2. AVELLINO PESTE NERA: LE BOLLE DEL PAPA DI AVIGNONE – 1349 (II parte) – ISBN 9788872973172

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Copertina posteriore
Categoria:

La sede è «pastoris solatio destituta» per morte del vescovo Giovanni. È la resa dei conti.
I mulini di Filippo Sabino, che cercavano mugnai, ora sono «fracta e inutilia» perché il terremoto ha deviato le acque.
La Chiesa di Sant’Ippolito è depauperata. La strada per Benevento è un ammasso di macerie e voragini «hiatibus terre».
Avellino è isolata dal resto del mondo.

Description

AVELLINO peste nera le bolle del papa di avignone 1349 – 2 PARTE – indagine storica ricostruzione su documenti inediti dell’ex archivio segreto vaticano

Preambolo / peste estiva di ‘abellinina’ nel 1349
e terremoto magno del 9 settembre

Capitolo I.
il mondo conosciuto è in pena
per IL DIFFONDERSI della peste

1. Picco del contagio a S.Nicola di Atripalda
2. La crisi dei mulini di Filippo Savino
3. Difesa delle vigne: il vino di Montevergine
4. Il collasso della Cattedrale
5. Il rischio della rivolta: i vassalli
6. Patto con la Regina Giovanna: la lettera
7. L’ultimo atto prima del buio

Capitolo II.
GIORNO DEL GIUDIZIO: 9 SETTEMBRE
MACERIE E SCIACALLI SULLE CHIESE

1. Cade la Beneventana, s’allaga Atripalda
2. Domus e Torre Magna dei militi dei S. Magno
3. Arriva il vescovo Raimondo, senza Palazzo
4. Inverno disperato: saccheggio alle Chiese

Capitolo III.
fraternitas cleri abellinensis
prima confraternita di sacerdoti

1. Vasi d’argento e libri sacri trafugati
2. E’ tempo di rendersi utili: la congrega
3. Tre timorosi si avvicinano alla Chiesa
4. Ospedale e Cimitero: Croce a Loco Piano
5. Costituita la Fraternitas: 14 Settembre
6. I due massari riscossori della Fraternitas
7. La fuga dal carcere della Torre caduta

Capitolo IV.
LA VIA ROMANA SI CHIAMA MAGISTRA
sotto il monte è antiqua CAMPANA

1. E’ bivio Atripalda-Via Magistra (Sa-Bn)
2. Via Antiqua Campana Nola-Av-M-Sarchio
3. Nomi e topografia del disastro

Capitolo V.
case scisse e superstiti affamati
lettere al papa di avignone

1. Col Palazzo episcopale inabitabile
2. Atripalda vive nel fango perenne
3. La Fraternitas dei Chierici
4. Danni ai gabellieri: la distruzione dei pesi
5. Avellino e Atripalda, dogane sul lastrico
6. Maestranze di Benevento: la ricostruzione
7. Il censimento: sono morti i 2/3 del popolo
8. Beni messi in salvo: le chiese di Atripalda
9. Il tempo delle frane

Capitolo VI.
TOPPE A TORRI, CHIESE E PORTE
SEGUE UN CONFUSO ACCORPAMENTO

1. A Pasqua riapre la Cattedrale
2. Chiese crollate in città, casali e diocesi
3. Verbale sul crollo di edifici sacri cittadini
4. S’accorpino S.Spirito, Gradoni, S.Bartolomeo
5. Addio a S.Spirito alla Pusterola
6. S.Francesco sui resti della Beneventana
7. S.Andrea e S.Pietro ‘intus’ Porta Castello
8. La Cattedrale a Porta S.Antuono
9. Chiese di casali e castri vicini
10. Le monache di Monserrato e di S.Spirito
11. Danni a Pratola, Manocalzati e Atripalda

INDICE DEI LUOGHI
(Topografia Storica)

I.
Il Sistema Difensivo (Le 8 Torri e le Porte)

Porta Beneventana: Punto di controllo a Nord verso Benevento; associata alla Turris Principalis.
Porta Castello (o Porta Castri): Ingresso presso la rocca dei Filangieri; include la metamorfosi della Porta Grande di S. Antonino.
Porta S. Antuono: Accesso presso l’attuale zona del rione terra, difesa dalla Torre S. Andrea.
Rampa Tofara: Discesa strategica presso la Porta Castri.
Torre Campanaria: Il campanile della Cattedrale, registrato come Vigilia Civitatis.Torre Magna: Fortilizio privato della Domus dei militi de Sancto Magno.
Torre Principale (Turris Principalis): La vedetta settentrionale crollata nel sisma.
Torre Quadrata: Elemento difensivo del fortilizio Filangieri presso il Castello.
Torre S. Andrea: Presidio del fossato presso Porta S. Antuono.
Torre S. Bartolomeo: Torre di presidio dell’omonimo quartiere/parrocchia.
Torre S. Magno: Collegata alla residenza nobiliare omonima.

II.
Il Cuore Civile e Religioso (Avellino)

Maria Maior (Cattedrale): Il corpus magnum a tre navate con il suo cellario sotterraneo.
Palazzo Vescovile: Edificio su tufo con grate in “ferro di Amalfi”, distrutto dal sisma.
Platea Maior (Piazza Maggiore): Luogo del mercato e sede del verbale sub divo post-terremoto.
Portico di San Giovanni de Platea: Sede della pesa della lana e della dogana.
Ripa Maggiore: Il costone del castello dove risiedevano gabellotti e pesatori.
La Pennina: Il clivo che degradava fuori le mura verso le vigne.
La Pusterola: Ingresso secondario (postierla) presso la chiesa di S. Spirito.
La Starza: Area agricola extra-muros destinata alle vigne della Mensa.

III.
Il Polo Produttivo (Atripalda e il Sabato)

Castrum Tripaldae: Il nucleo fortificato di Atripalda.
Fiume Sabato: Asse economico; sede dei mulini e soggetta a “diversione” delle acque.
Molendina duo (Mulini di Filippo Sabino): Situati sotto il castello di Atripalda.
S. Nicola de Tripalda: Chiesa parrocchiale epicentro della peste nell’agosto 1349.
S. Ippolito: Parrocchia di Atripalda dichiarata vacat e depauperata dopo il sisma.

IV.
La Viabilità (Le Grandi Strade)

Via Antiqua Campana: L’antico tracciato verso Nola attraverso il Sarchio.
Via Magistra: La strada romana principale (Salerno-Benevento) che faceva bivio ad Atripalda.
Strata publica ad Beneventum: La via commerciale ostruita dalle frane del 1349.

INDICE DEI NOMI

I. Autorità Ecclesiastiche e Funzionari

Clemente VI (Papa): Firmatario delle bolle di Avignone che gestiscono l’emergenza peste e terremoto ad Avellino.
Raimondo de’ Chini (di Cassino): Arciprete cassinese nominato Vescovo di Avellino il 18 agosto 1349; l’uomo della ricostruzione post-sisma.
Giovanni (Vescovo): Predecessore di Raimondo, morto durante l’estate della peste (1349), lasciando la sede vacante.
Arcivescovo di Benevento: Delegato pontificio per la risoluzione delle controversie fiscali e dei benefici in Irpinia.
Arcidiacono di Avellino: Destinatario delle lettere papali contro i chierici fuggitivi.
Collettore Pontificio: Funzionario della RCA incaricato di inventariare i beni delle chiese e sigillare i granai.

II. Clero Locale e Protagonisti dei Benefici

Nicola di Avellino: Rettore di San Nicola di Atripalda, morto “apud ecclesiam” nell’agosto 1349.
Giovanni da Solofra: Chierico nominato a succedere a Nicola di Avellino per tamponare il vuoto di potere ad Atripalda.
Prete Matteo de Abellino: Testimone fidedigno presente alla stesura dei verbali di distruzione post-terremoto.
I Chierici Fuggitivi: Gruppo anonimo di sacerdoti denunciati dal Papa per aver abbandonato San Potito e Mercogliano durante il contagio.

III. Nobiltà e Proprietari

Filippo Sabino (o dei Sabini): Nobile signore di una parte di Atripalda, proprietario dei mulini sul Sabato colpiti dalla carestia di operai.
Giovanna I d’Angiò (Regina): Sovrana del Regno di Napoli, destinataria dei patti per il mantenimento dell’ordine nel distretto.I Filangieri: Famiglia feudataria titolare del Castrum (Castello) di Avellino.
Militi dei Sancto Magno: Famiglia della piccola nobiltà cittadina, proprietaria della Torre Magna e della Domus vicino alla Cattedrale.

IV. Maestranze, Artigiani e Popolani

Magistro Cicco: Tecnico e capomastro incaricato dei primi interventi di sgombero delle macerie nella Platea Maior.
Petrus lo Grasso: Cittadino citato nei verbali di Inquisitio del 1345 per frodi doganali sui pesi della lana.
I Molendinarii: I mugnai anonimi di Atripalda, la cui morte collettiva segna il blocco dell’economia molitoria.
I Pauperes Milites: La piccola nobiltà di rione citata nel Liber Censuum per i censi dovuti alla Mensa.

Dettagli

EAN

9788898817511

ISBN

8898817517

Pagine

112

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