21. MINORI NEL 1754

30,00


Abitanti, vedove, vergini e forestieri

Non tutti i cittadini, dunque, pagavano le tasse. I forestieri che già dichiaravano il possesso dei beni nel paese di origine, per esempio, erano esenti da altro pagamento, se non la tassa sui beni, se sono solo bonatenenti, e lo jus habitationis di 15 carlini se vi abitano, venendo esentati dai contributi comunali e dai servizi locali. forastieri abitanti laici]:

1. Di Atrani, il Magnifico Angelo Gargano di 40 anni che abita in casa propria con giardino a Corte di Sorbo e possiede vari magazzeni e camere a Corte di Sorbo e una casa al petrito. Vive con la moglie Anna Maria Vessicchio di 46 anni e i figli: il clerico Aniello di 15 anni, Nicola di 12 anni, Caterina di 10 anni, Principia di 4 anni e Giovanna di 8…………Once 41.17 e 1/2
2. Di Majuro, Angelo Ferrigno di 27 anni che possiede casa in affitto. Vive con la moglie Caterina d’Agostino di 25 anni e il figlio Pietro di 2 anni……………………………………………../
3. Di Ravello, Angelo Gallo di 55 anni che possiede casa propria a Paradiso. Vive con la moglie Innocenzia dell’AGP di 50 anni, il figlio Luca di 28 anni casato con Grazia di Marino di 30 anni dalla quale ha avuto Emanuele di 3 anni e Giuseppe di 2 anni, e i figli: Nicola di 24 anni, Michele di 22 anni, Orlando di 15 anni, Francesco di 12 anni e Chiara di 17 anni……….Once 23
4. Di Lauro, Agostino della Pietra di 30 anni che abita in casa affitto con la moglie Agnese di Martino…………./
5. Di Ravello, Andrea Donnarumma di 67 anni stroppio e mendico che abita in casa affitto con la figlia Diana di 22 anni……………………./
6. Di Atrani, Bartolomeo Camera di 80 anni che abita in casa affitto con la moglie Catarina Albino di 77 anni………………………………………………/
7. Di Atrani, Crescenzo Gambardella di 35 anni che abita in casa affitto con la moglie Anna Maria Gargano di 30 anni e i figli: Pietro di 9 anni, Francesco di 4 anni, Domenico di 2 anni, Maddalena di 12 anni, Rosa di 10 anni e Trofimena di 6 anni……………………………….Once 10.20
8. [Di Napoli è] il Napoletano, Carmine Coraggio di 60 anni che abita in casa affitto con la moglie Isabella Nastro di 46 anni e i figli: Trofimena di 14 anni e Antonia di 11 anni…………………………………………/
9. Di Capri, Crescenzo Federico di 38 anni che abita in casa affitto con la moglie Brigida di Martino di 34 anni e i figli: Antonio di 9 anni, Giuseppe di 2 anni, Maria di 4 anni e Cecilia di 5 anni………………………………………………/
10. Di Vico Equense, Carlo Guidone di 28 anni che abita in casa propria a Villamena e possiede vigna. Vive con la moglie Chiara Fraulo di 26 anni e la figlia Agnese di 4 anni………../
11. [Di Napoli è] il Privilegiato Napolitano, Magnifico Dottor Cesare Carola di 62 anni abita in casa affitto e possiede casetta a Villamena con vigna, bosco a La Riola e Acqua della Vecchia e casa a Lo Monte. Vive con la moglie Donna Angela Maria Tisi di 46 anni, e i figli: Don Francesco Antonio di 26 anni, Don Filippo Ignazio clerico di 24 anni, Donna Margherita di 17 anni, Donna Rosa di 15 anni, Don Michele di 11 anni, Donna Trofimena Arcangela di 7 anni, la suocera vedova Donna Anna di Grado di 70 anni e la serva Catarina Gatto di 60 anni…………….Once 154.10
12. Da Vico Equense, Domenico Trapano di 65 anni che abita in casa propria a Torre e possiede vigne a Lo Vallone, Martellone e Torre. Vive con i figli: Catarina di 31 anni, Chiara di 27 anni e Trofimena di 24 anni……………………..Once 21.7 e 1/2
13. Da Ravello, Domenico di Lieto di 81 anni privilegiato in quanto padre onusto abita in casa propria a Il Monte e possiede uliveto a Le Fontanelle e S.Angelo delli Lastri. Vive con la moglie Vittoria Apicella di 52 anni e i figli: Gabriele di 13 anni, Pietro di 12 anni, Aniello di 11 anni, Baldassarre di 10 anni e Elisabetta di 20 anni………………………………Once 7.20
14. Da Conca, Francesco Rispoli di 63 anni abita in casa propria a La Piazza e possiede una barca. Vive con la moglie Francesca Grulleo di 54 anni e i figli: il marinaro Carlo di 32 anni casato con Bonaventura Anastasio di 17 anni dalla quale ha avuto Carlo di 1 anno, il lavorante di maccaroni Domenico di 18 anni, Anna di 22 anni, Cristina di 16 anni……………….Once 30
15. Da Ravello, Filippo Manzo di 70 anni abita in casa propria a Paradiso e possiede bosco a Angresia seu Ponticciola. Vive con la moglie Orsola Cestaro di 60 anni e i figli: il lavorante di maccaroni Domenico di 26 anni casato con Antonia Adinolfi di 34 anni, Palma di 33 anni, Trofimena di 28 anni, Rosa di 23 anni……………………Once 10
16. Da Castellammare di Stabia, Francesco Donnarumma di 40 anni abita in casa propria a Casa Palomba………………………………………../
17. Da Citara, Francesco Pappalardo di 60 anni abita in casa affitto con la moglie Trofimena Manzo di 50 anni e i figli: Marco di 20 anni, Giuseppe di 18 anni marinaro, il lavorante di maccaroni Pascale di 13 anni, Pietro di 10 anni, Grazia di 17 anni, Rosalia di 6 anni……………………./
18. Da Ravello, Gennaro Prota di 40 anni abita in casa propria a Paradiso e possiede una barca. Vive con la moglie Claudia di Florio di 40 anni e i figli: Pascale di 8 anni, Matteo di 7 anni, Catarina di 17 anni, Rosa di 12 anni e Petronilla di 4 anni……………Once 14.5
19. Da Atrani, Giovanni Gambardella di 34 anni fu Andrea abita in casa propria a L’alloggiamento magazzeno a Casa Apicella. Vive con la moglie Agnese Russo di 28 anni e i figli: Melchiorre di 7 anni, Andrea di 6 anni, Michele di 5 anni e Grazia di 2 anni…………………………………………. p/r
20. [Da Napoli] il Privilegiato Napolitano, Giuseppe Arpino di 64 anni abita in casa propria a Pandolfo con giardino a Lo Guasto. Vive con la moglie Laura Cantilena di 44 anni e i figli: Pietro di 13 anni, Gabriele di 12 anni, Andrea di 8 anni, Domenico di 6 anni, Serafina di 18 anni, Maria Rosa di 11 anni, la cognata Trofimena Cantilena di 38 anni e il figlio Crescenzo di 25 anni casato con Teresa Manzo..Once 18.10
21. Da Atrani, Giovanni Gambardella fu Aniello di 60 anni abita in casa affitto. Vive con la moglie Rosalina Albino di 40 anni e i figli: Pietro di 8 anni, Aniello di 5 anni, Brigida di 17 anni, Gelsummina di 13 anni, trofimena di 7 anni, Rosa di 2 anni, la madre vedova Girolama Prota di 45 anni, la sorella Catarina di 41 anni, la sorella Angiola di 40 anni………………………../
22. Da Ravello, Gennaro Pisano di 49 anni abita in casa affitto coi figli: Matteo di 19 anni, Pascale di 15 anni, Pietro di 14 anni, Salvatore di 8 anni, Anastasia di 20 anni, Angela di 18 anni, Fortunata di 13 anni, Teresa di 11 anni, Agnese di 9 anni……………………………./
23. Da Ravello, Gennaro Manzo di 56 anni abita in casa affitto con la moglie Teresa di Lieto di 45 anni e i figli: Giovanni di 9, Melchiorre di 7, Agnese di 20, Lucia di 18, Fortunata di 13, Claudia di 3 e Rosa di 2 anni………/
24. Da Vico Equense, Ignazio Guidone di 36 anni abita in casa affitto con la moglie Orsola Esposito di 51 anni e i figli: Trofimena di 20 anni e Teresa di 12 anni…………………………………../
25. [Di Napoli] il napoletano, lo scemo Michele Conte di 25 anni abita in casa affitto con il fratello Gasparre di 12 anni e la sorella Eleonora di 15 anni, la madre vedova Anna Maria Maddalena di 48 anni, la zia Anna Conte di 42 anni e la zia Trofimena Conte vedova di 39 anni………………../
26. Da Ravello, Matteo Prota di 66 anni abita in casa affitto con la moglie Angiola d’Agostino di 49 anni e i figli: Michele di 12 anni, Anna di 40 anni e Agnese di 30 anni………………………../
27. Da Vietri, Metteo Infante di 50 anni abita in casa affitto con la moglie Rosa di Florio di 40 anni e con i figli: Nicola di 24 anni, Tommaso di 18 anni, Melchiorre di 15 anni, Giuseppa di 9 anni, il suddiacono Don Alessandro di 22 anni, Angela di 13 anni, Stella di 11 anni, Francesca di 5 anni e Domenico in fascia…………………………..Once 10
28. Da Vico Equense, Nicola di Rosa di 50 anni abita in casa propria a Montronica con la moglie Catarina Arpino di 46 anni e i figli: Gesuè di 4 anni, Palma di 10 anni, Trofimena di 6 anni, Diamante di 1 anno, il figliastro Romualdo Lardaro di 16 anni……….p/r
29. [Di Napoli] il Privilegiato Napoletano, Nicola d’Amato fu Marco di 62 anni abita in casa propria a Villamena con la moglie Angela Fraulo di 65 anni…………………….Once 51.14
30. Da Vico Equense, Pietro Coccorullo di 40 anni abita in casa propria a Paradiso con la moglie Cecilia Aurisicchio di 38 anni e i figli: Giuseppe di 16 anni, Carmine di 8 anni, Angelo di 5 anni, Nicola di 2 anni, Anna di 15 anni e Lucia di 7 anni……………../
31. Da Ravello, Pantaleone Sanmarco di 27 anni abita in casa affitto con la moglie Orsola Manzo di 34 anni e i figli: Gasparre di 3 anni e Trofimena di 4 anni……………………………………/
32. Da Tramonti, Paolo Salzano di 50 anni abita in casa propria a Casa Scriata con la moglie Arcangela Baccaro di 43 anni e i figli: Nicola di 18 anni, Marianna di 16 anni, Carmina di 7 anni e Felice di 5 anni………………..p/r
33. Da Amalfi, Salvatore Anastasio di 50 anni abita con la moglie Maddalena Gargano di 43 anni e i figli: Luca di 16 anni, Nicola di 7 anni, Rosaria di 13 anni, Angela di 11 anni, Candida di 8 anni, Vincenza di 6 anni, Giuseppa di 5 anni, Grazia di 3 anni, Vienna in fascia, Massimilla di 18 anni maritata con Gaetano Manzo di 25 anni con il quale ha avuto Giuseppa di 1 anno…………………………….Once 26.20
34. Da Citara, Sebastiano Giordano di 62 anni abita in casa propria a Il Fiume con la moglie Teresa Pappalardo di 50 anni e i figli: Pascale di 20 anni, Angela vedova di 26 anni col figlioletto Matteo Manzo di 1 anno……………………………………………../
35. Da Ravello, Tommaso Gallo di 40 anni abita in casa propria a Paradiso con la moglie Teresa Manzo di 39 anni e i figli: Terigi di 12 anni e Reginella di 10 anni………………………/
36. Da Cetara, Vito Giordano di 65 anni abita in casa propria a Lo Gradone con la moglie Maddalena di Florio di 52 anni e i figli: Pietro di 24 anni casato con Carmina Manzo di 18 anni, Andrea di 21 anni, Francesco di 19 anni, Carmine di 22 anni, Trofimena di 20 anni, Grazia di 17 anni, Matteo figlio di Pietro di 1 anno……………..Once 20

Description

 Il borgo di maestri d’arte e professionisti

 

 

 

 

 

 

 

Si tengono lontano da Minori i ricchi forestieri e gli abili maestri di particolari arti, come il tintore di panni, per tingere le stoffe dei lanieri, come accadeva a Palena, in Abruzzo, descritto nella cronaca del Bindi, dove si obbligavano i vassalli a tingere i panni nella tintoria del Duca.10
Lì il livello non era neppure competitivo con l’Europa in quanto necessitava acquistare per la migliorazione delle tinturiere, qualche ottimo tintore, straniero onde sulle di costui istruzioni ed insegnamenti d’intelligenza co’ migliori de’ nostri chimici si possa stabilire e distendere nelle fabriche tutte del Regno il buon gusto, la delicatezza e la perfezione delle tinte.11
Resta inteso che, anche in comuni non lontani, come Piedimonte d’Alife, esisteva una tintoria privata, con 13 tintori, e la Tinta grande, dietro il Mercato.12
Diciamo che il paese è molto legato alle tradizioni popolari. Siamo in pieno periodo di scoperta del corpo umano, grazie agli speziali per gli unguenti medicamentosi, e ai ricercatori di cosmetici, ciarlatani e non, che propongono prodotti di bellezza tratti da piante naturali. La rosa di Gerico si apre tra le undici e mezzanotte, si espone alla rugiada e si mette sui capelli: il tal modo si è liberi dal mal di testa e crescono i capelli. Si va quindi alla ricerca del rimedio naturale, della cura per forza, del prodotto che liberi da piccoli fastidi e da dolori tormentosi. Addirittura si utilizzano gli stessi medicamenti nella magia popolare, volendo anche per tenere lontani i fulmini e altre calamità dalla casa in cui essa è custodita.13
E’ un secolo in cui ci si impone il rimedio attraverso libri, vademecum e consigli. Decine di manoscritti diffusi in tutta europa, fra cui il più antico del 1200, oggi ad Oxford alla Bodeleian Library, poi riuniti nel Thesaurus Pauperum, una raccolta di ricette per ogni specie di malattia o di disturbo, ordinate a capite usque ad pedas secondo la visione della scuola salernitana nella quale confluivano la tradizione medica greca, latina, araba e giudaica. Il Thesaurus rappresenta un significativo manuale di medicina medievale scritto soprattutto per beneficio degli studenti poveri che non potevano permettersi molti libri. Si tratta di raccolte di ricette, fra il Viaticus di Costantino l’Africano e il Thesaurus del 1250 circa, secondo l’ordine della medicina salernitana, dalla caduta dei capelli, de casu capillorum, alle malattie dei piedi, de gutta arthetica et podagra, rinvenute nell’edizione siciliana.14
Forse sono quelli letti dai nostri speziali che spadroneggiano un po’ ovunque. I nobili hanno per abitudine quella di mandare i loro figli a divenire speziali manuali in una delle tante botteghe, fra le piazze e le viuzze, quasi fosse un praticantato degli scolari per diventare studenti.15
Medicina popolare che si incontra con il folclore, sebbene le annotazioni demo-antropologiche sono spesso dimenticate da storici locali animati da vuoto campanilismo, in Campania come in Terra di Lavoro.16
Aspetti di cultura agro-pastorale spesso impossibili da ricostruire per quella maledetta voglia, per dirla con Lutzenkirchen, di rimuovere, di proposito e in tempi molto brevi, quanto potesse ricordare una epoca pur non lontanissima di disagi, di difficoltà e di miseria. Così, al tempo stesso, si è inteso (soprattutto dall’alto) cancellare la coscienza delle proprie origini, nella prospettiva di una vita soltanto economicamente migliore.17
La crescita di grandi paesi è dovuta anche alla presenza di uno stampatore, cioè una stamperia nei capoluoghi,18 purtroppo assenti in provincia, sebbene sia discreta la presenza di diverse cartiere a Minori, che potrebbe farci incorrere in sviste.19
Resta il fatto che nel Regno vive una gran massa di ignoranti ed è dal lontano 1456 che, in Germania, uscì dalla bottega dell’artigiano Johan Gutenberg, per la prima volta, un libro a stampa, non più scritto a mano. Un’invenzione che ebbe un travolgente successo e permise agli stampatori di raggiungere negli anni altri luoghi, cioè i più fiorenti centri di commercio del continente europeo, che offrivano le migliori prospettive di guadagno. Va considerato quindi che in ogni Provincia del Regno ci potessero essere una media di cinque stamperie, comprese quelle statali.37
Sono piccoli elementi che contribuiscono allo sviluppo di tanti paesi, che vedranno più sviluppati i paesi del Principato Citra rispetto a quelli della Montagna di Montefusco del Principato Ultra che chiedevano di essere collegati fra loro con nuove strade sempre meno impervie.20
Dall’Unione delle once, ultima sezione del Catasto di solito chiamata Collettiva Generale delle once, cioè del reddito imponibile dei contribuenti si ricava il reddito proveniente da attività lavorativa, cioè l’industria, unito al reddito sui beni.21 Elenchi di nomi e numeri concentrati nel librone del Catasto Onciario di Minori: centinaia di pagine che abbiamo riassunto fedelmente in questa pubblicazione dopo averle lette, interpretate e trascritte al solo scopo di renderle fruibili…

 

 

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Editorial Review

Presentazione di Angelo Cillo

Università comune: Terra di Pietrastornina
I problemi feudali del XVIII Secolo di Arturo Bascetta

1. Distretto di Avellino, provincia di Principato Ultra, Regno di Napoli
2. La struttura feudale della Camera Baronale fra ‘600 e ‘700
3. La peste del 1656 e i terribili terremoti che distrussero le Terre
4. Popolazioni in rivolta per le tasse, riassetto per le Università
5. Piccole curiosità dal Palazzo feudale del Principe
6. Re Carlo di Borbone sostituisce il vecchio Catasto austriaco
7. La complessa elaborazione catastale: Pietrastornina consegna nel 1749
8. Dal Catasto del 1749: quattro chiese e un ospedale dell’Università

Note Università comune

Chiese: Terra di Pietrastornina e Oppido della Pietra
Cappelle dirute, Arcipreture di S.Rocco e S.Maria de Juso di Arturo Bascetta

1. La Cappella di San Bartolomeo diruta e unita alla vicina S.Giovanni (1595)
2. La Chiesa e l’Ospedale di San Rocco al Rione San Sebastiano
3. Le visite del Cardinale Orsini alla “fabbrica” di San Rocco
4. Il titolo di Parrocchia resta alla Chiesa degli Apostoli
5. Le nuove San Rocco, Ospedale, S.Maria de Juso in Oppido di Pietra Sturnine
6. La nuova S.Maria de Juso dalle ceneri dell’Abbazia di S.Maria de Juso
7. Rione Terra di San Sebastiano muta nome in Rione San Rocco (1701)
8. L’Inventario “avulso” datato 1708, ma ricopiato nel 1793
9. Il Rione dei Ciardiello, coloni dell’Arcipretura ‘SS.Apostoli’ nel 1755
10. La Chiesa dei SS.Giovanni e Bartolomeo e San Rocco
11. Aumentano da 20 a 28, ma le case del Rione S.Rocco sono le stesse
12. 1800: il Rione si estende dal Palazzo del Principe alla nuova S.Rocco
13. Il raddoppio delle case della Parrocchia di S.Rocco nei registri del 1825
14. Lo Stato delle anime del 1842 dell’ex Parrocchia sofiana

Note Chiese

Borgo: Alienazione dei beni col ‘permesso’ del Principe
Proprietà, debiti e terziaria sulle compravendite di Sabato Cuttrera

1. I cittadini più ricchi sono i Signori e Principi Lottiero d’Aquino
2. Per vedove, vergini e forestieri solo la tassa sui beni
3. Il borgo di maestri d’arte e professionisti
4. Rinasce il clero con la Collegiata nella Chiesa di S.Maria de Juso (1737)
5. Oratorio Venerabilij Cappelle SS.Corporj Chirsti de “intus” (1737)
6. Momenti di moda nelle doti delle donne di Apice e Pietrastornina
7. L’obbligo della terziaria al Principe della Pietra per vendere i beni
8. Anche l’Abate di Montevergine è feudatario dell’Isca e della Menza

Note Borgo

Appendice
L’albero genealogico delle famiglie del Rione S.Rocco