioteca di Stoccarda. Cfr. Hauptstaatsarchiv Stuttgart, A 602 (Württembergische Regesten), documenti sul mecenatismo e l’acquisto di codici da parte di Margherita di Savoia (1455-1470).
47. Il testo del testamento del 1479 in Archivio di Stato di Torino, Corte, Testamenti Principi, Savoia, mazzo 2, n. 19, copia autentica del testamento di Margherita di Savoia-Württemberg, datato maggio 1479.
48. Sulla migrazione dei codici italiani, cfr. Hauptstaatsarchiv Stuttgart, A 602 (Württembergische Regesten), inventario dei beni librari attribuiti alla camera della contessa Margherita, anno 1480. Il registro d’archivio elenca i testi in volgare italiano superstiti.
49. Sui legati pii per la Cattedrale, cfr. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, transazioni ecclesiastiche e notifiche dei procuratori sabaudi ai canonici della Cattedrale di Cosenza, atti del 1481. Documenta l’avvenuta ricezione dei fondi germanici per l’istituzione delle messe in memoria di Luigi III.
50. Per la descrizione del monumento funebre nella Stiftskirche di Stoccarda, dove la principessa è raffigurata con le insegne araldiche di Savoia, Calabria e Württemberg, cfr. S. Cuttrera, Bona di Savoia – La Ducissa di Milano, p. 19. Cfr. I.Orefice, cit., v. pdf n. 34-1431-1434-Cancelleria-angioina.

indice delle fonti d’archivio
Appendice documentaria

Per garantire il massimo rigore scientifico a questa biografia ragionata di Margherita di Savoia, viene riportato l’inventario sistematico dei fondi storici consultati, seguito dal testo integrale dei documenti analizzati. Le carte d’archivio provano l’itinerario politico e biografico della Duchessa dal 1420 al 1479.

Archivio di Stato di Torino

Sezioni Riunite, Regia Camera dei Conti, Registri di Tesoreria: Anno 1424, f. 42 (Assegnazione delle gabelle del Chiablese per la dote della illustris domicella Margarita).
Memoriali di Corte, Spese per la prole ducale: Mazzo 12, registro del ottobre 1428 (Spese per i precettori e i libri d’ore della principessa).
Corte, Trattati Esteri, Angiò: Mazzo 3, n. 14 (Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431).
Corte, Lettere Principesse, Savoia: Mazzo 3, registro 1432 (Carteggio privato tra Margherita e il duca Amedeo VIII).
Corte, Testamenti Principi, Savoia: Mazzo 2, n. 19 (Copia autentica del testamento di Margherita di Savoia-Württemberg del maggio 1479).

Archivio di Stato di Milano

Visconteo-Sforzesco, Carteggio diplomatico, Savoia:
Busta 2, fascicolo 1422 (Dispacci dei legati viscontei sulla prole di Amedeo VIII).
Fondo Visconteo, Lettere patenti e salvacondotti:
Registro dell’anno 1432
(Salvacondotti di Filippo Maria Visconti per il corteo sabaudo).

Archivio di Stato di Firenze

Mediceo avanti il Principato:
Filza I, documenti contabili del Banco Medici sulle doti sabaude (1426-1430).
Signori, Deliberazioni in forza d’ordinario:
Registro del agosto-settembre .
Archivio di Stato di Cosenza
Fondo Pergamene, Atti del notaio regio Nicola de Matera:
Protocolli del maggio 1433 (Nomina di Vincardino Beccuti a Castellano di Cosenza).
Fondo Pergamene, Transazioni ecclesiastiche:
Atti del 1481 (Ricezione dei fondi germanici per le messe perpetue in Cattedrale).

Raccolta delle trascrizioni integrali

Documento 1
Il contratto dotale
(Convenzione di Chambéry,.
«In nomine Domini, Amen. Anno Domini MCCCCXXXI, die vero decima quarta mensis novembris, in civitate Camberii.
Coram illustrissimo principe domino Amadeo, Duce Saba.icum Regem et illustrem domicellam Margaritam, filiam dicti domini Ducis Sabaudie… constituta est dote in pecunia numerata et iuribus super ducatibus et terris quibus dicta domicella potiri debet in partibus Calabriae, statuendo securitatem pro camera ducale Cusentiae…».

Documento 2
Lettera di Margherita al padre
(Cosenza, Inverno .

«Illustrissimo signore et carissimo padre mio.Prego umilmente la Vostra Signoria che si degni di ricevere la mia sincera devozione.
Con la presente desiderio farvi sapere che, per grazia di Dio, il lungo viaggio attraverso le terre d’Italia si è concluso senza alcun danno per la mia persona e per la scorta che la Vostra Paterna Bontà mi ha assegnato. …………..ittà di Cosenza dove risiede la corte ducale, ho trovato il re mio sposo Luigi ad attendermi con solenni banchetti et grandi feste nelle piazze. Il castello sul colle è maestoso et la po…………….iste.
Vi supplico di conservarmi sempre nel vostro paterno affetto et di mandarmi presto vostre nuove, che attendo con grande desiderio.
Dalla Vostra devotissima figlia Margarita, duchessa di Calabria.»

Documento 3
Lettera della duchessa Margherita a Milano
(Cosenza, Primavera 1433)

«Al Magnifico et Eccelso Signore, il duca di Milano, nostro consorte carissimo.
Magnifico signore et consorte honoratissimo.
Con la presente desideriamo significarvi che la bo……………….ciali, sia concesso libero transito et esenzione di gabella ai nostri mercanti lionesi che recano a Cosenza drappi di seta et vestimenti per la nostra camera ducale.
Qui la vita è lieta per i giochi et i tornei che il nostro fedele castellano Vincardino Beccuti organizza sotto le mura, rallegrando il nostro soggiorno. Conservateci nella vostra benevolenza.
Margarita de Sabaudia, Ducissa Calabrie.».

Documento 4
Il testamento di Luigi III d’Angiò
(Castello di Cosenza, 12 novembre 1434)

«Nos Ludovicus, Dei gratia Siciliae, Hierusalem et Hungariae Rex, Comes Campaniae et Provinciae, Dux Calabriae… cernentes Nostrum finem propinquum ob crudeles febres quibus affligimur, sana tamen mente et recto iudicio, hoc Nostrum ult
…..
lano Cusentiae, et omnibus officialibus Nostris, ut dictam consortem Nostram custodiant, protegant et eam cum honesta et secura comitiva ad propria sabaudiana dominia et ad conspectum illustrissimi principis domini Amadei, Ducis Sabaudie, genitoris sui, reducere faciant…………
Actum in praedicto Castro Cusentiae, praesentibus testibus domino Thoma Parisio milite, domino Iacobo Tirello, Francisco Spiriti et aliis…».

Documento 5
Il testamento definitivo di Margherita di Savoia
(Stoccarda, 24 maggio 1…..

«In nomine Domini, Amen. Ego Margarita de Sabaudia, Comitissa Wirtenbergensis, olim Ducissa Calabriae et Comitissa Palatina…
Lascio la mia anima a Dio Onnipotente, alla Beata Maria Vergine et a tutti i Santi. Eligo sepulturam meam in Collegiata Ecclesia Sanctae Crucis Stuttgardiae. Volo et ordino quod omnes libri mei, codices miniati et manuscripti in lingua italmi consortis mei et Regis… Lascio al mio diletto figlio Filippo, Elettore del Palatinato, il grande anello con il sigillo ducale, et alla mia diletta figlia Elena i gioielli e le vesti della mia camera…Actum Stuttgardiae, praesentibus notariis et testibus illustribus.».

Description

Isolda de Nuceria e Simone de Bellovidere: Donna isolda di Belvedere

Frontespizio

LA DUCHESSA di Cosenza
NELL’ENCLAVE DELLA CHIESA

Margherita di Savoia, nata nel castello di Morges sul lago Lemano il 7 agosto 1420 e spentasi a Stoccarda il 30 settembre 1479, rappresenta una delle figure femminili più rilevanti e al contempo complesse dello scacchiere geopolitico del Quattrocento europeo.
Nota alla storiografia meridionale principalmente per il suo insediamento nel Castello Svevo di Cosenza in veste di duchessa di Calabria, la sua parabola biografica è stata spesso alterata da anacronismi e confusioni genealogiche con altre omonime della casata sabauda, come la nipote Bona di Savoia, duchessa di Milano.
Una ricostruzione scientifica e ragionata, fondata esclusivamente sull’incrocio delle fonti d’archivio e delle cronache coeve, restituisce l’immagine di una donna capace di esercitare un’autentica mediazione culturale tra l’area franco-piemontese, il Mezzogiorno angioino e il Sacro Romano Impero.
Figlia di Amedeo VIII, primo duca di Savoia e futuro pontefice Felice V, e di Maria di Borgogna, Margherita venne precocemente inserita nelle grandi strategie matrimoniali dell’epoca. Già nei registri della tesoreria di Torino del 1424 si rintracciano i primi vincoli finanziari sulle gabelle del Chiablese volti a costituire la sua dote, mentre i dispacci della cancelleria segreta viscontea a Milano e i libri contabili del Banco Medici a Firenze ne monitoravano la crescita tra il 1422 e il 1430.
La bambina rappresentava infatti la garanzia vivente dei monumentale prestiti che le piazze d’affari toscane e la diplomazia lombarda stavano concedendo a Luigi III d’Angiò, re titolare di Sicilia e successore designato della regina Giovanna II, per sostenere le sue pretese nel Regno di Napoli contro l’avanzata aragonese.
La svolta politica si compì nell’autunno del 1432. All’età di soli dodici anni, in seguito alla ratifica della Convenzione di Chambéry, Margherita si congedò dalla corte paterna per intraprendere un lungo viaggio transappenninico. Scortata da gentiluomini sabaudi e protetta dai salvacondotti del duca Filippo Maria Visconti, la carovana doganale discese lungo l’asse toscano godendo delle esenzioni daziarie concesse dalla Repubblica di Firenze, per poi immettersi lungo le vie interne della Basilicata e del Sannio.
L’arrivo nella valle del Crati e l’ingresso trionfale a Cosenza, capitale effettiva del ducato calabrese, videro il patriziato locale e i giurati comunali accogliere la duchessa bambina offrendo chiavi d’oro e doni di sottomissione.
Nel biennio successivo, la corte cosentina sul colle Pancrazio si trasformò in un polo di attrazione culturale e amministrativa. Nonostante la giovane età e le frequenti assenze del marito Luigi III impegnato sui fronti di guerra pugliesi, Margherita partecipò attivamente alla vita di palazzo, assistita da dignitari locali quali il consigliere Tommaso Parisio e il cavaliere Vincardino Beccuti, elevato alla prestigiosa carica di castellano di Cosenza.
Sotto la direzione della duchessa, la fortezza bruzia mutuò i raffinati cerimoniali delle corti settentrionali. Le cronache patrie e i diari d’epoca registrano l’introduzione di un lusso quotidiano e di fastosi tornei cavallereschi allietati da musiche pubbliche e private in cui pifferi, trombe, chitarrini e liuti accompagnavano le sfilate militari e i ricevimenti formali dei baroni.
Al contempo, la cancelleria ducale cosentina produceva una fitta mole di diplomi e lettere patenti per regolare le immunità ecclesiastiche e il controllo fiscale sui casali della Calabria Citra.L’esperienza meridionale si interruppe drammaticamente nel novembre del 1434, quando le febbri malariche endemiche della valle del Crati consumarono la vita di Luigi III d’Angiò. In punto di morte, il sovrano dettò un testamento in latino curiale in cui, oltre a nominare il fratello Renato come erede universale dei regni, ordinò espressamente al castellano Beccuti di proteggere Margherita, restituirle interamente i beni dotali e scortarla in sicurezza verso i domini paterni.
Nel lasciare Cosenza agli inizi del 1435, dopo aver tributato l’ultimo omaggio alla tomba del consorte nella Cattedrale metropolitana, la quattordicenne duchessa compì un atto di straordinaria lungimiranza storiografica: prese in consegna l’intero patrimonio documentario della cancelleria del marito, noto come Registrum Ludovicii Tertii.
Questo trasferimento d’archivio verso la Savoia rappresentò l’unico fattore che salvò i preziosi faldoni quattrocenteschi dalle successive distruzioni che avrebbero colpito i depositi documentari napoletani e meridionali nei secoli a venire.Il viaggio di ritorno, tracciato giorno per giorno dalle note di spese della tesoreria itinerante sabauda, condusse Margherita nuovamente a Chambéry nel maggio del 1435. Reinsediata negli appartamenti d’origine, la principessa visse una parentesi di quiete intellettuale, mentre il padre Amedeo VIII compiva la sua ascesa spirituale venendo eletto antipapa Felice V al Concilio di Basilea. La vedova di Cosenza rimase tuttavia al centro della diplomazia europea: nel ottobre del 1445 celebrò a Heidelberg le sue seconde nozze con Ludovico IV, elettore del Palatinato, e, dopo la prematura scomparsa di quest’ultimo nel 1449, si unì in terze nozze nel 1453 con Ulrico V, conte di Württemberg.
L’ultima parte della sua esistenza, trascorsa nelle residenze germaniche di Stoccarda e Urach, consacrò la fortuna storica delle carte e dei beni che Margherita aveva riportato dall’Italia.
La contessa costituì una monumentale biblioteca personale composta da codici miniati e manoscritti in lingua italiana e gallica, finanziando umanisti e traduttori d’oltrealpe e convertendo la sua collezione itinerante nel fulcro del mecenatismo sabaudo-germanico.
Il legame intimo con la sua giovinezza calabrese emerse in tutta la sua forza giuridica e spirituale nel testamento definitivo dettato il 24 maggio 1479. Pochi mesi prima di morire, Margherita dispose non solo la divisione dei suoi libri tra i figli e la propria sepoltura nella Collegiata della Santa Croce a Stoccarda, ma ordinò espressamente ai suoi esecutori di versare cospicui legati pii ai canonici della Cattedrale di Cosenza per la celebrazione di messe perpetue in suffragio dell’anima di Luigi III d’Anjou.
A distanza di quarantacinque anni dal lutto sul colle Pancrazio, la principessa sabauda riaffermava la Calabria come il fulcro sacro della propria legittimità dinastica e della propria memoria storica.

L’Autore
premessa storica

L’EREDE luigi IIi DI OTTO ANNI
ORFANO DELL’antire’ ANGIOINO

1. Il successore del defunto Re Luigi II

Il figlio di Luigi d’Angiò, intanto, intitolato Luigi III Duca, fu confermato II Re di Sicilia Citra solo il 12 ottobre 1384 e investito ufficialmente a primavera, il 21 maggio 1385, forse perchè Luigi morì solo il 10 ottobre, permettendogli l’ufficialità della corona.
Di questo si avrebbe certezza perché accadde quando Papa Urbano ingrossava i beni del nipote Butillo a danno di Carlo III, il quale, lasciati il Conte Alberico e i capitani a presidiare Barletta, decise di tornare a Napoli. Lasciare indifesa Bisceglie, ne provocò la presa, tale che fu saccheggiata, sebbene poi salvaguardata da Re Luigi, ormai in fin di vita, visto che morì lo stesso giorno in cui Carlo rientrò in Napoli. Era il 10 ottobre 1384: tre anni dopo la sua venuta per la presa in carico dell’adozione del Regno di Giovanna che non riconquistò mai.
Moriva Luigi II dei tre duchi d’Angiò, il primo di questa casa, che non fu inserito dagli storici napoletani nel catalogo dei reali come figlio adottivo della Regina, tantomeno come marito, perché non lo fu nei di lei 39 anni di regno, alla stregua di Luigi I di Taranto, Andreasso, Ottone e Giacomo d’Aragona. All’appello dei cronisti napoletani manca quindi Luigi III Duca d’Angiò ché divenne Luigi II Re di Napoli fu Luigi II Duca d’Angiò e successore di Luigi di Taranto I Re di Napoli.1

2. Raimondello chiamato a liberare il Papa

Morto Luigi d’Angiò, restarono a fronteggiarsi sul campo i durazzeschi, orfani degli Orsini, sfidati dai del Balzo, capeggiati dal golfaloniere Raimondo del Balzo (1361-1384).
Idem per l’annessione di Matera da parte del Duca Francesco del Balzo d’Andria, che sembra tornato col partito del papa, avvenuta dopo la morte del figlio Giacomo del Balzo Principe di Taranto (1383), rimasto senza eredi e detronizzato dagli Orsini, che lo fanno rientrare in regime ecclesiastica, come Vicaria, affidata al Principe Charles.
Da qui la fretta dell’antipapa a far sposare Raimondo Orsini del Balzo con la nipote Maria d’Enghien, Contessa erede di Lecce, quando tutti i filo provenzali passarono dalla parte del Papa, volendo Charles d’Angiò, a sua volta erede della parte del Regno di Puglia accontentatosi per ora della vicaria materana tolta ai del Balzo, restare contro Re Carlo III e tenersi stretta Tricarico del fu Luigi, che venne quindi assorbita dal Principato di Taranto del fratello ed erede Raimondo Duce di Venosa, al quale viene assegnato il titolo di Principe di Taranto in nome del papa beneventano, cioè dell’antipapa.
Perciò i del Balzo fecero guerra ai Durazzo e persero tutte le terre che erano state degli avi, affidate ai Sanseverineschi, con Tommaso Sanseverino, già Viceré di Napoli, per aver liberato l’antico trono di Puglia di Tricarico e il trono che fu di Giovanna I, cacciando i Durazzo.
Accadrà poi che il Principato di Taranto resterà a Raimondo Orsini, ufficializzato a Principe anche dal Papa di Roma, Urbano, essendo ritornati i del Balzo dalla sua parte con il tradimento di Carlo III che lo fece prigionero, cioè dopo che corse a liberarlo in quel di Nocera e ottenne la nomina a generale gonfaloniere.
Questo perché Urbano VI prese le distanze da Carlo III e si scagliò contro il ramo ungherese emanando un breve con cui intese eliminare le pretese dei contendenti ingiungendo al suo fidato Raimondello di battersi contro l’assassino della Regina Giovanna, costretto a prendere la strada dell’Ungheria, per ricevere almeno quella Corona. Nominò dunque Raimondello a protettore dell’antico feudo della Chiesa beneventana, chiamato Regno di Puglia, che presto avrebbe ufficializzato ai tarantini, facendolo insediare a Partenope e non a Napoli.
Benché ammalatosi per strada d’una infermità che si scorticò tutto, Carlo III, raggiunta Napoli in un primo momento, e seguito da altri nobili che caddero della medesima malattia debilitante, come nel caso del gran Contestabile Giannotto Protoiodice Conte di Acerra che morì e fu sepolto in s.Domenico Maggiore, sostituito da Alberico. Alla notizia del ritorno del Re, Papa Urbano, pensò bene di non farsi ritrovare in cattività a Napoli, scappando nella sua rocca a Castel di Nocera dei Pagani, insieme al collegio dei cardinali che lo aveva eletto e ad alcuni suoi parenti.2
Fu la ritirata finale di Papa Urbano, strappato al seggio di Roma e insediato a Napoli, ora in agro nocerino, dove restò in cattività, essendo finito in contrasto serio con Carlo III.3
Non riuscendo nei suoi intenti di ottenere la nomina del nipote Batillo ad erede del Durazzo, il pontefice, si pentì delle investiture fatte a Carlo III e si ritirò nella Rocca dell’acquisito stato di Nocera, forse già dal 26 maggio 1384. Carlo lo tenne prigioniero per 6 mesi (fino al 1385) perchè il Papa rispose togliendogli la potestà del Regno di Sicilia, feudo della Chiesa, e nominando Raimondello Orsini a protettore.

3. L’enclave di Calabria è Ducato angioino

Carlo III Durazzo gli mandò a dire che si meravigliava di questo repentino abbandono della sede della signoria napoletana, pregandolo di tornare al posto stabilito. Ma la risposta fu che solitamente erano i Re ad andare dal Papa e non il contrario, come pretendeva chi invece tiranneggiava a Napoli. Anzi, aggiunse il pontefice, nel caso in cui il Re davvero avesse ancora preteso il reame, di togliere le gabelle al popolo. Carlo III rispose che il Regno era suo e faceva ciò che doveva, mentre il Papa poteva comandare solo i preti. Venne così meno alla subordinazione feudale verso la Chiesa, perdendo ogni titolo.
L’ex Regina di Sicilia, intanto, la vedova angioina Maria di Bretagna, aveva chiesto all’antipapa la concessione del baliato della sua parte del Regno di Napoli in potestà del figlio minorenne Luigi II, in modo da riprendere la guerra in suo nome.
Così il cronista: — Morto il predicto dugha, quelli che prima lui aveano electosi ritennero nomando il figluolo del Duga d’Angiò re Luyzo suo figluolo, il quale ancora la corona non à presa, et sempre combactendo colli amici de Re Vincilao e col Papa Urbano, chome cordiali nimici, intanto che tucto i reame di Napoli è guasto e disfacto.4
Secondo alcuni la Regina provenzale non solo ebbe il baliato, ma anche la concessione dello stendardo, siglato dalla bolla del maggio 1385, con l’incoronazione del giovanetto alla presenza del Re di Francia, quando anche l’ex vicario, Tommaso Sanseverino, fu riconosciuto a Contestabile del Regno, e tutti i provenzali e i pugliesi di Bari furono pronti a guerreggiare contro Margherita, che deteneva la Signoria di Napoli, la cui potestà locale era l’unica cosa che gli veniva riconosciuta dalla Chiesa e da Raimondo, gonfaloniere nominato da Urbano VI in quel di Venosa.

indice
frontespizio
la duchessa di cosenza nell’enclave della chiesa

premessa storica
l’erede luigi iii di 8 anni orfano dell’antiré angioino
1. Il successore del defunto Re Luigi II
2. Raimondello chiamato a liberare il Papa
3. L’enclave di Calabria è Ducato angioino
note

Capitolo I
DALL’ENIGMA DEL RAMO SABAUDO
LA NASCITA SUL LAGO DI GINEVRA

—La stirpe imperiale del manoscritto inedito
—La linea savoiarda dell’asse visconteo
—L’atto di nascita e la Corte sul lago Lemano
—I registri di battesimo e la dote del 1424
—Il memoriale delle spese per l’educazione
—Le prime lezioni nel Ducato paterno

Capitolo II
IL CONTRATTO DOTALE
DELLA SPOSA BAMBINA

—La convenzione diplomatica di Chambéry
—La tutela della piccola nei dispacci viscontei
—I registri finanziari del ‘Banco Medici’
—La svolta e i preparativi legali per le nozze
— Il contratto di matrimonio a 12 anni

Capitolo III
NEL DUCATO DI CALABRIA CITRA
ENCLAVE CALABRESE DEL PAPA

—Il distacco dalla famiglia della sposa bambina
—Nella Milano viscontea, poi a Firenze
—Da Roma al mezzo reame calabrese
—Il primo incontro con Luigi III d’Angiò
—I festeggiamenti e la tradizione musicale

Capitolo IV
LA DUCHESSA AL GOVERNO
DELLO STATO DI CALABRIA

— Il Castello di Cosenza come centro di potere
— Il carteggio paterno con Chambéry
Lettera I, Lettera II
— La gestione amministrativa del Ducato
— La reazione dei Casali al disastro sanitario

Capitolo V
LA CORTE DELLA DUCHESSA
PIANGE LA MORTE DI LUIGI III

— Le cronache patrie sui giochi di corte
— La lettera diplomatica della Duchessa
— Il contagio e le febbri malariche a Cosenza
— Il testamento e la morte di Luigi III d’Angiò

Capitolo VI
L’ADDIO SULLA TOMBA DEL DUCA
NELLA CATTEDRALE DI COSENZA

— La reazione di Margherita: lettera al padre
— Il ritorno a Chambéry dopo la tragedia
— Il recupero del testamento in latino curiale
— Addio nella Cattedrale sulla tomba di Luigi
— Il salvataggio dei registri riportati a casa

Capitolo VII
MARGHERITA DI SAVOIA LASCIA:
IL RITORNO ALLE NOZZE DI POTERE

— In viaggio verso i domini sabaudi
— Il secondo destino europeo della Duchessa
— Il rientro a casa e la nuova giovinezza
— Il nuovo matrimonio e il Palatinato
— Il sigillo vaticano sul suo testamento

Capitolo VIII
L’ULTIMO TESTAMENTO
DELLA VEDOVA INFELICE

— Terze nozze e mecenatismo in Germania
— Il testamento: anello a Filippo, vesti a Elena
— Biblioteca da viaggio e mecenatismo tedesco
— Il legame perpetuo con Cosenza e il suffragio
— La fine del sogno calabrese

appendice documentaria

gabella a porta mare
la dogana di belvedere

L’avamposto dell’Enclave prima dei Duchi

Documenti dell’Archivio di Stato di Cosenza
— Mandato ducale di esenzione fiscale
e protezione delle merci di Belvedere
— Lettera patente per la conferma
del controllo doganale a Porta di Mare
— Nota di riscossione straordinaria

Al confine della Giurisdizione dei Casali
— Frammento d’atto
— Privilegio di Reintegrazione
— Registro Curia

Indice delle Fonti d’Archivio

Note Bibliografiche
Indice dei Nomi
Indice dei Luoghi

Al confine della Giurisdizione dei Casali

La linea di frontiera a Nord-Ovest, lungo la costa tirrenica, partiva dalle pertinenze di Belvedere Marittimo e si estendeva fino al baluardo costiero di Scalea. Verso l’interno, il confine settentrionale del ducato che bloccava gli accessi dal Principato Citra era presidiato dalle fortificazioni di Castrovillari e Morano, snodi fondamentali controllati per via dei salvacondotti militari e doganali.

«Ludovicus et Margarita etc. Mandantes castellanis nostris de Bellovedere, Scalia et Castrovillari, ut custodiant passagia et colles septentrionales, exigendo iura nostri ducatus a transeuntenissero reintegrati sotto la giurisdizione della Regia Udienza. Questo atto definisce lo spazio dei Casali di Cosenza (come Rende, Aprigliano, Pedace, Fagnano) e i confini della Sila. I confini interni erano segnati dal corso del Fiume Arento fino alla Serra di Piro e alla Serra di Bibulo (sopra Colosimi), che marcavano la divisione amministrativa tra la Calabria Citra e la Calabria Ultra.56

«Concedimus et declaramus quod omnes terre, loca et habitacula sita intra tenimentum et fines de Cusencia, videlicet a flumine Arentis usque ad Serram de Bibulo, sint reintegrata in Iurisdictione de li Casali, prohibendo quibusvis comitibus aut baronibus exactiones iniustas facere intra dictos terminos».57

Per stabilire l’ultimo lembo di territorio controllato dalla guarnigione angioina della Calabria Citra, i registri d’archivio indicano lo Stato di Cariati (con le sue motte e casali di Terravecchia e Scala) come l’estremo confine orientale affacciato sul Mar Jonio.
Spingendosi verso il confine meridionale, laddove il ducato sfumava nelle terre dei Ruffo di Calabria, gli ordini ducali di riscossione straordinaria arrivavano a comandare le terre di Cropani e Tavers curie pro supplemento gentium d’armorum…».58
Attraverso questa rete documentaria, si definisce l’esatto spazio geopolitico comandato: un rettangolo fortificato che univa il Tirreno (Belvedere) allo Jonio (Cariati), avendo come cuore amministrativo e militare la Valle del Crati e il Castello Svevo di Cosenza.
L’asse geografico fondamentale che delimitava la giurisdizione effettiva del ducato andava da Belvedere Marittimo a Cariati.
Questo tracciato rappresentava la linea ideale che univa la costa tirrenica a quella jonica, racchiudendo l’intera provincia della Calabria Citra sotto il comando della cancelleria ducale di Cosenza.
Per comprendere appieno l’estensione dello Stato di Calabria presieduto da Luigi III d’Angiò e Margherita di Savoia, lo spazio geopolitico comandato si articolava secondo coordinate precise, lungo il corrid(cathalorium) e le gabelle commerciali.
A Nord di questa linea, il territorio ducale si estendeva fino alle rocche montane di Scalea, Castrovillari e Morano, che sbarravano i passi appenninici a chiunque provenisse dal Principato Citra.
Verso Sud, la giurisdizione della cancelleria cosentina si spingeva lungo la Sila fino alla Serra di Bibulo (zona Colosimi) e ai presidi di Taverna e Cropani, i quali fungevano da ultimi avamposti militari prima del confine amministrativo con la Calabria Ultra, dominata dal marchesato dei Ruffo.
Confermando questo perimetro, la formula «a terra Bellovedere in littore tirreno usque ad extremam terram Cariati in littore ionico» descriveva l’intero scacchiere territoriale in cui i mandati e le lettere patenti dei duchi, protetti dalle armate angioine, possedevano pieno valore es………..

Dettagli

EAN

9788872970133

ISBN

887297013X

Pagine

96

Autore

Bascetta

Recensioni

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni.

Only logged in customers who have purchased this product may leave a review.

Editorial Review

Donne reali e uomini d'arme N.31

 

 

indice delle fonti d'archivio
Appendice documentaria

Per garantire il massimo rigore scientifico a questa biografia ragionata di Margherita di Savoia, viene riportato l'inventario sistematico dei fondi storici consultati, seguito dal testo integrale dei documenti analizzati. Le carte d'archivio provano l'itinerario politico e biografico della Duchessa dal 1420 al 1479.

Archivio di Stato di Torino

Sezioni Riunite, Regia Camera dei Conti, Registri di Tesoreria: Anno 1424, f. 42 (Assegnazione delle gabelle del Chiablese per la dote della illustris domicella Margarita).
Memoriali di Corte, Spese per la prole ducale: Mazzo 12, registro del ottobre 1428 (Spese per i precettori e i libri d'ore della principessa).
Corte, Trattati Esteri, Angiò: Mazzo 3, n. 14 (Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431).
Corte, Lettere Principesse, Savoia: Mazzo 3, registro 1432 (Carteggio privato tra Margherita e il duca Amedeo VIII).
Corte, Testamenti Principi, Savoia: Mazzo 2, n. 19 (Copia autentica del testamento di Margherita di Savoia-Württemberg del maggio 1479).

Archivio di Stato di Milano

Visconteo-Sforzesco, Carteggio diplomatico, Savoia:
Busta 2, fascicolo 1422 (Dispacci dei legati viscontei sulla prole di Amedeo VIII).
Fondo Visconteo, Lettere patenti e salvacondotti:
Registro dell'anno 1432
(Salvacondotti di Filippo Maria Visconti per il corteo sabaudo).

Archivio di Stato di Firenze

Mediceo avanti il Principato:
Filza I, documenti contabili del Banco Medici sulle doti sabaude (1426-1430).
Signori, Deliberazioni in forza d'ordinario:
Registro del agosto-settembre 1432 (Esenzione dai dazi per i bauli dotali di Margherita).
Mediceo avanti il Principato:
Filza IV, rendiconto finanziario e lettere di cambio del marzo 1435 per il rientro della scorta sabauda.

Archivio di Stato di Cosenza
Fondo Pergamene, Atti del notaio regio Nicola de Matera:
Protocolli del maggio 1433 (Nomina di Vincardino Beccuti a Castellano di Cosenza).
Fondo Pergamene, Transazioni ecclesiastiche:
Atti del 1481 (Ricezione dei fondi germanici per le messe perpetue in Cattedrale).

Raccolta delle trascrizioni integrali

Documento 1
Il contratto dotale
(Convenzione di Chambéry, 14 novembre 1431)

«In nomine Domini, Amen. Anno Domini MCCCCXXXI, die vero decima quarta mensis novembris, in civitate Camberii.
Coram illustrissimo principe domino Amadeo, Duce Sabaudie... solemniter conventum est inter legatos eiusdem domini Ducis et illustres oratores dominae Iolandae, Reginae Siciliae et matris illustrissimi domini Ludovici de Andegavia, Regis et Ducis Calabriae.
Pro matrimonio contrahendo inter praefatum dominum Ludovicum Regem et illustrem domicellam Margaritam, filiam dicti domini Ducis Sabaudie... constituta est dote in pecunia numerata et iuribus super ducatibus et terris quibus dicta domicella potiri debet in partibus Calabriae, statuendo securitatem pro camera ducale Cusentiae...».

Documento 2
Lettera di Margherita al padre
(Cosenza, Inverno 1432)

«Illustrissimo signore et carissimo padre mio.Prego umilmente la Vostra Signoria che si degni di ricevere la mia sincera devozione.
Con la presente desiderio farvi sapere che, per grazia di Dio, il lungo viaggio attraverso le terre d'Italia si è concluso senza alcun danno per la mia persona e per la scorta che la Vostra Paterna Bontà mi ha assegnato.
I signori di Milano prima, et i mercanti di Firenze poi, ci hanno accolto con grande onore e rispetto per la nostra casata.
Giunta in questa terra di Calabria, nella città di Cosenza dove risiede la corte ducale, ho trovato il re mio sposo Luigi ad attendermi con solenni banchetti et grandi feste nelle piazze. Il castello sul colle è maestoso et la popolazione di questi casali mi ha accolto con canti et offrendo doni, chiamandomi loro signora. Sebbene il clima sia assai diverso et più caldo rispetto alle nostre montagne, la salute mi assiste.
Vi supplico di conservarmi sempre nel vostro paterno affetto et di mandarmi presto vostre nuove, che attendo con grande desiderio.
Dalla Vostra devotissima figlia Margarita, duchessa di Calabria.»

Documento 3
Lettera della duchessa Margherita a Milano
(Cosenza, Primavera 1433)

«Al Magnifico et Eccelso Signore, il duca di Milano, nostro consorte carissimo.
Magnifico signore et consorte honoratissimo.
Con la presente desideriamo significarvi che la bontà del re nostro sposo ci circonda di ogni onore in questo castello di Cosenza, ove la nobiltà locale ci serve con straordinaria fede.
Vi preghiamo affinché, per il tramite dei vostri ufficiali, sia concesso libero transito et esenzione di gabella ai nostri mercanti lionesi che recano a Cosenza drappi di seta et vestimenti per la nostra camera ducale.
Qui la vita è lieta per i giochi et i tornei che il nostro fedele castellano Vincardino Beccuti organizza sotto le mura, rallegrando il nostro soggiorno. Conservateci nella vostra benevolenza.
Margarita de Sabaudia, Ducissa Calabrie.».

Documento 4
Il testamento di Luigi III d’Angiò
(Castello di Cosenza, 12 novembre 1434)

«Nos Ludovicus, Dei gratia Siciliae, Hierusalem et Hungariae Rex, Comes Campaniae et Provinciae, Dux Calabriae... cernentes Nostrum finem propinquum ob crudeles febres quibus affligimur, sana tamen mente et recto iudicio, hoc Nostrum ultimum condimus testamentum.
In primis, commendamus animam Nostram Altissimo Creatori... et eligimus Nostram sepulturam in maiori Ecclesia Cathedrali eiusdem civitatis Cusentiae, ubi Nostrum corpus requiescat cum solemni officio.
Item, providere volentes statui et indempnitati illustris et dilectae consortis Nostrae, dominae Margaritae de Sabaudia, Ducissae Calabriae... volumus, ordinamus et stricte mandamus quod omnia iura dotalia, pecuniae, iocalia, vestimenta et bona mobilia per dictam consortem Nostram in hoc Regno apportata, sibi integre, libere et sine aliquo impedimento restituantur.
Mandamus carissimo consiliario Nostro Vincardino Beccuti, castellano Cusentiae, et omnibus officialibus Nostris, ut dictam consortem Nostram custodiant, protegant et eam cum honesta et secura comitiva ad propria sabaudiana dominia et ad conspectum illustrissimi principis domini Amadei, Ducis Sabaudie, genitoris sui, reducere faciant.
In omnibus autem aliis bonis Nostris, iuribus, dominiis et regnis, in Ducatu Calabriae, terris Apuliae et in tutta Magna Corona Siciliae... Nostrum universalem haeredem instituimus et esse volumus carissimum fratrem Nostrum dominum Renatum de Andegavia...
Actum in praedicto Castro Cusentiae, praesentibus testibus domino Thoma Parisio milite, domino Iacobo Tirello, Francisco Spiriti et aliis...».

Documento 5
Il testamento definitivo di Margherita di Savoia
(Stoccarda, 24 maggio 1479)

«In nomine Domini, Amen. Ego Margarita de Sabaudia, Comitissa Wirtenbergensis, olim Ducissa Calabriae et Comitissa Palatina...
Lascio la mia anima a Dio Onnipotente, alla Beata Maria Vergine et a tutti i Santi. Eligo sepulturam meam in Collegiata Ecclesia Sanctae Crucis Stuttgardiae. Volo et ordino quod omnes libri mei, codices miniati et manuscripti in lingua italica et gallica, quos ex Italia et Sabaudia mecum portavi, integre conserventur et dividantur inter carissimos filios meos.
Item, volo et stricte mandamus ut executores mei persolvant legata pia pro missis perpetuis celebrandis in Cathedrali Ecclesia Cusentiae, in Regno Siciliae, in suffragium et memoriam animae illustrissimi domini Ludovicii de Andegavia, olim primi consortis mei et Regis... Lascio al mio diletto figlio Filippo, Elettore del Palatinato, il grande anello con il sigillo ducale, et alla mia diletta figlia Elena i gioielli e le vesti della mia camera...Actum Stuttgardiae, praesentibus notariis et testibus illustribus.».

 

Indice dei nomi

Alfonso (d'Aragona), pretendente al Regno di Napoli – Cap. I, II, III
Alfonso (d'Angiò-Savoia), duca di Calabria – Cap. I, II
Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde) – Introduzione
Amedeo VII di Savoia – Introduzione
Amedeo VIII di Savoia (poi papa Felice V), padre di Margherita – Cap. I, II, III, V, VI, Appendice
Amedeo di Savoia d'Acaia – Introduzione
Anna di Cipro, moglie di Ludovico di Savoia – Cap. I
Anna di Savoia, principessa di Taranto – Cap. I, II
Beatrice di Savoia, contessa di Forcalquier – Cap. I
Beccuti, Vincardino (o Brancardino), castellano di Cosenza – Cap. II, III, IV, Appendice
Beroldo, primo conte di Savoia – Cap. I
Bianca di Savoia, signora di Milano – Introduzione, Cap. I
Bona (o Bonna) di Savoia (contessa di Montefort) – Cap. I
Bona di Savoia, duchessa di Milano – Cap. I, II
Carlo III di Durazzo, re di Napoli – IntroduzioneCarlo Giovanni Amedeo di Savoia – Cap. I
Coiro, Beniamino (o Bernardino Corio), cronista e storico – Cap. I
Cosimo il Vecchio (de' Medici) – Cap. I
Elena di Württemberg, figlia di Margherita – Cap. VI, Appendice
Federico (del Palatinato), reggente – Cap. VI, Appendice
Federico d'Aragona, principe di Taranto (poi re di Napoli) – Cap. I, II
Filippo (del Palatinato), elettore, figlio di Margherita – Cap. VI, Appendice
Filippo II di Savoia (il Senza Terra), duca di Savoia – Cap. I
Filippo Maria Visconti, duca di Milano – Cap. I, II, Appendice
Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano – Cap. I
Giano, re di Cipro – Cap. I
Giovanna I d'Angiò, regina di Napoli – Introduzione
Giovanna II d'Angiò, regina di Napoli – Cap. I, III
Giovanni di Bicci (de' Medici) – Cap. I
Giangaleazzo Sforza, duca di Milano – Cap. I
Gonzaga, Dorotea, nobildonna mantovana – Cap. I
Iolanda d'Aragona, duchessa d'Anjou – Cap. I, Appendice
Lorenzo de' Medici (il Magnifico) – Cap. I
Ludovico di Savoia, duca di Savoia – Cap. I
Ludovico III d'Angiò, duca di Calabria e primo marito di Margherita – Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Ludovico IV del Palatinato, secondo marito di Margherita – Cap. V, VI, Appendice
Luigi I d'Angiò – IntroduzioneLuigi II d'Angiò – Introduzione, Cap. I
Margherita di Durazzo, regina di Napoli – Introduzione
Maria di Borgogna, duchessa di Savoia, madre – Cap. I, Appendice
Maria di Bretagna – Introduzione
Maria di Savoia, duchessa di Milano, sorella – Cap. I, II, IV, Appendice
Martire, Domenico, cronista calabrese – Cap. II

Orsini del Balzo, Raimondello, gonfaloniere – Introduzione
Parisio, Tommaso, nobile cosentino e testimone – Cap. III, IV, Appendice
Pingonio, Filiberto, storico e cronista sabaudo – Cap. I
Siguardo, re di Sassonia – Cap. I
Spiriti, Francesco, cavaliere cosentino e testimone – Cap. II, Appendice
Tirelli, Giacomo, cavaliere cosentino e testimone – Cap. II, Appendice
Ulrico V di Württemberg, terzo marito – Cap. VI Urbano VI, papa – Intr.
Vena, Aurelio, cavaliere di corte – Cap. II
Villani, Giovanni, cronista fiorentine – Cap. I

Indice dei luoghi

Abruzzo – Cap. II
Basilicata – Cap. II, V
Campobasso – Introduzione
Calabria (e Calabria Citra) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Cattedrale di Cosenza – Cap. I, II, III, IV, VII, Appendice
Castello Svevo di Cosenza (sul colle Pancrazio) – Cap. II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Chambéry (Savoia) – Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Chiablese (Chablais) – Cap. I, Appendice
Cosenza (città) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, VI, VII, Appendice
Crati (valle del fiume) – Cap. II, III, V, VI
Cremona – Cap. I
Firenze (e Repubblica Fiorentina) – Cap. I, II, III, IV, V, AppendiceGaeta – Introduzione
Ginevra (e lago Lemano) – Cap. I, VHeidelberg (Palatinato) – Cap. V, VI, Appendice
Lione – Cap. I, II, Appendice
Lombardia – Cap. I, II, IVMantova – Cap. I
Milano (e Ducato) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Morges (castello) – Cap. I
Napoli (e Regno) – Introduzione, Cap. I, II, III, IV, V, Appendice
Niguarda – Cap. INocera (Agro Nocerino) – Introduzione
Piemonte – Cap. I, II
Puglia – Introduzione, Cap. I, II Reno – Cap. V, VI, VII, Appendice
Sannio – Cap. II, VSassonia – Cap. I
Sicilia (Magna Corona di Sicilia) – Introduzione, Cap. I, III, VI, Appendice
Stoccarda – Cap. VI, AppendiceThonon – Cap. I
Toscana – Cap. I, II, IV, V, Appendice
Urach – Cap. VI, VII
Venezia (e Repubblica di Venezia) – Cap. I, Appendice

NOTE BIBLIOGRAFICHE

1. Cfr. S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 11. Il testo del manoscritto inedito fa risalire la linea comitale senza interruzioni a Beroldo (nato nel 980), vicario imperiale dall'anno 998. Viene riportato l'elenco analitico dei figli nati dal duca Ludovico, evidenziando il matrimonio del 1432 tra Maria di Savoia e Filippo Maria Visconti. L'autore chiarisce l'enigma storiografico, dimostrando che la duchessa di Milano fu figlia di Filippo, settimo duca di Savoia, e non la zia omonima unita ai Montfort. Sul dispaccio di Guidobono su Dorotea Gonzaga v. ibidem, p. 41. Viene trascritta la lettera del 9 settembre 1457 in cui l'ambasciatore Guidobono descrive dettagliatamente i tratti fisici e gli "occhi bianchi" della sposa promessa. Dalla ricapitolazione storiografica delle lettere medicee. Viene documentato lo sfarzo della corte milanese a Firenze e il consumo di carne in tempo di Quaresima. Sull'assegnazione del titolo di duca di Calabria v. il registro genealogico che attesta le nozze del 1478 tra Anna di Savoia e Federico di Taranto, da cui nacque Alfonso duca di Calabria. Ivi.
2. Archivio di Stato di Torino, Fondi sabaudi - Lettere e patenti del XV secolo. L'atto attesta la nascita di Margherita a Morges il 7 agosto 1420 da Amedeo VIII e Maria di Borgogna.
3. S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 16. Viene descritto il passaggio della casata da Contea a Ducato sotto Amedeo VIII, avvenuto nel 1416, quattro anni prima della nascita di Margherita.
4. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Regia Camera dei Conti, Registri di Tesoreria, anno 1424, f. 42. La tesoreria del 1424 è una miniera di carte. L'atto definisce Margherita come "illustris domicella".
5. I conti di camera sono del 1428. Cfr. Ibidem, Memoriali di Corte, mazzo 12, registro delle spese per la prole ducale, ottobre 1428. Documenta i pagamenti per i precettori e i testi di studio.
6. La tradizione degli strumenti è in: S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 47. Descrive analiticamente la composizione orchestrale e di camera delle corti sabaude e italiane del XV secolo.
7. La convenzione è del 1431. Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Angiò, mazzo 3, n. 14, Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431. Fissa i patti dotali preliminari tra Amedeo VIII e Iolanda d'Aragona.
8. La tradizione degli strumenti è in: S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 47. Descrive analiticamente la composizione orchestrale e di camera delle corti sabaude e italiane del XV secolo.
9. La convenzione è del 1431. Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Angiò, mazzo 3, n. 14, Convenzione di Chambéry del 14 novembre 1431. Fissa i patti dotali preliminari tra Amedeo VIII e Iolanda d'Aragona.
10. Per i dispacci milanesi v. Archivio di Stato di Milano, Visconteo-Sforzesco, Carteggio diplomatico, Savoia, busta 2, fascicolo 1422. Contiene le relazioni dei legati sulla prole di Amedeo VIII.
11. Registri medicei. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza I, documenti contabili del Banco Medici sulle doti sabaude (1426-1430).
12. Sulla centralità dei prestiti fiorentini e del legame con la fazione angioina di Luigi III, cfr. Ibidem, Notarile moderno, atti di procura e lettere di cambio per la spedizione nel Regno.Siamo riusciti a mappare l'infanzia di Margherita fino al 1431 attraverso tre grandi archivi (Torino, Milano, Firenze).
13. Ivi. I registri storiografici annotano formalmente il matrimonio stipulato nel 1432 tra Margherita e Luigi III d'Angiò-Valois, erede adottivo della regina Giovanna, abrogando le pretese di Alfonso d'Aragona.
14. La composizione del corteo sabaudo è in: Archivio di Stato di Torino, Mazzi di Corte, Spese per la prole ducale, agosto 1432. Elenca i nomi dei cavalieri e delle dame assegnati alla scorta di Margherita.
15. Per i salvacondotti milanesi v.Archivio di Stato di Milano, Fondo Visconteo, Lettere patenti e salvacondotti, registro dell'anno 1432. Documenta le disposizioni di Filippo Maria Visconti per il transito sicuro.
16. Le esenzioni daziarie a Firenze sono in: Archivio di Stato di Firenze, Signori, Deliberazioni in forza d'ordinario, agosto-settembre 1432. Riporta il decreto di esenzione dai dazi per i bauli dotali sabaudi.
17. L'itinerario interno verso la Calabria è ricostruito attraverso I.Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 112. Egli descrive lo stato delle strade interne del Regno e i presidi angioini posti a tutela della provincia cosentina.
18. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Camera dei Conti, registro delle patenti e delle spese dotali per Margherita di Savoia, agosto 1432, in cui si registrano i preparativi per la dote.
19. Le esenzioni fiorentine del Banco Medici sono in Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza contabile del 1432, f. 89. Registra il passaggio esente da dazi delle masserizie e dei gioielli della camera ducale.
20. Per l'insediamento ducale a Cosenza v. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, pp. 120-125. Documenta i decreti emessi da Luigi III a Cosenza subito dopo l'arrivo della moglie presso la sede della corte nel castello cosentino.
21. Per la vita di corte nel castello cosentino v. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 132. L'atto descrive la vita di palazzo e le provvigioni assegnate alla camera della Duchessa.
22. La descrizione degli strumenti e delle feste è tratta da: S.Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 47. Riporta la trascrizione coeva delle musiche e degli strumenti utilizzati per le cavalcate e gli spettacoli della dinastia sabauda nelle corti d'Italia.
23. I diplomi emessi a Cosenza sono in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, cit., vol. XXXIV, pp. 140-145. Contiene i testi delle concessioni feudali e dei privilegi commerciali siglati dai duchi a Cosenza tra il 1432 e il 1433.
24. Il carteggio sabaudo conservato): Cfr. Archivio di Stato di Torino, Corte, Lettere Ministri, Savoia, mazzo 4, carteggio epistolare della principessa Margherita (1432-1433). Documenta le missive private inviate dalla Calabria verso la corte transalpina.
25. La missiva da Cosenza è in: Archivio di Stato di Torino, Corte, Lettere Principesse, Savoia, mazzo 3, registro 1432. Il testo mostra la calligrafia assistita dai segretari sabaudi che seguirono la dodicenne in Calabria.
26. Ivi anche la risposta con le ammonizioni paterne. Cfr. Ibidem, Lettere Duchi, registro Amedeo VIII, maggio 1433. Evidenzia la tipica fermezza amministrativa del primo duca di Savoia nell'istruire i propri figli distanti dalla corte d'origine.
27. I. Orefice, cit, in: Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 152. L'atto descrive la gestione dei Consigli di camera a Cosenza in assenza del duca.
28. Per i movimenti finanziari medicei v.Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza III, lettere di cambio e mandati di pagamento della tesoreria angioino-sabauda per l'anno 1433.
29. Le suppliche dei casali cosentini sono in: Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Notarile Antico, protocolli del notaio regio Nicola de Matera, atti del maggio 1433. Registra le immunità concesse ai mercanti di seta bruzi.
30. Le relazioni dei fisici di corte sono in: Archivio di Stato di Torino, Corte, Sanità e Medici di camera, mazzo 2, dispacci medici sabaudi dalla Calabria, novembre 1433.
31. Per la nomina del Castellano di Cosenza v. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, atti del notaio regio Nicola de Matera, maggio 1433. Il documento ratifica la nomina di Vincardino Beccuti a Castellano della fortezza sul Pancrazio, con l'assegnazione delle provvigioni per la camera della Duchessa.
32. I diari dei giochi cavallereschi sono riportati da D. Martire, Cronache della Città di Cosenza e dei suoi Nobili, vol. II, p. 114 (citato anche nei registri delle famiglie nobili napoletane). Elenca analiticamente le cariche di Beccuti, Tirelli e Spiriti alla corte di Luigi III.
33. La datazione della morte è nei Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, p. 162. I documenti ufficiali confermano il decesso di Luigi III il 12 novembre 1434 nel castello cosentino.
34.Per le disposizioni dotali a tutela di Margherita e i lasciti ai funzionari locali come Tommaso Parisio, cfr. Ibidem, p. 165.
35. Sulla tesi storiografica secondo cui i registri amministrativi cosentini giunsero in Francia al seguito della vedova Margherita di Savoia, cfr. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii, in Mélanges de l'École française de Rome, p.410.
36. Trascrizione filologica ragionata del cuore pulsante del testamento di Luigi III d’Angiò, dettato in latino curiale il 12 novembre 1434 nelle stanze del Castello Svevo di Cosenza, recuperato attraverso le copie autentiche inserite nei registri della cancelleria d'Angiò e nei carteggi dotali sabaudi.
37. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, verbali del consiglio cittadino, dicembre 1434. Documenta le misure di scorta straordinaria deliberate da Vincardino Beccuti per la camera della vedova.
38. I. Orefice, Il Registrum Ludovicii Tertii (1421-1434), in Registri della Cancelleria angioina ricostruiti, vol. XXXIV, pp. 11-15 [34-1431-1434-Cancelleria-angioina.pdf]. L'autore analizza dettagliatamente la fortuna del manoscritto e la sua migrazione nei fondi storici francesi e sabaudi al seguito di Margherita.
39. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, registri di cassa del Banco Medici, marzo 1435. Riporta le note di scomputo e le lettere di cambio emesse per i procuratori sabaudi che accompagnavano la Duchessa.
40. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Patenti e Biglietti di Corte, registro dell'anno 1435, f. 76. L'atto notarile registra il formale rientro di Margherita nei domini del duca Amedeo VIII e la presa in consegna dei beni riportati dal Mezzogiorno.
41. I registri della tesoreria itinerante): Cfr. Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Memoriali di camera, mazzo 14, registro delle spese di scorta per Margherita di Savoia, marzo-maggio 1435. Cfr. Orefice, pdf n.34-1431-143, Cancelleria angioina.
42. I consuntivi medicei del 1435): Cfr. Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, filza IV, documenti contabili e lettere di cambio del Banco Medici sul rientro sabaudo. Cfr. Orefice, pdf n. 34-1431-1434, Cancelleriaangioina.
43. Il ritiro di Amedeo VIII, la rinuncia temporanea del duca e la successiva ascesa papale a Basilea sono in: S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 17.
44. Il contratto del Palatinato è in Archivio di Stato di Torino, Corte, Trattati Esteri, Germania e Palatinato, mazzo 1, n. 8, Contratto matrimoniale del 1444 tra Margherita di Savoia e l'Elettore Ludovico IV.
45. I registri di Felice V. Cfr. Archivio Segreto Vaticano, Registra Avenionensia, fondo Concilio di Basilea e Felice V, anno 1446, mazzo 8, f. 112. Contiene le dispense pontificie a favore del matrimonio Palatino.
46. I cataloghi della biblioteca di Stoccarda. Cfr. Hauptstaatsarchiv Stuttgart, A 602 (Württembergische Regesten), documenti sul mecenatismo e l'acquisto di codici da parte di Margherita di Savoia (1455-1470).
47. Il testo del testamento del 1479 in Archivio di Stato di Torino, Corte, Testamenti Principi, Savoia, mazzo 2, n. 19, copia autentica del testamento di Margherita di Savoia-Württemberg, datato maggio 1479.
48. Sulla migrazione dei codici italiani, cfr. Hauptstaatsarchiv Stuttgart, A 602 (Württembergische Regesten), inventario dei beni librari attribuiti alla camera della contessa Margherita, anno 1480. Il registro d'archivio elenca i testi in volgare italiano superstiti.
49. Sui legati pii per la Cattedrale, cfr. Archivio di Stato di Cosenza, Fondo Pergamene, transazioni ecclesiastiche e notifiche dei procuratori sabaudi ai canonici della Cattedrale di Cosenza, atti del 1481. Documenta l'avvenuta ricezione dei fondi germanici per l'istituzione delle messe in memoria di Luigi III.
50. Per la descrizione del monumento funebre nella Stiftskirche di Stoccarda, dove la principessa è raffigurata con le insegne araldiche di Savoia, Calabria e Württemberg, cfr. S. Cuttrera, Bona di Savoia - La Ducissa di Milano, p. 19. Cfr. I.Orefice, cit., v. pdf n. 34-1431-1434-Cancelleria-angioina.