16. DURAZZANO NELLA VALLE. Possessori, vescovi e patrioti che hanno lasciato il segno

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Copertina posteriore

IL TERRITORIO ASSEGNATO AL PAESE

 

 

Una commissione appositamente costituita si reca sul territorio controverso detto il Monte per curare l’esecuzione della sentenza dell’organo preposto. Al Comune di Durazzano toccano i seguenti territori:
“Li territori dunque rimasti aggregati, assegnati e reintegrati alla Comune di Durazzano, sono gli stessi, che si vedono notati nella pianta, confinanti co’ beni demaniali della convicina Comune di Arienzo, con altri beni demaniali della Comune di S. Agata de‘ Goti, colli sopranotati beni rimasti all’ammini-strazione del Regio Stato di Caserta, e de’ Reali Demani, che è succeduta all’ex Barone per causa della seguita devoluzione, e con tutti gli altri beni demaniali della stessa Comune di Durazzano, e sono li seguenti:
1. La montagna incolta denominata lo Cristone , che tira all’Orneta, di moggia 11 e passi 10, segnata in pianta n. 8.
2. La selva cedua castagnale denominata lo Pastino, che è alligata colla suddetta montagna detta lo Cristone, di moggia 16, passi 20 e passitelli 10, segnata nella pianta n. 7.
3. Altra selva similmente cedua castagnale denominata Panicara, di moggia 7 e passi 5, segnata n. 9.
4. Il territorio seminatorio ed incolto di moggia 4, passi 4 e passitelli 20, segnato n. 10 e 11.
5. Un territorio parte seminatorio e parte selvoso, denominato la Lenza Longa, di moggia 16, passi 20 e passitelli 10, segnato n. 2.
6. Un altro territorio seminatorio denominato lo Jardino, di moggia 9, passi 7 e passitelli 10, segnato nella pianta n. 13.
7. Altro territorio parte seminatorio piano, e parte scosceso, ridotto a coltura , denominato il Castagno di rapillo, di moggia 45, passi 10 e passitelli 15, segnato n. 14.
8. La selva detta la Grotticella, di moggia 5, passi 28 e passitelli 10, segnata n. 15.
9. Il territorio seminatorio di moggia 10, passi 10 e passitelli 18, segnato n. 16.
10. Porzione di montagne ridotta a coltura, in moggia 2 e passi 15, segnata n. 17.
11. Altra porzione incolta della stessa montagna, di moggia 4 e passo 1, segnata al n. 18.
12. Altra selva castagnale cedua, di moggia 6 e passi 28, denominata il Corpo di Cristo, perchè attacca e confina co’ beni della chiesa del Corpo di Cristo della Comune di Durazzano, e col territorio occupato dagli eredi del signor Nicolangelo di Lucia, segnata n. 19.
13. Un territorio boscoso detto i Cerri, di moggia 2, passi 27 e passitelli 15, segnato n. 20.
14. Un pezzo di montagna ridotto a coltura, di moggia 3 e passi 23 , che si tiene a censo da Giambattista Pascale di questa Comune di Durazzano, segnato n. 21.
15. Altro pezzo di montagna di moggia 4, passi 10 e passitelli 25, che si tiene a censo da Francesco e Nicola Abbatiello, zio e nipote di questa medesima Comune di Durazzano, segnato n. 22, il quale pezzo di montagna si osserva essere stato prima ridotto a coltura, ed ora si tiene incolto.
16. Un pezzo di territorio seminatorio , di moggia 9, censito a Vincenzo di Lucia della Comune di Arienzo, segnato n. 23.
17. Per ultimo il territorio seminatorio, arbustato e fruttiferato, di moggia 23 e passi 10, occupato come sopra dagli eredi del sopranomato Nicolangelo di Lucia della detta convicina Comune di Arienzo, segnato n. 24.
Ed infine la metà del territorio denominato le Valloncelle, di moggia 2, passi li e passitelli 15, segnata n. 6, stante l’allora metà del territorio medesimo è rimasta cone sopra assegnata all’amnministrazione di Caserta e dei Reali Demani, a lei come sopra spettante”.
Il “passitello”, misura agraria, era la trentesima parte del passo, che a sua volta era la trentesima parte del moggio. Se il moggio equivaleva a circa 3333 mq, il passitello corrispondeva a circa 3 o 4 mq.

Description

PRESENTAZIONE DI GENNARO SCOGNAMIGLIO, PRESIDENTE UNCI AGROALIMENTARE

 

 

 

Nei momenti di grave crisi, come quelli che stiamo vivendo per la pandemia generata dal Covid-19, si riscoprono le proprie origini, i luoghi dove si è nati e dove si vive.
Per questo L’UNCI Agroalimentare ha voluto fare dono ai cittadini di Durazzano di questo libro, in cui si narrano alcuni eventi accaduti nel nostro paese.
Che cosa avverrà dopo questa pandemia, è difficile dire. Chi, come me, si interessa alla valorizzazione dei prodotti della nostra agricoltura, può guardare con fiducia al futuro del nostro territorio.
Una grande agricoltura come quella delle nostre regioni meridionali, dà il determinante contributo del Mezzogiorno alla leadership italiana nelle produzioni vegetali fresche e di prima trasformazione.
La produzione di vegetali connessa alla “dieta mediterranea” è tanto fondamentale quanto poco conosciuta nelle sue dimensioni italiane ed europee. Per capire tutto questo basti un semplice confronto, il valore della produzione di verdura e ortaggi freschi sia della Puglia sia della Campania è superiore a quello del Belgio.
Ripensando alla nostra storia, possiamo guardare con fiducia al futuro. Costruiamo su solide fondamenta, quelle che i nostri antenati hanno a noi trasmesso, come pegno perenne di amore del luogo natale.

Gennaro Scognamiglio
Presidente Unci Agroalimentare

Dettagli

EAN

9788872970416

ISBN

8872970415

Pagine

112

Autore

Iandiorio

Editore

ABE Napoli

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    Sabato Cuttrera

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Editorial Review

POSSESSORI DI TERRE DEMANIALI

 

 

Un numero rilevante di cittadini di Durazzano coltivavano da molto tempo terreni demaniali. Essi rimanevano nel possesso del territorio che coltivavano, ma con il pagamento di un canone di fitto dopo un accertamento e una valutazione del rendimento del fondo.

23 novembre 1812 ( da Capua)
L’Intendente di Terra di Lavoro, Commissario incaricato della divisione de’ demani della stessa Provincia. Il Comune di Durazzano possiede molti demani, la maggior parte erti e non suscettibili che del pascolo degli animali. Alcune porzioni di esse per lo passato sono state occupate da’ cittadini, che riducendole a coltura, ne han mutata in meglio la superficie, ed ordinariamente anche con piantagione di ulivi ed altri alberi fruttiferi.
Per alcuni la occupazione essendo fuori di ogni memoria, ed essendo in mano de’ terzi possessori, è passata per diverse generazioni, senzaché il Comune vi avesse rappresentato alcun dritto, né esatta alcuna prestazione, sono state finora considerate come ogni altra proprietà particolare. Di altri l’occupazione era recente, perché di un tempo inferiore all’epoca di anni 30. Il Consigliere di questa Intendenza- signor Rega recatosi in quel Comune, ed avendo distinta la prima classe di occupazioni presunte, sulle quali per effetto dell’articolo 35 del Real Decreto de’3 dicembre 1808 ogni pretensione è riservata a’ giudici ordinari, si è incaricato della seconda, relativa alle occupazioni non suscettibili di alcun dubbio. E siccome le migliorazioni fattevi dagli occupatori con la mutazione della superficie e piantagione, davano ad essi il diritto di esservi conservati, giusta l’art. 30 delle Reali Istruzioni de’ 10 marzo 1810, ha prese le disposizioni per la determinazione del canone corrispondente su di esse. A tal uopo seguendo gli stabilimenti degli articoli 24, 28 e 29 dell’additato Real Decreto, ha adoperati i periti per lo progetto del canone conveniente alla qualità delle terre, che poi è stato discusso dal Decurionato di quel Comune, salva a favore dei censuari la ritenzione del quinto per la contribuzione fondiaria coi suoi soggetti.
Lo stato nominativo degli occupatori da soggettarsi a canone, la quantità di esso con la rispettiva estensione di terreno, è il seguente:
Francesco di Lucia quondam Luca, di Arienzo
Vincenzo di Lucia di Gioan Battista, di Arienzo
Francesco di Lucia quondam Luca, di Arienzo
Pietro di Lucia quondam Carmine, di Arienzo
Francesco Falco quondam Domenico, di Durazzano
Domenico di Francesco quondam Antonio, di Durazzano
Saverio Posfumato qu. Andrea, di Durazzano
Tommaso Jaderoso qu. Lorenzo, di Durazzano
Salvatore Telese qu. Filippo, di Durazzano
Carmine Monteforte di Francesco, di Durazzano
Vincenzo di Lucia qu. Pietro di Arienzo
Domenico Pascarella qu. Pasquale di Arienzo
Carlo di Lucia qu. Pietro di Arienzo
Francesco Iglio di Arienzo
Antonio, Salvatore e Tommaso Piscitelli di Arienzo
Domenico Palazzo qu. Cosmo di Durazzano
Francesco Falco qu. Domenico di Durazzano
Luigi Pascale qu. Francesco di Durazzano
Salvatore Telese qu. Filippo di Durazzano
Aniello Piscitelli qu. Domenico di Durazzano
Domenico Iglio di Geronimo di Arienzo.
Andrea Piscitelli qu. Nicola di Durazzano
Giuseppe Suppa qu. Francesco di Durazzano
Giovanni Piscitelli qu. Nicolangelo di Arienzo
Le quote maggiori le tenevano i cittadini di Arienzo, che del canone totale di lire 167,72 da soli pagavano quasi il 75% dell’intera somma. Va detto anche che troviamo cittadini di Durazzano, non inseriti nel precedente elenco, ma sottoposti al pagamento del canone su terreno che coltivano.
Essi sono Gianbattista Pasquale fu Antonio per Territorio cesinale di moggia 2 e mezzo denominato Monte e propriamente nel luogo detto Chiaione ossia Vallone; Eredi di Nicola Abbatiello fu Aniello per Territorio cesinale della estensione di moggio 1 uno detto Chiaione; Mattia ed Arcangelo Abbatiello fu Francesco Territorio cesinale di moggio 1 uno appellato Chiaione.
Se consideriamo che questi atti sono riportati in edizioni a stampa dopo l’Unità d’Italia, si comprenderà la complessità del problema che si lega all’eversione della feudalità.